martedì 23 febbraio 2010

Il gatto dagli occhi d'oro, di Silvana De Mari

pubblicato da Giammarco Raponi in: blog&web recensioni libri per ragazzi fantasy narrativa italiana

Silvana De Mari è una psicoterapeuta che ha anche fatto il chirurgo in Etiopia come volontaria, ha pubblicato Il gatto dagli occhi d’oro, edito da Fanucci.

È un romanzo per ragazzi, almeno così è scritto in quarta di copertina, con alcuni tratti favolistici. In realtà, per i temi che affronta, è una storia talmente edificante, senza contare che è raccontata in modo impeccabile, che farebbe un gran bene anche agli adulti. E, detto tra parentesi, potrebbe benissimo essre una lettura da proporre alle scuole.

Il primo giorno di scuola media di Leila non comincia nel modo più esaltante: sua madre è uscita prestissimo per andare a lavorare, poiché sono piuttosto povere, e Leila non ha sentito la sveglia. Perciò, si alza tardi, si mette addosso le prime cose che trova e si scaraventa in classe. Fa quel che può, ma è irrimediabilmente in ritardo.

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martedì 16 febbraio 2010

Librerie che resistono, da Barcellona a Londra

pubblicato da sara in: libri narrativa italiana narrativa straniera

libreria

Tutto da leggere il bel pezzo di Stefano Salis pubblicato sul Sole24Ore che, in tempi grami per le librerie (tantissime ne stanno chiudendo, lo dice anche lui) ricorda come alcuni punti vendita di libri abbiano contribuito nel ‘900 alla vita culturale della vecchia Europa.

Come la libreria Shakespeare & Co. di Parigi (quella originale, all’8 di rue Dupuytren, non quella di oggi, nata negli anni ‘50), la cui libraia Sylvia Beach sostenne la pubblicazione dell’Ulisse di Joyce.

Di librerie storiche memorabili sparse per tutto il Vecchio continente ce ne sono (state) molte - scrive Salis - Botteghe che non esistono più, fatte di eleganza, competenza molta romanticheria e qualche improvvisazione“.

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lunedì 15 febbraio 2010

Il capo del Governo di Elsa Morante

pubblicato da Andrea Coccia in: blog&web classici narrativa italiana curiosità

Il capo del Governo di Elsa MoranteDa sempre gli scrittori hanno una strana e misteriosa capacità di vedere negli anni a venire, di riuscire a descrivere il presente dei lettori dal loro passato, più o meno lontano. Succede così quando mentre leggiamo testi scritti decine di anni, a volte secoli prima di noi, riscontriamo un’aderenza alla realtà della nostra vita quotidiana che ci stupisce.

Questa volta a regalarci questa strana sensazione è Elsa Morante, probabilmente la più grande scrittrice italiana del dopoguerra che, in un testo del 1° maggio 1945 intitolato Il Capo del Governo, riproposto recentemente dalla rivista Atti Impuri, descrive limpidamente una dinamica che sembra avere molte affinità con quella che ci scorre tutti i giorni davanti agli occhi.

Leggendo le poche righe di quel testo non riesco a non pormi una domanda: ma Elsa Morante aveva il dono della preveggenza o è l’Italia che è sempre la stessa?

Via | IlPrimoAmore

Non ero il solo, di Fabrizio Marchi

pubblicato da sara in: narrativa italiana

marchi “Mentre scrivo sono arrivato alla soglia dei cinquant’anni…la mattina, quando mi sveglio, non riesco a trovare nessun motivo che mi faccia pensare all’ipotesi di sputarmi in faccia…è già qualcosa”.

I pomeriggi di domenica con gli amici preadolescenti agli spettacoli teatrali osè del Volturno, vicino la stazione Termini. Oppure le serate passate in giro con le vecchie Simca o 127 dei genitori, fino ai primi anni di liceo, al Visconti, con i pariolini-bene che sembra recitino anche quando scherzano con i compagni di classe.

Sono tanti i ricordi della generazione vissuta a cavallo degli anni ‘70 nella Roma degli scontri politici di piazza raccontati da Fabrizio Marchi in ‘Non ero il solo’ delle edizioni Mimesis. Un ritratto di una città e di un modo di viverla che non esiste più.

