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filosofia

Un saggio di Ada Prisco sull'idea di persona in Edith Stein

pubblicato da Roberto Russo in: saggi filosofia

Copertina del libro Allo sbocciare del nuovo di Ada PriscoFin dal titolo – Allo sbocciare del nuovo – questo saggio sull’idea di persona in Edith Stein è bello. L’autrice, Ada Prisco, docente presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Foggia, traccia un profilo della filosofa tedesca (morta ad Auscwhitz perché ebrea, santa per i cattolici – era monaca carmelitana – e compatrona d’Europa con Caterina da Siena e Brigida di Svezia) e ne analizza l’idea di persona.

La lettura di “persona”, che risulta dalla impostazione antropologica della sua [di Edith Stein, ndr] indagine, è armonica e rivolta all’intersoggettività. L’io viene riconosciuto come un microcosmo in grado di recuperar la pacificata unità di anima e di corpo, che la filosofia di derivazione cartesiana aveva offuscato. La Stein, inoltre, pone in luce come l’io riconosca se stesso, aprendosi al confronto con il “Tu”, con l’altro, che è visto come universo da conoscere, oltre che da raggiungere (p. 149).

Un libro certo non per tutti i palati, questo della Prisco, ma fondamentale per chi mastica di filosofia, di mistica e di Edith Stein. Tra i vari testi che ho letto sulla filosofa tedesca questo è uno dei migliori, anche perché si percepisce nelle pagine l’amorevole ricerca dell’autrice. Degna di nota, poi, è la prefazione muta, chiamiamola così: quattro immagini dal campo di concentramento di Auschwitz che introducono allo studio. Quasi un messaggio di quello sbocciare del nuovo di cui si diceva all’inizio.

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Non luoghi e Il bello della bicicletta, di Marc Augè

pubblicato da sara in: case editrici saggi filosofia

non luoghiE’ uscito a fine mese per le edizioni Eleuthera la ristampa di ‘Nonluoghi’, un titolo di Marc Augè, antropologo e direttore all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Stampato in Italia per la prima volta nel 1993, questo è il titolo completo: ‘Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità’.

ll testo parla di quegli spazi dell’anonimato frequentati da individui simili ma soli. Sono nonluoghi, continua la presentazione del libro, ” supermercati, le grandi catene alberghiere con le loro camere intercambiabili, ma anche i campi profughi dove sono parcheggiati a tempo indeterminato i rifugiati da guerre e miserie”.

A me ricorda in qualche modo la Vicevita di Valerio Magrelli (Laterza), di cui avevamo parlato.Di Augè segnaliamo anche un’altra ‘chicca’, ‘Il bello della bicicletta’, appena uscito per Bollati Boringhieri, dove analizza ‘il nuovo umanesimo dei ciclisti’, sempre più numerosi anche nelle nostre città.

Marc Augè
Non luoghi
Eleuthera ed.
10 euro

Marc Augè
Il bello della bicicletta
Bollati Boringhieri
8 euro

Ora i Simspon vanno all'università

pubblicato da luca v. in: filosofia curiosità

simpson, groening, filosofia E’ risaputo che le sgangherate disavventure dei Simspon siano conosciute ed apprezzate in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, però, si è andati oltre. Nella prestigiosa Università di Berkeley, come si apprende da un articolo de “El Pais“, è stato avviato un corso di filosofia basato sulle vicende della famigerata famiglia creata dal genio di Matt Groening.

Avevamo lasciato i Simspon alle prese con l’atavico mistero della teologia. In un libro di Brunetto Salvarani, Barth Simspon veniva accostato a grandi pensatori per spiegare le questioni fondamentali della vita. Alcuni anni fa, il libro “The Simpson and Philosophy: the D’oh of Homer”, in Italia “I Simpson e la filosofia” edito da ISBN, raccoglieva le dissertazioni di una ventina di filosofi sulla materia.

