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curiosità

Victor Hugo e un esempio di passione civica

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné in: scrittori curiosità

Hugo e le Arene di Lutèce
Ed ecco che Victor Hugo, dopo la triste costatazione che accompagnava la notizia della vendita all’asta di alcuni “preziosi cimeli familiari”, ritorna a farsi vivo nei nostri pensieri. L’occasione, ancora più curiosa della precedente, ci da modo di metter l’accento sulla passione civica che animava il grande scrittore francese, vera e propria “incarnazione” dello spirito nazionale d’oltralpe. “Personaggio emblematico” della terza Repubblica, fervente romantico e “romanziere del popolo”, il “padre” dei “Miserabili” e di “Notre-Dame de Paris” era anche e soprattutto un auteur engagé, che pagò la sua ostilità nei confronti di Napoleone III con vent’anni d’esilio (corrispondenti alla parentesi autoritaria del Secondo Impero).

Scioccato dalla sua partecipazione diretta alla répression sanglante dei moti operai del giugno 1848, si impegnò su diversi fronti a sostegno delle cause più disparate, dalla pena di morte all’istruzione pubblica europea. In occasione della sua elezione all’Assemblea Legislativa pronunciò il celebre “Discorso sulla miseria”, ma uno dei più grandi esempi del suo impegno civile, oltre ai numerosi discorsi politici e all’evidente “carica politica” di molte delle sue opere, resta la presa di posizione in favore della salvaguardia delle Arene dell’antica Lutèce, resti di un importante anfiteatro gallo-romano, che “sopravvivono ancora oggi” grazie all’accorato appello di Hugo, comprovato dalla lettera, liberamente tradotta, che segue.

Paris, 27 luglio 1883

Signor Presidente,
non è concepibile che Parigi, città dell’avvenire, rinunci alla prova vivente che ne attesta il suo status di città del passato. Il passato porta al futuro. Le Arene sono l’antico segno di Parigi e un monumento unico. Il consiglio municipale che le distruggerà, distruggerà in un certo senso se stesso.
Conservate le Arene di Lutèce, conservatele ad ogni prezzo. Compierete un’azione utile e, cosa ancora più importante, donerete un potente esempio.

I miei rispettosi saluti.

Victor Hugo

Via | aviewoncities.com

Hugo e le Arene di Lutèce
Hugo e le Arene di LutèceHugo e le Arene di LutèceHugo e le Arene di LutèceHugo e le Arene di Lutèce

Métronome. Parigi nascosta

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné in: libri curiosità

Le MétronomeLe Métronome è un viaggio nella storia sconosciuta della capitale francese, un diverso modo di attraversare la “linea del tempo” partendo dall’immensa tela tracciata dalle 14 linee di metropolitana che costellano Parigi e descrivendone le vicende con un linguaggio schietto e accattivante. Ecco spiegato il titolo del best-seller di Lorànt Deutsch, “commediante allo sbaraglio”, ma dallo scarso successo televisivo, che si è fatto un nome grazie alla sua brillante iniziativa storico-geografica. L’idea di metter su un percorso che, a partire dalle fermate conducesse turisti e parigini stessi, dritti alla scoperta di alcuni “angoli insospettabili”, ha dato frutti insperati. Métronome, sottotitolato “l’histoire de France au rythme du métro parisien”, forte delle sue 400.000 copie vendute in un solo anno, è stato infatti ripubblicato lo scorso ottobre, sempre per le edizioni Michel Lafon, in una versione illustrata con immagini scattate dallo stesso autore nelle sue numerose promenades in giro per la città.

Deve esser stato proprio lo spirito da incallito flâneur a guidare Deutsch nella ricerca di leggende, episodi e luoghi dimenticati, che giaciono un po’ ovunque all’ombra della Tour. Un “periplo” tra boulevard, impasse e ruelle che ci rivela che il Palazzo dell’Élysée, attuale sede ufficiale della Presidenza della Repubblica Francese, è stato in realtà un cadeau di Luigi XV alla Marchesa de Pompadour sua favorita, e che la più antica cattedrale di Parigi giace dimenticata nello spazio sottostante un parcheggio privato del V arrondissement, minacciata dalla possibile espansione dell’attività commerciale.

