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curiosità

Le più belle biblioteche universitarie. Classifica completa parte seconda

pubblicato da Sara R. in: blog&web libri curiosità

Classifica biblioteche universitarie parte seconda

Non potevamo certo lasciarvi a metà…e non soddisfare pienamente la curiosità di chi attendeva con impazienza di conoscere le altre “fortunate” elette dalla classifica delle più belle biblioteche universitarie secondo Flavorwire. Eccovi le dodici restanti. Escludendo i casi onnipresenti, come la Sorbona, Oxford, Berkeley e Harvard, certi nomi potrebbero apparire meno noti rispetto a quelli della prima parte, ma bisogna ammettere che si tratta di biblioteche dall’incantevole bellezza, che non ci esimono dalla delusione riguardo alla sola presenza italiana, per di più relegata alla ventesima posizione. Abbiamo pertanto deciso di rimediare “all’italica assenza” (o magrissima presenza) con la nostra personale classifica delle più belle biblioteche universitarie italiane. “Prossimamente su questi schermi”.

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Via | flavorwire.com

Le più belle biblioteche universitarie. Classifica completa parte prima

pubblicato da Sara R. in: blog&web curiosità

Le più belle biblioteche universitarie. Classifica completa
Ne abbiamo già parlato in un precedente post, non nascondendovi i dubbi riguardo all’orientamento “evidentemente anglofono” (abbastanza comprensibile peraltro vista la natura della fonte) della scelta. Ma per lasciare a voi il giudizio, eccovela qua la classifica completa della testata Flavorwire, della quale vi avevamo dato solo qualche golosa anticipazione.

continua…

Via | flavorwire.com

Le più belle biblioteche universitarie. Classifica completa
Le più belle biblioteche universitarie. Classifica completaLe più belle biblioteche universitarie. Classifica completaLe più belle biblioteche universitarie. Classifica completaLe più belle biblioteche universitarie. Classifica completa

I dieci libri più venduti di sempre

pubblicato da Roberto Russo in: libri curiosità

I dieci libri più venduti di sempre

Che un libro sia il più venduto non vuol dire che sia anche il più letto, però è un segnale per valutare la penetrazione di quel titolo nella cultura e nella società. Qualcuno si è preso la briga di stilare la lista dei dieci libri più venduti di sempre. Ecco quindi l’elenco:

  1. Bibbia: copie vendute tra i duemilacinquecento e i seimila milioni; tradotta in 438 lingue
  2. Citazioni dalle Opere del presidente Mao Tse-Tung, più noto come Libretto rosso di Mao: ha venduto tra gli ottocento e i duemilacinquecento milioni di copie ed è stato tradotto in 50 lingue, oltre all’originale cinese
  3. Xinhua Zidian - Dizionario dei caratteri cinesi: pubblicato nel 1957 ha venduto più di quattrocento milioni di esemplari
  4. Poesie del presidente Mao: ecco di nuovo Mao Tse-tung che con le sue poesie ha venduto circa quattrocento milioni di copie
  5. Articoli di Mao: di nuovo Mao con il libro che raccoglie tutti i suoi articoli, pubblicato nel 1966, e che ha venduto duecentocinquatadue milioni di copie
  6. Corano: circa duecento milioni di esemplari, la maggior parte dei quali in arabo
  7. Charles Dickens, Racconto di due città: è il primo romanzo di questa lista; pubblicato nel 1859 ha venduto oltre duecento milioni di copie
  8. John Ronald Reuel Tolkien, Il Signore degli Anelli: pubblicato tra il 1954 e il 1955 ha venduto oltre centocinquanta milioni di copie ed è stato tradotto in decine di lingue
  9. Robert Baden-Powell, Scautismo per ragazzi: pubblicato a Londra nel 1908 si attesta a centocinquanta milioni di copie vendute
  10. Libro di Mormon: uno dei testi sacri del mormonismo, pubblicato a Palmira, New York, nel 1830, ha venduto oltre centotrenta milioni di copie

Di questi quante ne avete letti?

Via | SoloListas
Foto | Flickr

L'alchimia olfattiva della biblioteca

pubblicato da Sara R. in: blog&web libri curiosità

Biblioteca di Holland House a Londra

Forse vi sembrerà un po’ anacronistico, in tempi di tablet e di lettura digitale, parlare dell’esistenza del cosiddetto “profumo di biblioteca”. Non crediate che si tratti di uno sproloquio sul deodorante per ambienti alla moda, oppure di un elogio dell’ultima “eau de maison”. Parliamo di carta, amato supporto dal particolarissimo odore.