Ma convertire i Simpson in materia di studio, per di più di stampo filosofico, sembra essere un’idea esagerata. A giudizio dei docenti, però, i dialoghi creati dalla penna di Groening servono a sondare gli ingranaggi del pensiero filosofico e forniscono spunti di riflessione per bambini, adulti o pensatori più profondi. Che dire, aspetteremo intrepidi i futuri pensatori del D’oh, con buona grazia per Kant, Nietzsche e quant’altri.

Fonte | AGI

"Soffio interrotto" di Fabio D'Aprile

pubblicato da Manila Benedetto in: libri recensioni filosofia

Cos’è l’avvenire? Può la parola, dolorosa ed inutile, rantolante e consolante, una parola presuntuosa che anela alla conoscenza, salvarci dal tempo, dare una via all’uomo che si è smarrito?

Sono queste le domande che pone al lettore il “Soffio interrotto” di Fabio D’Aprile (ed. Joker). Un libro a metà tra piéce teatrale e saggio filosofico, con uno stile metafisico ed intimista che l’autore porta avanti con precisa e meticolosa attenzione alle parole.

…ritorniamo alle parole da scegliere, sei molto confusionario, devi procedere con disciplina cosicché io possa seguire la vicenda in tutti i suoi nodi. Abbiamo già parlato dei rituali e della necessità di aderivi massimamente. Ebbene, dopo un attimo di smarrimento ti sei detto che non era poi così difficile…

Tematica difficile che sicuramente non coglie l’apprezzamento di tutti i lettori, ma comunque un testo che merita una menzione per la precisione filosofica del discorso che il giovane D’Aprile (classe ‘83) porta avanti nel testo.

Fabio D’Aprile
Soffio Interrotto
Joker edizioni
Anno 2007
pp. 64, € 10,00

Il cigno nero, ovvero l'influenza degli eventi improbabili

pubblicato da cleide in: news saggi filosofia

Questo libro di Nassim Nicholas Taleb (Il Saggiatore, € 18) prende il titolo dai cigni neri avvistati per la prima volta dagli Europei quando giunsero in Australia, suscitando stupore e facendo crollare la millenaria convinzione che tutti i cigni fossero bianchi. Allo stesso modo, l’autore parla di come alcuni eventi rari, inimmaginabili, abbiano il potere di cambiare radicalmente il corso delle cose, sia che si tratti di eventi della vita privata di una persona, che di eventi mondiali.

Gli esempi portati dall’autore sono l’11 settembre, il successo di Google, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e moltissimi altri, risalenti perfino all’epoca preistorica. Il libro vuole in un certo senso insegnare ad individuare questi cigni neri, se non altro per riuscire a fronteggiarli nel migliore dei modi. L’idea di fondo, comunque, risiede nella convinzione dell’autore che l’intero corso delle cose, della vita, è basato su questi eventi imprevisti, che proprio per il loro carattere imprevedibile sono dotati di una maggiore forza.

Chissà quante persone sono convinte che il corso della vita sia lineare, e che stia principalmente a noi costruirlo e far sì che tutto abbia un senso. Penso che invece questa lettura possa servire ad aprire gli occhi a riguardo, a sfatare un falso mito; spesso e volentieri non siamo noi gli artefici del nostro destino, sebbene ci piaccia immaginarci capaci di tenere tutto sotto controllo.

Hannah Arendt, fra amore e solitudine

pubblicato da sara in: poesia filosofia

La mente che si interrogò sulla “banalità del male”, riflette non meno seriamente su un argomento altrettanto difficile: l’amore. Nei suoi diari, ventinove taccuini scritti a mano, la politologa tedesca Hannah Arendt (1906-1975) si meraviglia della forza distruttiva delle passioni umane, definendo appunto l’amore “una potenza e non un sentimento” che “s’impadronisce del cuore ma non nasce dal cuore”, perché è una “potenza dell’universo, nella misura in cui l’universo è vivo”.

Ma ci sono anche tante riflessioni personali nei suoi diari, 700 pagine in libreria dal 21 settembre per l’editore Neri Pozza, e di cui Repubblica domenica ha pubblicato ampi stralci in anteprima.

“Ogni solitudine portata con coerenza sino alla fine – scrive ad esempio - sfocia in disperazione e abbandono, semplicemente perché non è possibile gettarsi al collo di se stessi”.