Informazioni raccolte con estrema dedizione da un “ex-ragazzo di banlieu”, che sono diventate una docu-fiction (trasmessa a partire da domani su France5), vere e proprie “chicche” di un giovane affascinato dalle vicende del passato, ma anche abbastanza “allergico” ai “meccanismi tradizionali dell’istruzione” da dichiarare:

Odio i musei, me ne sono servito per istruirmi, ma penso che l’appuntamento con la storia ci aspetti ad ogni angolo di strada. […] Mi sento come una specie di Wikipedia ambulante”

Via | belecteur.over-blog.com

La Maison de la Poèsie

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné in: poesia curiosità

Maison de la poèsie

A Parigi c’è un posto nel quale la poesia “è di casa”. Si tratta, non a caso (perdonate l’ennesimo banalissimo gioco di parole) della “Maison de la Poèsie”, un vero e proprio “tempio all’arte poetica”, situato nel cuore della capitale francese. Un centro nato di recente, che si concentra sulla “messa in valore” dei versi e della loro essenziale componente di declamazione. Perché, lo si dimentica troppo spesso in tempi ancora velati da “residui di letteratura intimistica”, l’anima stessa della poesia risiede nella sua condivisione orale, oltre che nella trasmissione scritta, i poeti del passato erano i primi “pungoli della coscienza collettiva” che interpretavano e guidavano, con il loro ruolo di Vati, la comprensione stessa della realtà.

Che le parole escano dalla “prigione delle carta”, per ridiventare magnifici suoni. Sembra essere proprio questa la missione della singolare istituzione francese, che si propone di “lasciar spazio” ed aria anche alla “componente vocale e recitativa” dei testi poetici, dedicando alla loro esecuzione due apposite sale nelle quali si svolgono letture e spettacoli. Come la messa in scena di “Novantatré”, l’ultimo romanzo di Victor Hugo, adattato da Godefroy Ségal, testimonianza della volontà dello scrittore di perpetuare il dovere storico e di “narrare della Rivoluzione Francese” anche attraverso le parentesi buie del Terrore.

Perché se la poesia appartiene senza ombra di dubbio al novero delle “risorse fondamentali dello spirito umano”, c’è una riflessione automatica che nasce dall’esortativo editoriale di Claude Guerre, direttore del “vitruoso établissement”:

La verità insostenibile è che la poesia diventa più necessaria che mai. […] Ecco il momento che viviamo, la poetica si allinea con la politica e la creazione arriva dritta al cuore della città. Realizziamo un teatro pubblico i cui testi sono poetici. Il nostro intento guarda in direzione del Teatro della Poesia. Ma, oggi che lo strumento è stato costruito, ci resta la battaglia per conquistare il grande pubblico alla poesia e diffondere così la sua luce esigente sul mondo intero.

Via | maisondelapoesieparis.com

Maison de la poèsie
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"Dictionnaire amoreux de Naples" di Jean-Noël Schifano

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné in: scrittori libri curiosità

Dictionnaire amoreux de NaplesIn un altro pomeriggio velato dalla “voglia di sfogliare un dizionario”, mi son ritrovata tra le mani un nuovo testo, dopo quello delle ingiurie politiche. Ci siamo cascati un po’ tutti nell’incantesimo del libro che colpisce per il suo titolo, ma che non mantiene necessariamente le promesse suscitate. Questo è proprio uno dei “felici casi” in cui, le scoperte racchiuse all’interno delle pagine, sono state addirittura superiori alle aspettative sviluppate intorno al suo nome. Scovare in una biblioteca rionale parigina, un testo che si preannuncia pomposamente sotto il nome di “Dictionnaire amoreux de Naples”, avrebbe dovuto sviluppare immediatamente il sentore della “guidina scontatissima” sugli amati mores meridionali e, di conseguenza, bruciare talmente tanto sotto i polpastrelli, da convincere chiunque fosse dotato di buon senso, e di una sufficiente dose di sangue partenopeo nelle vene, a desistere. Per fortuna che qualcosa di più intenso mi ha spinto a registrare il documento e a concedergli un’occasione.

