
Certamente la notizia non è delle più comuni: Vasco Rossi, l’icona del rock made in Italy, il più spericolato e inossidabile dei nostri cantautori entra nel mondo dell’editoria dalla porta principale, vale a dire diventando lui stesso editore di una delle riviste più interessanti del panorama cartaceo nazionale, la prima free press letteraria. Se non lo avete ancora capito sto parlando della rivista Satisfiction, diretta da Gian Paolo Serino.
In effetti, negli ultimi tempi è successo più volte che i nomi di Vasco Rossi e di Satisfiction si incontrassero: qualche settimana era stata una poesia civile a comparire sulle pagine del blog della rivista, a cui poi altre erano succedute. Ora il grande rocker di Zocca ha deciso di finanziare la rivista, perché? Per “dare un contributo a una impresa indipendente fuori da ogni logica commerciale, dare un orientamento letterario aperto, non bacchettone, che svegli le coscienze addormentate”. Un’impresa nobile.
E così Vasco si presenta al pubblico in una nuova ed inedita veste, rivelando un profilo da lettore forte che molti sicuramente non avrebbero mai sospettato. Ma cosa legge Vasco?
Ho letto tutta la Recherche ed è stata un´esperienza straordinaria, dei recenti mi piace molto Coetzee, però il primo libro che ho aperto dopo tanto tempo di astinenza, alla fine degli anni Ottanta, è stato Sfera di Crichton. Ha presente? Fantastico. Ma considero anche Stephen King un grande scrittore, anche se a dirlo qualcuno storce il naso. Leggendo Misery non deve morire ho sofferto come un pazzo. Meno di zero di Brett Easton Ellis invece mi ha dato degli incubi, e lì per lì mi ha sorpreso: è roba forte, ma anch´io non è che vivo proprio in convento, non era niente di mai visto. Però era detto così bene. Sa, l´inizio, “La gente ha paura di buttarsi nel traffico delle autostrade a Los Angeles…”, come dire nella vita. Sembra una canzone…
A Vasco e alla redazione di Satisfiction, naturalmente, vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro!
Via | Satisfiction

Sono sicuro che la maggior parte dei nostri lettori, sia di quelli che fanno parte della cerchia degli “addetti ai lavori”, sia tutti coloro che infoltiscono le schiere dei lettori, conoscono già il blog Sul Romanzo, fondato da Morgan Palmas come blog personale e diventato col tempo un blog collettivo di estremo interesse per chi volesse addentrarsi nelle dinamiche editoriali.
La notizia di oggi è che Sul Romanzo si sdoppia; il primo numero di un nuovo esperimento di webzine è infatti in procinto di essere pubblicato (è stato annunciato per stamattina intorno alle 10 e 30). Il progetto di una rivista online da affiancare al blog nasce come “impegno diverso, strutturato fin dalla nascita in maniera originale, rivolto sia agli scrittori esordienti che ai lettori curiosi” dice Morgan Palmas nel pre-editoriale pubblicato un mesetto fa sul blog.
Ma c’è ancora molto di misterioso in questo progetto e la maggior parte dei veli cadranno soltanto a pubblicazione avvenuta, tra pochi minuti, dunque. Per ora sappiamo che, oltre ai collaboratori indipendenti su cui già Sul Romanzo può contare, la webzine sarà arricchita da racconti e poesie di chiunque voglia inviarle alla redazione, racconti e poesie che, ogni mese, saranno contraddistinti da una particolarità. Per Marzo i racconti saranno concentrati sul tema, purtroppo sempre attuale, della Xenofobia, mentre le poesie saranno, esattamente all’opposto, dei magnifici quanto inattuali sonetti.
In attesa di vedere i risultati degli sforzi di Palmas e soci, porgo a tutta la redazione di Sul Romanzo un sincero augurio di buon lavoro e prometto loro che non appena sarà pubblicata la webzine la leggerò con attenzione e cercherò di esserne un severo critico, sapendo bene che è solo criticandoli che, in questo momento di avvio di un nuovo progetto così ambizioso, potrò dar loro una mano.

