Uno strumento negletto ai nostri giorni, con un sapore rétro, quando non completamente démodé: il dizionario. Nell’epoca del conformismo linguistico e non solo – ahimè! – questo amico silenzioso ha il potere di dare vigore all’espressività conducendola nel campo di una vera creazione artistica capace di rendere condivisibile e al tempo stesso ricco ed evidente il mondo interiore. Ricordiamo che un vocabolario ampio, flessibile e ben articolato non ha solo gradevoli effetti stilistici, ma permette una vera e propria appropriazione della realtà. Non si può esprimere ciò che non si vede e non si vede solo con gli occhi o, per meglio dire, il modo in cui vediamo la realtà non è solo un fenomeno visivo, ma squisitamente culturale. Tuttavia, ricercando l’autenticità di cui siamo portatori, in modo quasi schizofrenico, ci appropriamo per riprodurle di formule preconfezionate che hanno l’unico pregio di essere “alla moda”. I cosiddetti plastismi.
Francesco Urzì, traduttore al Parlamento europeo, ha pubblicato per i tipi della Convivium il Dizionario delle Combinazioni Lessicali. L’opera nasce da un lavoro di ricerca e di rifinitura durato ventisette anni, annovera poco peno di settemila lemmi e oltre centomila combinazioni che non vanno ricondotti, però, come ribadisce l’autore, al lessico di base. Il dizionario è concepito per rinviare l’utente a contesti reali, capaci di metterlo in condizione di focalizzare immediatamente i possibili contesti d’uso.
La competenza lessicale che si manifesta nella scelta corretta delle parole da “collocare”, può variare a seconda del livello di cultura e di istruzione dello stesso madrelingua. L’uso attivo, scolastico o professionale, della lingua madre […] pone sovente nella necessità di reperire l’elemento lessicale che completi efficacemente il sintagma, sicché viene a riprodursi sul piano reale la situazione artificiosa proposta dalle grammatiche per studenti stranieri.
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Scusi, dottore…? La domanda nasce spontanea quando si ha davanti “il medico di famiglia” più famoso del tubo catodico: Gentile, Affabile, Rigoroso, Garbato, Istrionico, Unico, Laborioso, Ordinato. Per parlare di Carlo Gargiulo, medico che da anni collabora col programma Elisir su Raitre senza smettere la sua attività nel quotidiano, prendo a prestito le lettere che compongono il suo cognome, in questi giorni a campeggiare sul libro “Influenza A niente paura”, novità Mondadori in libreria in questi giorni. E già il sottotitolo svela che dentro troveremo “tutto quello che devi sapere”, eppure noi di Booksblog abbiamo preferito chiederne di più, direttamente a lui.
Cosa spaventa dell’influenza A?
La rapidità con cui si diffonde e la possibilità che un virus che ha fatto un salto di specie (maiale-uomo) possa ulteriormente mutare e diventare aggressivo come il virus della SARS, apparentemente sparita. Ilvirus influenzale A(H1/N1) è nato dalla combinazione di otto geni provenienti da tre specie virali diverse: quella suina, quella aviaria e quella umana.
Gran parte del popolo italico l’ha praticamente avuta ma non lo dichiara per pudore… non crede?
Non credo che il gran numero di malattie da raffreddamento che hanno colpito gli italiani siano da addebitarsi alla pandemia. Non bisogna infatti dimenticare che il cosiddetto “picco pandemico” ha coinciso con giorni di brusco abbassamento della temperatura che ha facilitato tutte le forme da raffreddamento (solo i virus del raffreddore sono oltre 300…).
Se muta il virus, il vaccino è ugualmente efficace?
Le notizie che abbiamo al momento confermano l’efficacia del vaccino anche sui ceppi mutati, tuttavia se la mutazione interessa le parti virali che hanno caratteristiche antigeniche, cioè quelle che stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi, il vaccino potrebbe perdere la sua efficacia. Per questo è opportuno vaccinare il maggior numero di soggetti nel minore tempo possibile.
Continua a leggere: Influenza A niente paura: intervistiamo Carlo Gargiulo
L’estate è ormai agli sgoccioli ma un cumulo di fotografie, souvenir, menu di ristoranti, gustose cibarie locali e nuove amicizie nate all’ombra di un ombrellone o in fila per far visita a un monumento cittadino, sono sparse sulla scrivania ad attendere che trovino un posto nella libreria o in un cassetto. Se non sapete come ordinarle e cosa farne, cogliete lo spunto offerto dalle edizioniGrafite che ci arriva in soccorso con un libro. Titola “Itinerando” e prende il posto dell’agenda di viaggio.