Meritatissima a dire il vero. L’interessante dizionario, partorito dalla mente dello scrittore e traduttore Jean-Noël Schifano, risente abbondantemente delle “italiche radici” del suo autore, indimenticata guida dell’Istituto Francese di Napoli e attuale direttore della collana”Continent noir” di Gallimard. Il “consistente tomo” dall’involucro giallognolo, nasconde una vera e propria immersione, partecipata, sapiente ed approfondita, nella realtà di Napoli e dintorni, restituendo al lettore, attimi di allegria e commozione che si possono solo intuire nella breve (e libera) traduzione, del brano che chiude la voce Averno.

Abbordando Napoli dagli inferi, situati dietro Posillipo e la tomba di Virgilio, in basso verso i Campi Flegrei, mi pongo idealmente nei panni di colui che sa, a cui Napoli, durante i suoi lustri di corpo a corpo, ha svelato i suoi segreti, mettendo da parte le maschere e rivelando fin nella carne e nelle pietre, la sua opera esistenziale e i suoi terremoti, le sue epidemie e le sue lettere d’inchiostro e di sangue, la sua storia trimillenaria, i suoi vivi e i suoi morti, accompagnati fin nel culto dei teschi, e il suo destino sotterraneo e solare.

Via | plon.fr

La seconda tappa di un curioso esperimento di scrittura collettiva...

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné in: blog&web narrativa italiana curiosità

scrittura collettiva 24lettori
Il primo capitolo è stato “abbozzato” da ben 31 autori, ma la versione che si è guadagnata il diritto di inaugurare la “staffetta di scrittura collettiva” di 24letture è quella di Claire Spark, che con le sue 485 preferenze degli utenti, ha raggiunto la posizione di apertura. Vi starete probabilmente chiedendo di cosa stiamo parlando. Ebbene, si tratta di un curioso esperimento che attende di essere continuato, un “romanzo lungo nove mesi” e scritto “a più mani” (o forse dovremmo dire tastiere?) dagli utenti del portale dedicato alla scrittura del Sole 24 Ore.

E’ in corso la competizione per il secondo capitolo, c’è tempo fino al 2 maggio per “riprendere le fila” dell’incipit e della continuazione di Claire Spark, facendo avanzare le vicende di Marco, del misterioso signor D. con il Borsalino e della ragazza della metropolitana. E si può partecipare in maniera aperta, “anche componendo in tandem”, in attesa di scoprire il seguito della storia che parte da Milano, ma potrebbe arrivare un po’ ovunque…

Immagine da wikiculture.net

Via | 24letture.ilsole24ore.com

La biblioteca di Luis García Montero

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné in: blog&web curiosità

biblioteca_Rincon del Libro
Una chicca per “incurabili amanti di libri e biblioteche”, una citazione, trovata tra le suggestioni del profilo facebook del Centre de Documentació de les Dones, istituzione spagnola creata per facilitare l’accesso alla documentazione su temi specifici legati al genere femminile. Si tratta di una testimonianza del poeta Luis García Montero, frammento che sfida il trascorrere della storia personale per intrecciarsi con la vicenda del mondo, e colmare le distanze con ponti fatti di copertine. Un brano talmente accattivante da meritarsi una traduzione, nella quale scommettiamo che si riconosceranno in molti…

Il tempo al quale appartengo è stato forgiato nelle strade del mio quartiere e nella biblioteca che ho messo su riunendo regali, prestiti, acquisti ai grandi e piccoli furti familiari che preferisco non ricordare. Si “vivono” anche i libri, è risaputo, e la lettura ha molto a che fare con l’esistenza che si predilige, con il passato che si sceglie per appartenere al tempo. Quando siamo ormai coscienti del nostro passato e dei nostri libri, dobbiamo difenderci dalla nostalgia per non trasformare in archeologia ciò a cui desideriamo intensamente restare fedeli. Negoziamo il domani insomma. I libri ci costruiscono, ci aiutano a formarci, a inventarci un paese e ad immaginare e vivere la sua storia. L’azione di leggere configura la nostra stessa memoria storica e, attraverso di lei passa chiaramente anche la realtà sentimentale che ci circonda… Il libro si colloca in un punto imprecisato che si potrebbe chiamare intima felicità. Non c’è niente che mi faccia più piacere che restare a casa in pantofole con un libro tra le mani e con la sensazione di godere del tempo con un gusto tutto particolare…

Per chi avesse voglia di cimentarsi con “l’ispanico idioma” vi rimandiamo al testo in lingua originale.

