Ci sono giorni in cui si sceglie di emozionarsi, altri in cui si chiude semplicemente quella piccola porta che arriva dritta al punto, altri ancora nei quali la si lascia socchiusa, come in attesa di una bella folata di vento che la spalanchi improvvisamente. Oggi è per me uno dei giorni del primo tipo, me ne sono accorta subito. L’aria frizzantina e il sole alto e forte sulla città di Parigi non mentono mai.
Tutto questo per dire che non credo che l’incontro con il video-racconto qui su sia stato un caso. Forse in un altro momento non lo avrei neanche notato. E invece eccolo qui, sotto ai miei occhi, con la sua musica e le sue parole messe insieme dalle tante mani che hanno partecipato al PerCorso di bibliolettura interattiva e scrittura creativa “Il viaggio dell’eroe”, a cura di Dario Amadei e Elena Sbaraglia.
Una specie di “avventura” che si è fatta narrazione, una vicenda che è diventata “La scoperta del tramonto”, la storia di Erika che attraversa l’oceano a causa di una lettera, un’armonia costruita ad arte da un gruppo di autori e autrici formato da: Rossana Bonadonna, Simona Di Chiara, Lucia Rizzo, Annarita Lotto, Gianna Mieli, Carolina Ragucci, Leonardo Vitullo.
Via | delphinblue
A quanto pare “il futuro dei libri è nella lettura condivisa”, e le cosa non ci stupisce troppo visto l’interesse che gira intorno ai social network e alla loro “estrema manegevolezza”. Si tratta infatti (a volerne scoprire il “lato libresco” a tutti i conti) di vere e proprie “librerie delocalizzate” che permettono la rapida creazione di comunità culturali. Gruppi di persone che condividono la propria passione, si informano sui loro tomi preferiti, si scambiano dati, organizzano eventi e creano persino esperienze di racconti “a più mani”, digitali naturalmente, per non parlare delle fortuna delle tablettes che facilitano ulteriormente l’esperienza di lettura digitale e del proliferare di e-book.
Questa teoria, di per sé né nuova, né tanto meno inaspettata, è però sostanziata da dati concreti che fotografano una situazione ben più mutevole e concreta di quanto possa apparire. E’ la stessa Claire Amitstead, coordinatrice del canale Twitter dedicato ai libri dell’autorevole The Guardian, a “dare i numeri” che aiutano a cogliere meglio l’estensione del fenomeno:
Bel l’8% del nostro traffico proviene dalle reti sociali e il resto da google e dai nostri stessi consigli. Una tendenza in crescita che si arricchisce ulteriormente con i pareri degli utenti acquisendo anche un’ampiezza internazionale sulle piattaforme e-reading.
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Gli occhi, i suoi occhi, i tuoi occhi, feritoie strette nel riso, sciolte nel pianto. Ricordi indelebili dell’amore e dell’odio, ma soprattutto marchi di fabbrica indissolubili. Gli occhi di Pavese non portano liete novelle, si stagliano piuttosto, inseguono ridensificandosi nuovamente nella voce piena e profonda di Vittorio Gassman.
I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi è parte del secondo gruppo di poesie inedite scritte dopo Lavorare Stanca, nella primavera del ‘50 a Torino. Ritrovate in duplice copia, fra le carte di Pavese dopo la sua morte, furono pubblicate postume nell’ordine nel quale lui stesso le aveva lasciate.
Via | santibarion
Pier Paolo Pasolini veniva brutalmente ucciso il 2 novembre di trentasei anni fa. Della sua morte ebbe a dire Alberto Moravia:
“La sua fine è stata al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui. Simile perché egli ne aveva già descritto, nella sua opera, le modalità squallide e atroci, dissimile perché egli non era uno dei suoi personaggi, bensì una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un’epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile”.
Di questa figura centrale della nostra cultura riportiamo uno spezzone di un’intervista in cui gli viene chiesto quale sia il senso dello scrivere. La risposta di Pasolini è interessante: non ha nessun senso scrivere, lo si fa per una forza d’inerzia. E lo scopo dello scrittore è altalenante tra l’essere un non senso e l’essere un cittadino che ha degli impegni che lo portano a scrivere. In un certo senso, lo scrivere è un impegno di civiltà, una testimonianza dell’essere consapevolmente nel mondo. Ma è, al contempo, un non senso.
