
Stando ai dati di vendita uno dei pregi dei vari premi letterari (quelli di una certa importanza, ovviamente) è che il libro vincitore fa molte vendite. Anche i finalisti si attestano bene sul mercato, ma il libro che si aggiudica il premio solitamente diventa un best-seller. È un po’ la regola della pubblicità, unita al fatto che qualcuno ha letto il libro prima di noi e l’ha giudicato valido: tutto concorre alla vendita del testo. A volte indipendentemente dalla validità del testo stesso.
Nell’acquisto di un libro, voi vi lasciate influenzare dal titolo che ha vinto questo o quel premio oppure la cosa è per voi totalmente indifferente?
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Come ogni anno siamo arrivati al capolinea, il tortuoso percorso tra polemiche varie, accuse e difese all’ultimo sangue (per capirci qualcosa vi consiglio di fare un salto qui) che ormai è diventato uno degli ingredienti immancabili per il Premio Strega, anche quest’anno sta per finire.
Tra poco più di 24 ore sapremo il nome del vincitore di questo Strega 2010, o, per stare ancora un po’ nella polemica, se effettivamente il premio sancirà una supremazia letteraria e stilistica o se, come molti si aspettano, ad essere decretata sarà semplicemente una supremazia economica di brand, in una sfida tra poteri editoriali forti che non riguarda la letteratura.
E allora, vincerà l’imbarazzante prosetta soap realistico favolesca della Avallone, o la poco convincente traduzione pseudo letteraria di un ottimo (anche se forse già visto) plot cinematografico di Sorrentino? Ma attenzione, perché come in quelle partenze complicatissime da palio di Siena, potrebbe scattare più veloce di tutti un Pavolini, un Nucci, o un Pennacchi qualsiasi per sparigliare i giochi.
Come al solito, dopo l’ufficializzazione della cinquina dei finalisti del Premio Strega 2010, l’impressione è quella che in fondo non si tratti più di premio, ma di una sfilata. Come era ampiamente prevedibile, infatti, tra i cinque nomi selezionati per giocarsi il titolo tra poco più di un mese non ce n’è uno inaspettato.
Alla prima posizione troviamo l’esordiente Silvia Avallone con Acciaio (Rizzoli), da molti celebrata come un’ottima penna (concedetemi il diritto di non essere affatto d’accordo), al secondo un altro autore al primo libro, anche e non un vero e proprio esordiente dell’arte del raccontare, il regista Paolo Sorrentino con Tutti hanno ragione (Feltrinelli), un libro francamente scarso il cui successo sembra più legato al grande talento cinematografico di Sorrentino piuttoso che ad altro.
Nelle posizioni successive, poi, troviamo Antonio Pennacchi con Canale Mussolini (Mondadori), Matteo Nucci con Sono comuni le cose degli amici (Ponte alle Grazie) e, infine, Lorenzo Pavolini con Accanto alla tigre (Fandango).
Insomma, niente sorprese e sempre più disillusione per un Premio che ormai sembra aver esaurito completamente il suo ipotetico ruolo letterario, abdicando alle necessità aziendali di marketing, ma forse è anche inutile continuare a ribadirlo, forse è meglio lasciar perdere e non sprecare tempo prezioso.
Via | La Stampa

Stamattina, attraverso un bell’articolo pungente e sarcastico pubblicato sulle pagine di Corriere.it, Claudio Magris, il più grande germanista che può vantare il nostro paese, nonché uno dei più “fervidi sostenitori dell’Unione Europea, ci rende partecipi dell’ultimo degli atti di pubblica demenza della burocrazia europea – per una volta i burocrati italiani stranamente non c’entrano.
L’atto in questione è il lancio di un concorso letterario, molto particolare, che punta a trovare “uno scrittore, particolarmente dotato per la poesia lirica, che possa mettere in versi la Carta dei diritti fondamentali”. Sì, avete capito bene, il concorso punta proprio a trovare qualcuno – un poeta, ma forse è meglio definirlo un folle – che sia in grado di “trovare un approccio artistico alla Carta e mostrare il suo significato per i cittadini dell’Unione Europea”.
