Tutti i venerdì di giugno e di luglio, a Casola Valseno c’è il mercatino delle erbe e dei frutti dimenticati. Di solito il tempo non è mai bello, ma la gente di città accorre comunque per comprare quelle erbe ormai dimenticate, o anche solo per prendere un po’ di fresco e rilassarsi.
La gente di Casola si curava con metodi antichissimi anche quando era piccolo Cristiano Cavina, non c’era possibilità di scampo agli infusi di suor Luca Maria che curava tutto con i fiori di Bach, «La reverendissima madre superiora aveva una devozione particolare per i frutti dimenticati e le erbe aromatiche».
La festa dà il titolo all’ultimo, bello, e più intimo romanzo di Cavina, I frutti dimenticati, certamente una bella festa, ma è anche la metafora della situazione familiare di Cristiano, il frutto dimenticato che non ha mai conosciuto il padre. «Mio padre era tra i tanti forestieri che venivano a Casola per quella festa», ma lui non poteva saperlo.
Continua a leggere: I frutti dimenticati, di Cristiano Cavina
Un curioso post scritto sul quotidiano online “Il legno storto”, che parte da questa semplice questione: “come l’acquisto di un libro può diventare una micro analisi socio-politica”.
Viene raccontato poi come il libro di Roberto Perotti, “L’università truccata”, venga inspiegabilmente inserito, nella Feltrinelli di via Vittorio Emanuele Orlando, nella sezione “Concorsi”.
Peccato che si tratti di un testo/denuncia sui mali dell’università italiana: “Spero davvero che lo abbiano voluto nascondere laggiù - conclude l’autore - perché se fosse stata una scelta spontanea ci sarebbe di che preoccuparsi per il livello di dogmatismo e conformismo ideologico con il quale vengono gestite queste librerie”. A voi sono mai capitati episodi curiosi nella ricerca di un libro in libreria?
Via | Legnostorto

Il clima di questi giorni ci ha sommersi di pioggia, creando non pochi disagi in molte città. Per noi appassionati di libri però può essere il tempo ideale per dedicarsi a qualche buona lettura chiusi dentro casa o dentro a una biblioteca.
Quello che vi chiediamo oggi è appunto quale sia il vostro clima preferito per leggere, se c’è una condizione meteorologica che stimola più delle altre il vostro desiderio di dedicarvi a un buon libro.
Potete partecipare al sondaggio inserendo la vostra preferenza, o dire quello che volete nei commenti. Come sempre, chiedo in anticipo scusa se mi dimentico fra le scelte a disposizione il vostro clima preferito.
Foto: via Flickr

Sarà presentato oggi alle 17.30, a Roma presso la Federazione Nazionale della Stampa il libro “La Promessa Americana” di Barack Obama” (Donzelli). All’evento parteciperanno Lucia Annunziata, Carmine Donzelli, Gianni Riotta e Sergio Zavoli, insieme al presidente della Fnsi Roberto Natale. Il libro raccoglie i discorsi del senatore americano candidato alla presidenza e la presentazione, non a caso, avviene alla vigilia delle elezioni presidenziali.
Il libro fa riferimento ad una situazione diversa da quella attuale, e precisamente al periodo in cui Obama era ancora un outsider, in lotta con Hillary Clinton per conquistare la candidatura per il Pratito Democratico. A quei tempi in pochi avrebbero scommesso sul senatore nero ed è interessante rileggerne i discorsi, alla ricerca della chiave politica che ne ha consentito il successo; non scordiamoci infatti che Obama è stata una scommessa per il partito democratico e che fino ad alcuni anni fa sarebbe stato impensabile candidare un nero alla presidenza degli Stati Uniti.
La sua candidatura è stata un evento di tale misura da coinvolgere un pò tutto il mondo. In Italia come altrove, si sono create delle vere fazioni pro-Obama; tuttavia mi chiedo quanti sostenitori Europei e non abbiano veramente letto il suo programma. Ritengo che la novità rappresentata dalla sua candidatura abbia affossato le considerazioni razionali, portando a tralasciare la sostanza delle cose e facendoci scordare che stiamo parlando di politica.
Continua a leggere: Elezioni Usa: La Promessa Americana di Barack Obama

La lettura è un piacere, e come tale ha bisogno di un contesto adatto: devono essere adatti i rumori (o il silenzio) di fondo, gli abiti, l’umore, l’eventuale compagnia, la luce… e ovviamente anche il luogo in cui leggiamo. Oggi vi chiediamo appunto qual è il luogo che vi piace di più per dedicarvi a una gradevole lettura
A me piace leggere in particolare sui mezzi pubblici, con una preferenza particolare per il treno, ma non disdegno nemmeno gustarmi un buon libro semi-sdraiato sul divano (rigorosamente in larghissimi abiti da casa) o in un parco.
Probabilmente nell’elenco delle possibili scelte avrò dimenticato qualche luogo ideale per la lettura, o qualcuno di voi ne avrà uno diverso da quelli presentati, quindi rispondete pure nei commenti e dite la vostra sull’argomento.
Foto: Flickr
E’ questo in sostanza il messaggio del medico-scrittore afghano Khaled Hosseini, autore dei bestseller Il Cacciatore di Aquiloni e Mille Splendidi soli, relativamente alla polemica che infiamma la corsa alla presidenza Usa.
C’è un’aria razzista, secondo lo scrittore, ai comizi di John McCain e Sarah Palin, proprio a partire dalla loro scelta di evidenziare ostentatamente in ogni occasione il secondo nome di Obama: Barack Hussein Obama.
«Calcare in modo dispregiativo sul secondo nome è profondamente offensivo per milioni di pacifici musulmani americani, rispettosi della legge - ha scritto Hosseini sul Washigton Post, ripreso dal Corriere della Sera - così come lo è sentir insinuare che il secondo nome di Obama lo rende una persona sospettabile. E, a giudicare dalla reazione della folla a questi comizi, qualcuno da perseguitare o anche uccidere».
Via | Corriere

