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  <title>booksblog</title>
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  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-22T23:56:21+00:00</updated>
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    <title type="html">Tassati e mazziati, di Giuseppe Bortolussi</title>
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      <name>sara</name>
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    <published>2011-04-11T12:49:20+00:00</published>
    <updated>2011-04-11T12:49:20+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/7478/tassati-e-mazziati-di-giuseppe-bortolussi"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/tassati.jpg" class="post" border="0" align="left" width="238" height="360" alt="tassati" />Un libro che secondo me può dare un sacco di spunti per la conversazione con amici e parenti, questo volume di Bortolussi, visto che tutti ci lamentiamo della pesantezza delle tasse e dell&#8217;assurdità di alcune di esse (in Italia si pagano più tasse che in qualsiasi Paese europeo). </p>
<p>E così, come spiega l&#8217;autore, segretario della Cgia di Mestre, in questo <em>Tassati e mazziati</em>, appena uscito da Sperling &#038; Kupfer, gli onesti arrivano a versare nelle casse pubbliche il 51 per cento di quello che guadagnano,  grazie all&#8217;infinita fantasia dello Stato italiano.</p>
<p>Bortolussi racconta “i giochi di prestigio del mago Stato, abile illusionista” che oltre a Irpef, l&#8217;Irap, l&#8217;Iva riesce a far pagare anche le “tasse sulle tasse”. E se poi quei servizi che lo Stato dovrebbe assicurarci come contropartita della tassa, sono scadenti? Bisogna rifornirsi dai privati, ovviamente, pagando due volte.</p>
<p>E il rischio è che “Il circuito perverso che si e&#8217; creato tra spesa pubblica inefficiente, evasione fiscale e tassazione occulta rischia di disgregare le basi stesse della nostra democrazia”.</p>
<p>G. Bortolussi<br />
Tassati e mazziati<br />
Sperling &#038; Kupfer<br />
16.50 euro</p>
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    <title type="html">Lo sboom, il decennio dell&#039;arte pazza tra bolla finanziaria e flop concettuale</title>
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      <name>roberta</name>
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    <published>2009-11-27T12:33:47+00:00</published>
    <updated>2009-11-27T12:33:47+00:00</updated>
    <dc:subject>news</dc:subject><dc:subject>appuntamenti</dc:subject><dc:subject>mondo-libri</dc:subject><dc:subject>economia</dc:subject><dc:subject>adriana polveroni</dc:subject><dc:subject>arte e paesaggio</dc:subject><dc:subject>cecilia canziani</dc:subject><dc:subject>cesare pietroiusti</dc:subject><dc:subject>enciclopedia treccani terzo millennio</dc:subject><dc:subject>luca massimo barbero</dc:subject><dc:subject>novità editoriale</dc:subject><dc:subject>pierluigi sacco</dc:subject><dc:subject>pietro montani</dc:subject><dc:subject>presentazione libro</dc:subject><dc:subject>presentazione libro macro</dc:subject><dc:subject>sboom libro</dc:subject><dc:subject>silvana editoriale</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/5515/lo-sboom-il-decennio-dellarte-pazza-tra-bolla-finanziaria-e-flop-concettuale"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/booksblog/sboom_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="229" height="360" alt="lo sboom " />Dopo essersi occupata di museologia e di arte ambientale, dopo aver curato alcune mostre e aver scritto vari testi tra cui la voce “Arte e paesaggio” per l’<a href="http://www.booksblog.it/post/4005/treccani-nasce-lenciclopedia-20">Enciclopedia Treccani</a> Terzo Millennio in uscita a primavera 2010, e aver insegnato presso alcune Università e accademie italiane, la giornalista Adriana Polveroni si è addentrata nei meandri del mondo dell&#8217;arte contemporanea italiano e internazionale, nel momento della sua crisi.</p>
<p>Il risultato è un viaggio ne &#8220;Lo sboom - Il decennio dell’arte pazza tra bolla finanziaria e flop concettuale&#8221; appena sfornato da Silvana Editoriale, di cui si parlerà martedì 1 dicembre (ore 18.30) presso il <a href="http://www.06blog.it/post/6395/venti-di-liberta-con-apocalypse-wow-al-macro-future-di-roma">MACRO</a> di via Reggio Emilia 54 a Roma, nel corso della presentazione della novità editoriale; ci saranno anche Luca Massimo Barbero (direttore del <a href="http://www.macro.roma.museum/">MACRO</a>), Cecilia Canziani (curatrice), il filosofo Pietro Montani e l&#8217;artista <a href="http://www.artsblog.it/tag/cesare+pietroiusti+e+matteo+fraterno">Cesare Pietroiusti</a>, con il critico d&#8217;arte Paola Ugolini a moderare.</p>
