Segnalo volentieri questa originale autobiografia di Tex Willer scritta da Mauro Boselli ed edita da Mondadori col titolo Il romanzo della mia vita. Trovo geniale l’idea di scrivere una autobiografia di un personaggio di un fumetto: chissà se lo faranno anche per Dylan Dog o Diabolik.
Nel libro, la storia dele origini di Tex, “l’incontro con il burbero Kit Carson, con il fiero navajo Tiger Jack e la nascita del figlio Kit dopo il matrimonio con Lilyth, figlia del capo Freccia Rossa”.
Boselli - sceneggiatore di Tex, Dampyr e Zagor - dà voce alla filosofia di vita dietro le scelte del personaggio, i motivi del “marchio” di fuorilegge, il suo essere antirazzista e amico di ogni “fratello rosso” indiano, e essere ribattezzato dai Navajo “Aquila della notte”.
M. Boselli
Il romanzo della mia vita. Tex Willer
Mondadori
17 euro
Ho iniziato ad amare Jacovitti alle scuole elementari quando il Diario Vitt, con le storie di Cocco Bill e Cipzag che mi risultavano molto più interessanti di quelle raccontate dal maestro. Ricordo, soprattutto, che avevo un debole per i salamini con le gambe (già da allora la passione per i libri e quella per la cucina era viva in me) e per quelle api cicciotte che facevano fatica a stare in aria per via delle alucce. Le cercavo nelle tavole di Jacovitti e non era facile considerato che ogni pagina era piena di storie e microstorie che necessitavano di molto tempo per essere vagliate tutte con attenzione.
È stato con vero piacere (e anche con una po’ di nostalgia) che ho letto e ammirato il libro Jacovitti. Autobiografia mai scritta a cura di Antonio Cadoni in libreria per i tipi di Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri. Mai scritta perché
“la presente biografia, raccolta e coordinata dal curatore, è stata integralmente desunta dalle numerose interviste concesse da Benito Jacovitti, durante la sua lunga e prestigiosa carriera artistica, conservando fedelmente il carattere colloquiale delle interviste stesse”.
Di questi tempi in Italia, come in Russia, chi svolge il proprio lavoro con coscienza e onestà è considerato, nel migliore dei casi, un animale raro, nel peggiore, un individuo scomodo e, quindi, da eliminare. E’ successo da noi per Falcone e Borsellino, Tobagi, Ambrosoli e tanti altri; è successo nell’ex Unione Sovietica ad Anna Politkovskaja, la giornalista di cui l’editore BeccoGiallo ha voluto, a suo modo, raccontare la storia.
La penna di Francesco Matteuzzi e la matita di Elisabetta Benfatto si sono unite per narrare gli episodi salienti dell’esistenza umana e professionale di Anna, il suo impegno contro l’appiattimento dell’informazione, i suoi tentativi di salvare vite umane, cecene o russe, che fossero. L’immagine che ne viene fuori è tutt’altro che edulcorata: non un’eroina tutta dolcezza e amore per il prossimo, ma una donna forte, concreta, anche dura, capace di trattare con i terroristi e di continuare sempre e comunque a scrivere la verità, nonostante le minacce di morte e il tentativo di avvelenamento.
Molto suggestiva l’idea di disegnare la parte relativa al racconto della strage nella scuola di Beslan come se l’autore fosse un bambino: tratti semplici e tondeggianti, figure infantilizzate, molto bianco; in contrasto con il realismo e il colore cupo delle altre tavole. Completano il libro la bella postfazione di Andrea Riscassi e l’intervista al documentarista Paolo Serbandini, che ebbe la fortuna di incontrare la coraggiosa giornalista durante una delle sue visite a Mosca, come inviato di Ballarò. Scrive Ottavia Piccolo nella prefazione: “Non è giusto aver bisogno di eroi, ma è questo che Anna Politkovskaja è diventata, una figura eroica. Eppure faceva soltanto il suo lavoro, la giornalista.”

Graphic novel, fumetto o report? Tutti e nessuno. Il progetto di BeccoGiallo è raccontare la realtà utilizzando la nona arte, ma rivolgendosi a un pubblico più vasto di quello degli amanti delle “nuvolette”. Non sono fumettisti i fondatori della casa editrice trevigiana, ma amano la narrazione e sono attenti a ciò che li circonda. Hanno avuto la geniale intuizione di sperimentare questa nuova forma di giornalismo, a fumetti appunto, percorrendo una strada mai battuta prima.
