Qual è la vita autentica? Chi è un vero uomo? Sono le domande che si pone Vito Mancuso – docente di teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano ed editorialista di Repubblica – nel suo libro La vita autentica, pubblicato per i tipi di Raffaello Cortina.
In queste pagine io mi chiedo quale sia la qualità che, persino di fronte a un nemico mortale, ci fa sentire in presenza di “un uomo”, mentre in assenza della quale, anche di fronte a un amico o a un alleato, ci sentiamo in presenza di uno spirito servile […]. Mi chiedo che cosa faccia di un uomo “un vero uomo”. È questo che intendo con “autenticità della vita” ed è questo l’oggetto che indaco in questo piccolo saggio.
Il libro di Mancuso è scritto in maniera chiara e accessibile ai più, nonostante l’aura di teologia potrebbe scoraggiare qualcuno. Ma, come precisa lo stesso autore, si tratta di un libro in cui egli riflette. Tre sono le direttive sulle quali si snoda il testo: la vita come libertà, l’autenticità e il perché della vita autentica.
Intenso nella sua brevità il testo di Marco Aime ed Emanuele Severino Il diverso come icona del male con introduzione di Ernesto Ferrero è stato pubblicato da Bollati Boringhieri lo scorso mese di aprile. Il volumetto è il numero 6 della collana Sguardi
Una collana che propone alcuni dei contributi più interessanti prodotti durante gli incontri e i dibattiti di “Torino Spiritualità”, su temi che intersecano la filosofia, la teologia, la storia delle religioni, la politologia, le scienze sociali e quelle umane. Il senso di questi incontri e di questi libri è quello di porre domane che non cercano mai una sola risposta, intercettando i caratteri salienti del presente e le forme della metamorfosi dello spirito umano.
Ernesto Ferrero, direttore della Fiera del libro di Torino, interroga l’antropologo Marco Aime e il filosofo Emanuele Severino sul diverso:
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Fin dal titolo – Allo sbocciare del nuovo – questo saggio sull’idea di persona in Edith Stein è bello. L’autrice, Ada Prisco, docente presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Foggia, traccia un profilo della filosofa tedesca (morta ad Auscwhitz perché ebrea, santa per i cattolici – era monaca carmelitana – e compatrona d’Europa con Caterina da Siena e Brigida di Svezia) e ne analizza l’idea di persona.
La lettura di “persona”, che risulta dalla impostazione antropologica della sua [di Edith Stein, ndr] indagine, è armonica e rivolta all’intersoggettività. L’io viene riconosciuto come un microcosmo in grado di recuperar la pacificata unità di anima e di corpo, che la filosofia di derivazione cartesiana aveva offuscato. La Stein, inoltre, pone in luce come l’io riconosca se stesso, aprendosi al confronto con il “Tu”, con l’altro, che è visto come universo da conoscere, oltre che da raggiungere (p. 149).
Un libro certo non per tutti i palati, questo della Prisco, ma fondamentale per chi mastica di filosofia, di mistica e di Edith Stein. Tra i vari testi che ho letto sulla filosofa tedesca questo è uno dei migliori, anche perché si percepisce nelle pagine l’amorevole ricerca dell’autrice. Degna di nota, poi, è la prefazione muta, chiamiamola così: quattro immagini dal campo di concentramento di Auschwitz che introducono allo studio. Quasi un messaggio di quello sbocciare del nuovo di cui si diceva all’inizio.
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E’ uscito a fine mese per le edizioni Eleuthera la ristampa di ‘Nonluoghi’, un titolo di Marc Augè, antropologo e direttore all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Stampato in Italia per la prima volta nel 1993, questo è il titolo completo: ‘Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità’.
ll testo parla di quegli spazi dell’anonimato frequentati da individui simili ma soli. Sono nonluoghi, continua la presentazione del libro, ” supermercati, le grandi catene alberghiere con le loro camere intercambiabili, ma anche i campi profughi dove sono parcheggiati a tempo indeterminato i rifugiati da guerre e miserie”.
A me ricorda in qualche modo la Vicevita di Valerio Magrelli (Laterza), di cui avevamo parlato.Di Augè segnaliamo anche un’altra ‘chicca’, ‘Il bello della bicicletta’, appena uscito per Bollati Boringhieri, dove analizza ‘il nuovo umanesimo dei ciclisti’, sempre più numerosi anche nelle nostre città.