Tanti ovviamente i riferimenti espliciti al filosofo Martin Heidegger, di cui fu allieva e in seguito amante, e soprattutto tante poesie dedicate a questo legame tormentato e a volte dolcissimo (“la dolcezza è/ all’interno delle nostre mani/ quando la superficie si/accomoda alla forma estranea. La dolcezza è/ nella volta celeste notturna/quando la lontananza si concede alla terra”). Tutto per arrivare alla durissima conclusione: “Il cuore è un organo curioso: soltanto quando è spezzato, batte al proprio ritmo: se non si spezza, si pietrifica”.

Festival della Filosofia di Roma: Confini

pubblicato da rossano astremo in: news libri appuntamenti&festival filosofia

“Confini” come limite da valicare, come soglia del confronto, come punto nodale per mettere in relazione i temi più alti del pensiero filosofico con il senso comune. Questo il tema (stesso tema scelto dalla Fiera del Libro di Torino) della seconda edizione del Festival della Filosofia di Roma che, dal 9 al 13 maggio, trasformerà l’Auditorium Parco della Musica in una moderna agorà dove discutere e confrontarsi.
Confini, dunque, come luogo dell’emancipazione del pensiero critico su temi che spaziano dall’ambito civile a quello politico, giocati tutti sulla dialettica tra laicismo e cristianità, fil rouge e contenitore di tutti i confronti che saranno messi in campo.
”Tanti cardinali, vescovi e biblisti italiani hanno rifiutato il nostro invito a prendere parte al dibattito sul macro tema laicismo-cristianità. I principi della Chiesa hanno detto di no al nostro festival preferendo altre manifestazioni con lezioni magistrali, molto più semplici perché senza il contraddittorio - ha sottolineato in modo polemico Paolo Flores D’arcais, direttore della rivista Micromega e co-curatore della rassegna - alcuni dei confronti su laicità e religione sono concentrati nella giornata di sabato 12 maggio, in concomitanza con la manifestazione organizzata dalla Chiesa cattolica italiana. La nostra sarà una giornata molto laica”.
Confini come confronti, come strumento da affiancare alle lezioni magistrali affidate a intellettuali, filosofi e scrittori d’eccezione, ma anche tavole rotonde, lezioni di yoga, proiezioni e lezioni di cinema, arte, performance musicali e teatrali affidate agli studenti di quaranta scuole. Tutto con uno sguardo fisso alla riflessione filosofica, la disciplina che, contrariamente al senso comune, è tra quelle maggiormente attente e attigue alla realtà, a una visione pragmatica oltre che speculativa del nostro vivere, che permette spunti critici e sguardi inediti su processi sociali come sulla realtà di tutti i giorni.
In programma, diciotto tavole rotonde e sette lectio magistralis; due “Quodlibeta”, ovvero confronti a due; sei incontri sul tema dei “pensatori di confine” e quattro incontri sulle ‘voci di confine’; cinque caffè filosofici per dare voce ad alcuni tra i più interessanti pensatori di oggi come Marc Augè e i suoi “non luoghi”, il regista Marco Bellocchio, lo scrittore Andrea Camilleri, Enrico Ghezzi, Umberto Galimberti, Eugenio Scalfari, Luciano Canfora, Carlo Freccero, Gianni Vattimo e molti altri ancora.

Ricordando Giordano Bruno

pubblicato da Manila Benedetto in: scrittori ebooks filosofia

In occasione dell’anniversario della morte di Giordano Bruno, morte indotta dall’Inquisizione con un terribile rogo, Booksblog per ricordare il grande filosofo, vi propone questi due link per leggere alcune delle sue opere:
- scritti in volgare
- scritti in latino
Che il libero pensiero sia con voi!

I Vortici Assurdi di Alessandro

pubblicato da Manila Benedetto in: blog&web libri ebooks filosofia

Mi arriva una mail:

Ho conosciuto il sito www.lulu.com grazie a booksblog, quindi mi è sembrato giusto mostrarvi la mia prima pubblicazione…
Trattasi della summa di più di 2 anni di blog. Pensieri sparsi, riflessioni e quant’altro.