<p>Il libro racconta il boom dei profitti di borsa, &#8220;cibo&#8221; negli anni passati dell&#8217;arte dei grandi numeri – con artisti superquotati ed eventi artistici più simili a occasioni mondane che ad appuntamenti culturali – ha portato poi a un collasso globale nel settore, con ripercussioni sul mercato trattati nel capitolo conclusivo, ricco di riflessioni e consigli per uscire da questa impasse, cui accenna anche Pierluigi Sacco nella sua postfazione al libro.</p>
<p>Adriana Polveroni<br />
Lo sboom<br />
<a href="http://www.silvanaeditoriale.it">Silvana editoriale</a><br />
pagine 96<br />
prezzo: 14 euro</p>
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    <title type="html">Il caro armato. Spese, affari e sprechi delle Forze Armate italiane, di Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca </title>
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      <name>sara</name>
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    <published>2009-11-24T14:42:40+00:00</published>
    <updated>2009-11-24T14:42:40+00:00</updated>
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<p>Il libro fa i &#8216;conti in tasca&#8217; al sistema di Difesa del Belpaese, informandoci ad esempio che lo Stato ha preventivato l&#8217;acquisto di 131 cacciabombardieri per 13 miliardi di euro. Il nostro esercito professionale conta 190mila uomini, tra i quali, leggo,  &#8220;il numero dei comandanti -600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali- supera quello dei comandati&#8221;.</p>
<p>Nel testo, dati sulle missioni internazionali, &#8220;la presenza dei militari in città, le servitù militari, il destino degli immobili della Difesa, l’abbandono del servizio civile&#8221;, ma anche note su &#8216;falle&#8217; del sistema, sprechi e inefficienze. In appendice, i numeri dell spese militari in Europa e nel mondo.</p>
<p>Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca<br />
Il caro armato<br />
ed. Altraeconomia<br />
12 euro</p>
<p>Via | <a href="http://www.altreconomia.it/site/ec_articolo_dettaglio.php?intId=89">Altraeconomia </a></p>
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    <title type="html">La società degli imprenditori secondo David Audretsch</title>
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    <author>
      <name>giovanni de stefano</name>
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    <published>2009-03-28T16:00:08+00:00</published>
    <updated>2009-03-28T16:00:08+00:00</updated>
    <dc:subject>appuntamenti</dc:subject><dc:subject>saggi</dc:subject><dc:subject>economia</dc:subject><dc:subject>festival</dc:subject><dc:subject>libro</dc:subject><dc:subject>presentazione</dc:subject><dc:subject>saggi</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/4617/la-societa-degli-imprenditori-secondo-david-audretsch"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/societ_imprenditoriale.jpeg" class="post" align="left" border="0" width="180" alt="" />Uno degli eventi legati all&#8217;editoria più interessanti dell&#8217;edizione imminente del <a href="http://www.festivaldellecittaimpresa.it/">Festival delle Città Impresa</a> sarà la presentazione in anteprima nazionale di un libro scritto da David Audretsch, direttore del <a href="http://www.econ.mpg.de/english/">Max Planck Institute of Economics</a> di Jena. Il libro si intitola &#8220;La società imprenditoriale&#8221; ed è edito in Italia da Marsilio.</p>
<p>E&#8217; un saggio che ci aiuta a capire, un po&#8217; come la prima parte del Tom Jones di Henry Fielding, come abbiamo fatto a metterci nei guai, prima ancora di raccontarci come potremmo uscirne, senza rovinarci troppo il finale. Si fa per dire, perché, in realtà, almeno in parte lo sappiamo già. Ora, quando il modo in cui ci siamo creati dei problemi, in questo caso economici, è talmente interessante e ben raccontato, non dico che non sarebbe il caso di uscirne, ma almeno di stare ad ascoltare con attenzione chi ce ne parla.</p>
<p>Al Ridotto del Teatro Verdi di Maniago (Pordenone), il 5 aprile alle 10, Audretsch presenterà la sua idea di classe imprenditoriale moderna, al di là della stabilità e della relativa prevedibilità dei mercati, insieme a Filiberto Zovico direttore della comunicazione di <a href="http://www.marsilioeditori.it">Marsilio</a> (e del Festival che ospita l&#8217;evento) e a Riccardo Illy, l&#8217;imprenditore triestino del caffè.</p>
<p>David Audretsch<br />
La società imprenditoriale<br />
Marsilio<br />
€ 20</p>
 <blockquote>Il Festival delle Città Impresa è organizzato dalla rivista Nordesteuropa.it e dal Corriere della Sera, con il sostegno di UniCredit Group e Telecom Italia, e dal 2 al 5 aprile metterà in rete Rovereto (TN), Schio (VI), Unione Camposampierese (PD), Montebelluna-Asolo (TV) e Maniago (PN) cinque città-aree «di periferia» del Nordest.
