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  <title>booksblog</title>
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  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-23T13:19:09+00:00</updated>
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    <title type="html">Gary Shteyngart: Absurdistan</title>
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    <published>2007-12-14T10:28:16+00:00</published>
    <updated>2007-12-14T10:28:16+00:00</updated>
    <dc:subject>blog</dc:subject><dc:subject>un-libro-al-giorno</dc:subject><dc:subject>narrativa-straniera</dc:subject><dc:subject>Absurdistan</dc:subject><dc:subject>satira</dc:subject><dc:subject>Shteyngart</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Gary Shteyngart è uno scrittore nato a Leningrado nel 1972 da genitori russi ebrei e trasferitosi da bambino in America.  Ha esordito nel 2003 con il romanzo Il manuale del debuttante russo. Il suo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2261/gary-shteyngart-absurdistan"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/booksblog/absurdistangrande.jpg" class="post" align="left" border="0" width="233" height="360" alt="" />Gary Shteyngart è uno scrittore nato a Leningrado nel 1972 da genitori russi ebrei e trasferitosi da bambino in America.  Ha esordito nel 2003 con il romanzo <em>Il manuale del debuttante russo</em>. Il suo romanzo <em>Absurdistan</em>, edito in Italia da Guanda, è stato incluso nella lista dei dieci migliori libri del 2006 dal New York Times.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo testo è un&#8217;opera satirica sull&#8217;ex Unione Sovietica, ma in generale sulla cultura moderna (mondiale) di seguire le sciagure di un popolo con criteri mediatici ed economici ben precisi, e non certo per puro spirito d&#8217;informazione; l&#8217;autore non risparmia frecciate alla società e al mondo politico russo, americano e internazionale in generale.</p>
<p>La trama vede il grassissimo protagonista, Misha, rapper dilettante, figlio del milleduecentotrentottesimo uomo più ricco di Russia,  cercare di raggiungere a New York la propria amata Rouenna. Privato del passaporto per i loschi giri del padre, parte per l&#8217;Absurdsvani (immediatamente e appropriatamente ribattezzato Absurdistan), una repubblica sovietica in cui c&#8217;è una guerra civile fra due etnie, che lo coinvolgono, suo malgrado, nello scontro civile.</p>
 <p>Innamorato della figlia del leader di una delle due parti, Misha verrà persino eletto Ministro degli affari interculturali, per venire infine a scoprire che alle spalle della guerra civile si nasconde un intrigo di potere tra i due leader delle fazioni, d&#8217;accordo da tempo.</p>
<p>Un testo dall&#8217;umorismo di stampo americano, non sempre facilissimo da cogliere per noi, ma sicuramente brillante e dal forte ritmo, che può appassionare qualsiasi lettore e che porta alla ribalta quello che viene già considerato uno dei più promettenti giovani scrittori americani. Su IBS <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788860880369/shteyngart-gary/absurdistan.html">la scheda del testo</a> nell&#8217;edizione Guanda, e <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/10/29/le-telecamere-seguono-il-denaro/">a questo link</a> un&#8217;intervista all&#8217;autore per Nazione Indiana.</p>
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    <title type="html">Arundhati Roy: La strana storia dell&#039;assalto al Parlamento indiano</title>
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      <name>simone</name>
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    <published>2007-12-07T09:14:02+00:00</published>
    <updated>2007-12-07T09:14:02+00:00</updated>
    <dc:subject>un-libro-al-giorno</dc:subject><dc:subject>saggi</dc:subject><dc:subject>Arundhati</dc:subject><dc:subject>India</dc:subject><dc:subject>Parlamento</dc:subject><dc:subject>Roy</dc:subject><dc:subject>saggi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La prima volta che ho letto un libro di Arundhati Roy è stato quasi dieci anni fa quando ho avuto la fortuna di godermi Il dio delle piccole cose, un romanzo ben scritto e toccante, con una forza[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2223/arundhati-roy-la-strana-storia-dellassalto-al-parlamento-indiano"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/booksblog/parlaindgrande.jpg" class="post" align="left" border="0" width="220" height="360" alt="" />La prima volta che ho letto un libro di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arundhati_Roy">Arundhati Roy</a> è stato quasi dieci anni fa quando ho avuto la fortuna di godermi <em><a href="http://www.tealibri.it/scheda.asp?idlibro=1796">Il dio delle piccole cose</a></em>, un romanzo ben scritto e toccante, con una forza narrativa che lo rende indimenticabile per qualsiasi lettore.</p>
<p>Negli anni seguenti ho potuto leggere i saggi di Arundhati Roy, che nel frattempo (ahimè - non perché non sia brava a fare anche questo, ma perché un nuovo romanzo mi sarebbe stato particolarmente gradito) si era dedicata prevalentemente all&#8217;impegno politico più che alla produzione narrativa: <em>Guida all&#8217;impero per gente comune</em>, <em>Guerra è pace</em>, <em>La fine delle illusioni</em> e altri titoli di stampo saggistico rappresentano le sue opere più importanti dopo l&#8217;uscita del suo primo e unico romanzo.</p>
