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  <title>booksblog</title>
  <subtitle>booksblog.it</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-22T23:46:26+00:00</updated>
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    <title type="html">&quot;Due racconti italiani&quot; di Edgar Allan Poe</title>
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      <name>Sara Rania alias Kitsuné</name>
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    <published>2012-04-24T15:00:38+00:00</published>
    <updated>2012-04-24T15:00:38+00:00</updated>
    <dc:subject>scrittori</dc:subject><dc:subject>giallo-e-noir</dc:subject><dc:subject>classici</dc:subject><dc:subject>narrativa-straniera</dc:subject><dc:subject>corso traduttore</dc:subject><dc:subject>due racconti italiani</dc:subject><dc:subject>edgar allan poe</dc:subject><dc:subject>giulio perrone editore</dc:subject><dc:subject>lord byron</dc:subject><dc:subject>pierluigi vaglioni</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Non c&amp;#8217;è Poe sul quale non valga la pena di gettarsi a capofitto, che si tratti di grandi classici osannati, o di piccoli racconti quasi sconosciuti ai più. E&amp;#8217; questo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/9813/due-racconti-italiani-di-edgar-allan-poe"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/Dueraccontiitaliani_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="249" height="360" alt="Due racconti italiani" />Non c&#8217;è Poe sul quale non valga la pena di gettarsi a capofitto, che si tratti di grandi classici osannati, o di piccoli racconti quasi sconosciuti ai più. E&#8217; questo l&#8217;unico parametro che seguo quando entrano in gioco le scure atmosfere dello scrittore bostoniano, e, obbedendo ad una tale indicazione, non potevo che cadere nella &#8220;splendida trappola&#8221; tesa dalla pubblicazione di <a href="http://giulioperroneditore.it/node/690">&#8220;Due racconti italiani&#8221;</a>, ritornata attuale grazie alla versione della Giulio Perrone Editore. Non vedo come sarebbe potuto essere altrimenti, visto che i due &#8220;piccoli tesori noir&#8221; racchiusi nel libretto dalla sobria copertina arancione, sono ambientati in Italia. Un particolare che non fa altro che accrescere l&#8217;aspettativa, visto che, per di più, non sono a conoscenza di visite dirette di Poe nel nostro paese, informazione peraltro confermata dalla nota introduttiva di Pierluigi Vaglioni, e che i testi in questione sono quindi frutto di una fascinazione alimentata per anni, ma priva di contatto diretto.</p>
<p>Ma qual&#8217;è il titolo di queste misteriose opere? <em>Incontro a Venezia</em> e <em>Il barile di Ammontillado</em>, due racconti scritti a poco più di un decennio di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, che dimostrano una forte coerenza stilistica, pur presentando volti della realtà Italiana molti diversi. Mentre il primo, come indica già la sua denominazione, si svolge sullo sfondo di una città affascinante e decadente, fatta di tende e drappeggi oro e cremisi, nella quale entra in scena un enigmatico personaggio che ricorda il poeta romantico Lord Byron, nel secondo è il carnevale a farla da padrone, in uno scenario nel quale il vendicatore dalla maschera scura, assapora la lenta agonia della sua vittima murata, in un omaggio alle grandi storie shakespeariane. </p>
<p>La traduzione del testo nasce da uno dei corsi di <a href="http://giulioperroneditore.it/node/292">“Traduttore in casa editrice”</a>, organizzati periodicamente dalla Giulio Perrone Editore, in collaborazione con alcune Università italiane, si tratta in particolare della &#8220;classe&#8221; composta e animata dall&#8217;energia di Elisa Cianca, Antonella Giudice, Simona Ledda, Eugenia Maldarelli, Roberto Martone e Annalisa Milanese, che ha lavorato sotto la supervisione di Pierluigi Vaglioni. </p>
<blockquote><p>Le immagini dell’Italia che Edgar Allan Poe ci rimanda attraverso questi due racconti sono caratterizzate da uno sfondo estetico ed estetizzante molto forte, dove la ricerca del bello è inseparabile dal pulsare dei sentimenti, dove l’arte, per utilizzare un’immagine consolidata, è simbioticamente fusa con la vita. Il muoversi quasi impercettibile di personaggi ed eventi di Incontro a Venezia avviene in un sottofondo di bellezza estrema ed estremo sfarzo, in cui l’iperbole mantiene una costanza che quasi ne smussa le estremità. L’altra faccia della medaglia immaginaria che raffigura l’Italia poeiana, che troviamo ne Il barile di Ammontillado è fatta di ambiguità, menzogna, trame in cui il racconto stesso è generato da un narratore che non dice la verità o che la dice distorta, parziale, mutevole. È quanto meno curioso come queste due differenti visioni che costituivano una parte consistente dell’immaginario italico di Edgar Allan Poe corrispondano tutt’oggi a quella che è la percezione che molti americani hanno del nostro Paese, e che di certo le vicende politiche che coinvolgono una delle cariche più importanti dello Stato e talune vicende giudiziarie che hanno coinvolto dei cittadini americani sicuramente non contribuiscono a confutare. </p></blockquote>
