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Festivaletteratura di Mantova

Scritturegiovani Cantiere, il 3 marzo scade il bando

pubblicato da Andrea Coccia in: blog&web Festivaletteratura di Mantova

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Se ci seguite da tempo saprete bene che non amiamo dare spazio ai concorsi o ai corsi di scrittura creativa. Ma saprete anche altrettanto bene che ci sono al contrario una serie di progetti che, per la loro gratuità, serietà e intelligenza, ci piace diffondere. Uno tra questi è proprio il Cantiere di Scritturegiovani - progetto messo in piedi da Festivaletteratura, con il sostegno di Fondazione Cariplo e Illy Caffè - progetto che concede ai giovani che amano visceralmente raccontare, cosa sempre più rara al tempo dei like e delle condivisioni da tre secondi, e che vogliono mettere alla prova le loro capacità, una bella opportunità.

Si tratta di due weekend, organizzati e pagati da Festivaletteratura, in cui i selezionati verranno a contatto con professionisti del settore - editori, autori, editor et al - professionisti con i quali confrontarsi e dai quali apprendere come si fa a trasformare una passione in un lavoro.

Il termine per partecipare è questo sabato, 3 marzo. Entro questa data, se avete tra i 18 e i 27 anni e non avete mai pubblicato nulla, dovrete semplicemente far pervenire un vostro racconto agli organizzatori (sul sito dedicato all’iniziativa scoprite come). La lunghezza massima è di 10 cartelle e il tema è “perché?”, la domanda più generica ma più profonda che l’uomo fa agli altri e a se stesso, da quando inizia a parlare a quando, con l’ultima lucidità che gli resta, vede avvicinarsi la fine.

Voci dal Festivaletteratura di Mantova/3: un'intervista a Tim Parks

pubblicato da Andrea Coccia in: scrittori Festivaletteratura di Mantova

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Eccoci arrivati alla terza puntata di questa piccola rubrica che raccoglie alcune delle più interessanti voci d’autore presenti la settimana scorsa al Festivaletteratura di Mantova. Questa volta la voce a cui diamo spazio è quella di Tim Parks, scrittore inglese e traduttore, nonché professore di tecniche della traduzione allo IULM di Milano.

Con lui, da ormai trent’anni trapiantato in Italia, abbiamo parlato del futuro di questo nostro paese, che lui ormai conosce molto bene, ma anche del clima di tensione che attraversa l’Europa intera e del ruolo di uno scrittore in tempi bui come questi.

Quello che emerge è un punto di vista molto interessante, preoccupato, certamente, dalle minacce che intravediamo nel nostro futuro prossimo, ma essenzialmente ottimista. Ma bando alle ciance, leggetevi l’intervista completa, subito dopo il more…

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Voci dal Festivaletteratura di Mantova/2: un'intervista a Bjorn Larsson

pubblicato da Andrea Coccia in: scrittori Festivaletteratura di Mantova

intervista, bjorn larsson, i poeti morti non scrivono gialli, iperborea Eccoci alla seconda puntata di questa piccola rubrica dedicata alle voci del Festivaletteratura di Mantova. Questa volta la voce che vi proponiamo è quella di Bjorn Larsson, un autore che moltissimi hanno adorato a partire da La vera storia del pirata Long John Silver e che ora ha appena pubblicato, come al solito con la casa editrice Iperborea, il suo nuovo libro intitolato I poeti morti non scrivono gialli, una “specie di giallo” che investiga con ironia il mondo dell’editoria contemporanea e di cui presto su queste pagine potrete leggere la recensione.

Nel frattempo gustavi la chiacchierata con Bjorn Larsson che segue dopo il more. Abbiamo parlato di finzione e di realtà, di generi letterari, di pirati, di futuro del libro e di qualche nuovo lavoro che ha in mente. Naturalmente se non lo avete ancora fatto, dopo l’intervista leggetevi i suoi libri…

Con questo “I poeti morti non scrivono gialli” sei tornato a giocare in qualche modo con la letteratura. Come gestisci il rapporto tra verità e finzione nei tuoi libri?
La vera storia del pirata Long John Silver è stata l’unica volta in cui ho sono partito dalla finzione, reinventando in qualche modo la letteratura. Normalmente procedo in un altro senso, vale a dire partendo dalla realtà e trasformandola in finzione. Credo che sia molto importante mantenere la distinzione tra finzione e realtà. Quando uno scrive un romanzo tutto deve apparire, anzi appare, come vero, e non come finzione. I lettori lo sanno benissimo che quello che si trovano a leggere è una finzione, è per questo che la finzione deve essere verosimile al suo interno perché possa scattare il meccanismo letterario che faccia in modo che il mondo della finzione sia credibile come una nuova realtà.