</p></blockquote>
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    <title type="html">Bancarotta di Eugenio Benetazzo, come sopravvivere alla crisi economica</title>
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      <name>cristiano</name>
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    <published>2009-02-20T10:40:00+00:00</published>
    <updated>2009-02-20T10:40:00+00:00</updated>
    <dc:subject>books</dc:subject><dc:subject>economia</dc:subject><dc:subject>bancarotta di eugenio benetazzo</dc:subject><dc:subject>come uscire dalla crisi eocnomica</dc:subject><dc:subject>consigli per la crisi economica</dc:subject><dc:subject>crisi economica</dc:subject><dc:subject>eugenio benetazzo</dc:subject><dc:subject>libro crisi economica</dc:subject><dc:subject>manuale fai da te</dc:subject><dc:subject>motivi della crisi economica</dc:subject><dc:subject>sopravvivere alla crisi</dc:subject>
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Il libro affronta la crisi economica in cui siamo immersi dalla parte dell&amp;#8217;uomo comune,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/4402/bancarotta-di-eugenio-benetazzo-come-sopravvivere-alla-crisi-economica"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/BancarottadiEugenioBenetazzo.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="347" alt="Bancarotta di Eugenio Benetazzo" />Bancarotta di Eugenio Benetazzo è un manuale di sopravvivenza fai da te alla crisi economica. </p>
<p>Il libro affronta la crisi economica in cui siamo immersi dalla parte dell&#8217;uomo comune, svelandone i retroscena e puntando il dito sui colpevoli. </p>
<p>Ma il libro non è solo un&#8217;analisi sterile del fenomeno, ma si inquadra come un vero e proprio manuale di sopravvivenza; non racconta favole consolatorie ma dice la verità: le cose peggioreranno prima di migliorare. Il libro si inquadra all&#8217;interno di una iniziativa più ampia da parte di Benetazzo, soprannominato il Beppe Grillo dell&#8217;economia, che da tempo gira l&#8217;Italia con il suo live show BLEKGEK (Preparati al peggio).<br />
Eugenio Benetazzo è operatore di borsa indipendente, laureato in Economia Aziendale, vive e lavora tra l’Italia e Malta, è molto conosciuto negli ambienti finanziari indipendenti, autorevole relatore di tesi di laurea dagli argomenti molto prestigiosi, le sue opinioni appaiono spesso sulla stampa finanziaria di settore.<br />
Volendo fornire un aiuto concreto l&#8217;economista ha messo in rete su Youtube <a href="http://www.youtube.com/user/eugeniobenetazzo?blend=1">una serie di pillole sulla sopravvivenza alla crisi</a>. Ne trovate una dopo il continua.</p>
 <p><object width="432" height="344">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VX8T_2Q51Tw&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/VX8T_2Q51Tw&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="432" height="344"></embed></object><br />
&#8220;Chi ci sta portando sull’orlo dell’abisso deve fare un passo avanti e buttarsi di sotto. In fondo gli conviene: meglio gettarsi da soli che essere spinti…&#8221; (dalla prefazione di Beppe Grillo)</p>
<p>Eugenio Benetazzo e David Parenzo<br />
Bancarotta<br />
Sperling &#038; Kupfer<br />
€ 12,00</p>
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    <title type="html">American Savior, di Roland Merullo </title>
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      <name>sara</name>
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    <published>2008-10-14T11:30:59+00:00</published>
    <updated>2008-10-14T11:30:59+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/3700/jesus-for-president-un-romanzo-politico-di-roland-merullo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/180_american.jpg" class="post" align="left" border="0" width="180" height="280" alt="" />Il titolo è &#8220;American Savior&#8221; e in effetti l&#8217;idea è originale: &#8220;American savior: a novel of divine politics&#8221; di Roland Merullo coglie forse già dal titolo l&#8217;atmosfera apocalittica di certi scontri in questa campagna presidenziale americana. </p>