Proprio per la natura anomala del progetto, si collocano in una posizione mediana tra il mondo dell’editoria e quello giornalistico. Quando scelgono di fare un libro, ad esempio, si comportano come la redazione di un quotidiano o di un periodico: “si buttano sul tavolo delle proposte per delle storie che ci piacerebbe raccontare ai lettori - raccontano - si valutano una per una sulla base di fattori a volte molto diversi l’uno dall’altro (il potenziale interesse per il lettore, le possibilità di un riscontro mediatico, la fattibilità tecnica e così via), poi si raccolgono materiali di prima documentazione (foto, articoli, libri, film, atti processuali, sopralluoghi, interviste e così via), quindi si comincia a pensare a chi, fra il parco autori che ci siamo costruiti, potrebbe essere la persona giusta per provare a scrivere o disegnare quella particolare storia.”
Qualche titolo: per la collana Cronaca nera trovate, tra gli altri, la vicenda di Unabomber, la storia della Banda della Magliana, i delitti del Mostro di Firenze. Nella Cronaca storica vengono ripresi fatti mai dimenticati, impressi a fuoco nella memoria collettiva, come Chernobyl, la Strage di Bologna e Ustica, per citare alcuni volumi. C’è poi uno sguardo oltre i nostri confini con la collana Cronaca estera e ancora Biografie e Quartieri. L’ultima pubblicazione, di cui vedete qualche tavola sopra, è Anna Politkovskaja, il racconto della coraggiosa esistenza della giornalista scomoda, che venne assassinata nel 2006. Se vi siete incuriositi e volete saperne di più, visitate BeccoGiallo allo stand A 21.
Torna in libreria a qualche anno dalla sua prima edizione in volume “Il libro dei coniglietti suicidi“; anzi, questa volta si tratta del “superlibro dei coniglietti suicidi” (Mondadori, pp. 192, 14 euro), dato che rappresenta la più grande raccolta di quelle striscie geniali disegnate da Andy Riley, e che per molti sono diventate leggendarie.
Ma cosa sono questi coniglietti suicidi? Semplicemente, l’autore ha ipotizzato centinaia di situazioni in cui un coniglietto decide di farla finita. Le situazioni sono le più bizzarre, e vi assicuro che, nonostante la crudeltà di alcune scene, fanno davvero ridere, hanno un grande potere esorcizzante. Producono lo stesso effetto che fanno Grattachecca & Fichetto su Bart e Lisa Simpson, per intenderci.
Chi, durante gli anni di liceo, non si è divertito a fare sui propri quaderni dei disegnini stupidi? Forse Andy Riley ha cominciato così, ma lui è stato bravo a farlo diventare un lavoro, tra i migliori esistenti, direi.
Se come me adorate i fumetti della serie di Calvin and Hobbes, delle avventure esilaranti del ragazzino biondo e della sua tigre di pezza che diventa vera quando sono soli, non perdetevi questa bellissima biografia dell’autore ‘Alla ricerca di Calvin e Hobbes’ di Nevin Martell (Raganella ed.).
E’ difficile descrivere quanto sia bello, poetico, ironico e pieno di intelligenza il protagonista del fumetto di Watterson e la sua impareggiabile tigre. Rimando, per maggiori particolari, direttamente alla lettura del fumetto. Io, la prima volta che ne ho aperto uno, in libreria, sono scoppiata a ridere, l’ho richiuso subito e l’ho portato alla cassa, innamorata.
Tornando alla bella biografia di questo autore – che ha rifiutato di sfruttare commercialmente i suoi personaggi per preservare la purezza dei suoi fumetti e non vederli trasformati in gadget – iniziamo con lo scoprire che stando ai suoi genitori Bill Watterson non era un ragazzino molto vivace.
Continua a leggere: Alla ricerca di Calvin e Hobbes di Nevin Martell
Marjane Satrapi è geniale. Lo dico con convinzione, soprattutto dopo aver letto Taglia e cuci, il suo ultimo libro illustrato dedicato ai salotti delle donne iraniane. Pungente e ironica, la Satrapi regala ai lettori del suo libro, edito dalla Rizzoli, la possibilità di introdursi furtivamente durante un pomeriggio di chiacchiericcio tra signore che lei stessa definisce una “lunga seduta di tonificazione del cuore”. Ci troviamo così nel salotto di una casa della borghesia, con la padrona di casa al suo terzo matrimonio e un salotto pieno di nove donne con le proprie esperienze in ambito di uomi e sesso.
