Le Tredici, della canadese Susie Moloney, è un romanzo soprannaturale autoconclusivo che ricorda Desperate Housewives per l’ambientazione e The Secret Circle (la serie tv più che la saga cartacea) per la trama. (Il legame con il film Le streghe di Eastwick, spesso menzionato per promuovere il libro, mi pare sia più sfuggente).
La Moloney è autrice di romanzi (Bastion Falls, Dry Spell e The Dwelling) in cui il soprannaturale si volge volentieri all’horror. Alcune sue caratteristiche, peraltro, hanno fatto intravedere in lei, da parte di lettori e critica canadese e americana, tratti… kinghiani. Se mai questi romanzi arrivassero da noi, faremo le dovute valutazioni.
The Thirteen/Le Tredici, invece, vira più verso l’urban fantasy a tema stregonesco, con momenti horror, pare, molto blandi. Questa è, in estrema sintesi, la storia che il romanzo racconta. Ci troviamo a Haven Woods, una cittadina perfetta, con strade pulite e poco trafficate, gente sorridente, case da rivista, aiuole fiorite, nessun crimine (noto), insomma… una Wisteria Lane in forma cartacea. Ma come abbiamo imparato a diffidare dell’apparente calma che contraddistingue l’amena comunità delle nostre casalinghe disperate, così anche quella che regna a Haven Woods ci mette subito in allarme. E a ragione.
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I morti viventi sono tra noi, di Thomas Plischke, autore tedesco di narrativa fantastica, è il primo libro di una pianificata serie che, pur trattando il classico tema degli zombie, lo fa da una prospettiva completamente diversa.
Nessuno scenario apocalittico, nessuna pandemia, nè masse di corpi in putrefazione brainless e cannibali, ma figure avvolte dal mistero, coscienti, da sempre esistenti ai margini della società civile. Figure di cui l’autore, attraverso l’appassionante vicenda narrata nel romanzo, ci fornisce dettagli tratti da studi sulle tradizioni legate ai non-morti di molti paesi del mondo (Africa, America dei Nativi, Caraibi, Scandinavia…).
La protagonista, Lily Young, antropologa afro-caraibica alle prese con la tesi di dottorato sui non-morti presso l’università di Oxford, comincia ad approfondire l’argomento, oltre che con materiale cartaceo già disponibile, anche attraverso interviste e indagini. A un certo punto incontra Victor, e quando il compagno di studi Gottlieb, a lei molto vicino, viene improvvisamente richiamato in Germania, Lily inizia a frequentare il misterioso ragazzo. Fino a quando, invitata a una festa, la sua vita cambia per sempre.
Attrazione infernale, di Terri Garey, è il secondo volume della serie urban fantasy americana Nicki Styx, per la collana Odissea Streghe di Delos Books.
Nel primo volume, con tocchi tra il cupo e l’ironico, la Garey ci aveva presentato la sua bizzarra protagonista, Nicki Styx, ventottenne co-proprietaria, insieme all’amico gay, di una boutique vintage di Atlanta, Georgia, che, dopo essere arrivata alle soglie dell’Aldilà ed esser stata “rispedita” indietro, aveva acquisito il potere di vedere e interagire con i morti. I fantasmi dopo il suo “ritorno”, infatti, avevano cominciato a chiederle favori, in modo da poter sistemare i sospesi e “proseguire oltre” (alla Ghost Whisperer).
Come abbiamo potuto vedere nella prima avventura, gli spiriti possono essere buoni e chiedere un piccolo gesto, oppure malvagi e pretendere favori meno accettabili, mettendo seriamente a rischio la vita di Nicki e dei suoi cari. Tra questi figura il sexy dottore che l’ha riportata indietro dalla morte, Joe Bascombe. Solo che - e questa, forse, è la parte più interessante (seguono spoiler per chi non ha letto il primo volume) - il bel dottore è anche il marito di una persona scomparsa, Kelly… precisamente la sorella gemella di Nicki. Una gemella di cui la giovane donna, però, non ha mai saputo nulla…
Sandman Slim, di Richard Kadrey, è il primo volume di una serie - idealmente indirizzata a un pubblico maschile, religiosamente “aperto”, possibilmente adulto - che mescola azione, dark fantasy contemporaneo (e violento), noir hard-boileggiante e ironia.
Il libro, molto apprezzato in America, racconta la storia del brutale, amorale, cinico, sarcastico, irriverente antieroe James Stark aka Sandman Slim, uomo e mago potente che, negli ultimi 11 anni, ha vissuto all’Inferno come “gladiatore ammazzademoni”. Riuscito a uscirne - dopo aver eliminato uno dei generali di Lucifero - e tornato sulla Terra, a Los Angeles, cercherà di trovare chi ce l’ha fatto finire e gli ha ammazzato la ragazza e si vendicherà. Senza risparmiare colpi. Sanguinolenti.