Immagine da Rincon del Libro

Via | CRAD.BDN

Si può scrivere un libro in 24 ore?

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné in: scrittori libri appuntamenti&festival curiosità

24h d'ecriture“24 heures d’écriture” è una specie di tour de force, una “maratona del romanzo” per accaniti appassionati della scrittura. L’evento, giunto già alla sua seconda edizione, consente a 24 fortunati, selezionati tra coloro che si saranno iscritti con lettera di motivazione (fino al 15 aprile), di dedicare un’intera giornata alla scrittura partecipando ad una vera e propria sfida “a colpi di penna”.

I candidati avranno a disposizione un giorno intero, dalle 18 dell’ 8 giugno alla stessa ora del 9, durante il quale resteranno chiusi nel medesimo luogo (le stanze dell’EMI-CFD L’école des métiers de l’information di Parigi) per “metter su” una storia completa, sul tema comunicato all’ultimo momento dagli organizzatori. Ognuno di loro sarà “sponsorizzato” da una delle biblioteche o delle librerie partner dell’iniziativa.

Durante l’intero periodo gli internauti potranno seguire in diretta sul sito il work in progress. Allo scadere delle ventiquattro ore le opere prodotte saranno recitate da alcuni attori ed esaminate da una giuria composta da professionisti del settore, che sceglieranno due lavori da pubblicare con gli Éditeurs Associés. Un esperimento di scrittura condensata in ambiente condiviso… se ne leggeranno delle belle?

Immagine da chroniklivres.com

Via | 24heuresdecriture.com

All'asta da Christie's i "tesori di Victor Hugo"

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné in: news scrittori curiosità

i tesori di Hugo
A partire da mezzogiorno di domani presso la sede parigina della famosa casa d’aste Christie’s, sarà possibile visitare la “mini-esposizione” dedicata alle “reliquie familiari” della famiglia di Victor Hugo. “Tesori” che saranno successivamente messi in vendita a partire dal 4 aprile. L’intimità stessa del grande scrittore francese, si percepisce delicatamente dalla storia di questi oggetti, disegni, lettere autografe, ritratti e mobili, che sono legati a doppio filo a molti dei suoi scritti e ad alcune dolorose vicende personali che lo videro protagonista suo malgrado.

C’è il grande armadio nel quale venivano riposti i manoscritti, proveniente dalla dimora di Hauteville, sull’isola anglo-normanna di Guernesey, nella quale Hugo trascorse l’esilio e scrisse “I miserabili”. Ma anche la corona di nozze appartenuta alla primogenita Léopoldine, annegata solo sei mesi dopo le sue nozze, il ventaglio della figlia più piccola (l’Adèle H del film di Truffaut) precocemente internata per un’intensa follia amorosa e alcuni disegni dello stesso Victor. Valenti illustrazioni dalle considerevoli quotazioni, tra i quali si annoverano i due soli esemplari di inchiostro su legno esistenti: “Vivez” e “Mourez”, epigrafi della condizione umana stimati al di sopra dei 100.0000 euro. Di che far accapponare la pelle del loro defunto autore…

Via | christies.com

i tesori di Hugo
i tesori di Hugoi tesori di Hugoi tesori di Hugoi tesori di Hugo

"Gli uomini del giovedì" di Tonino Benacquista

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné in: scrittori libri curiosità

riunione

Se vi dicessi che in quel di Parigi c’è un gruppo di uomini che si riunisce tutti i giovedì alle 19, senza eccezioni di sorta, per condividere le proprie esperienze e i più reconditi pensieri, forse non mi credereste. Oppure fareste in fretta a liquidarmi dicendomi che devo aver ingigantito la cosa confondendola con qualche riunione di alcolisti anonimi (alle quali peraltro sono ammesse anche le donne) o peggio, mi consigliereste di stare alla larga dai sospetti consessi dalle possibili derive settarie. E invece io ve lo consiglio vivamente di metterci il naso nella storia di questo “circolo del giovedì” che parla di “androgini incontri periodici”, che nonostante non si appoggino su un vero e proprio statuto, sembrano obbedire ad una pratica più che definita. Di indagare sui presenti, che non sono sempre gli stessi, ma che riescono a mantenersi in un numero più o meno costante, di approfondire il discorso sul loro continuo spostarsi di luogo in luogo, come un “gruppo itinerante e misterioso” e di parlarne tranquillamente con altri, per conoscere anche il loro parere su questi componenti che si accontentano di esprimersi una volta sola.