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Voci dal Festivaletteratura di Mantova/1: un'intervista a Paolo Nori

pubblicato da Andrea Coccia in: Festivaletteratura di Mantova

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Ieri si è conclusa la quindicesima edizione del Festivaletteratura di Mantova, un’edizione come al solito ricca di eventi e di autori provenienti da tutto il mondo. Questa intervista è la prima di una piccola serie che pubblicheremo su queste pagine nei prossimi giorni. Si tratta di brevi interviste, conversazioni avute in questi giorni con alcuni degli autori presenti al Festival che ci hanno concesso qualche minuto del loro tempo.

Questo primo episodio della serie è dedicato a Paolo Nori uno degli scrittori più sorprendenti degli ultimi anni: autore prolifico di romanzi scoppiettanti, l’ultimo dei quali si intitola La meravigliosa utilità del filo a piombo, ed è pubblicato da Marcos y Marcos; ha tradotto dal russo Gogol, Turgenev, Puškin, Lermontov, redattore della rivista Il Semplice, da ultimo fondatore dell’Accalappiacani, rivista pubblicata da DeriveApprodi.

Una volta hai citato un’immagine molto bella di Foster Wallace sulla dittatura: «Ci sono due pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: “Salve, ragazzi. Com’è l’acqua?” I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa “L’acqua, quale acqua? “». Che cos’è per te la libertà?

Mi pare chiaro che per poterti muovere nel mondo devi capire dove sei, cosa hai intorno. Se sei nell’acqua o sulla terra, e malgrado le apparenze questa è una cosa molto difficile. Poi ci sono una serie di cose, io ero abituato a pensare fin da quando ero piccolo di essere una persona libera e che questa libertà derivava dal posto in cui vivevo. Col passare del tempo invece mi è venuto da pensare che la libertà non viene dal luogo in cui ti trovi, non viene dall’alto o non viene infusa ma dipende esclusivamente da te, è una cosa che bisogna coltivare se lo si vuole. C’è molta gente che preferisce vivere delegando agli altri le decisioni. Invece, ho amici che vivono o che hanno vissuto in Russia e che erano antisovietici e non ne facevano un mistero, e per questo hanno dovuto rinunciare a fare il mestiere che avrebbero voluto fare e andando a lavorare in fabbrica piuttosto che fare delle ricerche storiche. Però studiavano lo stesso il sabato e la domenica andavano in biblioteca, studiavano di notte, secondo me quelle sono tra le persone più libere che abbia conosciuto, e vivevano a Stalingrado, non a Parma o a Roma.

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Festivaletteratura 2011: una scelta degli eventi imperdibili (secondo me)

pubblicato da Andrea Coccia in: blog&web Festivaletteratura di Mantova

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Anche quest’anno il Festivaletteratura di Mantova sta per partire, per la quindicesima volta, con la sua valanga di eventi - quasi trecento - tra conferenze, presentazioni, laboratori e spettacoli. In occasione di questa vigilia, dunque, anche quest’anno come gli anni scorsi, mi permetto di stilare per voi una lista di eventi secondo me imperdibili. Ovviamente confido che non tutti i lettori di booksblog seguiranno queste mie parziali indicazioni, prima di tutto perché ognuno ha i propri gusti, spesso divergenti, ma soprattutto perché se così non fosse ci ritroveremmo tutti in una serie di code infinite, cosa che spero francamente di evitare.

Ma bando alle ciance, ecco al mia wishlist per quest’anno…

Mercoledì 7:
Il primo evento da non perdere - o meglio, che non mi voglio perdere - riguarda uno dei miei scrittori contemporanei preferiti, il grandissimo Bjorn Larsson, autore di libri indimenticabili come La vera storia del pirata Long John Silver o Il cerchio Celtico, che parlerà al pubblico di Mantova nel chiostro del Museo Diocesano alle 16.15. Il secondo obiettivo del mio primo giorno di festival poi, magari dopo aver fatto due chiacchiere con Larsson, è la conferenza di Baricco su quel genio incredibile di Walter Benjamin, non tanto per il relatore - che non ammiro moltissimo - quanto per il soggetto, Benjamin, il miglior pensatore del Novecento.

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