Logo Blogo

filosofia

Conversazioni sull'educazione, di Zygmunt Bauman

pubblicato da Roberto Russo in: saggi filosofia

Conversazioni sull'educazione, di Zygmunt BaumanVari sono gli aspetti che possono essere messi in evidenza del libro-intervista Conversazioni sull’educazione di Zygmunt Bauman in collaborazione con Riccardo Mazzeo, edito recentemente da Erickson. Mi soffermo su due che mi hanno coinvolto di più.

Il primo aspetto riguarda la speranza. Nel dialogo che si intesse tra Riccardo Mazzeo e Zygmunt Bauman si respira la speranza per un futuro migliore. Difficile da attuare, certo, ma non impossibile. Questo è uno dei ruoli dell’educazione: formare alla speranza. Dice il celebre sociologo e filosofo polacco:

La convinzione che mi spinge a cercare, pensare e scrivere nel corso degli anni è che per fare un uso appropriato della libertà di scelta […], abbiamo bisogno di essere consapevoli di quella gamma di azioni insite nel “fato” (il momento storico non scelto in cui dobbiamo agire) e della gamma di azioni alternative […] fra cui possiamo scegliere […] C’è […] molto spazio per la preoccupazione ma non ce n’è affatto per la disperazione. Quanto alla tua domanda se, date le pressioni, le mode e le eccentricità che sembrano oggi prevalere in modo soverchiante, ci sia ancora permesso sperare o attenderci che i nostri figli e studenti si comportino in modo differente da quello che mettono in atto nella maggior parte dei casi, la mia risposta è “sì”. Se è vero (e lo è) che ciascuna gamma di circostanze contiene alcune opportunità accanto ai pericoli, è anche vero che ciascuna di essere è pregna sia di ribellione sia di conformismo. Non dimentichiamo che ogni maggioranza all’inizio era una minuscola, invisibile e impercettibile minoranza. E che perfino le querce centenarie provengono da ghiande ridicolmente minuscole.

Continua a leggere: Conversazioni sull'educazione, di Zygmunt Bauman

"Manifesto per la soppressione dei partiti politici" di Simone Weil

pubblicato da Sara R. in: scrittori libri saggi filosofia

Manifesto per la soppressione dei partiti politici Non venitemi a raccontare che l’elemento essenziale dello scrittore è la capacita di distacco, perché si tratta di una tesi, a mio modesto parere, accettabile solo come movimento di ritorno. Nel senso che l’allontanamento segue necessariamente ad una profonda immersione quotidiana, e che quindi, la missione stessa di chi è chiamato (da se stesso probabilmente, o da una misteriosa obbedienza ad una specie di dono) “all’ingrato compito” della descrizione, non possa in realtà esimersi da questa prima fondamentale “tappa istruttoria” da compiersi rigorosamente in medias res.

Nessun esempio è dunque più adatto alla descrizione di una tale “necessità istruttiva” che il testo di Simone Weil dedicato alla riflessione sul danno causato dai partiti politici. Un pensiero che può essere sintetizzato (come in un sillogismo aristotelico) mettendo insieme forzatamente tre affermazioni della stessa Weil:

1) L’Accusa & il “male allo stato puro”.

Continua a leggere: "Manifesto per la soppressione dei partiti politici" di Simone Weil

"Il demone reazionario. Sulle tracce del Baudelaire di Sartre"

pubblicato da Sara R. in: scrittori saggi filosofia

Alessandro Piperno

Alessandro Piperno si lancia alla scoperta del più oscuro “rapporto incestuosamente spirituale”, della letteratura francese nel suo libro “Il demone reazionario. Sulle traccie del Baudelaire di Sartre”:

Tutto questo spiega la famosa paresse baudelariana. E qui Sartre è acutissimo nel descriverne le nuances. Perché essa non va intesa come un abbandono perpetuo a uno stato di inattività e apatia. Ma anzi essa si traduce in quella forma di iperattività cerebrale che può condurti alla paralisi. Sartre parla di miriadi di “iniziative istantanee” che vengono fulmineamente disarmate dalla coscienza riflessiva che affonda nella propria stessa gratuità. Una strana forma di pigrizia quindi che non trova il proprio luogo elettivo in un letto o su una poltrona, ma in quaderni fitti di annotazioni inutili su libri che, si sa già, non verranno mai scritti. Ecco perché perfino i sentimenti di Baudelaire nascono-vivono-muoiono nella più sconcertante volubilità e in un sincretismo demoralizzante.