<p>Leggendo le opere saggistico-politiche della Roy mi sono trovato a pensare che persone come lei dovrebbero fare politica, non ai margini e sempre ai confini della legalità (ha anche passato un giorno in prigione per aver accusato la Corte Suprema di Delhi di provare a mettere a tacere le proteste sulla diga del Narmada), ma con un ruolo centrale, vista l&#8217;estrema lucidità, chiarezza d&#8217;intenti, coerenza e soprattutto nonviolenza con cui affronta le questioni più disparate della vita politica indiana e globale.</p>
<p>Combattuto fra il rammarico di non poter ancora (e forse mai) leggere un suo nuovo romanzo e la gioia di vederla ancora impegnata in campo politico in difesa dei diritti umani, segnalo l&#8217;uscita de <em>La strana storia dell&#8217;assalto al Parlamento indiano</em>, edito da Guanda, in cui l&#8217;autrice racconta dell&#8217;attacco fulmineo di un gruppo di uomini armati alla sede del Parlamento del suo Stato nel 2001, denunciando l&#8217;inadempienza delle forze di polizia e la successiva corruzione delle prove su questo evento. Lo spunto di questo fatto di cronaca permette poi all&#8217;autrice di toccare i temi più disparati sulla vita politica del mondo moderno: economia globalizzata, guerre volute dai poteri forti, comunicazione dei media, estrema miseria del suo e di altri popoli.</p>
<p>A <a href="http://www.guanda.it/scheda.asp?editore=Guanda&#038;idlibro=6076&#038;titolo=LA+STRANA+STORIA+DELL'ASSALTO+AL+PARLAMENTO+INDIANO">questo link</a> la scheda del libro sul sito della casa editrice Guanda, dove potete trovare anche un estratto del testo e le schede di diverse altre opere della stessa autrice.</p>
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    <title type="html">Antonello Sarno: Italian Babilonia</title>
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      <name>simone</name>
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    <published>2007-11-12T12:21:46+00:00</published>
    <updated>2007-11-12T12:21:46+00:00</updated>
    <dc:subject>giallo-e-noir</dc:subject><dc:subject>un-libro-al-giorno</dc:subject><dc:subject>gossip</dc:subject><dc:subject>Italian Babilonia</dc:subject><dc:subject>noir</dc:subject><dc:subject>VIP</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Italian Babilonia è un testo a metà tra il saggio sociologico e la cronaca nera, che si vanno a mischiare con una sana quantità di gossip e di critica impietosa alla società dei media[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2130/antonello-sarno-italian-babilonia"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/booksblog/8804571489.jpg" class="post" align="left" border="0" width="118" height="180" alt="" /><em>Italian Babilonia</em> è un testo a metà tra il saggio sociologico e la cronaca nera, che si vanno a mischiare con una sana quantità di gossip e di critica impietosa alla società dei media moderni.</p>
<p>Antonello Sarno, autore di questo volume edito da Mondadori nella collana Colorado Noir, è un giornalista e documentarista, che ha deciso di occuparsi di quei VIP che, per un fatto di cronaca, vengono gettati in pasto al pubblico e divorati per delle colpe che spesso non vengono nemmeno dimostrate. In questo libro l&#8217;autore si avvale dell&#8217;aiuto dei personaggi stessi o di figure a loro vicine per ricostruire il fatto di cronaca e il vissuto personale dei VIP coinvolti in scandali, arresti, denunce, querele e altri eventi che hanno irrimediabilmente condizionato le loro carriere e le loro vite.</p>
<p>Tra i casi presentati ci sono quelli di Chiari e Luttazzi, la Antonelli (11 giorni per incarcerarla, 11 anni per scagionarla, questo il commento dell&#8217;autore del libro alla vicenda), Gigi Sabani (cui è dedicato il libro), Sofia Loren (finita in prigione per evasione fiscale), Nadia Rinaldi, Riccardo Schicchi. Tutte figure le cui vicende sono state aggravate dal semplice fatto di essere dei personaggi in vista, che facevano facilmente vendere un giornale con un titolo su di loro quando venivano arrestati o erano coinvolti in un qualsiasi scandalo, ma che non hanno trovato lo stesso spazio sui media quando invece si trattava di doverli scagionare agli occhi della gente.</p>
<p>Il libro (<a href="http://bol.studentshop.it/libri/scheda/ea978880457148.html;jsessionid=AA2B20495016CED3E1553691ECDE94B0">acquistabile qui su BOL</a>) non è una difesa a spada tratta del mondo dei VIP, ma intende sottolineare l&#8217;ingiustizia del fatto che dei comportamenti (più o meno al confine della legalità) vengono quasi tollerati se tenuti da gente comune, e invece considerati inaccettabili se tenuti da personaggi del mondo dello spettacolo. Più in alto il pubblico ha innalzato la stella di turno, più in basso vorrà vederla sprofondare per i suoi errori.</p>
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    <title type="html">Tim Burton: Morte malinconica del bambino ostrica</title>
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    <published>2007-11-05T10:42:29+00:00</published>
