mercoledì 28 gennaio 2009

Torna Armin Greder tradotto da Baricco

pubblicato da roberta in: libri libri per ragazzi interviste apocalittiche

citta Dopo aver collezionato premi con “L’isola”, Armin Greder sceglie “La città” per tornare in libreria; una favola d’oggi sul rapporto tra madre e figlio, dove alla morte della madre corrisponde la crescita del figlio. Anche questa volta a tradurlo per le edizioni Orecchio Acerbo ci ha pensato Alessandro Baricco. La scrittura è scarna e incisiva, avvolta in un colore nebbioso e quasi nervoso; si avvicina a un narrato in bianco e nero dove il testo è relegato ai limiti, come se corresse su un binario altro, simile a un balloon ma senza la nuvola. Abbiamo intervistato Greder raggiungendolo in Australia.

Una domanda a Greder: se da bimbo avesse letto “La città” di Armin cosa avrebbe pensato?
Se mi immagino dodicenne, mi vedo spaventato e affascinato dalla morte di mia madre. La totale dipendenza da lei e il disastro dell’abbandono mi avrebbe spezzato come una corda. Mio padre era morto l’anno prima che io potessi essere pienamente cosciente del fatto che mia madre potesse morire. La dipendenza da mia madre e la sicurezza che lei rappresentava, mi avrebbe reso impossibile contemplare l’enormità della morte. Nel racconto, la morte della madre lascia il ragazzo libero di vivere la sua vita; a me invece avrebbe fatto scappare. Allo stesso modo, sarei stato incapace di vedere la natura egoistica e dannosa dell’amore della madre per il giovane – se mi permette di trovare un legame tra la madre narrata nella storia e la mia - . Avrei avuto bisogno di dieci anni in più, e di molte interferenze di mia madre nelle lotte con i miei lupi, per iniziare a capire.

Che cos’è la morte per Armin?
La morte fa parte della vita. Questa è la filosofia e funziona bene fino a che non si muore. Ma confrontarsi con la morte è di solito più un fatto che ha a che fare con le emozioni che con la filosofia. Poi la morte può essere niente: l’inaccettabile, una buia caverna senza fondo, una rabbia crescente, la fine del mondo, la vergogna di essere mezzi orfani, di essere abbandonati in una solitudine incomprensibile e ostile, la prova che Dio non esiste, la prova che Lui dovrebbe esistere, oppure una ragione per festeggiare (ad esempio nel caso di George W. Bush).

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martedì 13 maggio 2008

Intervista a Francesco Ceccamea

pubblicato da Giammarco Raponi in: blog&web scrittori interviste apocalittiche narrativa italiana

Silenzi Vietati di Francecsco Ceccamea è stato ben accolto dalla critica, e anche noi abbiamo avuto modo di parlarne con un certo entusiasmo, al punto che non abbiamo potuto fare a meno di rivolgergli alcune domande.

Una domanda scontata, ma nel tuo caso sembra inevitabile: come nasce Silenzi Vietati?
Silenzi Vietati nasce per caso. Parte tutto da una mail che ho inviato a Massimo Onofri, grande critico letterario, nonché mio ex-professore di Italiano alle scuole superiori. In genere al Prof. mandavo racconti su persone che muoiono di tumore con allegate richieste di trovarmi un lavoro da qualche parte a Sassari, ma quella sera ero più depresso del solito e avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno. E così ho mandato questa mail a Onofri. Non pensavo che mi avrebbe risposto. In genere non lo faceva quasi mai, e invece lui mi ha telefonato tutto euforico per dirmi che la mail l’aveva divertito così tanto che gli era quasi venuto un attacco d’asma, non gli venivano attacchi d’asma dai tempi del liceo e tutto questo l’aveva fatto sentire più giovane. Io non volevo farlo ridere, ero serissimo, quasi disperato, ma per lui la mail era l’irresistibile primo capitolo di un romanzo. Mi ha chiesto di mandargliene delle altre sullo stesso tono e con la stessa ironia. Io ho eseguito gli ordini, lui ha fatto il resto.

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mercoledì 09 aprile 2008

Intervista a Yari Selvetella

pubblicato da Giammarco Raponi in: blog&web scrittori giallo e noir interviste apocalittiche interviste allo specchio narrativa italiana

Yari Selvetella non è certo un esordiente, si è occupato molto di musica ma ha raggiunto la notorietà con Roma criminale, scritto con Cristiano Armati, (Newton & Compton). All’inizio di quest’anno però per Avagliano esce il suo romanzo Male e peggio.

Yari, come nasce l’idea per questo libro?
Nasce da una riflessione sulla periferia di Roma dei primi anni 2000, e sul dispiegarsi di alcuni fenomeni come il lavoro precario e la difficoltà di riconoscersi in momenti collettivi di partecipazione, soprattutto per una classe che in passato è stata protagonista di grandi lotte.