Forse è un caso che Vasco Rossi sia a Milano per una serie di concerti proprio nel momento in cui è scoppiato il caso di Via Padova, teatro un paio di giorni fa di scontri e tensioni causate dall’omicidio di un giovane egiziano, che ha generato una serie di prese di posizione decisamente razziste da parte di alcuni esponenti della politica locale e non solo.Ma è certamente significativo il fatto che, proprio in questi giorni, attraverso una poesia pubblicata sul blog della rivista Satisfiction, il cantante romagnolo abbia espresso la sua indignazione per l’ondata di razzismo e indifferenza che si sta diffondendo nel nostro paese.
Nei suoi versi civili Vasco si scaglia contro il popolo dei dei benpensanti dei “divoratori di telenovele/di telegiornali/di telecronache/di varietà/di giochi a premi/di riviste/di giornali sportivi/di giornali politici/di giornali strani/di Gossip… di gossip” un popolo il cui punto di vista si è ormai atrofizzato e risulta schiavo dei media e della paura da essi generata. E non nasconde affatto il suo odio per questi “Capitalisti anonimi/Massa di benestanti/qualunquisti”, non fa sconti e li invita ad andare avanti: “andate pure avanti/voi/che a noi…./ci scappa da ridere”.
Non siamo certamente di fronte ad un nuovo Montale, ma un messaggio profondo in questa poesia c’è, un messaggio diretto al ceto intellettuale, quello dei poeti e degli scrittori, un messaggio di impegno nella vita civile, un invito ad occuparsi del mondo che ci circonda, quanto meno per buttare fuori il veleno che da anni i media ci stanno iniettando nelle vene.
Via | Satisfiction

Vi abbiamo già parlato più volte della rivista Animals, edita da Coniglio editore, una rivista che propone un interessantissimo cross-over artistico tra fumetti e letteratura (sempre che il fumetto non possa essere considerato letteratura tout-court, ma questo è un discorso che richiederebbe molto tempo) e che, oltre ad ospitare tra le sue pagine alcune tra le migliori matite nostrane, da Gipi a Bacilieri, da Toffolo a Scòzzari, ha ospitato alcune delle penne migliori dell’Italia di questi giorni, da Michele Mari a Tiziano Scarpa.
Domani, ad orario aperitivo, l’allegra brigata di Animals, capeggiata dalla direttrice Laura Scarpa incontrerà il suo nutrito pubblico milanese in uno dei locali storici dell’aperitivo meneghino, il Bar Basso, in via Plino. Tra gli altri saranno presenti alla serata Paolo Bacilieri, Lorena Canottiere, Grégory Panaccione, se l’aereo non ritarda da Londra, anche Davide Toffolo.
Insomma un appuntamento da non mancare per tutti i fumetto-dipendenti che seguono le vicende di Animals dalla prima uscita, ormai risalente a quasi un anno fa, ma anche per i nuovo adepti e per quelli che ancora non hanno mai perso nemmeno un pomeriggio tra le sue pagine.
Via | AnimalsBlog

Formula vincente non si cambia, avrà pensato Gianni Bonina nel rimetter mano al timone del mensile di Stilos, magazine dei libri assente giustificato dall’edicola da due anni. Che debutta in grande stile: visto che ogni numero avrà un allegato inedito in omaggio, questa prima uscita viene abbinato con “Lo stivale di Garibaldi” di Andrea Camilleri. Quasi invariato il timone del giornale che, viene da notare, riprende in una stagione che ha segnato la chiusura di altre testate culturali e penalizza sempre più il mondo dei libri.
Come mai si rispolvera Stilos e come si colloca il mensile? Lo abbiamo chiesto al suo direttore, Gianni Bonina:
Con lancia ed elmetto: deciso a dimostrare che il mondo dei libri non può essere distrutto. Non arriva comunque né da ultimo né per ultimo perché “Stilos” viene da un’esperienza decennale che si temporaneamente interrotta per due anni. Due anni che sono serviti a ripensare l’idea e rimodulare il progetto. Lo Stilos che torna in edicola agli inizi di febbraio non sarà più un giornale ma una rivista di 148 pagine, avrà in ogni numero un libro inedito in omaggio e si apre a cinema, arte, fumetti, musica e teatro. Sarà più bello ma sarà uguale a quello che è stato: sobrio, rigoroso, autorevole e piacevole. Almeno mi auguro che sia così.