E l’argomento per di più, non sembra davvero cosa da poco. Amori, amanti e compagne. C’è persino chi sostiene “che l’usanza nasceva dalla disperazione dei Sabini che piangevano le loro donne rapite dai Romani”. In fondo si tratta dello spirito del romanzo di Tonino Benacquista, nome italiano come le origini dello scrittore, che però “compone nell’idioma di Molière”. Perché questo come tanti altri romanzi e sceneggiature dell’autore sono stati scritti nella lingua del paese nel quale è nato, e che gli ha riconosciuto un certo successo: la Francia.

Se il giorno della riunione era sempre lo stesso, la sede cambiava regolarmente: appartamenti vuoti e anonimi, sale private di bistrot, cantine riattate alla bell’e meglio, teatri e cinema abbandonati, edifici diroccati destinati alla demolizione. Qualunque fosse il luogo del ritrovo, e nonostante la grande discrezione, i partecipanti finivano sempre per attirare i sospetti di proprietari, gestori, vicini, i quali, nell’ignoranza totale di quelle riunioni occulte, immaginavano cospirazioni, progetti malsani, e li invitavano a levare le tende. Ognuno allora provava a suggerire qualche alternativa, anche le più stravaganti, e quasi sempre ci si accordava su una nuova sede.
Agli inizi di quella primavera, le riunioni si svolgevano dalle parti di place de la Nation, nei locali prefabbricati di un istituto tecnico bruciato dieci anni prima. Prima che le salette venissero rase al suolo per essere ricostruite in muratura, il consulente all’orientamento scolastico aveva approfittato della tolleranza della preside per prenderne a prestito una. Quando la donna gli aveva chiesto: Che tipo di riunioni sono? lui aveva risposto: È un’associazione senza fini di lucro che si prefigge di riflettere sulla nostra epoca e i suoi costumi.

Una piccola dritta per leggere l’inizio.

Immagine da facebook.com

Via | edizionieo.it

Charles e il governo degli scrittori

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné in: riviste e webzine scrittori curiosità

Charles il governo degli scrittori“Sono arrivato alla conclusione che la politica è un affare troppo serio per essere lasciato ai politici.” - Diceva Charles de Gaulle imitando Georges Clémenceau. A partire da questa la frase programmatica “i geniacci” del trimestrale francese Charles, hanno deciso di “affidare il potere agli scrittori”, immaginando fin nei particolari, un fantomatico governo di “penne affilate e calamai”.

Realisti convinti, sognatori impenitenti, poeti della vita quotidiana, tutti gli interpellati hanno “messo mano alle meningi” per tirarne fuori proposte visionarie a go-go. Un inno ad un “esecutivo immaginario”, guidato dalla creatività provocatrice e narcisistica di Frédéric Beigbeder, al dicastero della cultura, accompagnato, tra gli altri, dal tocco della scrittrice erotica Bénedicte Martin, aedo delle donne fiere e folli, nell’improbabile ruolo di ministro della Condizione Femminile (le pari opportunità d’oltralpe).

Poche pagine per “illustrare i loro programmi”, e se c’è chi non ha esitato a mettere “l’immaginazione al potere” come Shumona Sinha e Mathias Énard, “l’intera operazione” si è svolta in un clima generale allegro, libertario e fortemente auto-ironico e ne è venuta fuori una messe di proposte alternative alla quale, persino i “politici di professione”, troppo spesso irrigiditi in programmi e posizioni ormai stantie e retrograde e privi di autentica iniziativa, potrebbero seriamente ispirarsi.

Immagine da laprocure.com

Via | la-tengo.com