Sottili le sillabe che si incatenano come amorose reliquie di un dolore antico e rinnovato, di una commozione che solo la bellezza e il suo improvviso svanire a causa della più crudele delle ingiustizie, sonore e mute come solo le parole di Jacques Prévert, quando ascoltavo rapita come Barbara, una lingua che non era mia, ma che in fondo lo era per una scelta del caso, per un amore del suono.
[…] Ricordati quel giorno ad ogni costo,
non lo dimenticare.
Un uomo si era rifugiato sotto un portico
e ha gridato il tuo nome:
-Barbara!-
E sei corsa incontro a lui sotto la pioggia,
grondante, rapita, rasserenata,
e ti sei gettata tra le sue braccia
Ricordati questo Barbara. […]
Ho ascoltato con ogni singola estensione del mio corpo, ripercorso nelle sere d’autunno, i rivoli freschi di pioggia che colavano abbondanti dall’impermeabile intriso di un’acqua salvifica, mentre sapevo di non capire, istupidita dalla stanchezza della giornata, ciò che davvero stava accadendo, e quando la magia si è lentamente trasformata per lasciar posto alla preoccupazione, ho guardato svanire lentamente quella sottile linea d’ombra, che le note di Claude Debussy ritracciano evanescente.
[…] Piove senza sosta su Brest,
come pioveva allora, ma non è più la stessa cosa
e tutto è crollato
e una pioggia di lutti terribili e desolata,
non c’è nemmeno più la tempesta di ferro, di fuoco, d’acciaio, di sangue,
soltanto di nuvole che crepano come cani. […]
Via | youtube.com
Irvine Welsh oggi compie 53 anni. Welsh, infatti, è nato il 27 settembre 1958 a Leith, il sobborgo di Edimburgo che ritroviamo in tutte le sue opere.
Il suo primo romanzo è stato Trainspotting: il successo fu enorme e nel 1996, tre anni dopo la pubblicazione del romanzo, venne anche realizzato il film omonimo, diretto da Danny Boyle e presentato (fuori concorso) al Festival di Cannes. L’incipit del romanzo – che nasce come una serie di racconti in prima persona con vari personaggi allo sbando – è il seguente:
Sick Boy era coperto di sudore; tremava tutto. Io me ne stavo lì schiaffato davanti alla tele, cercando di non dargli retta, a quel coglione. Mi buttava giù. Provai a concentrarmi sulla cassetta di Jean-Claude Van Damme. Come in tutti i film del genere, l’inizio era drammatico: era quasi obbligatorio. Poi, nel pezzo che veniva dopo c’era un grande sforzo per creare atmosfera, facendo tra l’altro entrare in scena il cattivo, e per far stare in piedi una trama proprio scacata. Comunque, Jean-Claude sembrava pronto a menare le mani da un momento all’altro.
Oltre a Trainspotting (che risale al 1993), romanzo che ha consacrato Welsh come autore simbolo di un’intera generazione, altre opere di Irvine Welsh sono: La casa di John il sordo (1994) Tolleranza zero (1995), Il Lercio (1995), Colla (2001), Porno (2002 - sequel di Trainspotting), I segreti erotici dei grandi chef (2006), Una testa mozzata (2007), Crime (2008), Tutta colpa dell’acido (2010), Serpenti a sonagli (2011). In italiano Irvine Welsh è pubblicato da Guanda, Tea, Longanesi e Sellerio. Sempre in italiano, poi, abbiamo la postfazione al libro L’alieno Mourinho. Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio di Sandro Modeo.

Mi piace molto segnalare l’idea dietro CultBook, trasmissione di Rai Educational in onda su Rai3 (ogni giovedi alle 00.40) che vuole far rivivere i libri di cui parla servendosi di un mix multimediale di musica, immagini di repertorio tratti da Teche Rai, e accostando fra loro titoli e personaggi in corti circuiti culturali originali.
Al bando classifiche letterarie o segnalazione dei soliti best seller (scritti dai soliti noti), il programma già nel titolo trasmette l’idea che il libro, lungi da essere creatura immobile nei secoli, può diventare un “cult” come una canzone passata alla storia o un bel film.