    <updated>2007-11-05T10:42:29+00:00</updated>
    <dc:subject>poesia</dc:subject><dc:subject>un-libro-al-giorno</dc:subject><dc:subject>morte</dc:subject><dc:subject>ragazzi</dc:subject><dc:subject>Tim Burton</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Tim Burton è il regista di numerosi film di successo, come Ed Wood, Batman, Edward Mani di forbice, The Nightmare Before Christmas, Mars Attacks! e Charlie e la fabbrica di cioccolato ma ha scritto[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2101/tim-burton-morte-malinconica-del-bambino-ostrica"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/booksblog/8806150340.jpg" class="post" align="left" border="0" width="109" height="180" alt="" />Tim Burton è il regista di numerosi film di successo, come <em>Ed Wood</em>, <em>Batman</em>, <em>Edward Mani di forbice</em>, <em>The Nightmare Before Christmas</em>, <em>Mars Attacks!</em> e <em>Charlie e la fabbrica di cioccolato</em> ma ha scritto anche un libro di poesie del 1997, edito in Italia da Einaudi col titolo <em>Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie</em>.</p>
<p>Nelle poesie, filastrocche e storie quasi per bambini (per la struttura, ma non per l&#8217;aria di orrore che spesso le pervade) si possono ritrovare le marche tipiche delle opere cinematografiche di Burton, cioè un senso costante di malinconia, comicità, ironia, con personaggi spesso afflitti da solitudine, senso di profonda sconfitta personale, inappagamento. Il tutto è inoltre condito da una vicinanza al mondo dei bambini (e degli adulti rimasti un po&#8217; bambini) che hanno paura che le loro fantasie possano essere guastate dal crudo realismo del mondo dei grandi.</p>
<p>I personaggi dipinti da Tim Burton (con le parole e anche con le illustrazioni, che spesso ricordano le figure grottesche di Nightmare Before Christmas) sono struggenti, inseriti in un mondo fiabesco in cui il lieto fine non è di casa, circondati da irreali incantesimi che li lanciano per un istante in un mondo sognante per poi farli ricadere di peso nella depressione del mondo reale.</p>
 <p>Questa è una delle poesie presenti nella raccolta:</p>
<blockquote><p>C&#8217;era una volta una<br />
cupa testa di Melone,<br />
se ne stava seduto<br />
tutto il giorno<br />
pensando a come togliersi<br />
di torno.</p>
<p>E fu l&#8217;ultima cosa<br />
che pensò, poi<br />
una grande suola lo schiacciò.</p></blockquote>
<p>Il testo di questa filastrocca e delle altre del libro perde molto se non accompagnato dalle illustrazioni a colori che troverete nel testo. La traduzione in italiano delle poesie è stata fatta da Nico Orengo, autore, tra l&#8217;altro delle raccolte di poesia <em>Canzonette</em> e <em>Cartoline di mare</em>. <a href="http://www.timburton.it/libro.htm">Qui</a> potete trovare il commento al libro sul sito italiano dedicato a Tim Burton e <a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880618371.html">qui</a> la scheda per l&#8217;acquisto del volume su BOL.</p>
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    <title type="html">Lloyd, Mitchinson: Il libro dell&#039;ignoranza</title>
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    <published>2007-11-02T13:37:36+00:00</published>
    <updated>2007-11-02T13:37:36+00:00</updated>
    <dc:subject>un-libro-al-giorno</dc:subject><dc:subject>saggi</dc:subject><dc:subject>ignoranza</dc:subject><dc:subject>Lloyd</dc:subject><dc:subject>Mitchinson</dc:subject><dc:subject>panzane</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La tecnologia di oggi ci aiuta a risolvere i dubbi di ogni giorno con estrema rapidità e facilità: una veloce ricerca su Google o un qualsiasi altro motore online ci toglie d&amp;#8217;impaccio nella[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2100/lloyd-mitchinson-il-libro-dellignoranza"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/booksblog/dire_11484459_19380.jpg" class="post" align="left" border="0" width="115" height="180" alt="" />La tecnologia di oggi ci aiuta a risolvere i dubbi di ogni giorno con estrema rapidità e facilità: una veloce ricerca su Google o un qualsiasi altro motore online ci toglie d&#8217;impaccio nella maggior parte delle circostanze. Nonostante ciò nella testa di molti di noi (o di tutti?) permangono alcune conoscenze errate, che sono ritenute sacre e che devono essere invece riviste.</p>
<p><em>Il libro dell&#8217;ignoranza</em> parla proprio di queste credenze infondate, di queste certezze che, una volta inculcate nella testa della maggior parte delle persone, non vengono mai messe in discussione, e per questo assurgono a un livello di dignità globale tale da essere razionalmente prese per vere. Qual è la materia più diffusa al mondo? Cosa fanno i camaleonti? Chi era il primo Presidente degli Stati Uniti? Di che colore è l&#8217;universo? Quale gesto usavano gli imperatori romani per decretare la morte di un gladiatore?</p>
<p>A queste e altre domande danno una risposta i due autori, John Lloyd e John Mitchinson, tra l&#8217;altro conduttori di un programma divulgativo della BBC, QI - Quite Interesting (<a href="http://www.qi.com/">qui il sito della trasmissione</a>, con i libri degli autori e il dvd della serie televisiva). Alla fine il libro risulta come un divertente elenco di panzane a cui siamo quotidianamente abituati che ci faranno sorridere, anche per la soddisfazione di sapere finalmente &#8220;la verità&#8221;, ma che ci faranno anche riflettere su quante informazioni ingoiamo e digeriamo troppo spesso senza alcun filtro.</p>