Alessandro Piperno è arrivato a far quello che ci si era forse sempre rifiutati di fare nel panorama letterario dell’ultimo mezzo secolo, giungere alla genesi più intima, rintracciare le ragioni e lo sviluppo di quel confronto cruciale che Sartre intraprese con Baudelaire, suo epigono e soprattutto suo grandissimo demone. Perché nel dandy soave e a tratti arrogante, in quella sua irresistibile “lascivia poetica”, abita il germe di un fascino reazionario che costringeva l’integerrimo Signor Jean-Paul a far i conti con un baratro nichilista che, essendo anche il proprio fantasma e tirandolo subdolamente a sé, ne atteriva e disgustava (oltre ogni misura concepibile) l’amor proprio.

L’ultimo lupo mannaro, di Glen Duncan

pubblicato da Giammarco Raponi in: blog&web narrativa straniera filosofia horror

«Le creature mostruose» scrive Glen Duncan nel suo L’ultimo lupo mannaro appena uscito per Isbn e primo di una trilogia, «muoiono quando non sono più necessarie all’immaginario collettivo. L’estinzione di una specie come questa non è altro che uno slittamento nella scaletta psichica complessiva. In passato la bestia nell’uomo era confinata nel buio, ripudiata. Dopo la trasparenza della storia contemporanea questo non è più possibile: ci siamo visti nei campi di concentramento, nei gulag, nelle giungle, nei campi di sterminio […] La bestia siamo noi. Lo siamo sempre stati».

Lo sa bene Jacob Marlowe, che in quasi duecento anni di vita ha avuto modo di attraversare gli ultimi due secoli magnificamente orrendi per l’umanità.

Lo sa bene Jacob Marlowe, perché Jacob è l’ultimo della sua specie, è l’ultimo lupo mannaro.

Continua a leggere: L’ultimo lupo mannaro, di Glen Duncan

Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale, di Francesco Bucci

pubblicato da Roberto Russo in: saggi filosofia

Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale, di Francesco BucciAlzi la mano chi non hai mai copiato o, per usare un neologismo, non ha mai copincollato. Copiare (e incollare) è una pratica abbastanza diffusa e, se fatta con criterio, anche accettata. Uno dei miei professori di metodologia all’università diceva che si può benissimo copiare se necessario, basta poi indicare in nota la fonte e il problema è risolto. Ovviamente bisogna anche saper copiare perché non è che si prende un testo a caso e lo si incolla nel nostro documento. Questo credevo fino a pochi giorni fa. Poi ho letto il libro di Francesco Bucci dedicato al “vizietto” (come lo definisce Emanuele Severino) di Umberto Galimberti e mi sono reso conto di appartenere alla “vecchia scuola”.

Bucci, infatti, ha da poco pubblicato con Coniglio editore un libro che fin dal titolo è emblematico: Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale. Teoria e pratica di “copia e incolla” filosofico. Un clamoroso caso di clonazione libraria. In quest’opera di circa trecento pagine Francesco Bucci, con abbondanza di esempi e rigore nella ricerca, mostra come Umberto Galimberti (U.G. per tutto il libri) non solo ha copiato da altri (senza citareli), non solo ha copiato da se stesso (senza dirlo, facendo comparire così ogni volta il lavoro come nuovo e originale), ma ha copiato anche all’interno degli stessi libri per cui ci sono delle parti ripetute pressoché in maniera identica all’interno di uno stesso libro.

Basta un solo esempio tratto dai libri di U.G. per rendersene conto.

Continua a leggere: Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale, di Francesco Bucci

A mani alzate. Aforismi di Mauro Parrini

pubblicato da sara in: filosofia aforismi

mauro parriniMolto probabilmente non morirò: come posso condividere qualcosa con questa umanità con cui non ho mai avuto nulla da spartire?

La splendida raccolta di aforismi di Mauro Parrini, professore di Filosofia e storia a Magenta è la dimostrazione che davvero a volte “solo tacere è meglio di un aforisma”, come scrive l’autore. Gli aforismi di Parrini sono nati – applicandovi una sua stessa definizione – da un mondo in rovina, sono “un’Apocalisse provocata da una puntura di spillo”.

E davvero per l’Apocalisse basta un buon aforisma, se “davanti alle questioni ultime non si può che vibrare. Ogni tentativo di risposta, compresa la fede, è violenza”: la banalità infatti “è una caratteristica del linguaggio, non della realtà. Chi tace non è mai banale, chi parla lo è quasi sempre”.

Continua a leggere: A mani alzate. Aforismi di Mauro Parrini

Senz'anima, di Massimo Fini

pubblicato da Giammarco Raponi in: blog&web Novità saggi filosofia

Senz’anima di Massimo Fini, appena uscito per Chiarelettere, ripercorre gli ultimi trent’anni di storia italiana raccogliendo in volume l’attività pubblicistica dell’autore.