Un vitale ed appassionato scambio di esperienze personali e di fatti sentiti in giro (veri e propri pettegolezzi su assenti, morte e vicine di casa), confidenze tra donne affiatate che non hanno peli sulla lingua e non hanno inibizioni nel parlare del sesso, esplicitamente e maliziosamente, del matrimonio e degli uomini in generale. Ah sì, anche dell’amore. Semmai esiste. Con occhio puramente femminile, gli argomenti tabù di una società vengono analizzati e vivisezionati, rendendoli quotidiani e simpatici.
La Satrapi, già autrice di Persepolis, diventanto anche un film, dà un’ennesima prova di abilità narrativa e di disegnatrice. “Taglia e cuci” è un libro da leggere, prestare, regalare e rileggere ancora.
Satrapi Marjane
Taglia e cuci
Rizzoli Lizard ed
€ 13,00 - 2009, 140 pp illustrato
Quattro luoghi (città o Paesi poco importa), Praga, l’Iran, il Libano e la Malesia, raccontati attraverso le parole di quattro grandi fumettisti, rispettivamente Vittorio Giardino, Marjane Satrapi, David Polonski e infine Hugo Pratt.
Questo quello che troverete nello splendido volume ‘Il disegno del mondo’ a cura di Antonio Politano (ed. Exorma), che nasce dalla mostra omonima realizzata durante la seconda edizione del Festival della Letteratura di viaggio.
Il testo è corredato dagli splendidi scatti di sei fotografi dell’agenzia Magnum che ritraggono i luoghi in questione (Stuart Franklin, Jean Gaumy, Renè Burri, Ian Berry, Abbas) e da alcuni articoli firmati fra gli altri dal reporter Bernardo Valli e dalla giornalista di Repubblica Natalia Aspesi.

Per chi non lo conoscesse ancora, e spero che non siano molti, Andrea Pazienza è stato il più grande talento del fumetto italiano di sempre, un vero genio dal tratto inconfondibile il cui punto di vista visionario, cinico e spietato si è purtroppo spento troppo presto. Oggi, sulle pagine online di Repubblica, lo scrittore Roberto Saviano lo ricorda celebrando l’ultimo lavoro del grande artista marchigiano, un lavoro incompiuto.
Si sarebbe intitolato Astarte e, se non si fosse messa in mezzo l’eroina, avrebbe raccontato la storia della discesa di Annibale in Italia dal punto di vista del cane Astarte, fedele compagno del comandante cartaginese che, in sogno, narra la propria storia a Pazienza, dalla nascita in Spagna fino alla prima battaglia sulle Alpi.
Il sogno di Pazienza, purtroppo, è finito li, sulle Alpi, stroncato dall’eroina, ma per poche righe, grazie a Saviano, è come se riprendesse vita e dipingesse una storia alternativa in cui è Annibale il vincitore, in cui Roma soccombe a Cartagine, una storia ucronica che magari un giorno qualcuno racconterà, magari lo stesso Saviano.
Via | Repubblica
Foto | Repubblica (Copyright Marina Comandini Pazienza)

Vi abbiamo già parlato più volte della rivista Animals, edita da Coniglio editore, una rivista che propone un interessantissimo cross-over artistico tra fumetti e letteratura (sempre che il fumetto non possa essere considerato letteratura tout-court, ma questo è un discorso che richiederebbe molto tempo) e che, oltre ad ospitare tra le sue pagine alcune tra le migliori matite nostrane, da Gipi a Bacilieri, da Toffolo a Scòzzari, ha ospitato alcune delle penne migliori dell’Italia di questi giorni, da Michele Mari a Tiziano Scarpa.
Domani, ad orario aperitivo, l’allegra brigata di Animals, capeggiata dalla direttrice Laura Scarpa incontrerà il suo nutrito pubblico milanese in uno dei locali storici dell’aperitivo meneghino, il Bar Basso, in via Plino. Tra gli altri saranno presenti alla serata Paolo Bacilieri, Lorena Canottiere, Grégory Panaccione, se l’aereo non ritarda da Londra, anche Davide Toffolo.
Insomma un appuntamento da non mancare per tutti i fumetto-dipendenti che seguono le vicende di Animals dalla prima uscita, ormai risalente a quasi un anno fa, ma anche per i nuovo adepti e per quelli che ancora non hanno mai perso nemmeno un pomeriggio tra le sue pagine.
Via | AnimalsBlog