Con l’euro ai minimi storici, con un’ondata di disoccupazione che nemmeno le statistiche inventate riescono più a calmierare, con una spada di damocle sulla testa che chiamiamo da troppo tempo crisi, ma che in realtà dovremmo chiamare declino, con migliaia di persone alle frontiere alle cui richieste di aiuto rispondiamo a fucilate o, al meglio, respingendo verso dittature alleate, insomma, con tutte queste allegre cosette che ci solleticano le fantasie più apocalittiche, questa idea di mettere in versi la Carta dei diritti fondamentali è veramente ridicola.
Prima di pensare a cantare in versi i diritti fondamentali, probabilmente è necessario capire se esistano e se vengano garantiti, o no?
Via | Corriere.it
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Anche quest’anno, per la nona volta, Subway Letteratura, uno dei concorsi letterari più originale d’Italia, dopo aver decretato i vincitori per ogni sezione – in tutto 13 tra narrativa e poesia– è arrivato alla fase di distribuzione. A partire da oggi infatti, fino al 16 giugno, negli appositi Juke Box letterari approntati in metropolitana saranno riversate un milione di copie di questi bei libretti.
Le fermate della metropolitana in cui potete trovare i Juke Box Subway sono Duomo, Cadorna, Centrale, Loreto, Lambrate, Porta Garibaldi e Porta Venezia, più, a rotazione per una settimana ognuna Lanza, Moscova e Amendola, insomma, una vera e propria invasione letteraria che porterà nei vagoni e nelle fermate un po’ di fresca letteratura.
Nei prossimi mesi la distribuzione riguarderà altre sette città italiane e dispiegherà sul territorio italiano 5.200.000 copie distribuite da maggio a ottobre in 160 postazioni fisse rifornite due volte al giorno. Numeri da capogiro non è vero?
Via | Subway-Letteratura

Anche quest’anno, per la 48esima volta, il premio Campiello è approdato alla fase finale, quella che sancirà, il 4 settembre prossimo al teatro venezioano La Fenice, il vincitore del premio Campiello 2010 tra la cinquina di nomi che sono stati selezionati oggi dalla giuria.
Nell’ordine i cinque nomi finalisti e i rispettivi titoli in gara sono: Antonio Pennacchi con Canale Mussolini, della Mondadori, che ha avuto 11 voti su 11, Gad Lerner con “Scintille. Una storia di anime vagabonde”, edito da Feltrinelli con 8 voti; Gianrico Carofiglio con Le perfezioni provvisorie edito da Sellerio, con 7 voti; Laura Pariani con Milano è una selva oscura di Einaudi con 7 voti e infine Michela Murgia con Accabadora edito da Einaudi.
Contemporaneamente alla decisione della cinquina finalista, è stato anche consegnato il premio “Opera prima” a Silvia Avallone per Acciaio, con la seguente motivazione: per «le molteplici transizioni incompiute dal proletariato alla piccola borghesia dall’adolescenza alla giovinezza; il romanzo li trasforma in elementi letterari attraverso lo sguardo di due ragazzine che passano dalla complicità alla competizione». Io continuoad avere dei dubbi su questa giovane scrittrice, ma prima di pronunciarli sarò costretto a leggere questa sua prima fatica: Acciaio.
Via | Corriere del Veneto
Come previsto dalla procedura del Premio più blasonato d’Italia – nonché il più discusso – i nomi dei dodici partecipanti alla prima fase di questa 64esima edizione del premio, dopo la riunione nella serata di ieri del Comitato Direttivo del Premio – composto da Franco Alberti, Alessandro Barbero, Valeria Della Valle, Tullio De Mauro, Giuseppe De Rita, Fabiano Fabiani, Alberto Foschini, Melania G. Mazzucco e Ugo Riccarelli – sono stati rivelati stamattina nel corso di una conferenza stampa presso la sede di Strega Alberti a Benevento.
