lunedì 08 febbraio 2010

Dopo l'affaire Veltroni, iniziano a circolare i nomi dei candiati allo Strega 2010

pubblicato da Andrea Coccia in: case editrici scrittori libri narrativa italiana

Dopo l'affaire Veltroni, iniziano a circolare i nomi dei candiati allo Strega 2010 Qualche giorno fa, anche sulle pagine si booksblog, si era parlato di una possibile candidatura per il prossimo premio Strega 2010, del romanzo di Walter Veltroni “Noi”, dato da qualcuno addirittura per favorito assoluto per la vittoria finale. Ora, dopo la chiusura ufficiale di Veltroni sulla propria partecipazione allo Strega, si comincia a parlare dei candidati che le case editrici proporranno per la nuova edizione di un premio che, soprattutto negli ultimi anni, ha fatto molto discutere.

L’anno scorso, come la maggior parte dei lettori si ricorderanno, il premio fu assegnato a Stabat Mater dello scrittore veneziano Tiziano Scarpa, una decisione che aveva scatenato molte polemiche nell’establishment letterario e che aveva tenuto con il fiato sospeso tutti, a cominciare da Scarpa e Scurati, che si giocavano la vittoria all’ultimo voto.

Secondo Affaritaliani.it, i primi candidati ufficiali allo Strega 2010 sono, per la Newton&Compton “The Father. Il padrino dei padrini”, romanzo d’esordio di Vito Bruschini e, “Non resterà la notte” di Giacomo Lopez per la Marsilio, casa editrice in fortissima ascesa dopo il successo dei giallisti svedesi e i conseguenti quattrini.

Insomma, per il premio più ambito del panorama italiano la gara sembra proprio cominciata, e gli atleti si cominciano ad intravedere ai blocchi di partenza.

Via | Affaritaliani.it

Aldo Busi all'isola dei famosi: voi che ne pensate?

pubblicato da Andrea Coccia in: scrittori curiosità

Aldo Busi all'isola dei famosi: voi che ne pensate?
Leggo ora sulle pagine dei cugini di QueerBlog che Aldo Busi, uno degli scrittori e personaggi più discussi del panorama culturale italiano, da sempre oscillante tra uscite letterarie di ottimo valore e uscite televisive dall’alto tasso provocatorio, seppur non sempre di ottimo livello, parteciperà alla prossima edizione dell’Isola dei famosi, il programma condotto da Simona Ventura giunto oramai alla settima edizione.

Non è certo la prima volta che Busi sceglie il palcoscenico televisivo, tra le presenze al Maurizio Costanzo Show e quella ad Amici della De Filippi, infatti, lo scrittore lombardo ha messo insieme, negli anni, un carnet mediatico di tutto rispetto. Ovviamente, anche questa volta, come sempre per Busi, non credo sia opportuno sciorinare la critica scontata (e probabilmente un po’ snob) dell’intellettuale che svende a poche lire il suo spessore partecipando a quello che, almeno per quanto mi riguarda, è uno più grotteschi e svilenti palcoscenici che offre di questi tempi la nostra televisione.

Mi limito allora a sfruttare questa occasione come pretesto per scoprire quale sia il vostro punto di vista, da lettori e non da telespettatori, verso questa scelta che, per quanto non sia un novità assoluta nella storia personale di Aldo Busi, rappresenta, a mio parere, il suo punto più basso, un fatto che non fa che confermarmi quello che alcuni critici, soprattutto dopo l’uscita dell’ultima raccolta di racconti Aaa!, hanno affermato, definendo Busi “uno scrittore invecchiato male, anzi, malissimo”. Voi che ne pensate?

Via | Queerblog
Foto | Kirkpinar

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domenica 07 febbraio 2010

Asta folle per una copia pirata di "Hapworth 16, 1924" di Salinger

pubblicato da dario in: news scrittori curiosità

Copia pirata di un libro di SalingerÈ diventata incandescente l’asta su Ebay per una copia di Hapworth 16, 1924 di Jerome David Salinger in italiano, pubblicata nel 1997 dall’Eldonejo di Milano. Nel momento in cui scrivo - ringraziando per la segnalazione il grande bibliofilo Simone Berni - devo constatare che il prezzo del libro (qui la pagina dell’asta) ha sfondato il folle muro dei 400 euro.