<p>L&#8217;edizione italiana ora disponibile in libreria è pubblicata da Einaudi (<a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880619060.html#ANNOTATION">qui la scheda su BOL per acquistare il volume online</a>).</p>
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    <title type="html">Giuseppe Pontiggia: Il giocatore invisibile</title>
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    <author>
      <name>simone</name>
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    <published>2007-10-30T09:44:55+00:00</published>
    <updated>2007-10-30T09:44:55+00:00</updated>
    <dc:subject>un-libro-al-giorno</dc:subject><dc:subject>narrativa-italiana</dc:subject><dc:subject>giocatore</dc:subject><dc:subject>invisibile</dc:subject><dc:subject>Pontiggia</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Giuseppe Pontiggia è uno scrittore nato a Como nel 1934 e morto a Milano nel 2003, dopo una lunga carriera di autore di romanzi, racconti e saggi, a partire dalla sua opera prima del 1959, La morte in[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2085/giuseppe-pontiggia-il-giocatore-invisibile"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/booksblog/9788804567189g.jpg" class="post" align="left" border="0" width="117" height="180" alt="" /><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Pontiggia">Giuseppe Pontiggia</a> è uno scrittore nato a Como nel 1934 e morto a Milano nel 2003, dopo una lunga carriera di autore di romanzi, racconti e saggi, a partire dalla sua opera prima del 1959, <em>La morte in banca</em>, fino al più celebre <em>Nati due volte</em>, premiato col Campiello nel 2000.</p>
<p><em>Il giocatore invisibile</em> è un romanzo pubblicato nel 1978 da questo autore, dopo una lunga lavorazione che procedeva dal 1971. Il protagonista del libro è un professore che viene attaccato attraverso una lettera anonima su una rivista di filologia classica. L&#8217;attacco è sarcastico e pungente, e lo riprende per un&#8217;errata interpretazione di un&#8217;etimologia, che, non a caso, è quella della parola <em>ipocrita</em>. Dietro a questo attacco si nasconde però un mondo di gelosie, invidie, falsità, rivalità, vendette personali, che emergono piano piano a seguito delle ricerche sempre più ostinate e maniacali del professore, che arriva persino a entrare nottetempo nella sede della rivista su cui era stata pubblicata la lettera per indagare sull&#8217;autore misterioso, ma finisce solo con l&#8217;essere scambiato per un ladro.</p>
<p>L&#8217;anonimato della lettera, vera causa della rabbia del professore, forse più ancora dell&#8217;attacco in sé, fa emergere la debolezza del sistema mentale del tipico accademico, basato sulla cultura come proprio baluardo, che però si mostra come un debole e fragile schermo di fronte al mondo reale. Proprio per questa sua forma mentis il professore non riesce a cogliere la soluzione più palese al suo dilemma, che non riesce a notare semplicemente perché non la vuole vedere. Così il professore cade vittima della propria stessa estrema razionalità e del proprio ordine mentale, che si mostrano nulli di fronte alla potenza della parola e della verità.</p>
<p><a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880456718.html;jsessionid=8ACABC6ED895CD580F04496AB56DFF9A">Qui</a> si può trovare la scheda del libro su BOL, con una breve presentazione e la possibilità di acquistarlo nella versione riedita nel 2007 da Mondadori.</p>
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    <title type="html">Inventario della specie opaca di Ivan Fedeli</title>
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    <author>
      <name>Manila Benedetto</name>
    </author>
    <published>2007-10-23T13:58:11+00:00</published>
    <updated>2007-10-23T13:58:11+00:00</updated>
    <dc:subject>scrittori</dc:subject><dc:subject>books</dc:subject><dc:subject>poesia</dc:subject><dc:subject>recensioni</dc:subject><dc:subject>un-libro-al-giorno</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[di Nunzio Festa
La poetica di Ivan Fedeli, con &amp;#8220;Inventario della specie opaca&amp;#8221;, con quest’inventario di versi fatti in delusioni e disincanti, voci e soggetti d’una storia[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2057/inventario-della-specie-opaca-di-ivan-fedeli"><![CDATA[<p><strong>di Nunzio Festa</strong></p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/inventario.jpg" class="post" align="left" border="0" width="177" height="250" alt="" />La poetica di <strong>Ivan Fedeli</strong>, con &#8220;Inventario della specie opaca&#8221;, con quest’inventario di versi fatti in delusioni e disincanti, voci e soggetti d’una storia personale che è persino collettiva – oltre che di comunità – raggiunge a questo punto quel traguardo (o quel cominciare) che tante e tanti attendevano dal poeta lombardo. Le terzine e i poemi (intermezzi) contenuti in quest’ultima opera, corposa addirittura, sanno di quel tratto di universalità che in passato si sentiva ma non si leggeva nelle creazioni di Fedeli.<br />