Ci saranno Inferno e Paradiso, demoni, angeli e angeli caduti complottanti - che renderanno chiaro che Stark è solo una pedina di un gioco più ampio e apocalittico -, magia, poteri soprannaturali, vampiri, mannari, goblin, zombie, orde infernali, molti misteri (che, nonostante un seguito, verranno comunque spiegati), artifatti mistici, tra cui una chiave, incorporata nella pelle di Stark, che gli consentirà di spostarsi in ogni dove attraverso 13 porte, e alleati decisamente particolari, come l’alchimista francese e immortale Vidocq; ma anche spaventosi. Più o meno come lui, mostro tra i mostri…
«Le creature mostruose» scrive Glen Duncan nel suo L’ultimo lupo mannaro appena uscito per Isbn e primo di una trilogia, «muoiono quando non sono più necessarie all’immaginario collettivo. L’estinzione di una specie come questa non è altro che uno slittamento nella scaletta psichica complessiva. In passato la bestia nell’uomo era confinata nel buio, ripudiata. Dopo la trasparenza della storia contemporanea questo non è più possibile: ci siamo visti nei campi di concentramento, nei gulag, nelle giungle, nei campi di sterminio […] La bestia siamo noi. Lo siamo sempre stati».
Lo sa bene Jacob Marlowe, che in quasi duecento anni di vita ha avuto modo di attraversare gli ultimi due secoli magnificamente orrendi per l’umanità.
Lo sa bene Jacob Marlowe, perché Jacob è l’ultimo della sua specie, è l’ultimo lupo mannaro.
Rot & Ruin, di Jonathan Maberry, è il primo, pluripremiato e apprezzato volume della quadrilogia young adult The Benny Imura Series ed è il libro con cui Delos Books inaugura la nuova collana Odissea Zombie.
Come già raccontato nell’articolo di presentazione della collana, la serie - sicuramente apprezzabile da chi ha amato, ad esempio, il bel The Forest of Hands and Teeth (da noi romanticamente tradotto ne La foresta degli amori perduti), di Carrie Ryan - si ambienta in un mondo post-apocalittico che, 14 anni prima, durante quella che sarebbe stata ricordata come la Prima Notte, ha visto il mondo come noi lo conosciamo cessare di esistere. Quasi tutta la popolazione, infatti, è morta e rinata come zombie. Alcuni esseri umani, però, sono sopravvissuti. La serie ci racconterà proprio di quelli e lo farà attraverso la vita e le avventure - intense - del 15enne Benny Imura.
Benny vive in un’”area protetta” (arroccata dietro le recinzioni) della California Centrale, Mountainside; ha amici, amiche e anche una ragazza. A Mountainside, in seno a una società che profuma di distopia, ogni quindicenne deve scegliere un lavoro, salvo vedersi dimezzare le razioni alimentari. Controvoglia, Benny diventa cacciatore di zombie come il famoso fratellastro Tom, che lui non apprezza e che ritiene responsabile della morte dei genitori. Con Tom, là fuori, nello sconfinato mondo degli zombie oltre le recinzioni, chiamato Rot & Ruin, il ragazzo scoprirà moltissime cose. Sul mondo - dentro e fuori le recinzioni - su se stesso, sul fratello e sulla vita.
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Incubus Dreams, di Laurell K. Hamilton, è il dodicesimo libro della storica serie urban fantasy per adulti su Anita Blake e il seguito di Cerulean Sins e Narcissus.
Dopo i due bei libri precedenti, soprattutto Narcicssus, molto incentrati sui poteri e le vicende soprannaturali e sulle relazioni interpersonali, ricche di sesso, e meno sulle questioni giallo-investigative (che i detrattori critichino. Io dissento), nel nuovo romanzo della sempre più mitica, potente, “poligama” (e un po’ troppo beast-oriented) risvegliante/sterminatrice di vampiri/bolverk/agente federale/Nimih-Ra/mono-Master (e sicuramente ho dimenticato qualcosa) Anita Blake, il la alla storia viene dato da una serie di omicidi di spogliarelliste ad opera, si scoprirà, di una banda di vampiri serial killer capeggiati da un Master cattivo.
Ma oltre alla vicenda poliziesca (Anita ora è una federale), che comincerà nel bel mezzo del matrimonio tra Tammy e Larry, in Incubus Dreams assisteremo a un’ulteriore modifica del rapporto tra Anita, Jean-Claude e Richard (e ciò creerà qualche conflitto interiore e darà qualche soddisfazione a chi apprezza Richard); in generale, vedremo la vita di Anita svilupparsi in modi connessi agli uomini con cui interagisce e un suo ulteriore aumento di potere; ci sarà spazio per i personaggi abituali e ricorrenti (Damian, ad esempio, il “servo vampiro” di Anita, o Malcom, il vampiro leader della Chiesa della Vita Eterna che trasforma le persone senza legarle con vincolo di sangue perchè contrario alla schiavitù, già apparso in Nodo di sangue e Dono di cenere), ma anche per i nuovi (ad esempio, Wicked, Truth e Requiem); ci saranno sospetti nei confronti di Anita e pregiudizi; la storyline relativa alla Madre di Tutte le Tenebre e Belle Morte, per questo libro, non verrà portata avanti (peccato); Nathaniel continuerà il suo percorso evolutivo; di Asher sentiremo parlare poco; e sì, ci sarà molto sesso che coinvolgerà compagni di letto abituali, a anche non, singoli o in compagnia… D’altronde l’ardeur…
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«Questa storia non è fantastica, è solo romanzesca. Ma poiché è inverosimile, dobbiamo forse concludere che non è vera? Sarebbe un errore», è lo strepitoso incipit de Il castello dei Carpazi, un libro che Jules Verne pubblicò nel 1892; ripescaggio ripubblicato da poco da Avagliano.