Ma le pagine non bastano, quella singolarissima fragranza che emana ogni biblioteca che si rispetti, è un misto di cuoio invecchiato, legno degli scaffali e prodotti per la sua cura, cartone e, ahimé, in certi casi anche plastica. Ma, i veri responsabili della particolarissima “fragranza da libro d’epoca” sembrano essere dei composti organici volatili liberati nell’aria proprio dalla disgregazione progressiva della cellulosa dai fogli, un processo cominciato alla metà del XIX secolo, con la sostituzione delle fibre di cotone con quelle di legno contenenti lignina, un polimero organico che emana un odore di vaniglia.

Ma l’affare va ben oltre “il piacevole effluvio” che nasconde il progressivo disfacimento degli amati tomi. Una decomposizione che passa per diverse fasi, e che affascina Lorena Gibson, chimico dell’Università scozzese di Strathclyde, responsabile del progetto denominato “Patrimonio degli odori”. Un interessante studio focalizzato sull’identificazione dello “stato di salute dei libri” a partire dal loro olezzo, “un’alchimia olfattiva” che difficilmente regnava nella biblioteca londinese di Holland House, bombardata nel settembre del 1940.

Via | papelenblanco.com
Foto | bibliophage

Nuova vita per le "boutique di libri" lungo la Senna

pubblicato da Sara R. in: news libri curiosità

le nuove

Qui a Parigi le chiamano semplicemente le boîte vertes, si tratta dei contenitori disseminati a centinaia lungo i parapetti in pietra che danno sulla Senna. Una specie di “istituzione culturale” talmente tipica, da meritarsi non solo qualche foto nei carnet di viaggio di chiunque passi dalla Ville Lumière, ma anche il prestigioso riconoscimento di patrimonio mondiale dell’UNESCO (dal 1991). La loro storia non solo rimonta indietro nel tempo, ma promette di durare ancora a lungo.

Quattro nuovi prototipi sono stati istallati di fronte al municipio centrale, proprio per essere testati dai venditori. I modelli, realizzati nel centro di ricerca e sviluppo del design di Matériaupôle Paris Seine Amont dovrebbero avere “tutte le carte in regola”, per migliorare il confort dei librai, professionisti en plein air esposti ad ogni genere di agente atmosferici, che potranno comunque scegliere di conservare le loro boîte tradizionali.

Riscaldamento per non battere i denti e tende integrate contro le gelide raffiche di vento, potrebbero far pendere per il cambiamento, ma si tratta di un’innovazione che inquieta i diretti interessati, preoccupati di “gettare un ombra troppo moderna” su di un simbolo ormai consolidato.

le nuove le nuove le nuove le nuove

Via | innovcity.fr

Dormire in una "culla di libri"

pubblicato da Sara R. in: blog&web libri curiosità

Dormire nei libri

E chi non la vorrebbe una stanza così? (Eludete la domanda retorica se non siete lettura-dipendenti, poiché potrebbe causare un subitaneo moto di rigetto). Oramai lo avrete capito che le “esagerazioni visive da libro” sono una delle mie ossessioni, se poi ci aggiungete che non solo li leggo di giorno, ma li sogno anche di notte (come accade a molti) il quadro potrebbe apparire un po’ più chiaro. Ma se vi dicessi che, oltre a farne l’oggetto delle mie fantasie oniriche, i libri rappresentano veri e propri “componenti strutturali indispensabili” della mia umile dimora dei desideri, forse non sareste altrettanto propensi ad accogliere la stranezza.

E invece vi assicuro che si tratta dell’esplicitazione visuale delle mie più recondite visioni, di quelle nelle quali i “cari mattoncini di carta”, non hanno bisogno di supporti, ma si prestano, naturalmente in ordine solo apparentemente sparso, a fare da gambe di tavolino, leggii improvvisati, troni reali per il micio di casa, superfici di appoggio e tanto altro ancora. Il guaio è che, a inciamparci scatta l’urlo, e nel marasma colorato delle copertine “rimettere tutto a posto” diventa un tantino complicato.

Immagine da facebook.com

Alda Merini e il lavoro notturno dei poeti

pubblicato da Sara R. in: poesia curiosità

Forse li abbiamo incontrati qualche volta, i Poeti. Quelli con la lettera maiuscola. A volte non si rendono neanche conto di noi, ma c’è di che perdonarli, non hanno la stessa percezione del tempo e dello spazio che anima la maggior parte degli esseri viventi. Il loro è un “esistere teneramente diafano” anche nella più intensa delle passioni civili.