Rispetto all’ultimo numero di due anni fa, quali differenze e quali conferme? “La squadra è rimasta invariata - continua Bonina -, ma si sono aggiunte altre firme in qualità di rubrichisti: Guido Conti, Silvio Perrella e Filippo La Porta. Sono arrivati nuovi collaboratori e altri si sono allontanati. Torniamo comunque più giovani di due anni”.
Continua a leggere: Ritorna in edicola Stilos: magazine dei libri
Si chiama Wimble.doc, la sua prima uscita è a disposizione gratis su internet ed è il risultato del primo torneo mai organizzato di racconti brevi a squadre. Ideata e progettata da Alessandro Milanese, Enrico Piscitelli e Alessandro Romeo, questa curiosa e molto interessante iniziativa si propone di far incontrare alcune delle svariate realtà dell’universo culturale italiano, siano esse riviste, blog, fanzine, collettivi di scrittori o chiunque volesse combattere, a colpi di racconti brevi, per vincere la meravigliosa (eufemismo, per stessa ammissione del creatore) coccarda di Wimble.
Ma qual è il motivo che ha spinto gli organizzatori a mettere in pratica questo progetto, un progetto senz’altro impegnativo, che ha visto sfilare davanti alla giuria 8 squadre che si sono date battaglia in un emozionante torneo durato due mesi? La risposta ce la danno direttamente loro:
“Per fare rete, per mettere insieme chi fa cultura, per divertirsi, per il piacere di scrivere, per conquistare lettori, per farsi conoscere, e per vincere!”
Un motivo nobile, dunque, “per fare rete”, per costruire un dialogo tra realtà che normalmente si sfiorano e che troppo spesso non si riescono a parlare, le riviste letterarie che, relegate troppo frequentemente in piccole nicchie, hanno proprio bisogno di questo, di fare rete, di unirsi, di collaborare, almeno per tentare di portare a galla il mondo sommerso della nuova narrativa italiana. Per iniziare a scoprire almeno la punta di questo enorme iceberg ignorato dalle mappe editoriali (e per sapere chi ha vinto questa prima edizione del torneo), potete scaricare gratuitamente la rivista (90 pagine a colori), in molti formati diversi, dal sito di Wimble.doc.
Via | Wimble.doc

A pensarla come l’istituzione linguistica più importante del nostro paese, quella che mantiene vigile il controllo sulle impurità lessicali e ortografiche che minacciano costantemente la nostra lingua, la storica Accademia della Crusca potrebbe sembrare uno dei più vetusti e noiosi ricettacoli di saggi impolverati e vecchi professori rancorosi. Ma non è esattamente così.
Forse quasi nessuno infatti si ricorda che ai suoi albori (situati più tra il 1570 e il 1580) l’Accademia era nata con tutt’altro scopo, quello di “differenziarsi dalle pedanterie dell’Accademia fiorentina, alle quali contrapponevano le cruscate, cioè discorsi giocosi e conversazioni di poca importanza”. Il ruolo di vigilantes linguistici i cruscanti lo assunsero solo qualche anno dopo, sulla spinta dell’infarinato Leonardo Salviati.
Sono passati più di 400 anni dalla morte di quest’ultimo, nel frattempo l’italiano si è consolidato in una lingua standard pan-nazionale e, con l’aiuto della televisione pubblica (da notare che neanche al Manzoni riuscì tanto), divenne finalmente lingua nazionale.
400 anni densi di avvenimenti, ma che non hanno intaccato il ruolo dell’Accademia che, all’alba di questo nuovo millennio, avendo opportunamente aggiornato i propri mezzi tecnologici, continua a supervisionare l’evoluzione ortografica, lessicale e grammaticale del nostro idioma fornendo un servizio di pronto soccorso online, dedicato a tutti coloro che vengono assaliti dai dubbi linguistici più vari.
Via | Repubblica
Foto | AccademiadellaCrusca

Come ogni anno, da ormai diversi lustri, appena superate le idi di gennaio iniziano a trapelare le prime informazioni su una delle uscite più attese dell’anno accademico e letterario italiano, sto parlando della pubblicazione dell’annuario di letteratura italiana Tirature, edito dalla casa editrice milanese, Il Saggiatore e curato da Vittorio Spinazzola, professore emerito dell’Università degli studi di Milano e grande sostenitore dell’apertura del canone letterario ai generi da sempre considerati minori e, per questo, relegati ai confini della letterarietà.