Se non avete mai sentito nominare l’editore Eldonejo, non vi stupite: si tratta dell’oscura casa editrice con cui Giovanni Vittorio Pisapia (fratello dell’ex presidente della commissione Giustizia del Senato) e tale Simona Magherini pubblicarono questa rarissima copia pirata del libro, di cui parlò all’epoca anche il «Corriere della Sera». L’originale di Salinger in inglese era apparso sul «The New Yorker» nel remoto 1965 e non era stato mai più ristampato per espressa volontà dell’autore. Nessuno aveva previsto che trentadue anni dopo la giovane, sconosciuta neo-laureata Simona Magherini, con la “complicità” di Pisapia, pensasse di tradurre e pubblicare l’opera in italiano senza autorizzazione, senza isbn e del tutto alla chetichella. Lo scandalo scoppiò immediatamente. L’Eldonejo fu diffidata dallo stampare più copie delle duemila circa che aveva già distribuito, sotto la pressione della Einaudi, che pare disponesse di un’opzione sui diritti di traduzione. Di quell’edizione bootleg nessuno sentì più parlare.

Passati altri tredici anni e morto il buon vecchio Salinger, una di quelle duemila copie è tornata dal passato per solleticare le voglie dei bibliofili italiani. Eccola qua, «copertina morbida leggermente sbiadita con aloni e normali tracce d’uso, pagine leggermente ingiallite, volume usato in buono stato», all’asta su Ebay fino alle 15.38 del prossimo 14 febbraio, giorno di San Valentino. A sette giorni e quindici ore dalla data fatidica, il libro ha già raggiunto un prezzo record. Chissà a quanto se l’aggiudicherà, alla fine della fiera, il fortunato bibliomane. Ma che libro è Hapworth 16, 1924?

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venerdì 05 febbraio 2010

Scrittori famosi schiavi di alcol e droga

pubblicato da dario in: news scrittori curiosità

Morgan

Sulle TV e sui giornali nazionali impazza il “caso Morgan“: l’ex frontman dei Bluvertigo è stato escluso dal Festival di Sanremo dopo aver dichiarato in un’intervista:

“La droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perchè non ho voglia di tirare su l’intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura. Io non ho mai conosciuto nessuno che ci sta dentro come me a farsi le basi. Ti sembro uno schizzato? No. E invece ora sono completamente fatto. Ne faccio un uso quotidiano e regolare”.

Da questo episodio ha avuto origine un altro festival, rappresentativo della nostra cultura nazionale almeno quanto la kermesse sanremese: il festival dell’ipocrisia. Processo in TV da Bruno Vespa, pentimento, strali di pubblici accusatori tossicologicamente più dubbi di Morgan, negazione, raffiche di «sono stato frainteso» e «imboscate giornalistiche» di berlusconiana memoria, dibattiti sull’esempio da dare ai ciòvani e ai pimpi, contrizione, prese di coscienza un tot al chilo e infine il perdono e la probabile riammissione al Festival. Dopo di che ciascuno potrà continuare a sfondarsi di crack liberamente, basta che stia zitto, come tutti.

Manco a farlo apposta, mentre in Italia impazza il dibattito da oratorio, sul sito di Life è stata appena pubblicata una galleria fotografica dedicata alle dipendenze di ben 36 scrittori, un elenco sterminato che va da Charles Baudelaire (alcol e oppiacei) a William S. Burroughs (eroina), da Edgar Allan Poe a Dorothy Parker (alcol entrambi), da Jack London a Ernest Hemingway a Stephen King (che raccontò di aver pippato talmente tanta coca da dover lavorare coi tamponi nel naso per non spruzzare sangue sulla tastiera) a Hunter S. Thompson a William Faulkner a Charles Bukowski, etc.

Ciascuna foto d’artista è accompagnata da un elogio della rispettiva dipendenza: da Jean Cocteau - «fumare oppio è come buttarsi da un treno in movimento» - a Truman Capote - «sono un alcolizzato, sono un tossicodipendente, sono un omosessuale, sono un genio» - a Raymond Chandler - «l’alcol è come l’amore. Il primo bacio è magico, il secondo è intimo, il terzo è routine» - a tanti altri. Praticamente tutta la cultura letteraria anglosassone del secolo scorso, il cui pilastro concettuale e morale è senza dubbio la libertà individuale, è fondata orgogliosamente sull’alcol e sulle droghe pesanti. Chi glielo spiega ora a Bruno Vespa?

