
Quando qualche settimana fa abbiamo assistito alla premiazione di Tomas Tranströmer da parte dell’Accademia Svedese, la maggior parte degli italiani - anche tra i più voraci lettori di poesia - si sono guardati intorno cercando qualcuno che non si domandasse la fatidica domanda: «Ma chi diavolo è costui?». E’ inutile negarlo, Tomas Tranströmer, se si escludono i pochissimi lettori degli unici due libri tradotti in italiano (i famosi 5 lettori), è assolutamente sconosciuto.
In un contesto del genere, dunque, la pubblicazione di questa piccola raccolta di racconti del neo-premio Nobel per la letteratura da parte della casa editrice milanese Iperborea capita decisamente a fagiolo. Si intitola I ricordi mi guardano e sarà a disposizione dei lettori italiani a partire dal 18 novembre. Gli otto racconti che contiene “immortalano episodi, immagini, piccole grandi avventure interiori nella quotidianità di un ragazzino curioso e di acuta sensibilità che vede nel mondo un incantato territorio da esplorare.”
Con questi scritti, risalenti a metà degli anni ‘90, il poeta ripercorre la propria infanzia fornendo a noi lettori un punto di vista decisamente interessante, in una lingua fresca, semplice e evocativa. Lo stesso Tranströmer l’ha definito “un libro perfetto per avvicinarsi alle mie poesie, la migliore introduzione alla mia opera”. Dal 18 novembre, dunque, non abbiamo più scuse per ripeterci il refrain che accompagna Tranströmer da quasi un mese: «Ma chi diavolo è costui?»

Verrebbe da dire eterno secondo, perché la consolazione di aver superato il milione di copie vendute con il suo 1Q84 non deve aver riempito troppo la delusione di Aruki Murakami, insigne scrittore e traduttore giapponese, che ha mancato di un soffio il Premio Nobel per la letteratura 2011, assegnato all’ottantenne svedese Tomas Tranströmer. E, giusto per aggravare la situazione, non si tratta neanche della prima volta. Eh già, perché l’ambito riconoscimento gli era già passato sotto il naso l’anno scorso, quando a laurearsi vincitore era stato il peruviano Mario Vargas Llosa.
Non dovrebbe stupire troppo l’evidente contrasto tra il suo successo di pubblico e la mancata assegnazione del Nobel, nonostante Murakami fosse nella rosa dei favoriti non sarebbe infatti il primo ad esserne privato, mantenendo per di più, nutrite schiere di appassionati lettori. Lunga la lista degli autori di grandissimo riscontro che non lo annoverano tra i loro premi: tra i quali gli italiani Umberto Eco, Andrea Camilleri e Roberto Saviano. Insomma non si tratta di un caso isolato e e il Giappone potrà comunque consolarsi con i due Nobel per la Letteratura già assegnati rispettivamente a Yasunari Kawabata nel 1968 e Kenzaburo Oe nel 1994.
Via | lexpress.fr

Quest’anno l’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura al poeta svedese Tomas Tranströmer ha scatenato un discreto numero di critiche e di strascichi polemici. Ma chi è sto qua? Chi l’ha mai letto? Ma cosa diavolo avrà mai fatto agli svedesi Philiph Roth? E via dicendo.
Critiche che hanno portato qualcuno a lanciare provocazioni del tipo, aboliamo il premio Nobel, o facciamolo ogni quattro anni. In questi giorni moltissime ottime penne del giornalismo culturale si sono scervellate per capire cosa non funziona nel Premio Nobel, ovvero perché ogni tanto ci sia così tanto distacco tra le aspettative del pubblico e le decisioni dell’Accademia Svedese. Ma in fondo è sempre la stessa storia, capita ogni volta che il premio viene assegnato a qualche scrittore che la maggior parte del pubblico mondiale non conosce.
In ogni caso tra tutte le analisi che ho letto finora, la migliore è quella scritta da Tim Parks per il New York Review of Books. Lo scrittore e traduttore inglese - che qualche settimana fa abbiamo intervistato al Festivaletteratura di Mantova - riesce infatti ad individuare esattamente il problema, senza sbattere in faccia ai giurati l’accusa di snobismo e, nello stesso tempo, senza accusare il pubblico di essere troppo pop.
Su Il Fatto Quotidiano Giorgio Meletti lancia la proposta di assegnare il premio Nobel per la letteratura (ma anche gli altri) ogni quattro anni. Motivo? Ce ne sono troppi in giro ed è difficile trovare uno scrittore “da premio Nobel”. Scrive Meletti:
Senza offesa, Tomas Tranströmer non ci risultava. Colpa della nostra provinciale ignoranza, però bisogna anche ammettere che trovare ogni anno uno scrittore da premio Nobel non è facile […] Sarebbe forse opportuno diradare la scadenza, per darlo ogni quattro anni, come i mondiali di calcio.
A riprova del fatto che sarebbe meglio assegnare il Nobel con la scadenza dei mondiali di calcio (del resto siamo in Italia, dove la palla la fa da padrona…), Meletti riporta un po’ di nomi di premi Nobel assegnati in concomitanza ai “mondiali di calcio”.
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Anche quest’anno la corsa è finita all’una in punto ora italiana, quando il portavoce dell’Accademia Svedese ha messo a tacere tutte le voci di corridoio e le classiche indiscrezioni della vigilia, annunciando l’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura allo svedese Tomas Tranströmer, una vecchia conoscenza delle liste dei favoriti per la vittoria, non per caso già l’anno scorso avevamo parlato di lui nel TotoNobel.
La motivazione addotta dall’Accademia Svedese è la seguente:
because, through his condensed, transluscent images, he gives us fresh access to reality
Continua a leggere: Il Premio Nobel per la Letteratura 2011 è Tomas Tranströmer

Mancano poche ore alla assegnazione del Nobel per la Letteratura 2011 e i nomi dei possibili vincitori si rincorrono. Voci di corridoio, calcoli astrali, tentativi di interpretazione dell’anno trascorso alla ricerca di indizi “Nobellizzanti”: queste sono solo alcuni degli elementi che contribuiscono a determinare le quote dei bookmakers inglesi, storicamente i più attivi e preparati sulle scommesse di ogni tipo.
Intanto che i minuti scorrono - ne mancano più di 180 in questo momento - diamo un’occhiata alle quotazioni di Ladbrokes, uno dei siti di riferimento per scommettere su qualsiasi evento nel mondo: dalle primarie inglesi per decidere il leader del Labour Party, passando per il meteo del giorno di Natale, fino ad arrivare, ed è quello che qui ci interessa, al Premio Nobel per la Letteratura.
Scorrendo il lungo elenco di nomi e delle quotazioni non può non stupire il balzo in testa di Bob Dylan, quotato 5 a 1, seguito a una attaccatura da quello che moltissimi analisti (me compreso) danno per quasi certo vincitore, il giapponese Haruki Murakami, quotato 6 a 1. Subito dopo troviamo, insieme al terzo posto (7 a 1) la scrittrice algerina Assia Djebar e il poeta siriano Adonis, che potrebbero sfruttare il vento primaverile del mondo arabo per strappare il titolo.
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