<p>La storia narra appunto di Gesù che ritiene l&#8217;occasione opportuna per ritornare sulla terra: l&#8217;America ha bisogno di un nuovo presidente e questa, ce lo ripetono tutti i tg d&#8217;altronde, è un&#8217;occasione capitale. Solo che il Gesu che scende nel mondo è molto pragmatico, dà miracoli privati facendo risorgere ragazze con padri ricchi che decidono ovviamente di finanziarlo, ad esempio.</p>
<p>Continuando a leggere il riassunto del Boston, il sarcasmo e i riferimenti alle posizioni dei due candidati si leggono in controluce. Chissà se c&#8217;è già qualche editore che in Italia se lo è accaparrato per farne un instant book. </p>
<p>Via | <a href="http://www.boston.com/ae/books/articles/2008/10/09/jesus_running_for_president_a_divine_novelty_in_american_savior/">Boston.com </a></p>
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    <title type="html">Gli editori e Hollywood</title>
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      <name>sara</name>
    </author>
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    <updated>2008-08-20T11:24:39+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/3325/gli-editori-e-hollywood"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/hollywood.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="144" alt="" />Era prevedibile: gli editori di libri per ragazzi, visto il grandissimo successo che alcuni bestseller hanno avuto, negli ultimi anni, nella loro trasposizione cinematografica, hanno deciso di mettere in piedi dei libri &#8220;ad hoc&#8221;. Dei libri, cioè, che non nascano dalla libera ispirazione di uno scrittore, ma che abbiano alcuni ingredienti che, prevedibilmente, li possano trasformare in successi al botteghino.</p>
<p>E&#8217; il caso di Simon &#038; Schuster, che hanno deciso un cambiamento di strategia di marketing, includendo nel contratto anche dei diritti per l&#8217;editore nel momento in cui i personaggi del libro diventeranno anche solo dei &#8220;gadget&#8221;. </p>
<p>Ma l&#8217;idea è anche di progettare una serie di libri per ragazzi di possibile successo anche al cinema. Non a caso il primo autore ingaggiato per questo progetto è il film maker David O. Russel. &#8221; Tradizionalmente, l&#8217;incentivo per un editore è quello di vendere libri&#8221; dice Ellen Goldsmith-Vein della Gotham Group, che ha una partnership esclusiva con la Simon &#038; Schuster &#8220;adesso è previsto un guadagno anche per la trasformaizone in film o telefilm e in altre forme mediatiche&#8221;. </p>
<p>Via | <a href="http://www.nytimes.com/2008/08/14/books/14deal.html?_r=1&#038;ref=books&#038;oref=slogin">NY Times</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/vlastula/450642954/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Economia della felicità, di Luca de Biase</title>
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      <name>sara</name>
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    <published>2008-07-14T11:26:30+00:00</published>
    <updated>2008-07-14T11:26:30+00:00</updated>
    <dc:subject>blog</dc:subject><dc:subject>economia</dc:subject><dc:subject>economia</dc:subject><dc:subject>felicità</dc:subject><dc:subject>online</dc:subject><dc:subject>società</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Esce per i tipi Feltrinelli &amp;#8220;Economia della felicità. Dalla Blogosfera al valore del dono e oltre&amp;#8221; di Luca De Biase, curatore della rubrica del Sole24Ore &amp;#8220;Nova&amp;#8221;,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/3117/economia-della-felicita-di-luca-de-biase"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/debiase.jpg" class="post" align="left" border="0" width="233" height="360" alt="" />Esce per i tipi Feltrinelli &#8220;Economia della felicità. Dalla Blogosfera al valore del dono e oltre&#8221; di Luca De Biase, curatore della rubrica del Sole24Ore &#8220;Nova&#8221;, una finestra sull&#8217;innovazione. La tesi di de Biase è che, cito da una recensione del quotidiano, &#8220;Per troppo tempo gli uomini hanno pensato che la felicità dipendesse dal livello dei consumi. Per assicurarsene una fetta sempre maggiore hanno così dedicato al lavoro una quota sempre più alta del loro tempo. Così facendo hanno però finito col sacrificare le relazioni umane che costituiscono invece il principale generatore di felicità&#8221;</p>