Body Drama, il corpo femminile secondo Nancy Amanda Redd: l'intervista all'autrice

pubblicato da roberta in: scrittori Novità libri per ragazzi Mondo Libri interviste allo specchio curiosità

Foto di corpi veri e sani, di seni dove spunta un terzo capezzolo, di bozzi là sotto, di assorbenti per le mestruazioni fabbricati d’emergenza, di mutande giuste e non, di acconciature pubiche, di donne sovrappeso o troppo magre. Solo un accenno della varietà di argomenti e quantità di immagini fortemente volute da una ex Miss America Bikini per aiutare le ragazze a superare i problemi e i conflitti con il corpo. A metà tra un magazine femminile e un manuale di medicina, “Il mio corpo - Body Drama” è stato nominato in America nella top ten delle letture fondamentali per ragazze (New York Times bestseller e Usa Today bestseller); ce ne parla Nancy Amanda Redd, l’autrice, ospitata per presentarlo perfino del talk show di Oprah Winfrey.

Body Drama è pieno di fotografie di ragazze reali di tutte le etnie, forme e taglie, che illustrano tutte le parti dei loro corpi. C’è perfino la pagina con 24 scatti ravvicinati di diverse varietà di vagine: perché non è mai stato raccontato così prima, il corpo femminile?
Ho avuto grandissime difficoltà nel trovare un editore che mi pubblicasse il libro. Prima di questo libro, le tematiche che ho affrontato erano un tabù di fronte al quale altre persone hanno preferito fuggire via piuttosto che affrontare il problema. Io avevo la fortuna di essere molto giovane, di non avere una reputazione da dover difendere e non stavo cercando di diventare famosa o di fare i soldi, quindi la mia forza era anche la mia autenticità. Volevo fare un libro per far sentire meglio le ragazze e sono stata fortunata a trovare l’editore che mi ha lasciato completa libertà nella creazione di questo libro.

Tra peli & capelli, capezzoli e acne, tatuaggi sicuri e cosce che sembrano di stracchino, argomenti insoliti come quello che tratta cosa accade se si fa troppa cacca o troppo poca, qual è la sezione che non avresti mai tolto pur di pubblicare il libro?
Fotografare vulve non è facile. Dopotutto, non siamo abituate neanche a guardare la nostra, figurarsi quelle di perfette sconosciute. Così, quando le ho messe tutte in fila ho capito che la parte era una condizione dell’accordo editoriale. Nel senso che non ero assolutamente pronta a rifiutare a quella sezione. L’editore che poi me lo ha approvato, mi ha detto che non sapeva cosa farci di questo manoscritto e quindi l’ha dato a una stagista di 22 anni, che lavorava nel suo ufficio. Mi ha raccontato di aver capito che il libro andava pubblicato quando ha visto la stagista piegata sul libro, intenta a passarselo con altre colleghe, quasi litigandoselo. Certamente editarlo era una scommessa: è un libro costoso da produrre che va a infrangere molti tabù ma sono felicissima che qualcuno abbia trovato il coraggio di editarlo. Perché da ora è possibile pubblicare un volume con una foto di una vagina senza che questa possa essere perfetta o senza che la cosa possa essere considerata pornografia.

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mercoledì 03 febbraio 2010

La guida 2010 agli editori che ti pubblicano, di Leonardo Pappalardo

pubblicato da sara in: case editrici scrittori narrativa italiana

guida agli editori che ti pubblicanoSegnaliamo volentieri una guida che arriva alla sua seconda edizione perchè ha evidentemente avuto successo di pubblico nel 2009 grazie alla sua impostazione pratica e alla ricchezza delle sue segnalazioni.

Si tratta della Guida 2010 agli editori che ti pubblicano, di Leonardo Pappalardo. Stessa veste grafica, stesso titolo, stesso editore. Dentro, un parco editori aggiornato (non solo grandi editori, ovviamente) e soprattutto ordinato secondo una impostazione che ne rende facile la consultabilità.

L’autore ha infatti dedicato una scheda dettagliata a ciascuna delle case editrici, in cui sono loro stesse a spiegarci se pubblicano a pagamento o meno, cosa danno in cambio agli aspiranti scrittori, che tipo di opere pubblicano e quali sono le modalità (e i riferimenti) per inviare loro opere originali.

Via | Fantasymagazine

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martedì 02 febbraio 2010

La rivista New Yorker mette online 13 racconti di Salinger

pubblicato da Andrea Coccia in: news blog&web scrittori narrativa straniera

La rivista New Yorker mette online 13 racconti di Salinger
Sono tredici i racconti dello scrittore Jerome David Salinger che, dal 1946 al 1965, sono apparsi sulla rivista americana The New Yorker, il cui ruolo nella diffusione della letteratura contemporanea americana è stato notevole grazie all’attenzione della redazione agli sviluppi del mondo letterario e all’apertura delle sue pagine a scrittori del calibro di Philiph Roth, di Vladimir Nabokov e dello stesso Salinger.