Marc Augè
Non luoghi
Eleuthera ed.
10 euro
Marc Augè
Il bello della bicicletta
Bollati Boringhieri
8 euro
E’ risaputo che le sgangherate disavventure dei Simspon siano conosciute ed apprezzate in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, però, si è andati oltre. Nella prestigiosa Università di Berkeley, come si apprende da un articolo de “El Pais“, è stato avviato un corso di filosofia basato sulle vicende della famigerata famiglia creata dal genio di Matt Groening.
Avevamo lasciato i Simspon alle prese con l’atavico mistero della teologia. In un libro di Brunetto Salvarani, Barth Simspon veniva accostato a grandi pensatori per spiegare le questioni fondamentali della vita. Alcuni anni fa, il libro “The Simpson and Philosophy: the D’oh of Homer”, in Italia “I Simpson e la filosofia” edito da ISBN, raccoglieva le dissertazioni di una ventina di filosofi sulla materia.
Ma convertire i Simpson in materia di studio, per di più di stampo filosofico, sembra essere un’idea esagerata. A giudizio dei docenti, però, i dialoghi creati dalla penna di Groening servono a sondare gli ingranaggi del pensiero filosofico e forniscono spunti di riflessione per bambini, adulti o pensatori più profondi. Che dire, aspetteremo intrepidi i futuri pensatori del D’oh, con buona grazia per Kant, Nietzsche e quant’altri.
Fonte | AGI
Cos’è l’avvenire? Può la parola, dolorosa ed inutile, rantolante e consolante, una parola presuntuosa che anela alla conoscenza, salvarci dal tempo, dare una via all’uomo che si è smarrito?
Sono queste le domande che pone al lettore il “Soffio interrotto” di Fabio D’Aprile (ed. Joker). Un libro a metà tra piéce teatrale e saggio filosofico, con uno stile metafisico ed intimista che l’autore porta avanti con precisa e meticolosa attenzione alle parole.
…ritorniamo alle parole da scegliere, sei molto confusionario, devi procedere con disciplina cosicché io possa seguire la vicenda in tutti i suoi nodi. Abbiamo già parlato dei rituali e della necessità di aderivi massimamente. Ebbene, dopo un attimo di smarrimento ti sei detto che non era poi così difficile…
Tematica difficile che sicuramente non coglie l’apprezzamento di tutti i lettori, ma comunque un testo che merita una menzione per la precisione filosofica del discorso che il giovane D’Aprile (classe ‘83) porta avanti nel testo.
Fabio D’Aprile
Soffio Interrotto
Joker edizioni
Anno 2007
pp. 64, € 10,00
Questo libro di Nassim Nicholas Taleb (Il Saggiatore, € 18) prende il titolo dai cigni neri avvistati per la prima volta dagli Europei quando giunsero in Australia, suscitando stupore e facendo crollare la millenaria convinzione che tutti i cigni fossero bianchi. Allo stesso modo, l’autore parla di come alcuni eventi rari, inimmaginabili, abbiano il potere di cambiare radicalmente il corso delle cose, sia che si tratti di eventi della vita privata di una persona, che di eventi mondiali.
Gli esempi portati dall’autore sono l’11 settembre, il successo di Google, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e moltissimi altri, risalenti perfino all’epoca preistorica. Il libro vuole in un certo senso insegnare ad individuare questi cigni neri, se non altro per riuscire a fronteggiarli nel migliore dei modi. L’idea di fondo, comunque, risiede nella convinzione dell’autore che l’intero corso delle cose, della vita, è basato su questi eventi imprevisti, che proprio per il loro carattere imprevedibile sono dotati di una maggiore forza.
Chissà quante persone sono convinte che il corso della vita sia lineare, e che stia principalmente a noi costruirlo e far sì che tutto abbia un senso. Penso che invece questa lettura possa servire ad aprire gli occhi a riguardo, a sfatare un falso mito; spesso e volentieri non siamo noi gli artefici del nostro destino, sebbene ci piaccia immaginarci capaci di tenere tutto sotto controllo.