<p>Via | <a href="http://giulioperroneditore.it/node/690">giulioperroneditore.it</a></p>
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    <title type="html">In memoria di Primo Levi</title>
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    <author>
      <name>Sara Rania alias Kitsuné</name>
    </author>
    <published>2012-04-11T15:15:57+00:00</published>
    <updated>2012-04-11T15:15:57+00:00</updated>
    <dc:subject>scrittori</dc:subject><dc:subject>classici</dc:subject><dc:subject>alfa-e-omega</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>la tregua</dc:subject><dc:subject>letteratura della tragedia</dc:subject><dc:subject>olocausto</dc:subject><dc:subject>primo levi</dc:subject><dc:subject>scrittori suicidi</dc:subject><dc:subject>se questo è un uomo</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/9735/in-memoria-di-primo-levi"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/PrimoLevi.jpg" class="post" border="0" width="586" height="374" alt="Primo Levi" /><br />
Un quarto di secolo dalla scomparsa dello scrittore che seppe descrivere magistralmente i tormenti che afflissero le vittime della guerra. Straziato dall&#8217;odio razziale, ostacolato, ma non piegato dalla triste realtà della deportazione e dalla vita nei campi di concentramento, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_Levi">Primo Levi</a> scontò la ferita per tutto il resto della sua vita, testimoniandone atrocemente il dolore e spegnendosi cadendo nella tromba delle scale della sua casa di Torino l&#8217;11 aprile del 1987. Per non dimenticarlo, per non scordare gli amari versi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Se_questo_%C3%A8_un_uomo">&#8220;Se questo è un uomo&#8221;</a>, ma anche i racconti della raccolta<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_sistema_periodico"> &#8220;Il sistema periodico&#8221;</a>, i cui titoli seguono la tavola degli elementi, ed il fertile autore del &#8220;romanzo dei tecnici&#8221; vincitore del premio Strega <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_chiave_a_stella">&#8220;La chiave a stella&#8221;</a>; ci restano le sue parole. Scolpite nella memoria negli anni di scuola, incise come un grido di indignazione in una delle pagine più infami dell&#8217;intera umanità e sigillate da un uomo, che sposò la causa della chimica con quella della letteratura e lasciò brani indimenticabili, come le riflessioni che chiariscono il significato del finale de <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_tregua_%28romanzo%29">&#8220;La tregua&#8221;</a>. </p>
<blockquote><p>Questa pagina, che chiude il libro su una nota inaspettatamente grave, chiarisce il senso della poesia posta in epigrafe, e ad un tempo giustifica il titolo. Nel sogno, il Lager si dilata ad un significato universale, è divenuto il simbolo della condizione umana stessa e si identifica con la morte, a cui nessuno si sottrae. Esistono remissioni, “tregue”, come nella vita del campo l’inquieto riposo notturno; e la stessa vita umana è una tregua, una proroga; ma sono intervalli brevi, e presto interrotti dal “comando dell’alba”, temuto ma non inatteso, dalla voce straniera (“Wstawać” significa “Alzarsi”, in polacco) che pure tutti intendono e obbediscono. Questa voce comanda, anzi invita alla morte, ed è sommessa perché la morte è iscritta nella vita, è implicita nel destino umano, inevitabile, irresistibile; allo stesso modo nessuno avrebbe potuto pensare di opporsi al comando del risveglio, nelle gelide albe di Auschwitz.</p></blockquote>
<p>Immagine da <a href="http://topics.nytimes.com/topics/reference/timestopics/people/l/primo_levi/index.html">topics.nytimes.com</a></p>
<p>Via | <a href="http://www.primolevi.it/Web/Italiano">primolevi.it</a></p>
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    <title type="html">Prigioni e Paradisi, di Colette</title>
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      <name>sara</name>
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    <published>2012-03-20T12:00:37+00:00</published>
    <updated>2012-03-20T12:00:37+00:00</updated>
    <dc:subject>classici</dc:subject><dc:subject>saggi</dc:subject><dc:subject>animali</dc:subject><dc:subject>colette</dc:subject><dc:subject>cucina</dc:subject><dc:subject>del vecchio editore</dc:subject><dc:subject>viaggi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Quando stupirmi sarà l&amp;#8217;ultima cosa che avrò da apprendere, allora sì che sarò contenta di invecchiare.