Può ospitare fotografie e appunti di viaggio che vanno dai chilometri percorsi ai menu assaporati in questo o l’altro ristorante. Per apprezzarlo a dovere, dovete pensarlo come un compagno di strada, con il quale condividere un’esperienza irripetibile com’è il viaggio. Anche se all’interno è farcito di aforismi e consigli che vi danno degli spunti anche per il prossimo viaggio che avete in programma.
E già a dispensar chicche: dal cosa mettere in valigia a quali medicinali portarsi dietro, occorre pensarne sempre una più del diavolo e qui viene perfino contemplata la voce del budget e la scelta se viaggiare soli, in gruppo o in coppia. Arrivando perfino a farvi riflettere sulle precauzioni da prendere, nel cibo come nel sesso. Attenzione però: arriverete alla fine del libro scoprendo che il primo viaggio da compiere è dentro di noi.
Titolo: Itinerando
Casa Editrice: EdizioniGrafite
Pagine: 128
Prezzo: € 18
Qualità manageriali, visione strategica, tecnologia o creatività: cosa conta di più per cambiare ottenendo successo? In quanti anni si giudica il risultato positivo di un cambiamento? Ma è proprio necessario cambiare? E perché? Cosa vuol dire innovamento? Qual è la molla che ci può indurre ad abbandonare una strada consolidata con strategie e obiettivi definiti per avventurarsi in una via inesplorata accollandosi tutti i rischi del caso?
Se lo sono domandati due manager di successo, Francesco Jacini e Corrado Faletti, convenendo su un punto fondamentale: cambiare non è una possibilità, è una necessità. Nel libro “Ti assicuro che cambio” sono presentati i casi di grandi innovatori che hanno saputo costruire imperi con la forza delle idee e del coraggio. Adattissimo per chi è alle prime armi con le gratificazioni sul lavoro, ruota attorno a un messaggio semplice per quanto difficile da raggiungere: “per avere successo, non bisogna pensare solo in termini di produttività ed efficienza. È la felicità della propria clientela a garantire risultati a lungo termine permettendo di far fruttare esponenzialmente l’investimento iniziale”.
Il libro è positivo. Invita alla flessibilità mentale e alla creatività ma senza farvi accettare passivamente dei modelli consolidati di management. “Solo abbandonandosi a questa forma mentis, è possibile notare il filo conduttore che lega il fondatore del microcredito Muhammad Yunus e Mister Ikea Ingvar Kamprad, Malcom Mclean (padre della containerizzazione) e Carlo Petrini (Slow Food), Richard Branson (Virgin) ed Elizabeth Arden, Joanne Rowling (creatrice di Harry Potter) e Maria Montessori”. Tutti chiamati in rassegna per far sì che la promessa del titolo, “Ti assicuro che cambio”, non si trasformi in una bugia.
Corrado Faletti, Francesco Jacini
Ti assicuro che cambio
Fausto Lupetti editore
pag. 160
€ 15,00
A Latina vale il detto che “se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto”. Se per montagna si intendono le barriere architettoniche presenti anche nelle biblioteche italiane, allora in questo caso a vestire i panni del profeta è il Comune di Latina che, dal 2005, ha messo on piedi un servizio che consente di aggirare l’ostacolo, attraverso la consegna e il ritiro a domicilio di libri per le persone disabili.
Il servizio funziona per via telematica (biblio.sfcirceo@cheapnet.it). Tempo 10 giorni e si ricevono a casa i testi richiesti, ovviamente compatibilmente con la disponibilità dei titoli desiderati. La pubblicazione di questa notizia fa nascere spontanea la domanda che booksblog vi rigira: quali altri comuni conoscete che praticano questo servizio?
Da notare che la biblioteca comunale “Marcello Insogna” di via Gino Rossi è provvista anche di un Audio Book a sintesi vocale in grado di leggere qualsiasi supporto cartaceo e di un software che consente l’uso del pc di sala anche ai non vedenti. Intanto se volete altri chiarimenti sulla biblioteca di Latina, rivolgetevi al suo responsabile, il dottor Alfonso Di Cosimo (tel. 0773-549334).