<p>Qual è la novità? E&#8217; che oggi proprio i nuovi media &#8220;partecipati&#8221;, dai Blog a YouTube, a MySpace, Flickr, Wikipedia, ci stanno &#8220;re-insegnando&#8221; a mettere le relazioni al centr della nostra vita. E del nostro lavoro, forse: vedi la decisione di Getty Image di iniziare ad acquistare scatti particolarmente interessanti pubblicati su Flickr.<br />
Interessante poi lo spunto di rimettere in discussione la &#8220;retorica della crescita&#8221;: la sola crescita del Pil, spiega l&#8217;autore, non può essere più il solo parametro per giudicare non solo la &#8220;felicità&#8221; ma anche il benessere anche economico di una società sul lungo termine. </p>
<p>Via | <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2008/07/de-biase-luca-economia-felicita.shtml?uuid=c51a4e94-4f19-11dd-9d8b-8f9714c30f74&#038;DocRulesView=Libero">Il Sole24Ore</a></p>
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    <title type="html">110 modi per evadere le tasse</title>
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    <author>
      <name>Francesco</name>
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    <published>2008-04-11T10:17:24+00:00</published>
    <updated>2008-04-11T10:17:24+00:00</updated>
    <dc:subject>saggi</dc:subject><dc:subject>economia</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Non so se sia un argomento saggio da tirare fuori in giornate pre-elettorali, ma ho trovato un articolo su Carta che parla di un simpatico volumetto, dal titolo più che eloquente: 110 modi di evadere le[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2686/110-modi-per-evadere-le-tasse"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/730.jpg" class="post" align="left" border="0" width="180" height="255" alt="" />Non so se sia un argomento saggio da tirare fuori in giornate pre-elettorali, ma ho trovato un <a href="http://www.carta.org/campagne/dal+mondo/europa/13537">articolo su Carta</a> che parla di un simpatico volumetto, dal titolo più che eloquente: 110 modi di evadere le tasse.</p>
<p>Che gli italiani non fossero un popolo di santi, checché se ne dica, lo sapevamo già da tempo, e forse sapevamo anche da tempo che uno degli sport preferiti, dopo il calcio, ovviamente, fosse l&#8217;evasione fiscale, ma trovarsi davanti a questa lista provocatoria di trucchetti, forse può lasciarci un po&#8217; perplessi.</p>
<p>Il libro è curato dall&#8217;<a href="http://www.aresricerche.it/">Ares</a>, Agenzia di ricerca economica e sociale ed è stato pubblicato da <a href="http://www.malatempora.com/">Malatempora</a>, piccola e agguerrita casa editrice underground, come una &#8220;provocazione Swiftiana&#8221;, per &#8220;mostrare come le tasse, in Italia, le paghino solo i poveri ventisettisti, mentre gli altri strillano con il cavaliere psicoplastico e non pagano&#8221;.</p>
 <p>Lungi da me fare alcuna considerazione economica in questa sede, anche perché non è proprio materia di mia competenza, ma sicuramente questo libro ci racconta un po&#8217; dell&#8217;Italia furbetta di oggi. Poi è sicuramente divertente scorrere lo strano elenco dei trucchetti per evadere: &#8220;lo sfratto dormiente, i contratti &#8220;fantasia&#8221;, la madonnina che salva dall&#8217;Ici, l&#8217;acqua cardinalizia, gli occhiali di Capello, le scatole cinesi&#8221;. E questi sono solo alcuni.</p>
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    <title type="html">Ecce Comu, di Gianni Vattimo</title>
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      <name>dario</name>
    </author>
    <published>2007-11-29T09:47:47+00:00</published>
    <updated>2007-11-29T09:47:47+00:00</updated>