Corro subito a vedere il link all’opera, e scopro che è ben fatta, che l’autore, Alessandro Cani, ha messo insieme i testi pubblicati sul suo blog creando un libro di pensieri “per mettere ordine nel caos che regna nell’anima“. Un libriccino che non ha le pretese di una pubblicazione in grande, ma la voglia di comunicare oltre i byte. Una voglia legittima, e che Lulu.com gli ha permesso di realizzare.
Un in bocca al lupo ad Alessandro per questo Vortici Assurdi e la sua vendita on line. Contiamo che ci tenga aggiornati su ogni evoluzione.

Le Opere di Learco Pignagnoli

pubblicato da Manila Benedetto in: scrittori libri un libro al giorno filosofia

Chi è Learco Pignagnoli? E’ solo un fake o esiste davvero questo “filosofo e maestro di tutti noi”?
La Aliberti editore, sfidando questo mito metropolitano, ha pubblicato un libro con tutte le opere del misterioso autore. Uno scrittore, dicono, che “prima ancora di essere pubblicato, ha già un manipolo di appassionati e fedeli cultori”.
La Lipperini riporta sul suo blog un articolo di Stefano Bartezzaghi uscito su Repubblica, che spiega come sia nato questo mito, di quanto innovativo sia il Pignagnoli e di come è prepotente il sospetto che il cuoratore del libro, Daniele Benati, altro non sia che lo stesso autore (ricordiamo Il libro dell’inquietudine di Bernando Soares, curato - scritto e inventato - da Fernando Pessoa), che si è divertito a diffondere su riviste e web opere del Pignagnoli per creare il caso, avendo come complici altri scrittori, tra cui Ermanno Cavazzoni, Ugo Cornia, Paolo Nori.
Dice Bartezzaghi commentando l’opera:

Le sue «opere», scrupolosamente numerate e in successione come i post di un blog, propongono temi ricorsivi, dalla solitudine dell´autore ai suoi sfoghi contro Moravia ed Elkann, fra teorie e osservazioni dissennate sul mondo e frasette nonsense. E´ divertente, ma non è solo un divertissement: e, con i suoi giochi situazionisti e i suoi sfoghi bizzosi, questa letteratura dell´io posticcio quanto meno ci riposa della tanta letteratura posticcia dell´io che riempie classifiche e scaffali, e dei suoi autori veri, che poi sono più finti, molto più finti, di Learco Pignagnoli.

Un grande esempio di letteratura ed umorismo contemporaneo, formato di racconti “illuminati” di poche righe, riflessioni che sfiorano l’aforisma, una piccola opera teatrale, qualche poesia ed un mini romanzo autobiografico.
Le opere in prosa sono 245, tra le quali si mette in evidenza la numero 13, considerata dai critici la più rappresentativa dell’opera del filosofo: «Tranne me e te, tutto il mondo è pieno di gente strana. E poi anche te sei un po´ strano».
Un insieme di mini scritti all’apparenza insensato, che riunito in un sol volume di Opere, diventa un romanzo di segrete ossessioni di un personaggio solo, che interpreta la solitudine di qualcun’altro, una meta-scrittura che mette in scena, come in una grande fiction, la condizione degli scrittori solitari.

Il più grande fan di Learco Pignagnoli? Lui, a cui dobbiamo l’inizio della diffusione del nome di Learco sul web.

Opera n. 7
C’era Tenaglia che non aveva mai letto un libro. Un giorno ne ha comprato uno e l’ha letto tutto in un fiato. Solo che non gli è mica piaciuto tanto.

Opera n. 28
Secondo il Corano, non è vero che Gesù Cristo l’hanno crocifisso. Gesù Cristo, dice il Corano, l’hanno impiccato, e al suo posto, sulla croce, ci hanno messo un tipo che si chiamava Sergio.

Opera n. 64
Dicon tanto che i matti, è colpa della società, mentre invece son loro che han la testa bacata.

Daniele Benati - Opere complete di Learco Pignagnoli - 13 euro