Tra poco si assegnerà il Premio Nobel per la letteratura per il 2008, e gli esperti hanno cominciato a ipotizzare i nomi che verranno presi in considerazione come papabili per la prestigiosa vittoria.
Anche voi lettori avrete probabilmente una vostra idea, o il desiderio di vedere premiato uno dei vostri scrittori preferiti. Personalmente mi piacerebbe che il premio venisse assegnato all’indiano Salman Rushdie, ma credo che le sue complicate vicende politiche (e la sua età relativamente giovane) per qualche anno lo terranno ancora al di fuori del giro dei potenziali vincitori.
Il sito di Repubblica ha promosso un sondaggio, al quale potete partecipare seguendo questo link, in cui sono stati ipotizzati undici nomi: Margaret Atwood, Yves Bonnefoy, Bob Dylan, David Grossman, Jean-Marie Le Clézio, Claudio Magris, Haruki Murakami, Cees Nooteboom, Amos Oz, Philip Roth, Mario Vargas Llosa. Dite pure nei commenti quale di questi o di altri autori vi piacerebbe che vincesse il Premio Nobel 2008.
In un contributo uscito sul Corriere della Sera di giorni scorsi Domenico Starnone, scrittore e professore, ha esposto il suo punto di vista sugli ingredienti di cui ha bisogno la scuola, in Italia, per diventare da luogo di istruzione “di massa” a “istruzione di elevata qualità per tutti”.
“Più che il frustino servono impegno e merito”, ha sintetizzato Starnone, consigliando a tutti di leggere un libro: ”La classe”, di Francois Begaudeau, diventato anche un film di successo, che parla di disagi di studenti e insegnanti.
Mentre finora, scrive Starnone, sono stati proposti solo degli abracadabra ” il mercato, l’azienda, il manager, lo sponsor, il Pof”. O “il ritorno alla frusta”.
Via | Asca
Ecco, sempre sull’argomento cinema e libri, un interessante articolo dell’Independent, che ha chiesto a vari scrittori famosi, anche a distanza di anni, come valutassero l’esito della trasposizione cinematografica dei loro best seller e del rapporto fra cinema e libri.
Ad esempio Michael Ondaatje, autore del Paziente Inglese, tradotto nel linguaggio della luce da Antony Minghella, ha commentato che “il film è così differente dal libro in cosi tanti piccoli dettagli che si tratta di una creatura differente. Non è ne un miglioramento nè un peggioramento della mia opera. Minghella ha dovuto reinventare il modo di narrare la storia, ma è sempre la stessa storia. Ha lo stesso tono e lo stesso spirito, solo narrativamente è diversa. Una sceneggiatura non può lavorare solo come una illustrazione grafica di un libro”.
Tracy Chevalier (”La ragazza con l’orecchino di perla”) crede che gli scrittori debbano stare lontano dai copioni perchè “non è più la tua storia, e la tua conoscenza delle cose che hai narrato non serve a fare un film migliore. Il film non è il libro, io li vedo come delle sorelle. Ora che si appresta la trasposizione teatrale del mio libro, è come se le fosse nata un’altra sorella” . E cosa pensa Chuck Palahniuk di “Figh club”? che “nel momento in cui il tuo libro diventa un film, tu ti sei distanziato da lui e hai una pelle più spessa. Che ti serve perchè sai che le persone lo percepiranno male, lo interpreteranno per il verso sbagliato, lo attaccheranno”.
Via |Independent
Un altro dei diritti del lettore di cui parla Pennac nel suo Come un romanzo è quello di rileggere. Dice lui: “Rileggere quel che una prima volta ci aveva respinti, rileggere senza saltare nessun passaggio, rileggere da un’altra angolazione, rileggere per verificare, sì… ci accordiamo tutti questi diritti. Ma rileggiamo soprattutto in modo gratuito, per il piacere della ripetizione, la gioia di un nuovo incontro, la messa alla prova dell’intimità.”
Io sono un’accanita rilettrice, ho quei dieci testi che mi piace sfogliare di tanto in tanto per ritrovare un’atmosfera, dei personaggi, una certa familiarità. Di solito mi succede nei momenti di rifiuto, in cui dopo aver letto tre o quattro libri di seguito non riesco a leggere altro, così ripesco le mie vecchie conoscenze, quelle da cui so cosa aspettarmi, che non richiedono un grande impegno mentale.
Tra i miei preferiti ci sono quelli di Camilleri con Montalbano, che vado a rispolverare proprio per ritrovare il personaggio, per seguirlo nei ristoranti alla buona dove va a mangiare il pesce, o nelle sue riflessioni etiche, o quando è alle prese con un problema sentimentale. E poi i gialli di Alicìa Gimenez Bartlett, che cerco nei momenti in cui ho bisogno del conforto dell’ispettrice Petra Delicado, del suo cinismo e della sua visione smaliziata dell’esistenza.
Continua a leggere: Il diritto di rileggere: Come un romanzo di Daniel Pennac