    <dc:subject>saggi</dc:subject><dc:subject>economia</dc:subject><dc:subject>berlusconi</dc:subject><dc:subject>comunismo</dc:subject><dc:subject>gianni vattimo</dc:subject><dc:subject>marx</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Se un nuovo piccolo fratello di Gesù [&amp;#8230;] si stabilisce in una favela di Rio i poveri del luogo saranno solo uno di più; se invece il mio amico senator-ingegner-capitalista-liberal apre una[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2191/ecce-comu-di-gianni-vattimo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/img812_2.jpg" class="post" align="left" border="0" width="127" height="180" alt="" /><em>Se un nuovo piccolo fratello di Gesù [&#8230;] si stabilisce in una favela di Rio i poveri del luogo saranno solo uno di più; se invece il mio amico senator-ingegner-capitalista-liberal apre una piccola azienda nella medesima favela e dà un lavoro a qualche decina di disperati, loro forse sono più contenti</em>.</p>
<p>Ecco uno dei dubbi che agitano il professor Gianni Vattimo nel suo &#8220;Ecce Comu - Come si ri-diventa ciò che si era&#8221; (Fazi Editore, 136 pagg.) Un altro, forse più pressante, è &#8216;come trovare una nuova via al comunismo che tenga conto dei problemi attuali&#8217;. </p>
<p>Scopo del libro è infatti quello di invocare, più che teorizzare, l&#8217;avvento di un marxismo moderno, una versione 2.0 che faccia i conti con la complessità e con la morte delle ideologie. Insomma una non-dottrina, un pensiero debole che però possa (e voglia fortissimamente) dirsi marxista. Perché? La risposta probabilmente sta tutta nella biografia dell&#8217;autore</p>
<p>&#8220;Ecce Comu&#8221; racconta l&#8217;esperienza politica personale e particolare di Gianni Vattimo, la sua &#8220;lunga marcia attraverso le opposizioni&#8221; ai governi Berlusconi. Una marcia difficilissima, fatta di contrasti con gli apparati di partito, di contraddizioni insopportabili, di opposizioni alle opposizioni e di inevitabili, ripetute fuoriuscite..</p>
 <p>
Ora sembra, molto francamente, che Vattimo cerchi disperato una collocazione politica rassicurante, una fede complementare al suo personale cattolicesimo che gli permetta ancora una volta di dirsi, come sempre, &#8220;catto-comunista&#8221;. Per questo lancia un grido angosciato: &#8216;ma perché non possiamo dirci comunisti?&#8217; </p>
<p>Solo perché sono crollati sia l&#8217;URSS che l&#8217;Eurocomunismo, il socialismo cinese è diventato una dittatura nazionalista, il PCI si è disintegrato e la sua parte maggiore è confluita in un partito democristiano?</p>
<p>Nulla di tutto ciò può essere d&#8217;ostacolo a quella che appare più un&#8217;operazione nostalgia che un progetto politico. Il pensiero debole, qualche esempio sudamericano, molta critica all&#8217;esistente, Marx. Questi gli ingredienti dell&#8217;interessante saggio, che - sollevando dubbi e domande - merita comunque una lettura.</p>
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    <title type="html">Schiavi del supermercato</title>
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      <name>Roberto </name>
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    <published>2007-11-26T08:33:42+00:00</published>
    <updated>2007-11-26T08:33:42+00:00</updated>
    <dc:subject>recensioni</dc:subject><dc:subject>saggi</dc:subject><dc:subject>economia</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ci sono alcuni aspetti del nostro quotidiano su cui forse non ci interroghiamo molto, se non in termini di risparmio immediato e spesso più di tempo che di soldi. Tra questi c&amp;#8217;è sicuramente[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2174/schiavi-del-supermercato"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/schiavidelsupermercato.gif" class="post" align="left" border="0" width="125" height="180" alt="" />Ci sono alcuni aspetti del nostro quotidiano su cui forse non ci interroghiamo molto, se non in termini di risparmio immediato e spesso più di tempo che di soldi. Tra questi c&#8217;è sicuramente il fare la spesa. Per molti è diventato quasi naturale passare il fine settimana dentro grandi centri commerciali tra acquisti e intrattenimento ma difficilmente riusciamo a fermarci un attimo per riflettere su ciò che comporta affidarsi alla grande distribuzione quasi per ogni esigenza del nostro quotidiano. Tanti sono però coloro che criticano la gestione dell&#8217;economia globalizzata e avanzano proposte ed esempi concreti per riportare queste dinamiche a un livello più umano.</p>