Ancorata alla realtà, quindi. Come si inserisce il protagonista in questa realtà?
Il protagonista del libro, Leo Peggioni, è un commesso precario, e intorno a lui c’è una Roma proletaria, se così vogliamo dire. Un giorno il suo capo viene trovato morto nel piazzale dell’ipermercato dove Leo lavora. E Leo si ritrova nei guai. È a questo punto che, tra virgolette, gli si presenta la fortuna. Stranamente ciò che ha sempre sognato comincia a verificarsi, si ritrova ad aprire un bar in riva al mare, lontano dai problemi.

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domenica 06 aprile 2008

Enrico Folci editore, una casa editrice che punta sull'amore

pubblicato da Manila B. in: case editrici interviste apocalittiche


Continuiamo la nostra conoscenza con le case editrici, andando questa volta a scoprire la Enrico Folci editore, che, sfidando ogni tendenza, ha voluto dedicare il suo catalogo esclusivamente all’amore.

Enrico Folci, come nasce la casa editrice?
Nel 2005 quasi per uno scherzo con alcuni annunci per la ricerca di giovani autori, è stato un vero successo, un grande riscontro, una grande partecipazione che mi ha convinto a proseguire su questa strada. L’Italia reale è ricca di persone intelligenti, capaci, volenterose, ci sono autori sconosciuti che scrivono molto bene, meglio di quelli famosi che fanno scuola in TV e forse sono importanti solo perché hanno editori che investono milioni di euro in pubblicità oppure perché sono persone dello spettacolo o dei media. Ho sempre creduto nel principio della “pari dignità” ed ho cercato di realizzarlo, a volte con fatica ma sempre con l’idea di fare l’editore per promuovere un’impresa culturale che sia anche utile.

E’ chiaro dal sito che volete specializzarvi sui romanzi d’amore. Perché questa scelta? Sono un po’ “passati di moda” o forse sono solo trascurati dal pubblico (e dai recensori)?
L’amore è un valore che non potrà mai cambiare dentro di noi, forse potrà essere offuscato od adombrato dalle mode, da certe tendenze che lo relegano ad una debolezza, al di là delle apparenze c’è un grande bisogno d’amore. Io credo che ciascuno di noi nasce per amare ed essere amato, la critica ed i recensori oggi seguono line dettate dalla pubblicità, da interessi economici, da opportunità più o meno legittime, io vado per la mia strada certo che questo valore deve essere tutelato, per questo sono qui, tutti i giorni, con i miei autori a continuare a parlare e scrive re d’amore…mi creda, non siamo in pochi e lo testimoniano anche le e-mail che ricevo quotidianamente di approvazione al mio progetto editoriale.

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venerdì 04 aprile 2008

Spazio ai giovani a Las Vegas edizioni

pubblicato da Manila B. in: case editrici blog&web interviste apocalittiche

Abbiamo segnalato qualche tempo fa l’originale iniziativa della casa editrice Las Vegas dedicata ai blogger. Abbiamo voluto intervistare il direttore editoriale Andrea Malabaila per conoscere un po’ questa nuova casa editrice dalle grandi prospettive.

Las Vegas. Colori accattivanti e nome che è tutto un dire. Come nasce la casa editrice?
Las Vegas edizioni è stata concepita un anno fa, è nata nel settembre scorso e a gennaio di quest’anno ha fatto i suoi primi figli - un parto trigemellare. L’idea non era solamente di fondare una casa editrice in mezzo ad altre millemila, ma anche di creare un punto di riferimento e di aggregazione per i giovani talenti sparsi per la Penisola. Mi sembra che, in questo senso, qualcosa si stia già muovendo.

Appena nata la casa editrice ha puntato subito su nomi giovanissimi (Candida, Clesis), piuttosto che su grandi firme note. Spazio ai giovani, finalmente?
Anche se ci diamo un’immagine molto “gggiovane”, in realtà siamo piuttosto lontani dalle mode - ecco, se c’è una parola che personalmente odio, nell’editoria, è “moda” - e ci basiamo unicamente sulla qualità dei testi. Questo anche a costo di pubblicare storie piuttosto diverse tra di loro. Pure nell’antologia “Viva Las Vegas”, che ha segnato il nostro esordio, ho puntato sull’eterogeneità piuttosto che sull’omogeneità a rischio omologazione. Per quanto riguarda i nostri autori presenti e futuri, finora sono tutti giovani ma quello che mi piace è che sono per metà già pubblicati (Candida, Mascheroni, Mercadante, Clesis) e per metà esordienti (Belial, Meli, Vecchiotti, quest’ultimo in realtà già visto in un’antologia Mondadori): credo che un bravo editore debba sia lanciare nomi nuovi sia non abbandonare chi ha già esordito (paradossalmente, oggi sembra più complicato pubblicare il secondo romanzo che il primo).