Per esempio, tanto per citare, &#8220;Esercizi per la felicità&#8221; e/o &#8220;Canzoniere imperfetto&#8221;, dove arriva la quotidianità mischiata ai battiti dell’invenzione, ovvero il tema centrale di Ivan Fedeli, la poesia che sa di poesia sostenuta da ritmi e melodie; infine, da rime, e da rimandi a riferimenti letterari tutti presenti e presenti per tutto. Oggi si torna ad apprezzare, in Fedeli, la capacità di stupire e tenere in piedi con il contributo dell’assonanza e della consonanza, oltre che nuovamente della capacità di trovare quella rima tanto scoppiettante e dolce. E poi l’endecasillabo, ma pure “per dissimularlo frantumandolo”.<br />
L’inventario di vite versificate adesso donato al mondo da I. Fedeli è strutturato in sezioni. Dove il correre, la lettura che non può essere interrotta, si pianta al centro di quelle persone contenute nelle poesie. In versi che tengono voci. Che sono vociare, di vite. Dunque, è da aggiungere, questa è proprio la novità più importante: il dialogo. Nel senso classico, leggero, per giunta moderno del termine.<br />
Nelle poesie l’autore sceglie di ‘immettere’ direttamente virgolette che contengono e propongono sguardi e pensieri di parte dell’umanità incontrata da egli stesso. Ritorna, certamente, l’immagine di quel quotidiano tanto sentito e cantato dal poeta; ma con l’aggiornata sensazione di dover tirare in ballo – in maniera diretta – le donne e gli uomini esemplari (per l’autore ma, forse, non solamente per lui). Nei versi arrivano gesti politici e significati ricordati con nostalgia e distacco, con affetto. Tutti nutriti dalla condizione essenziale d’essere materia fondante la poetica stessa di Fedeli. In un intreccio simbolico e naturale le ricorrenze diventato persino ripetizioni, doveri di memoria e catalogo in versi di sentimenti e possibilità assegnate al passato e smussate verso l’improbabile futuro. Con Inventario della specie opaca, Ivan Fedeli sceglie di diventare poeta eccelso.  </p>
<p><a href="http://www.lietocolle.com/index.php?module=subjects&#038;func=viewpage&#038;pageid=2166">Inventario della specie opaca</a><br />
Ivan Fedeli<br />
LietoColle<br />
pag. 142, euro 13.00</p>
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    <title type="html">Moni Ovadia: Speriamo che tenga</title>
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      <name>simone</name>
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    <published>2007-10-18T11:11:40+00:00</published>
    <updated>2007-10-18T11:11:40+00:00</updated>
    <dc:subject>un-libro-al-giorno</dc:subject><dc:subject>narrativa-italiana</dc:subject><dc:subject>autobiografia</dc:subject><dc:subject>Moni Ovadia</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Secondo la cabala, si racconta che il mondo in cui viviamo sia il risultato del ventottesimo tentativo di Dio e che, contemplando l&amp;#8217;ultima forma della sua creazione, l&amp;#8217;Eterno abbia[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2031/moni-ovadia-speriamo-che-tenga"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/booksblog/centolib.AllegatoServlet.jpg" class="post" align="left" border="0" width="130" height="180" alt="" />Secondo la cabala, si racconta che il mondo in cui viviamo sia il risultato del ventottesimo tentativo di Dio e che, contemplando l&#8217;ultima forma della sua creazione, l&#8217;Eterno abbia sospirato e mormorato sconfortato: &#8220;Halevaii she yaamod!&#8221; (Speriamo che tenga!).</p>
<p>Prendendo spunto da questa storia, Moni Ovadia traccia un percorso autobiografico a metà tra il riso e il pianto, come è tipico degli scrittori ebraici. Tra viaggi su pulmini malridotti in Paesi non sempre ospitali, e personaggi strampalati del mondo yiddish che l&#8217;autore ha già fatto conoscere ai suoi lettori/spettatori nelle numerose opere precedenti, Ovadia presenta un sé letterario che è tragicomico e  ironico, &#8220;errante&#8221; come ci si aspetta che sia un ebreo viaggiatore del suo tipo.</p>
<p><em>Speriamo che tenga</em> è edito dalla Mondadori e si può trovare in offerta su BOL (<a href="http://www.bol.it/remainders/scheda/ea978880445623.html">qui la scheda</a>). Moni Ovadia, attore, scrittore, cantante, musicista e molto altro ancora, ha un proprio <a href="http://www.moniovadia.it/content/">sito ufficiale</a>, su cui si possono trovare moltissime informazioni su questo eclettico personaggio. Sul sito di cultura ebraica Beth Shlomo si può invece leggere <a href="http://www.bethshlomo.it/moniov.htm">un&#8217;intervista all&#8217;autore</a> e <a href="http://www.bethshlomo.it/archiviomoni.htm">alcune barzellette ebraiche</a> da lui raccontate.</p>
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    <title type="html">Ron Butlin: Il suono della mia voce</title>
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      <name>simone</name>
    </author>
    <published>2007-10-16T10:48:33+00:00</published>
    <updated>2007-10-16T10:48:33+00:00</updated>