<p>Monica Di Bari e Saverio Pipitone hanno scritto un libro uscito per Arianna Editrice all&#8217;inizio di quest&#8217;anno: <a href="http://www.ariannaeditrice.it/vetrina.php?id=11782">Schiavi del supermercato</a>. Il titolo potrebbe sembrare eccessivamente provocatorio, ma a lettura terminata vi posso assicurare che non lo è per nulla. Anzi. La prima parte del testo analizza la grande distribuzione in Italia nei suoi diversi settori, dall&#8217;alimentare all&#8217;arredamento, dalla tecnologia alla distribuzione cinematografica. In poche pagine e con una lingua molto chiara i due autori ci mettono sotto gli occhi, con dati e analisi, ciò che forse in fondo un po&#8217; noi sappiamo già: quando andiamo a comprare qualcosa noi in realtà non scegliamo affatto, la nostra non è vera libertà e, soprattutto, tendiamo a vivere di bisogni abilmente indotti da strategie di marketing.</p>
<p>Passando da IKEA (<a href="http://www.booksblog.it/post/1959/likea-che-piace-quasi-a-tutti">che è oggetto di precise critiche</a>) a Mediaworld, facendo slalom tra gli scaffali di Coop o Esselunga (e <a href="http://www.booksblog.it/post/2064/falce-e-carrello-di-bernardo-caprotti/">le polemiche tra questi due attori</a> non ne pongono nessuno al di fuori di questo tipo di sistema) per finire con una serata in un multisala: lo scenario che ci viene presentato ci parla dell&#8217;omologazione di gusti e consumi e di un cittadino che è sempre più solo consumatore senza comunità. E nel numero de <a href="http://www.ilconsapevole.it">Il Consapevole</a> in edicola fino alla fine di novembre, uno degli autori (Pipitone) porta avanti la riflessione concentrandosi in particolare su Wal-Mart - pronta a sbarcare in Italia - e IKEA.</p>
 <p>Ma fortunatamente le alternative non mancano e in questo sta un grande pregio del libro: nella seconda parte infatti elenca una serie di reali possibilità per valorizzare le produzioni tipiche e locali, per ridurre l&#8217;impatto ambientale di produzione e consumi, per riscoprire concetti come convivialità e condivisione con in più la conoscenza di ciò che realmente finisce nei nostri piatti e nelle nostre case. Dai <a href="http://www.retegas.org/">gruppi d&#8217;acquisto solidali</a> a <a href="http://www.criticalwine.info/">Critical Wine</a> ai mercatini locali del biologico. </p>
<p>Le strade che già molte comunità stanno percorrendo sono più che praticabili: è anzi auspicabile che queste azioni di consumo critico si diffondano sempre più, per tutelare una biodiversità che sia attenta non solo alla tutela delle specie e delle produzioni ma anche agli stili di vita rispettosi dell&#8217;ambiente, del lavoro e dei diritti. E che contribuisca ad <a href="http://www.booksblog.it/post/1757/depiliamoci-e-viviamo-felici">abbattere la dittatura del Pil</a> come unico strumento per valutare la qualità della vita, in un&#8217;ottica di decrescita e felice sobrietà. Il tutto risparmiando.</p>
<p>Perché viene da pensare che sia un circolo vizioso da cui è difficile uscire: salari bassi e lavori precari obbligano a limitare il più possibile la spesa e quindi a rivolgersi in particolare alle grandi catene che possono permettersi prezzi più competitivi. Ma dovremmo anche chiederci perché questi prezzi possono essere così bassi. Costruire reti differenti per gli acquisti è forse l&#8217;unica risposta possibile per uscire da questa spirale.</p>
<p><a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788887307443/di-bari-monica/schiavi-del-supermercato.html">Schiavi del supermercato. La grande distribuzione in Italia e le alternative concrete</a><br />
Monica Di Bari, <a href="http://saveriopipitone.blogspot.com/">Saverio Pipitone</a><br />
Arianna Editrice<br />
96 pp, euro 10,50</p>
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    <title type="html">Euroil</title>
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    <author>
      <name>Roberto </name>
    </author>
    <published>2007-10-06T08:16:17+00:00</published>
    <updated>2007-10-06T08:16:17+00:00</updated>