Dei 19 libri candidati ne sono rimasti una dozzina dunque, eccoli qui:
Acciaio (Rizzoli) di Silvia Avallone, presentato da Giuseppe Conte e Giorgio Ficara;
La casa (Elliot) di Angela Bubba, presentato da Fulvio Abbate e Paolo Giordano
Non ti voglio vicino (Frassinelli) di Barbara Garlaschelli, presentato da Maria Rosa Cutrufelli e Giuseppe Leonelli
Bambini nel bosco (Fanucci) di Beatrice Masini, presentato da Roberto Barbolini e Romano Montroni
Tutta mio padre (Bompiani) di Rosa Matteucci, presentato da Piero Gelli e Antonio Tabucchi
Un anno fa domani (Instar Libri) di Sebastiano Mondadori, presentato da Ernesto Ferrero e Lidia Ravera
Strane cose, domani (Baldini Castoldi Dalai) di Raul Montanari, presentato da Luca Doninelli e Tiziano Scarpa
Sono comuni le cose degli amici (Ponte alle Grazie) di Matteo Nucci, presentato da Renato Minore e Walter Pedullà
Accanto alla tigre (Fandango) di Lorenzo Pavolini, presentato da Diego De Silva e Valeria Parrella
Canale Mussolini (Mondadori) di Antonio Pennacchi, presentato da Niccolo’ Ammaniti e Massimo Onofri
Prenditi cura di me (Sellerio) di Francesco Recami, presentato da Concita De Gregorio e Salvatore S. Nigro
Hanno tutti ragione (Feltrinelli) di Paolo Sorrentino, presentato da Angelo Guglielmi e Dacia Maraini
Secondo voi chi arriverà a far parte della cinquina che sarà annunciata a giugno?
Quest’anno, per la prima volta nella storia, non saranno soltanto le indiscrezioni a far girare la lista dei 400 nomi che compongono il folto gruppo degli “Amici della Domenica”, la giuria di addetti ai lavori, scrittori, editori, giornalisti, professori universitari e intellettuali i cui voti decreteranno il vincitore del premio, ma sarà lo stesso sito del Premio a renderli noti, a partire da domani, per decisione del presidente Tullio De Mauro, in nome della trasparenza.
La notizia è stata pubblicata sul Affaritaliani.it, dalle cui pagine apprendiamo anche i nomi delle new entries dell’esclusivo gruppo, nomi importanti che vanno dalla direttora de l’Unità, Concita De Gregorio, fino al detentore del titolo Tiziano Scarpa, passando per Pierluigi Battista, Emma Dante e Domenico Procacci.
Ma siccome anche quest’anno le indiscrezioni circolano già in rete – quest’anno in particolare è il sito del quotidiano Il Giornale ad aver pubblicato la lista completa degli Amici – possiamo già iniziare a spulciarla, così, per curiosità, per vedere chi sono effettivamente i personaggi dai cui voti dipende l’esito finale.
Continua a leggere: Premio Strega 2010: Curiosando tra i 400 nomi degli Amici della domenica

Ancora una volta, come tutti gli anni, quasi fosse un’influenza o uno di quei riti famigliari tipo la passata di pomodoro o l’imbottigliamento del vino dello zio, anche quest’anno è arrivato il momento di dare il via alla corsa per la vittoria del premio letterario più blasonato d’Italia, il premio Strega, vinto l’anno scorso all’ultimo voto dal veneziano Tiziano Scarpa con Stabat Mater.
Anche quest’anno, manco a dirlo, il prepartenza è stato generoso dal punto di vista delle discussioni, le solite rincorse, le candidature proposte e ritirate, insomma tutti gli ingredienti che fanno dello Strega uno degli eventi più gravidi dal punto di vista delle dietrologie, dei discorsi e delle polemiche all’italiana.
In ogni caso, almeno per quanto riguarda il teatrino delle candidature abbiamo quasi finito di patire, la corsa ai blocchi di partenza, seconda per laboriosità solo a quella del palio di Siena, sta per finire: domani infatti i dodici partecipanti alla prima fase di questo 64esimo premio Strega, edizione 2010, che si concluderà il 10 giugno prossimo, quando dei dodici ne rimarranno solo cinque a sfidarsi fino al 1° luglio, giorno della proclamazione.
In attesa che mercoledì vengano presentate le candidature ufficiali al premio Strega, con i dodici autori selezionati per questa 64esima edizione, qualche ‘chicca’ dal premio letterario più famoso d’Italia.
L’autrice Rosa Matteucci si presenta da sola con ‘Tutta mio padre’, in disaccordo con la Bompiani, che invece appoggerà la candidatura di ‘Acciaio’ di Silvia Avallone, in accordo con il gruppo editoriale di cui fa parte (RCS). Il libro della Matteucci ha due fan eccellenti: Antonio Tabucchi e Piero Gelli.
L’editore romano Fanucci punterà su un libro per ragazzi: i ‘Bambini nel bosco’ di Beatrice Masini, presentato da Roberto Barbolini e Romano Montroni, mentre Neri Pozza non parteciperà al premio per protesta.
Continua a leggere: Premio Strega: autori autocandidati ed editori in protesta