    <dc:subject>un-libro-al-giorno</dc:subject><dc:subject>narrativa-straniera</dc:subject><dc:subject>Ron Butlin</dc:subject><dc:subject>Scozia</dc:subject><dc:subject>suono</dc:subject><dc:subject>voce</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Apparentemente non c&amp;#8217;è nulla di originale in un romanzo scritto da uno scozzese e che parla di un uomo di mezza età affetto da problemi di alcolismo e di insoddisfazione per il proprio[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2024/ron-butlin-il-suono-della-mia-voce"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/booksblog/suono.jpg" class="post" align="left" border="0" width="118" height="180" alt="" />Apparentemente non c&#8217;è nulla di originale in un romanzo scritto da uno scozzese e che parla di un uomo di mezza età affetto da problemi di alcolismo e di insoddisfazione per il proprio lavoro e per il proprio ruolo sociale. Se la pensassimo così faremmo un colossale errore: <em>Il suono della mia voce</em> di Ron Butlin è invece un romanzo vivo, coraggioso e appassionante, che forse è stato addirittura troppo avanti rispetto alla sua epoca, e che ha fatto una critica sferzante e implacabile nei confronti della Gran Bretagna del suo tempo.</p>
<p>Uno degli elementi di grande originalità di questo testo è che è scritto interamente in seconda persona, artificio letterario non solo difficile (e magistralmente utilizzato dall&#8217;autore), ma anche molto efficace per dare vita a una sorta di sdoppiamento del protagonista e a un dialogo continuo con sé stesso, che mostra un&#8217;introspezione e un&#8217;analisi psicologica approfondita nel corso di tutto il romanzo.</p>
<p>Morris Magellan, il protagonista, è il brillante dirigente di un&#8217;azienda di biscotti in Scozia, è sposato, ha due figli, vive in un bel quartiere residenziale, risponde insomma ai requisiti dello <em>yuppie </em>anni Ottanta. Nonostante il suo apparente successo, Morris ha però un bisogno quotidiano di attaccarsi alla bottiglia di whisky (o di qualsiasi altro superalcolico) per coprire la propria insoddisfazione e l&#8217;incapacità di trovare la propria vera identità. Il tutto cercando di far credere ai figli e alla moglie che stia andando tutto bene.</p>
<p>Irvine Welsh, grande estimatore di Butlin e della sua opera, ha scritto una prefazione al romanzo, edito in Italia dalla Socrates (<a href="http://www.edizionisocrates.com/modules.php?name=Content&#038;pa=showpage&#038;pid=20">che gli dedica qui una pagina di presentazione</a>), nella quale si può leggere quanto segue:</p>
<blockquote><p>Ogni epoca esercita la propria egemonia culturale, e la Gran Bretagna thatcheriana lo ha fatto più rigorosamente che mai. L&#8217;opera di Butlin era forse troppo avanti per l&#8217;epoca; la sua critica incessante, anche se implicita, di un periodo spiritualmente vuoto e socialmente conformista è di gran lunga più destabilizzante rispetto a molte opere di narrativa più celebrate e apertamente polemiche che la Scozia abbia prodotto in quel periodo.</p></blockquote>
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    <title type="html">L&#039;inverno che non dimenticheremo di Stefano Bernazzani</title>
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      <name>sara</name>
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    <published>2007-10-15T07:00:20+00:00</published>
    <updated>2007-10-15T07:00:20+00:00</updated>
    <dc:subject>un-libro-al-giorno</dc:subject><dc:subject>romanzi</dc:subject><dc:subject>scrivere</dc:subject><dc:subject>Stefano Bernazzani</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ho pensato molte cose leggendo &amp;#8220;L&amp;#8217;inverno che non dimenticheremo&amp;#8221; di Stefano Bernazzani (Mobydick ed.): 
1) Incipit bellissimo: &amp;#8220;Volevo essere&amp;#8230;/Volevo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2015/linverno-che-non-dimenticheremo-di-stefano-bernazzani"><![CDATA[<p>Ho pensato molte cose leggendo &#8220;L&#8217;inverno che non dimenticheremo&#8221; di Stefano Bernazzani (Mobydick ed.): </p>
<blockquote><p>1) Incipit bellissimo: &#8220;Volevo essere&#8230;/Volevo essere&#8230;/ &#8230;/ Volevo essere il nuovo campione del mondo con la Ferrari, tanto per cominciare. Poi subito un cowboy a cavallo, con gli speroni d&#8217;argento e la pistola più veloce del west. Un calciatore certi giorni no, perchè lo volevano essere tutti, e altri giorni invece si, ma il migliore&#8221;.<br />
2)Ma chi è Bernazzani? Avrà fatto una scuola di scrittura ( in realtà ha già scritto una raccolta di racconti, finalista al premio &#8220;Assisi&#8221;)<br />
3)Se perdessi 3 volte questo libro, penso che lo ricomprerei 3 volte su tre, solo per poterlo avere sempre nella mia libreria </p></blockquote>
<p>E poi ho provato tanta rabbia, perchè un romanzo così bello magari corre il rischio di non emergere mai all&#8217;attenzione del &#8220;grande pubblico&#8221; come dovrebbe essere (e come spero che sia). E poi ho pensato che la scrittura è una cosa strana: fai tutt&#8217;altro nella vita (Bernazzani si occupa di telecomunicazioni) e poi ti accorgi di saper scrivere, e sai di dover proteggere questa parte di te da tutto e tutti.</p>