A quanto pare dalle prime indiscrezioni, che leggo oggi su Repubblica, Tirature 2010 avrà come titolo New italian realism, in netta opposizione dunque con il fenomeno della New italian epic, generato attorno ai ragionamenti del collettivo letterario Wu Ming nel 2008 e tuttora in atto. Ovviamente, però, prima di valutare i toni e le ragioni della “polemica”, aspetto di avere tra le mani il nuovo numero di Tirature, che sarà distribuito nelle librerie italiane a partire dal 23 gennaio.
Per quanto mi riguarda, in ogni caso, l’attesa è ricca di aspettative e curiosità, curiosità alimentate, da una parte, dal fatto che Spinazzola, e ancor di più la gran parte dei suoi collaboratori, sono stati (e alcuni lo sono tuttora, miei professori), dall’altra perché in un eventuale dibattito tra New italian epic e New italian realism io godrei dello smisurato vantaggio di osservare la battaglia dall’esterno, convinto come sono che sia il contenuto, più delle etichette, ad essere la questione importante.
In ogni caso, tra la nuova epica di Giuseppe Genna o dei Wu Ming, e il nuovo realismo di un Niccolò Ammaniti o di una Melania G. Mazzucco, a detenere la palma del migliore, dal mio punto di vista, saranno sempre le ossessioni e le immaginazioni fantastiche di un Michele Mari. Perché in fondo non c’è niente di più vero, in letteratura, di una menzogna.
Via | Repubblica
Sarà in edicola a partire dal mese di gennaio la nuova rivista prodotta dalla casa editrice Edizioni Centouno, dal titolo Il Reportage, un trimestrale di scrittura, giornalismo e fotografia che avrà come obiettivo quello di “riscoprire e dare spazio a una forma di giornalismo, spesso a cavallo con la letteratura, un po’ dimenticata o perlomeno sacrificata nei giornali di oggi.”
Un obiettivo senz’altro ammirabile: dare spazio a quel mondo di confine che sta tra la letteratura e il giornalismo, quella terra di mezzo che vede tra i suoi portabandiera alcuni dei nomi che affollano l’olimpo della grande letteratura: da Hemingway a Buzzati, da Kapuscinski a George Orwell, fino ad arrivare alle ultime file di questo bizzarro esercito, a quelli che dalle nostre parti hanno i nomi di Roberto Saviano o di Fabrizio Gatti, per fare solo qualche esempio.
Ma oltre al giornalismo di inchiesta e al fotogiornalismo questa nuova rivista, diretta da Riccardo De Gennaro, avrà anche uno spazio fisso dedicato al mondo della fiction tout court, un angolo che in questo primo numero ospiterà un racconto di Dario Voltolini. Insomma questa nuova arrivata sembra essere una rivista di assoluto interesse, vedremo nei prossimi mesi come se la caverà, ma intanto non possiamo che fare a De Gennaro e a tutta la redazione, i nostri migliori auguri.
Via | AGINews
“La febbre di contemporaneità e l’ebbrezza della velocità, che divorano senza memoria il quotidiano, le nostre vite e quegli strani oggetti materiali e immateriali a nome “libri”, sembrano aver ingoiato un’intera generazione di scrittori”, in Germania. A dirlo, in un interessante e lungo articolo-saggio pubblicato su Nazione Indiana, è Giovanni Nadiani (titolo: “Letteratura ed editoria. Il caso Germania”).
Ovviamente il consiglio è di leggere tutte e venti le pagine del saggio, ma faccio una breve segnalazione dei punti più interessanti: e cioè il fatto che la Germania è un paese di lettori forti, e nonostante questo il libro di qualità, gli autori della E-Literatur (Ernste Literatur, letteratura seria, distinta dalla Unterhaltungsliteratur, letteratura d’intrattenimento), sembrano sempre meno visibili e valorizzati dal sistema editoriale.
Il sistema editoriale cerca altro, cerca il ‘best seller’ , tanto che ormai anche grandi premi come Deutscher Buchpreis e il Buchmessenpreis della
Fiera del libro di Lipsia sembrano ispirati a questo, dice l’autore.
Continua a leggere: Letteratura ed editoria: il caso Germania. Un saggio su Nazione Indiana