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domenica 14 febbraio 2010

Sciascia e Camilleri portano sfiga. Ovvero il crepuscolo intellettuale della classe politica siciliana.

pubblicato da Andrea Coccia in: scrittori narrativa italiana curiosità

Sciascia e Camilleri portano sfiga. Ovvero il crepuscolo intellettuale della classe politica siciliana.Leonardo Sciascia, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Andrea Camilleri portano sfiga, per un un po’ dovremmo smettere di leggerli” ad affermarlo è stato l’assessore regionale alla Formazione, Mario Centorrino, economista e professore dell’università di Messina, che ieri agli stati generali dell’autonomia a Siracusa ha tirato una riga rossa virtuale su tre dei più grandi scrittori siciliani dell’ultimo secolo.

“Destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa, abbiamo bisogno di ottimismo” così Centorrino ha giustificato la sua terribile uscita, mettendo in mezzo l’ottimismo, dote che, a sua parere, viene messa in un angolo se si perde tempo a leggere libri come Il giorno della civetta, Il gattopardo o le avventure del commissario Montalbano.

Voi cosa ne pensate? Alla Sicilia servirebbe di più una bella dose di ottimismo e il sorriso sulla faccia, come vorrebbe Centorrino, o una altrettanto forte dose di consapevolezza e di comprensione dei mali che porta in seno, come vorrebbero probabilmente Sciascia, Tomasi di Lampedusa e Camilleri, una consapevolezza e comprensione che potrebbero alimentare, magari, qualche cambiamento in una terra dove chi governa lavora da sempre contro i cambiamenti?

Un aggiornamento: dalle pagine della Stampa la risposta di Andrea Camilleri, ultimo superstite fra i tre scrittori chiamati in causa da Centorrino.

Via | LiveSicilia.it
Foto | Flickr

venerdì 12 febbraio 2010

Tutta da rifare. Booksblog intervista l'autrice Giorgia Wurth

pubblicato da Robo in: scrittori interviste allo specchio narrativa italiana

Copertina del libro Tutta da rifare di Giorgia WürthI romanzi che raccontano storie d’amore non sono mai stati le mie letture preferite. Così ho cominciato a leggere il libro Tutta da rifare (Fazi) di Giorgia Wurth un po’ prevenuto. Mi incuriosiva il discorso della chirurgia estetica che sapevo esserci nel romanzo. Poi piano piano sono stato conquistato dallo stile dell’autrice, prima, e dalla storia di Sole e Lorenzo, i protagonisti, che si incontrano e si separano in diversi modi nel libro, ma rimangono sempre indissolubilmente legati.

Il tema dell’accettarsi così come si è e del desiderio di volersi diversi è il filo rosso del romanzo della Wurth: le varie operazioni a cui si sottopone Sole per essere più bella (ai suoi occhi) – naso, labbra, orecchie, e poi liposuzione, gluteoplastica, malaroplastica – diventano quasi eco della domanda che pare di ascoltare ad ogni pagina: esiste veramente il modello a cui vogliamo aderire? Tutta da rifare, ben lungi dall’essere un testo per ragazzine scontente di se stesse, costituisce un momento per fermarsi a riflettere sui mille cambiamenti che si vorrebbero apportare nella propria vita (senza necessariamente ricorrere ai ferri del chirurgo) e a domandarsi cosa sia veramente importante: non sempre è tutto da rifare, sia per le donne che per gli uomini.

Abbiamo rivolto alcune domande all’autrice, Giorgia Wurth, per conoscere meglio il suo libro e il suo approccio alla scrittura, visto che questa è la sua opera prima e tutti noi la conosciamo per via della sua attività televisiva. Il booktrailer “d’autore” del libro – che potete vedere su Cineblog - è del regista Angelo Licata. Dopo il salto, l’intervista.

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giovedì 11 febbraio 2010

Toshiro Mifune incontra il Cinghiale di Alessandro Baricco

pubblicato da Andrea Coccia in: blog&web scrittori narrativa italiana curiosità video


Quando ho letto sul sito degli amici di Lapsus, una interessante rivista genovese, che Alessandro Baricco era tornato alla regia dopo l’esperimento cinematografico di Lezione 21 ho pensato ad uno scherzo, poi, dopo aver visto il video su YouTube mi sono ricreduto.

E’ proprio vero, il Bariccone nazionale è tornato dietro la macchina da presa, e l’ha fatto alla grande, dirigendo una serie di corti con due attori veramente fantastici, di quelli che hanno la comicità nel sangue e che soltanto il caso, o la sfortuna, hanno deviato sul binario morto della scrittura.

Uno è Carlo Lucarelli, scrittore affermatissimo di noir e indagatore tra i più fini dei misteri del nostro paese, l’altro è Dario Voltolini, scrittore membro della redazione del Primo Amore, il blog-rivista che conta tra i suoi collaboratori, tra gli altri, Tiziano Scarpa e Antonio Moresco. Per l’occasione però, i due scrittori si sono trasformati nei personaggi di una serie di sketch molto brillanti, Toshiro Mifune e Il Cinghiale.