Ora, dopo la scomparsa dell’autore americano, tanto amato dalle folle quanto restio al contatto con il pubblico, i tredici racconti in questione sono stati ripubblicati online dalla rivista in omaggio alla memoria del padre del Giovane Holden, un’iniziativa, questa del New Yorker, che non sarà l’unica. Pare infatti che in possesso della redazione ci sia molto altro materiale che presto verrà messo in rete.

Il coronamento a questa settimana in onore di Salinger non si limiterà però al digitale, ma riguarderà anche il cartaceo, il numero della prossima settimana sarà infatti interamente dedicato alla sua memoria.

Via | AdnKronos

Il lato omosessuale dei personaggi di Charles Dickens

pubblicato da dario in: news scrittori curiosità

Charles Dickens in versione gay
Pip, il protagonista di Grandi speranze, e il suo amico Herbert dovevano essere un po’ omosessuali. Lo sostiene la dottoressa Holly Furneaux della Leicester University, secondo cui, tra le innumerevoli corde sentimentali e psicologiche di molti personaggi dickensiani, ci sarebbe spesso anche un’omosessualità latente.

Se i personaggi del grande scrittore inglese s’innamoravano sovente della sorella dei loro migliori amici, era per sublimare impulsi omosessuali che l’epoca vittoriana non avrebbe mai consentito a Charles Dickens di raccontare con chiarezza.

Quando in Grandi speranze Herbert accudisce Pip dopo una rissa, quest’ultimo dice: «guardami» ed Herbert risponde «ti guardo, mio caro ragazzo». E ancora Pip: «toccami», ed Herbert: «ti tocco, mio caro ragazzo». Assistere un ferito, secondo la Furneaux, aveva pesanti sottotesti sessuali nell’epoca vittoriana.

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lunedì 01 febbraio 2010

Sir Terry Pratchett invoca i tribunali dell'eutanasia

pubblicato da dario in: news scrittori

Sir Terry Pratchett e il videogame di Discworld

Sir Terry Pratchett, autore della saga di Mondo disco, invocherà l’istituzione di tribunali per l’eutanasia nella conferenza che terrà stasera alla BBC in occasione della prestigiosa Richard Dimbleby Lecture. «Non penso che la gente tema particolarmente la morte», ha dichiarato di recente su questo tema, «quella che ci preoccupa è la vita prima della morte».

Sir Pratchett è il primo scrittore investito dell’onore di tenere la Dimbleby Lecture, istituita dalla BBC nel 1972 in memoria del giornalista Richard Dimbleby, dopo oratori come il principe di Galles, Bill Clinton, Dominique de Villepin, scienziati di chiarissima fama e capitani d’industria internazionali. Il discorso che pronuncerà stasera si intitola Shaking Hands With Death (Stringere le mani alla morte), e farà ampio riferimento alla rara forma di morbo d’Alzheimer diagnosticata al creatore di Discworld un paio d’anni fa. «Mia la vita, mia la morte, mia la scelta», dirà stasera il grande Pratchett secondo quanto anticipato dalla trasmissione Panorama e riportato dal «Guardian»

«Se una nonnina entra in tribunale, sbatte il bastone sul tavolo e dice, “senti, ne ho avuto abbastanza, odio questa malattia del sangue e preferisco morire, grazie mille giovanotto”, non vedo perché qualcuno dovrebbe mettersi di traverso».

Nella sua lettura, il maestro Pratchett proporrà se stesso come volontario per la sperimentazione dei tribunali dell’eutanasia. Pratchett è anche il patrono dell’Alzheimer’s Research Trust, e ha già donato oltre cinquecentomila sterline di tasca propria per la ricerca contro la terribile malattia.

Saviano sale in cattedra alla Normale di Pisa

pubblicato da sara in: scrittori saggi narrativa italiana

saviano
Roberto Saviano sale in cattedra. Succederà alla Normale di Pisa, dove il nostro nella primavera del 2010 terrà un seminario in quattro lezioni su “Strategie e tattiche criminali internazionali”.

Potranno candidarsi però solo studenti delle università di Pisa e Lucca, e principalmente laureati, laureandi e ricercatori. L’annuncio arriva dopo l’affollatissima lezione del 22 gennaio scorso, nella stessa sede.

La candidatura, che dovrà essere inviata on line, verrà valutata da una commissione interna, che dovrà giudicare voti del ‘candidato’ al seminario e anche le sue motivazioni a seguirlo, leggo. I posti in tutto infatti sono una trentina.

Via | SNS
Foto | Flickr

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