Anticipando di qualche anno Bram Stocker – che pubblica il suo Dracula nel 1897 – e di un centinaio di anni e più l’imperante filone vampiresco dei giorni nostri, Jules Verne ambienta la sua storia nell’antica terra Dacia, in una Transilvania incorniciata dai monti Carpazi. «Ma è opportuno ricordare che la Transilvania è ancora molto legata alle superstizioni del tempo antico».
La superstizione più grave riguarda ciò che gli abitanti del luogo chiamano burg, o castello dei Carpazi, che – spaventoso – dall’alto «di una piccola montagna di pietre» domina la valle. «L’insieme è vago, fluttuante, incerto».
Il Gioco Proibito. L’Ultima Mossa, di Lisa Jane Smith, è il volume finale della trilogia gotica e romantica per ragazzi The Forbidden Game.
Preparate i fazzoletti, perchè questo libro, il migliore della serie, farà scendere più di una lacrima. Perchè se è vero che Julian, l’antico spirito spietato, innamorato dell’umana Jenny, sa essere davvero inquietante e rende il mondo intorno a lui ancora più cupo e oscuro, in questo terzo volume vedremo anche altri lati della sua personalità. Quelli che faranno sicuramente sciogliere le giovani lettrici romantiche cui la serie è diretta.
Dopo aver già fatto giochi pericolosi con esiti drammatici, nei primi due volumi, ne L’ultima mossa, Jenny e quel che resta del gruppo di amici saranno costretti a entrare nel Mondo delle Ombre per cercare chi è rimasto intrappolato. E ovviamente, lo stupendo Julian-dai-capelli-argentei-e-gli-occhi-blu sarà lì con loro.

Apocalisse Z: i giorni oscuri, di Manel Loureiro, è il secondo volume di una serie spagnola fanta-horror apocalittica a base di zombie. Nata sul web, dopo tre milioni di lettori da tutto il mondo in tre anni, è stata trasferita su carta con grandissimo successo e apprezzamento da parte di critica e pubblico e poi diffusa anche all’estero. Il fumetto e il film sono dietro l’angolo.
E’ una serie che mi incuriosisce molto e colgo al volo l’occasione della seconda uscita per recuperare il volume precedente e iniziare, finalmente, a vedere come quest’avvocato galiziano, amante degli zombie e della letteratura, abbia trattato i “temi a catena”, a me molto cari, di virus > pandemia > apocalisse > post-apocalisse… alla spagnola. Stanno arrivando molti libri di questo tipo - pensiamo a Il passaggio di Justin Cronin, a La foresta degli amori perduti di Carrie Ryan, a La Progenie di Guillermo del Toro e Chuck Hogan (a breve il seguito), a Parainsonnia di Charlie Houston, ai futuri Rot & Ruin e As the World Dies: The First Days di Odissea Zombie - ma dalla Spagna non ricordo molti esempi, tra quelli arrivati in Italia. E’ una lettura, quindi, a cui mi avvicino con grande curiosità.
Nel primo volume della serie si racconta la diffusione del virus e dell’epidemia che, dalla lontana Russia, progressivamente si allarga a tutto il mondo. La storia - e qui sta l’originalità del libro di Loureiro, che, per forza di cose, ha debiti e affinità con Romero, Matheson, i vari Resident Evil, 28 giorni dopo e chi più ne ha più ne metta - viene raccontata attraverso il blog del protagonista, che è un avvocato trentenne. Inizialmente l’uomo riferisce che sta succedendo qualcosa in Russia. Attraverso le fonti di informazione si fa l’idea che sia qualcosa di grave. Si parla di attacco terroristico, poi di virus. Progressivamente, attraverso il blog, attraverso le notizie che coglie e - in un crescendo di ansia - riporta, ma anche attraverso le sue stesse azioni e la sua vita in una Galizia in “disfacimento”, il panico, l’orrore e l’enormità della tragedia - raccontanti con un ritmo incalzante e suspense continua - si fanno strada.
Continua a leggere: Apocalisse Z e I giorni oscuri, di Manel Loureiro. Dalla Spagna con horror-e