<p>Si tratta della storia di Marco e Teo, due fratelli che &#8220;non ci credeva nessuno&#8221; che sono gemelli, &#8220;e&#8230;per convincere gli amici bisognava ripeterlo cento volte, fare le facce cattive, giurare con le dita incrociate sulla bocca, e infine minacciare che li avremmo pestati se non ci avessero creduto&#8221;. Inizia per loro un inverno come tanti altri, che però si rivela &#8220;un&#8217;apocalisse&#8221; nelle loro vite, per le strane visite di un venditore porta a porta, le litigate improvvise di mamma e papà, e addirittura il ritrovamento di una bomba (colpa dei brigatisti, sicuro, anche se nessuno dei due è ancora riuscito a capire chi siano dai commenti dei genitori di fronte al tg che parla del rapimento Moro).</p>
<p> Tante infatti le cose che gli adulti non spiegano, sempre più strani i &#8220;nervosismi&#8221; della mamma. Ed è difficile uscire dai problemi con la solita tecnica di tirare fuori la briscola, gioco in cui papà si crede un campione. Ma poi, una volta fuori di casa, ci sono le partite e il sogno di Cassius Clay o i racconti di Teo su saggi maestri orientali che abitano ai piedi di montagne innevate.</p>
<p>E soprattutto c&#8217;è lei, Silvia, la figlia di Berti (il venditore porta a porta), &#8220;il nostro nemico, la causa di tutto&#8221; magra magra, con grandi occhi scuri e la solita sciarpetta al collo. Anche lei - che è il vero motivo per cui i due gemelli sopportano di andare a messa addirittura 4 volte di seguito - scoprirà insieme a loro un segreto che incombe sulle loro vite. E come loro dovrà imparare a uscire da sotto l&#8217;acqua che ti sembra ti soffochi i polmoni ogni volta che gli adulti ti abbandonano senza salvagente in mezzo alle loro verità.</p>
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    <title type="html">Nathanael West: Signorina cuori infranti</title>
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    <author>
      <name>simone</name>
    </author>
    <published>2007-10-12T11:02:44+00:00</published>
    <updated>2007-10-12T11:02:44+00:00</updated>
    <dc:subject>un-libro-al-giorno</dc:subject><dc:subject>narrativa-straniera</dc:subject><dc:subject>cuori infranti</dc:subject><dc:subject>Nathanael West</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Sul sito della casa editrice e/o (che trovate a questo link), famosa per la pubblicazione di molti autori, tra cui Massimo Carlotto e Alice Sebold (dell&amp;#8217;ultimo romanzo della Sebold, ancora[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2010/nathanael-west-signorina-cuori-infranti"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/booksblog/copertina_510.jpg" class="post" align="left" border="0" width="113" height="180" alt="" />Sul sito della casa editrice e/o (che trovate a <a href="http://www.edizionieo.it/">questo link</a>), famosa per la pubblicazione di molti autori, tra cui Massimo Carlotto e Alice Sebold (dell&#8217;ultimo romanzo della Sebold, ancora inedito in Italia, si parla proprio <a href="http://www.booksblog.it/post/2003/la-quasi-luna-la-stroncatura-del-new-york-times">oggi su Booksblog</a>), è presente un&#8217;offerta per l&#8217;acquisto di 10 volumi della collana tascabili con un sostanzioso sconto (da oltre 70 a 25 euro per tutti e 10 i libri).</p>
<p>Tra i vari autori compresi in questa offerta anche Pirandello, Matilde Serao, Salgari e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nathanael_West">Nathanael West</a>. Di quest&#8217;ultimo autore americano, vissuto nella prima metà del Novecento e morto giovanissimo, è inserito nel pacchetto uno dei romanzi più noti, forse il più famoso insieme al <em>Giorno della Locusta</em>: <em>Signorina cuori infranti</em>.</p>
<p>Il protagonista di questo romanzo breve è un giornalista cui viene affidato il compito di rispondere alle lettere indirizzate alla rubrica dei cuori infranti. L&#8217;uomo, scrivendo le risposte ai suoi lettori, deve fingere di essere una donna, secondo la concezione che solo le donne possono soffrire ed empatizzare con gli altri per le questioni di cuore. Questa consapevole beffa che il protagonista perpetra ai danni dei propri lettori gli mostra una miseria umana eccessiva da sopportare, che lo porta a una pesante forma di depressione. Un romanzo cinico e pungente, che sotto un velo di ironico sorriso nasconde profonde riflessioni sulla natura umana di particolare attualità nonostante l&#8217;età del libro (pubblicato per la prima volta nel 1933).</p>
<p>A <a href="http://www.edizionieo.it/catalogo_visualizza.php?Id=648">questo link</a> potete trovare i dettagli dell&#8217;offerta sui tascabili e/o, con una breve scheda di presentazione di ogni libro.</p>
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    <title type="html">La poesia necessaria di Stefano Cristante</title>
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    <author>
      <name>Manila Benedetto</name>
    </author>
    <published>2007-10-08T13:23:47+00:00</published>
    <updated>2007-10-08T13:23:47+00:00</updated>
    <dc:subject>scrittori</dc:subject><dc:subject>books</dc:subject><dc:subject>poesia</dc:subject><dc:subject>recensioni</dc:subject><dc:subject>critica</dc:subject><dc:subject>un-libro-al-giorno</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ricevo e volentieri pubblico questo commento di Mauro Marino ai versi del poeta salentino Stefano Cristante.