Ce ne sono di tutti i tipi: su come essere nonni perfetti, o campeggiatori modello. Sul costruire presepi napoletani Doc, sul modo per essere un “uomo infedele” senza i rischi del caso o, visti i tempi, su “Come sopravvivere felicemente alla crisi economica” (Manuale pratico per famiglie e single in difficoltà, di Giuseppe Viola, ed. Simple) o su come “autodifendersi dalle tasse”, un testo di Abbate e Partilora (Sprea Book)
Sarà che gli editori si sono accorti che un libro vende di più se è considerato “utile” a qualche scopo (indipendentemente dalla serietà dello scopo) o sarà per mille altri motivi, ma in effetti vengono sfornati sempre più “manuali” per fare qualsiasi cosa. Ce ne sono di originali come “Lo sposo. Manuale d’istruzioni. Come sopravvivere o addirittura divertirsi alla cerimonia più spiazzante che l’uomo abbia mai conosciuto” di S. Fowler (ed. Kowalski) o di geniali, come “Lego proibito. Manuale per costruire i modelli che mamma e papà ti hanno sempre vietato” di Pilegaard e Dooley Mike (ed. Rizzoli), che insegna come “costruire rampe di lancio per aeroplanini di carta, pistole semi-automatiche che sparano mattoncini, catapulte per caramelle”, insomma tutte cose che ci erano evidentemente proibite in età scolare.
Ce n’è anche uno, adorabile, che insegna in forma di fiaba ai bambini e ai genitori come liberarsi dai “calzini selvaggi” sparsi per casa(”Manuale dei calzini selvaggi. Tutto quello che bisogna sapere per difendersi da questa piaga” di P. Prestifilippo, ed. Orecchio Acerbo), ma arriviamo anche a quelli ironici come “Due cuori e una Playstation®. Manuale per ammaestrare il vostro lui alla vita domestica” di Mariella Martucci (ed. Zandegù). E io mi sono innamorata di questo: “Come diventare cavaliere. Manuale per scudieri” di Steer Dugald (Fabbri)
Essendo come ho detto una patita-di-libri-non-ricca, ho fatto spesso nella mia vita ricorso ad alcuni siti in cui puoi inserire una tua “biblioteca dell’usato” e al contempo trovare delle “occasioni” messe in vetrina da altri utenti. Lo spunto per parlarne mi viene dalla bella segnalazione di un nuovo sito peer-to-peer del genere: www.piazzalibri.it, a cui auguro di crescere come utenti e come archivio di testi disponibili. Per il resto, il mio preferito, e secondo me molto fornito, è Comprovendolibri, un sito in cui ci si registra, si inserisce l’archivio di testi da mettere in vendita (vanno fornite delle carratteristiche per far capire in che stato è il testo) e poi si viene contattati da altri utenti attraverso un form accessibile dal sito (e non dalla mail personale). Sempre nell’ambito degli scambi fra utenti, c’è anche TrovaLibro. Si tratta in tutti i casi di siti che offrono questo servizio per gli utenti in maniera assolutamente gratuita.
Ci sono anche altri siti, che propongono libri a prezzi minimi, testi usati (e a volte anche prime edizioni), a cui ci si può rivolgere, come Libri Vecchi. Altri suggerimenti? Fateci sapere
Se come me siete negati per il disegno, ho alcuni siti da suggerirvi dove trovare dei disegni fatti a mano veramente bellissimi, e che secondo me sono ideali da inserire all’interno di segnalibri fatti in casa. L’autrice del disegno a tema natalizio che ho inserito la trovate qui, ma è in buona compagnia: c’è infatti anche Tissi, che disegna delle donnine deliziose che camminano sui tetti seguite dai loro gattini.
Ma per rendere “speciali” i vostri segnalibri fai da te potete utilizzare le tecniche più diverse. Ispiratevi alla nostra photogallery dove trovate:
- stecchette di legno alla cui estremità attaccare delle pietre dipinte da voi (o dei pupazzetti minuscoli da comprare)
- carte da regalo con cui “incartate” il segnalibro: i bordi li componete usando della stoffa
- delle “graffette” belle grandi su cui appiccicare dei pupazzetti (pongo, plastica, pietra, fateli voi…oppure comprateli!)