Rare sono le volte che mi vedono applaudire ed approvare le mosse artistiche di Alessandro Baricco e le iniziative della Scuola Holden, ma questa è una senz’altro una di quelle. Il filmato è veramente fantastico, 3 minuti abbondanti di risate assicurate. Non siete d’accordo?

Via | Lapsus

I post-it da citofono: le nuove frontiere della pubblicità libraria

pubblicato da Andrea Coccia in: case editrici libri narrativa italiana curiosità

I post-it da citofono: le nuove frontiere della pubblicità libraria E’ proprio vero che ormai ogni spazio è potenzialmente uno spazio pubblicitario e, forse ancor più vero, che l’editoria libraria non sa più come fare a vendere le migliaia di libri che pubblica ed è obbligata a inventarsi di tutto pur di far conoscere il proprio catalogo, le proprie nuove uscite: dai cartelloni in metropolitana a quelli sui treni, dai cartoncini da appendere al motorino alle borse di cotone, insomma sembrava che le avessero inventate tutte.

Ma a dimostrazione che all’inventiva di chi vende non c’è mai fine, stamattina, uscendo dal portone di casa mia, a Milano, mi sono ritrovato di fronte l’ennesima pubblicità, ma non sotto forma di manifesto appeso al muro o di volantino calpestato per terra, bensì a forma di piccolo fogliettino, uno di quei post-it mezzi appiccicosi che si usano per ricordarsi di comprare il pane, che campeggiava svolazzante sul mio citofono.

Nella fattispecie si tratta della pubblicità di La nostra guerra, l’ultimo libro di Enrico Brizzi, scrittore adorato da tutta una generazione per aver scritto Bastogne (e odiato dalla gran parte della stessa per Jack Frusciante è uscito dal gruppo), edito dalla casa editrice Baldini Castoldi Dalai.

Saranno disperse sulle Dolomiti le ceneri di Buzzati

pubblicato da Andrea Coccia in: scrittori narrativa italiana curiosità

Saranno disperse sulle Dolomiti le ceneri di Buzzati
Quasi 40 anni fa, il 28 gennaio del 1972, poco prima di morire Dino Buzzati confessava alla giovane moglie Almerina Antoniazzi la sua volontà di essere cremato e di essere disperso sulle cime delle Dolomiti, le montagne che più amava, un luogo magico che per lui, nato a San Pellegrino di Belluno, imparò ad amare in gioventù durante le estati che trascorreva con la famiglia alle porte di Belluno.

Ora, a distanza di quasi quattro decenni dalla sua morte, le sue volontà potranno essere rispettate, grazie alla decisione presa dal Consiglio regionale del Veneto che ha legiferato nuove norme in materia funeraria che permetteranno la cremazione e la dispersione delle ceneri in natura.

Una decisione che la moglie di Buzzati, ora 68enne, si è detta molto felice della possibilità di poter finalmente rispettare il volere del marito affermando che “La nostra famiglia aspettava solo che il Veneto si dotasse di una legge per disperdere le ceneri sulla Croda da Lago, nelle montagne sopra Cortina”.

Via | Adnkronos
Foto | Wikipedia

martedì 09 febbraio 2010

Il trionfo dell'asino, di Andrea Ballarini

pubblicato da luca v. in: libri narrativa italiana romanzo storico

andrea ballarini,del vecchio editore Le storie sono la linfa della vita. Al di là di quanto siano reali, c’è chi è in grado di raccontarle, chi sa farle rivivere. Andrea Ballarini appartiene a questa seconda categoria di privilegiati. Nella sua seconda prova letteraria “Il trionfo dell’asino”, pubblicata da Del Vecchio Editore, lo scrittore milanese ci accompagna tra le atmosfere a volte cupe, altre divertenti dell’Europa di metà ‘600.

Un romanzo storico frizzante, vivo in cui la ricerca di un misterioso manoscritto in grado di mutare le sorti del mondo in una mostruosa parodia diabolica unisce le vicende di personaggi diversi tra di loro sia per carattere che per estrazione sociale.

Patrizi, baroni, commedianti, uomini di chiesa più o meno corrotti, danno vita ad una serie di intrighi e complotti che si intrecciano ad interessanti digressioni sulle arti, i libri, le scienze occulte o i costumi del tempo. Le divagazioni filosofiche di cui il racconto è impreziosito finiscono per trovare applicazione anche nell’età contemporanea.

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