“A chi non sa amare”
La poesia necessaria di Stefano Cristante
di Mauro Marino
La poesia[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/1982/la-poesia-necessaria-di-stefano-cristante"><![CDATA[<p>Ricevo e volentieri pubblico questo commento di Mauro Marino ai versi del poeta salentino Stefano Cristante.</p>
<p><strong>“A chi non sa amare”</strong><br />
La poesia necessaria di Stefano Cristante<br />
<strong>di Mauro Marino</strong></p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/visiteinattese.jpg" class="post" align="left" border="0" width="167" height="250" alt="" />La poesia merita luoghi, spazi di confronto e di sperimentazione.<br />
La pagina è stretta, la voce preme, nascosta dietro ogni rigo, presa in ogni virgola, in ogni “a capo”, in ogni scarto di ritmo.<br />
La voce dei poeti è oggi, ancora una volta, necessaria a scaldare le Arti nel confronto con i “capricci” del Tempo.<br />
Voce di poeta è quella di Stefano Cristante, sociologo della comunicazione e della politica, in libreria con una raccolta di versi edita da Besa nella collana Lune Nuove: “<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788849704693/cristante-stefano/visite-inattese.html">Visite inattese</a>”, dedicato “A chi non sa amare”. Versi volti al dire in una tessitura che gioca la poesia tra necessità e disincanto. Un “diario poetico” dove l’osservazione e l’analisi del reale si riversa in una lingua densa di significazioni intime, di interrogazioni: “Io non voglio abbandonarmi ai ricordi. / Io non voglio piangere. / Vorrei sapere perché / abbiamo scelto quelle strade, / quelle lame piantate sul selciato, / perché le abbiamo guardate, / così poco attraenti, / così velenose.”<br />
Un dialogo aperto con il Mondo, cose piccole e cose grandi, intrecciate, strette nel mormorare del pensiero, si fanno scrittura, scherzo e sferza, tuono e ticchettìo di pioggia. Un quotidiano che non si basta nel suo ordinario costruisce questi versi, li spiega in una ritmica sapiente che rende la poesia cosa possibile, utile all’incontro, non lingua segreta o vezzo stilistico, monumento inutile dell’autocelebrarsi: “Sì, io vivo adesso, con tutte le mie pene, / io vivo adesso / occluso al mio futuro / superato il passato come macchina lenta / perso all’ingegno del segreto / svelato il paradigma antico / come enigma: oggi, / mondano arrampicarsi / allo specchio del giorno / quello di Oggi / che ha ucciso Ieri / e che nessun Domani prega.” <br />
Bellissimi i versi che Cristante dedica al Salento. Così recita “Dimora”: “Per me abitare non è appartenere. / E’ amare la mia terra / per quante vie di fuga mi regala. / […] Intendo le volte / che arrivo alla fine di questa terra / e i miei occhi sono obbligati a vedere / solo cielo e mare e nient’altro. / Intendo quando parole greche / entrano d’improvviso nell’autoradio / e mi prende l’idea che questa terra / appoggiata sul mare come una ninfea / viva se stessa come un’isola remota / lontana da ogni paragone / lontana da ogni altra terra / per quanto magnifica.”<br />
Una poesia distesa, chiara e chiarificatrice, che prende andature “classiche”. Di quel classicismo della poesia italiana del Novecento militante ed impegnato. Danilo Dolci, il sociologo-poeta che a Partinico inventò lo sciopero alla rovescia e l’università dei poveri cristi di Spine Sante, è sponda efficace per comprendere il “perché poeta” di Stefano Cristante. Certo egli non ha la stessa “santità” del triestino che si fece siciliano. La natura del loro “sacrificio” è differente, così le urgenze del tempo che attraversano, la maieutica che dispiegano, ma non l’affinità di funzione e il travaglio intellettuale. Il tormento provocato dallo stare sempre vigili, mai quieti al cospetto del Mondo. Mai domi dell’aver compreso e, se lo si è fatto, si e pronti a sgualcirsi, rovinarsi, a tornare nell’interrogazione. “Gareggiandomi contro / lascio dietro a me / spirali di angoscia / e fiumi di equivoci. / Io vivo nell’errore, / attendo la violenza come rimedio / la metto in pratica / la sento / la trasmetto. // Esiste un solo antitodo / uno solo / ma io / - come voi - / ne ho scordato il nome.”<br />
C’è speranza, non c’è speranza? Questo non sappiamo dirlo. C’è amarezza ma: “Come blitz o colpo di stato / il buon umore sale al potere nel mio cuore. // E io non so attendere gli eventi / - eleggendo un governo-fantoccio dei miei sentimenti - / o se organizzare la resistenza armata / al nuovo usurpatore / degli umori neri precedenti. / L’economia interna dei miei nervi / s’adatta assai bene / a quel malessere vago e dominante. // Ma ora - nel frattempo - / il buon umore ha preso il sopravvento.”</p>
]]></content>
    

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