    <dc:subject>recensioni</dc:subject><dc:subject>saggi</dc:subject><dc:subject>economia</dc:subject><dc:subject>dollaro</dc:subject><dc:subject>Euroil</dc:subject><dc:subject>petrolio</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Capire i meccanismi economici è capire scelte politiche, azioni di governo, manovre all&amp;#8217;apparenza non chiare, notizie riportate dai media che, se analizzati sotto la lente delle relazioni[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/1969/euroil"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/euroil.jpg" class="post" align="left" border="0" width="124" height="180" alt="Euroil" />Capire i meccanismi economici è capire scelte politiche, azioni di governo, manovre all&#8217;apparenza non chiare, notizie riportate dai media che, se analizzati sotto la lente delle relazioni economiche e valutarie, si contestualizzano e spiegano parecchie cose, creando collegamenti tra fatti che all&#8217;apparenza potrebbero non essere così vicini.</p>
<p>Che l&#8217;ostilità – per adesso solo diplomatica – degli Stati Uniti nei confronti dell&#8217;Iran non avesse niente a che vedere con il nucleare lo sapevamo già, senza bisogno che <a href="http://www.prisonplanet.com/articles/september2007/210907_about_oil.htm">Kissinger lo confermasse</a>. Ma il fatto è che non ha a che fare solo con il petrolio. C&#8217;è un altro elemento – che al greggio è certamente legato – che gli U.S.A. hanno intenzione di difendere con ogni mezzo: il dollaro. Questo è ciò che ci spiega Euroil, libro appena uscito a firma di Paolo G. Conti ed Elido Fazi, e lo fa con molta chiarezza, anche per chi è digiuno di economia, riuscendo a sintetizzare i fatti della storia economica mondiale, gli accadimenti degli ultimi anni che ne stanno cambiando gli equilibri, e le prospettive future per uscirne senza arrivare al tracollo economico (e non solo) del pianeta.</p>
<p>Due le condizioni che minano la supremazia del dollaro nell&#8217;economia mondiale: la crescita dell&#8217;euro che si presenta sempre più stabile e forte e la diminuzione delle fonti energetiche non rinnovabili. Molti Paesi stanno passando parte delle loro riserve valutarie dal biglietto verde alla moneta europea, causando preoccupazione a Washington. Non solo. L&#8217;euro si sta affermando nel dibattito tra i membri dell&#8217;OPEC come possibile valuta alternativa per il petrolio. Questi due elementi insieme contribuiscono a rendere meno stabile l&#8217;economia americana, in posizione privilegiata dagli accordi di Bretton Woods in avanti, ma che presenta il disavanzo della bilancia dei pagamenti e il debito estero più alti del mondo.</p>
<p> </p>
<p>In più c&#8217;è un altro fattore, di cui poco si è sentito sui media: l&#8217;Iran sta portando avanti un progetto per realizzare una borsa del petrolio sull&#8217;Isola di Kish nel Golfo Persico, in cui utilizzare l&#8217;euro come valuta, che si andrebbe ad aggiungere alle due già esistenti (New York e Londra): un colpo politico ed economico al cuore dell&#8217;impero americano, che non potrà rimanere indifferente.</p>
<p>Tanti gli altri elementi che entrano in questo quadro, a partire da Cina e Russia, e gli autori del libro prospettano un unico scenario per un futuro in cui dollaro e petrolio non saranno difesi solo dagli eserciti: un nuovo ordine monetario internazionale, gestito da organizzazioni realmente indipendenti (Fondo monetario internazionale e Banca mondiale sono ormai parte della politica statunitense, e scambiano in dollari) che si basi su una valuta capace di maggiore sicurezza, democrazia e collegialità rispetto ai bigliettoni verdi; spinta al rinnovamento che potrebbe giungere probabilmente solo dall&#8217;Europa. Ma gli Stati Uniti saranno disposti ad abdicare alla supremazia economica senza rinunciare a combattere?</p>
<p><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=817&#038;isbn=9788881128006">Euroil. La borsa iraniana del petrolio e il declino dell&#8217;impero americano</a><br />
Paolo G. Conti, Elido Fazi<br />
Fazi Editore<br />
Pag. 154, Euro 14</p>
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