Per sua natura, dunque, il libro impone un bilancio, tra quello che eravamo e quello che siamo diventati, mettendo nel bel mezzo il triennio 1992-1994, anni caratterizzati dalle stragi mafiose, da Mani Pulite e la conseguente distruzione del vigente sistema politico.

La novità più eclatante, naturalmente, è la scesa in campo di Berlusconi, il quale si scaglia contro Di Pietro e il Pool fin «dal suo insediamento. Anzi da prima. Si cominciò infatti con le lusinghe […]. Poi […] il vergognoso “decreto-salvaladri”» fino all’invio degli ispettori, tutto questo per deligittimare il lavoro svolto fino a quel momento dalla magistratura. Purtroppo si arriva oltre: Di Pietro si dimette, Mani Pulite finisce. E, a quanto pare, si tratta di un processo ancora in pieno svolgimento.

Continua a leggere: Senz'anima, di Massimo Fini

Libri curiosi: "Risosofia. Aristotele, Kant, Hegel, Marx, Freud e altri burloni", di Pedro Gonzalez Calero

pubblicato da sara in: blog&web saggi filosofia

risosofia Cosa ci sia da ridere nella filosofia ce lo spiega Pedro Gonzalez Calero, che per le edizioni Ponte alle grazie pubblica questo curioso “Risosofia”.

L’autore ha un bel curriculum professionale. Non solo la pubblicazione del precedente ‘Rido, ergo sum’, ma soprattutto il fatto di essersi esercitato nei più disparati mestieri. Leggo, infatti, che è stato spazzino, archivista, professore di filosofia e…burattinaio.

Mi ricorda un po’ il curriculum del mitico autore della Legge di Murphy, come è noto tuttofare anche lui.Nel suo volume, Calero racconta le ‘passioni’ sensuali di Diogene, che esprimeva le sue pulsioni in pubblico, commentando poi ironicamente”Magari bastasse strofinarsi la pancia per smettere di avere fame’.

Continua a leggere: Libri curiosi: "Risosofia. Aristotele, Kant, Hegel, Marx, Freud e altri burloni", di Pedro Gonzalez Calero

La vita autentica di Vito Mancuso

pubblicato da Roberto Russo in: saggi filosofia

La vita autentica di Vito MancusoQual è la vita autentica? Chi è un vero uomo? Sono le domande che si pone Vito Mancuso – docente di teologia moderna e contemporanea presso l’Università San Raffaele di Milano ed editorialista di Repubblica – nel suo libro La vita autentica, pubblicato per i tipi di Raffaello Cortina.

In queste pagine io mi chiedo quale sia la qualità che, persino di fronte a un nemico mortale, ci fa sentire in presenza di “un uomo”, mentre in assenza della quale, anche di fronte a un amico o a un alleato, ci sentiamo in presenza di uno spirito servile […]. Mi chiedo che cosa faccia di un uomo “un vero uomo”. È questo che intendo con “autenticità della vita” ed è questo l’oggetto che indaco in questo piccolo saggio.

Il libro di Mancuso è scritto in maniera chiara e accessibile ai più, nonostante l’aura di teologia potrebbe scoraggiare qualcuno. Ma, come precisa lo stesso autore, si tratta di un libro in cui egli riflette. Tre sono le direttive sulle quali si snoda il testo: la vita come libertà, l’autenticità e il perché della vita autentica.

Continua a leggere: La vita autentica di Vito Mancuso

Marco Aime ed Emanuele Severino parlano del diverso come icona del male

pubblicato da Roberto Russo in: saggi filosofia

Copertina del libro Il diverso come icona del male di Marco Aime ed Emanuele SeverinoIntenso nella sua brevità il testo di Marco Aime ed Emanuele Severino Il diverso come icona del male con introduzione di Ernesto Ferrero è stato pubblicato da Bollati Boringhieri lo scorso mese di aprile. Il volumetto è il numero 6 della collana Sguardi

Una collana che propone alcuni dei contributi più interessanti prodotti durante gli incontri e i dibattiti di “Torino Spiritualità”, su temi che intersecano la filosofia, la teologia, la storia delle religioni, la politologia, le scienze sociali e quelle umane. Il senso di questi incontri e di questi libri è quello di porre domane che non cercano mai una sola risposta, intercettando i caratteri salienti del presente e le forme della metamorfosi dello spirito umano.

Ernesto Ferrero, direttore della Fiera del libro di Torino, interroga l’antropologo Marco Aime e il filosofo Emanuele Severino sul diverso:

Continua a leggere: Marco Aime ed Emanuele Severino parlano del diverso come icona del male