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lunedì 31 marzo 2008

Intervista a tutto campo sul noir, vero e letterario, con Gabriele Ferraresi

pubblicato da Manila B. in: scrittori libri giallo e noir approfondimenti interviste apocalittiche

Gabriele Ferraresi, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, è uno dei “nostri”. Sì, il giovane autore del libro-intervista-inchiesta “Il testimone”, è uno dei perni della Blogo e coordina le attività nere su Crimeblog. Non potevamo, quindi, farci scappare l’occasione di fare due chiacchiere con lui sull’editoria noir…

Gabriele, un libro intervista su un caso “noir” tutto italiano. Sappiamo come nasce il libro, ma devi dirci, veramente, il perché nasce.
“Perché mi piacciono le storie che gli altri si dimenticano. All’atto pratico, è nato tutto da una lettera arrivata a Cronaca Vera, settimanale in bianco e nero - più che un periodico, un aleph verista di vicende ai confini della realtà - che mi garantisce dai giorni successivi alla laurea l’accesso ai negozi di beni alimentari. L’idea è partita dallo stesso Mario Nero, che temeva di essere dimenticato: per come la vedo, a ragione. Se n’è parlato con l’editore, che ha apprezzato; e siamo partiti. Anche perché nella vicenda rientravano personaggi che nel corso degli anni avrebbero infilato destini incredibili: uno su tutti, Gianrico Carofiglio, il pm che nel 1992 aveva istruito il processo in cui testimoniò lo stesso Mario Nero”.

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giovedì 28 febbraio 2008

Centro Permanenza Temporanea Vista Stadio di Daniele Scaglione

pubblicato da Manila B. in: libri interviste apocalittiche sport narrativa italiana

“Ci sono libri belli e libri interessanti. Poi ci sono libri belli ed interessanti. Centro permanenza temporanea vista stadio di Daniele Scaglione fa parte di quest’ultima categoria.”

Inizia così un’appassionata recensione con intervista che Samuele Silva, noto fotografo e blogger, pubblica sul suo blog.

Il libro di Daniele Scaglione racconta la storia di Sharmin, una ragazza iraniana appassionata di calcio, che finisce con la madre nel centro di permanenza temporaneo di Moncalieri e lì si scontra con le leggi che regolano il flusso degli extracomunitari… con il sogno di assistere ad una partita di calcio.

Una storia tutta contemporanea che merita una lettura. Passare sul blog di Samuele e se il libro vi conquista, allora correte in libreria.

lunedì 07 gennaio 2008

Libri in edicola: un boomerang?

pubblicato da sara in: interviste apocalittiche

Qualche tempo fa è arrivata a Booksblog una lettera aperta da parte di un edicolante, Carlo Monguzzi, componente della Giunta Nazionale dello Snag Confcommercio, che spiegava la crisi della lettura in Italia dal punto di vista della sua categoria.

“Ci sono numerosi modi per coltivare la cultura o l’arte. L’insegnamento in tenera età o il desiderio di scrivere e apprendere, che generalmente ti colpisce nel momento delle scelte. Ecco. Le manovre di marketing - ci scrive - vanno e andranno ad impoverire i futuri scrittori che si vedranno costretti a scelte che nulla hanno a che fare con la cultura dello scrittore.

Questo alla fine impoverisce anche chi legge. Il taglio dello scrittore, rende monco anche il lettore pur non consapevole dell’accaduto. Ho un’altissima considerazione del pensiero altrui e del modo di esprimerlo. Mi piace il confronto e l’espressione delle idee, non amo chi ruba l’immaginazione altrui e la manipola”.

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martedì 18 dicembre 2007

Speciale editoria: l'Agenzia Il Segnalibro

pubblicato da sara in: case editrici interviste apocalittiche

L’Agenzia il SegnaLibro nasce nel 2005 dopo una attività svolta per quindici anni come agenzia di intermediazione editoriale.

Da questi 15 anni di duro lavoro, così come ci spiegano i responsabili della casa editrice tramite l’ufficio stampa, è nata quindi una nuova azienda editoriale full-service, il cui obiettivo principale è quello di preservare la qualità dei servizi, “affiancando e completando l’offerta con gli anelli mancanti della produzione editoriale”.

Una sfida a “rischio”, aggiungono, facilitata forse dalle esperienze passate.

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lunedì 10 dicembre 2007

Speciale Editoria: Jacopo De Michelis e la Marsilio editore

pubblicato da Manila B. in: case editrici interviste apocalittiche

Continua lo speciale editoria. Questa volta sotto i riflettori e sottoposto alle nostre domande, l’editor della Marsilio Editori, Jacopo De Michelis. A lui il merito di aver scovato e lanciato scrittori come Simone Sarasso, new entry nel noir italiano, il cui libro - da lui stesso presentato qui su Booksblog - sta avendo un grande successo.

Dietro ogni libro c’è una casa editrice con le sue linee guida. Due parole per conoscere un po’ la Marsilio.
E’ difficile riassumere l’attività editoriale della Marsilio, che pur essendo una casa editrice medio-piccola ha un catalogo molto ampio, che spazia dalla narrativa, alla saggistica agli illustrati. Io mi occupo della narrativa, che si articola in varie collane: Le Farfalle, dedicata alla letteratura giallo-noir; Romanzi e Racconti, la collana principe di letteratura non di genere; e Marsilio X, dedicata ai nuovi autori e alle scritture innovative.

La domanda più classica: cosa deve avere un testo per conquistare l’attenzione della casa editrice?
Parlo ovviamente per me e per la nostra casa editrice. Deve avere una voce e una storia. Deve dire qualcosa di nuovo, o dirlo in modo nuovo. Deve sapersi conquistare il lettore.

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