La “dittatura degli orologi e dei calendari” può costringerci ad una corsa continua, ma non toglie loro il piacere dell’osservazione oltre il disincanto, non sottrae, alle infaticabili mani, il diritto di “disegnare archi profondi di parole altre”, e, soprattutto si configura come una dimensione superata dalla stessa esistenza, come ci ricordano gli splendidi versi della Merini.

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere iddio
ma i poeti nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

Via | aldamerini.it

La libreria del mondo offeso

pubblicato da Sara R. in: libri narrativa italiana curiosità

libreria del mondo offeso
Erano quasi tre anni fa e la libreria del mondo offeso aveva aperto da poco quando ne “registravamo l’avvento” tra le nostre righe. Da allora ne è “passata di carta sotto i ponti” e mi ci sono ritrovata anch’io, e per la prima volta, tra questi muri coperti di libri. Era una domenica per caso in Corso Garibaldi a Milano, era ieri. Ventunogennaioduemiladodici. Il giorno dopo la morte di Vincenzo Consolo.

Un tardo pomeriggio piacevole a Brera, con la gente lanciata nei bar per riscaldarsi e i cani in libera uscita. Poi l’insegna sulla strada, la freccia nera sottile, il cortile e l’ingresso. Tutto il resto è storia. Scritta con l’inchiostro in una vecchia agenda, scarabocchiata col gessetto nelle lavagne disseminate un po’ ovunque, la stessa che ti aspetti che esca dalla vecchia radio appoggiata in un angolo per prendere vita sugli scaffali, quella che - puoi giurarci - si raccontano ogni notte le marionette i pupi appesi qua e là, per poi ripeterla alle orecchie dei visitatori solo qualche ora dopo.

È storia di passanti, di abitué, di “lettori congeniti” e di avventure immaginarie. È la storia dell’Italia tutta intera, dei bar dell’Accademia e degli studenti, degli “autoctoni” e dei “meridionali”. Non so se me la ricordo bene, forse in parte l’ho persino immaginata - in fondo non è proprio questo il vero motivo per il quale mettiamo i piedi in una libreria? - Ho buttato gli occhio in giro, mi sono fatta tentare dall’ottimo consiglio di Laura e, solo dopo, ho chiuso la porta dietro le mie spalle. Poi il freddo… tutto d’un botto!

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Il segreto della poesia secondo Ungaretti

pubblicato da Sara R. in: poesia curiosità

Ammettetelo pure, se l’aveste saputo prima che c’era una testimonianza così autorevole a comprovare le vostre tesi, non avreste esitato ad usarla come prova, contro l’ennesima parafrasi libresca che vi sembrava fin troppo azzardata. Avreste avuto tutto il mio sostegno. E invece no, ai tempi della scuola ben pochi hanno osato “mettere ufficialmente in dubbio” le tonnellate di interpretazioni, (naturalmente molto spesso contrastanti) che accompagnavano qualsiasi testo poetico, per farsi più ardite proprio quando i in questione si rivelavano più apparentemente oscuri.

Ma ci voleva un grande poeta per dirlo, un “innamorato e precoce difensore dell’oscuro Mallarmé“. Solo una mente allenata a riconoscere gli aloni di mistero del reale, poteva scagliare efficacemente una lancia a favore del “segreto della poesia”. Perché in fondo certi versi non chiedono altro che essere ascoltati, nel tono della declamazione o più semplicemente nell’intimità del pensiero, per fondersi con le corde più profonde dell’anima.

[…] Sentivo che in quella poesia intensa c’era un segreto. Perché la poesia è poesia quando porta in sé un segreto.

Video da Rai.tv cultura

Fatti un'ubriacatura di libri!

pubblicato da Sara R. in: blog&web libri curiosità

ubriacatura di libri

Fai un’abbuffata di libri per avere una sbornia di cultura! Ce lo dice Fernando Kerkhoff, in un portoghese, che suona un po’ così:

tome um porre de livros que a ressaca é de cultura

E in fondo ci viene proprio voglia di ascoltarlo questo Pensador che dispensa massime sulla cultura e sul successo personale. Viene persino voglia di crederci, a questa frase che riassume il senso di certi momenti di vuoto, nei quali basta un’immersione totale nell’universo libro, per ritrovare tante di quelle direttrici…

… E chissà che non venga fuori anche quella giusta. In fondo lo avevamo già chiarito il nostro sostegno al “potere terapeutico della lettura”, e poi anche solo l’idea di una stanza completamente sommersa di tomi, ha un che di avventuroso.