La mente che si interrogò sulla “banalità del male”, riflette non meno seriamente su un argomento altrettanto difficile: l’amore. Nei suoi diari, ventinove taccuini scritti a mano, la politologa tedesca Hannah Arendt (1906-1975) si meraviglia della forza distruttiva delle passioni umane, definendo appunto l’amore “una potenza e non un sentimento” che “s’impadronisce del cuore ma non nasce dal cuore”, perché è una “potenza dell’universo, nella misura in cui l’universo è vivo”.
Ma ci sono anche tante riflessioni personali nei suoi diari, 700 pagine in libreria dal 21 settembre per l’editore Neri Pozza, e di cui Repubblica domenica ha pubblicato ampi stralci in anteprima.
“Ogni solitudine portata con coerenza sino alla fine – scrive ad esempio - sfocia in disperazione e abbandono, semplicemente perché non è possibile gettarsi al collo di se stessi”.
Tanti ovviamente i riferimenti espliciti al filosofo Martin Heidegger, di cui fu allieva e in seguito amante, e soprattutto tante poesie dedicate a questo legame tormentato e a volte dolcissimo (“la dolcezza è/ all’interno delle nostre mani/ quando la superficie si/accomoda alla forma estranea. La dolcezza è/ nella volta celeste notturna/quando la lontananza si concede alla terra”). Tutto per arrivare alla durissima conclusione: “Il cuore è un organo curioso: soltanto quando è spezzato, batte al proprio ritmo: se non si spezza, si pietrifica”.
“Confini” come limite da valicare, come soglia del confronto, come punto nodale per mettere in relazione i temi più alti del pensiero filosofico con il senso comune. Questo il tema (stesso tema scelto dalla Fiera del Libro di Torino) della seconda edizione del Festival della Filosofia di Roma che, dal 9 al 13 maggio, trasformerà l’Auditorium Parco della Musica in una moderna agorà dove discutere e confrontarsi.
Confini, dunque, come luogo dell’emancipazione del pensiero critico su temi che spaziano dall’ambito civile a quello politico, giocati tutti sulla dialettica tra laicismo e cristianità, fil rouge e contenitore di tutti i confronti che saranno messi in campo.
”Tanti cardinali, vescovi e biblisti italiani hanno rifiutato il nostro invito a prendere parte al dibattito sul macro tema laicismo-cristianità. I principi della Chiesa hanno detto di no al nostro festival preferendo altre manifestazioni con lezioni magistrali, molto più semplici perché senza il contraddittorio - ha sottolineato in modo polemico Paolo Flores D’arcais, direttore della rivista Micromega e co-curatore della rassegna - alcuni dei confronti su laicità e religione sono concentrati nella giornata di sabato 12 maggio, in concomitanza con la manifestazione organizzata dalla Chiesa cattolica italiana. La nostra sarà una giornata molto laica”.
Confini come confronti, come strumento da affiancare alle lezioni magistrali affidate a intellettuali, filosofi e scrittori d’eccezione, ma anche tavole rotonde, lezioni di yoga, proiezioni e lezioni di cinema, arte, performance musicali e teatrali affidate agli studenti di quaranta scuole. Tutto con uno sguardo fisso alla riflessione filosofica, la disciplina che, contrariamente al senso comune, è tra quelle maggiormente attente e attigue alla realtà, a una visione pragmatica oltre che speculativa del nostro vivere, che permette spunti critici e sguardi inediti su processi sociali come sulla realtà di tutti i giorni.
In programma, diciotto tavole rotonde e sette lectio magistralis; due “Quodlibeta”, ovvero confronti a due; sei incontri sul tema dei “pensatori di confine” e quattro incontri sulle ‘voci di confine’; cinque caffè filosofici per dare voce ad alcuni tra i più interessanti pensatori di oggi come Marc Augè e i suoi “non luoghi”, il regista Marco Bellocchio, lo scrittore Andrea Camilleri, Enrico Ghezzi, Umberto Galimberti, Eugenio Scalfari, Luciano Canfora, Carlo Freccero, Gianni Vattimo e molti altri ancora.
In occasione dell’anniversario della morte di Giordano Bruno, morte indotta dall’Inquisizione con un terribile rogo, Booksblog per ricordare il grande filosofo, vi propone questi due link per leggere alcune delle sue opere:
- scritti in volgare
- scritti in latino
Che il libero pensiero sia con voi!