Le letture sono affidate alla voce di Stas Gawronski e si procede per temi: Cesare Pavese incontra Tolstoj e Tahar Ben Jelloun per una riflessione sul carcere e sulla colpa (tema della prima puntata) e Kerouac va a braccetto con Federigo Tozzi e Andrea Bajani per affrontare il tema della memoria e dell’identità.
Da segnalare, come accennavo, la presenza di inserti video di interviste di repertorio raramente trasmesse in tv, fra cui quelle a Simenon, Bellow. Vengono segnalate nuove uscite ed inoltre lo scrittore Eraldo Affinati ha il compito di segnalare libri da riscoprire.
Foto | Flickr
Proseguono le mie segnalazioni di programmi ospitati sui mezzi di comunicazione, e dedicati ai libri. In Italia non ce ne sono molti, si sa, in confronto ad altri Paesi europei, ma anche noi abbiamo - a saperli scovare - dei format culturali di qualità (anche se molte volte in orari assurdi).
Fra questi, c’è Scrittori per un anno, che di Rai Educational che va in onda il martedì alle 2 di notte (purtroppo) su Rai1. Stasera ospite della trasmissione sarà Andrea Bajani, che interverrà - fra le altre cose - sul suo ultimo romanzo, Ogni promessa, storia di un uomo che ripercorre le tracce dei soldati italiani durante la ritirata di Russia.
Il programma - che è alla sua quinta edizione - è un ritratto video di uno scrittore che parla della sua poetica letteraria e del suo modo di vedere la vita mentre è “immerso” in alcuni dei luoghi più significativi per la sua opera o per la sua vita privata, raccontandosi senza filtri. Nel sito, i video delle ultime puntate e il riassunto dell’incontro in “pillole”, sul filo rosso degli argomenti affrontati. Sono intervenuti in questi anni, fra gli altri, Carofiglio, Saramago, Alda Merini e Zanzotto.
Una trasmissione dedicata alla passione dei libri, quella di Rai5: nella Banda del book Costanza Melani e le sue due operatrici vanno a curiosare nelle librerie di scrittori, giornalisti, scienziati, calciatori e VIPs di vario genere.
La trasmissione, che è alla sua terza puntata su 10 previste, va in onda alle 22 e dura mezzora. Stasera protagonista è Beppe Severgnini (nella foto qui a fianco). Secondo un’anticipazione, il giornalista e scrittore ha strutturato un’intervista con il suo tipico understatement british, in cui i primi a parlare saranno proprio…i suoi libri, che accoglieranno le ospiti insieme al gattino del figlio.
Fra i titoli sui suoi scaffali, i “maestri” di giornalismo, Dino Buzzati, i Barzini, Indro Montanelli (che fu suo primo mentore) e, per quanto riguarda i romanzi, P.G.Wodehouse campeggia insieme a Pavese.
Via | Rai 5
Foto | Flickr
Il 27 maggio prossimo esce al cinema un film tratto da Guardiani del destino, di Philip K. Dick. Nel cast, Matt Damon ed Emily Blunt, diretti dal regista di Ocean’s Twelve, Steven Soderbergh.
Per l’occasione Fanucci ristampa l’omonimo libro da cui è tratto il racconto che ispira il film: in I guardiani del destino, protagonista è un agente immobiliare che all’improvviso scopre che la realtà è un insieme di meccanismi messi a punto da alcuni misteriosi “guardiani”.
Fra i film tratti da libri di cui sentiremo parlare ci sarà anche Il peso della farfalla di Erri de Luca, i cui diritti sono stati acquistati dal produttore italiano Stefano Gallini e l’americano Dean Zanuck. Un romanzo breve che sarà una sfida portare sullo schermo, visto che è la storia di un bracconiere che ingaggia una lotta – simbolica – con l’animale che si appresta a uccidere.
In attesa di quella che sarà per lui, come sente, l’Ultima Caccia, l’uomo ripercorre all’indietro la sua vita, tenendoci in sospeso a immaginare chi – e perchè – sarà il vero vincitore fra i due, uomo e animale. Giochiamo a indovinare chi potrebbe essere il protagonista. Io ci vedrei un Favino debitamente invecchiato o un Harvey Keitel.