Sono stati per me una piacevolissima lettura, gli scritti inediti di Colette[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/9611/prigioni-e-paradisi-di-colette"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/progioni_paradisiHOME.JPG" class="post" border="0" align="left" width="260" height="360" alt="PRIGIONI E PARADISI" /><em>Quando stupirmi sarà l&#8217;ultima cosa che avrò da apprendere, allora sì che sarò contenta di invecchiare.</em></p>
<p>Sono stati per me una piacevolissima lettura, gli scritti inediti di Colette (1873-1954) raccolti in questo <em>Prigioni e paradisi</em>, datati 1912-32. Ho trovato  davvero  gustosi i brani sul suo culto per il vino e le sue “recriminazioni” contro la cucina francese, o lo sbeffeggiamento delle noiose “merendine” per i bambini. </p>
<p>Ma ci sono anche i viaggi in Provenza o il rapporto con gli animali,  ad esempio, con le prove di libertà a cui sottopone un bel bulldog femmina o uno scoiattolo. <em>&#8220;La mia gatta mi da del “tu” e io del “voi”. Non sappiamo viverci”, </em>scrive, prima di raccontare come una lucertola si abituò ad essere una degna compagna dei suoi pranzi solitari.</p>
 <p>E poi – tanto per citarvi i miei brani preferiti - c&#8217;è un ritratto di Chanel, un bell&#8217; elogio della cenere, (“il fiore del fuoco, la sua spuma bianca, l&#8217;inseparabile e imponderabile peluria”), un flusso di coscienza in stato febbrile e un vaticinio su un futuro dominato dal dio frigorifero.</p>
<p>Non si tratta di memorie né di stralci diaristici però: piuttosto, di semilavorati basati su materie prime in apparenza ordinarie, nel tentativo, spesso, di squarciare gli orizzonti che circondano i sensi. In primis nella lucida osservazione della natura, ambito nel quale l&#8217;occhio che guarda si frantuma in miriadi di particolari impossibili da incanalare in righe d&#8217;inchiostro, fosse anche solo il movimento elegante di una coppia di pavoni, che <em>“&#8230;mi coinvolgono come un sogno a colori, come una meteora che rilascia una scia mmaginaria nella notte, come il mare fosforescente; come tutto ciò che folgora, si spegne e sfida ogni descrizione” .</em></p>
<p>Di sicuro è inarrivabile per la scrittura l&#8217;impresa di catturare la vitalità degli animali, di tutte le mille creature che <em>“si prendono gioco della povertà dei mezzi che noi utilizziamo per riprodurli”. </em>E che dire dei nostri tentativi di comprendere i semplici fiori? <em>“La più profonda conoscenza&#8230;lascerà spazio alla più profonda inquietudine”. </em></p>
<p>Eppure la realtà si rivela allo sguardo di chi sa stupirsi, messaggera dell&#8217;invisibile, frammento in cui si rispecchia la vanità di cui è preda l&#8217;animo umano, il coraggio (la “fiducia che rende intrepidi”), e la sete di libertà che leggi negli occhi di uno scoiattolo tenuto in cattività che sguinzagli per il giardino, donandogli un nuovo paradiso terrestre. </p>
<p>O di come l&#8217;imperturbabile sguardo di una pantera in gabbia può essere specchio di quello di una donna. Che riesce a nascondere dietro agli sguardi <em>&#8220;segnali di richiamo in lontananza, armi per celare una vulnerabilità non voluta”.  </em></p>
<p>Colette<br />
Prigioni e paradisi<br />
Del Vecchio ed.<br />
13 euro </p>
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    <title type="html">Il giocatore di scacchi di Maelzel, di Edgar Allan Poe</title>
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    <author>
      <name>Roberto Russo</name>
    </author>
    <published>2012-02-08T08:00:56+00:00</published>
    <updated>2012-02-08T08:00:56+00:00</updated>
    <dc:subject>classici</dc:subject><dc:subject>narrativa-straniera</dc:subject><dc:subject>articoli edgar allan poe</dc:subject><dc:subject>edgar allan poe</dc:subject><dc:subject>il giocatore di scacchi di maelzel</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>libri edgar allan poe</dc:subject><dc:subject>libri scacchi</dc:subject><dc:subject>mursia</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[De Il giocatore di scacchi di Maelzel ci siamo occupati quando abbiamo recensito il bel libro di Tom Standage dal titolo Il Turco. La vita e l’epoca del famoso automa giocatore di scacchi del[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/9357/il-giocatore-di-scacchi-di-maelzel-di-edgar-allan-poe"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/il_giocatore_di_scacchi_di_maelzel.jpg" class="post" border="0" align="left" width="252" height="360" alt="Edgar Allan Poe, Il giocatore di scacchi di Maelzel" />De <em><a href="http://www.mursia.com/index.php?page=shop.product_details&#038;flypage=flypage.tpl&#038;product_id=3336&#038;category_id=45&#038;keyword=Edgar+Allan+Poe&#038;option=com_virtuemart&#038;Itemid=58">Il giocatore di scacchi di Maelzel</a></em> ci siamo occupati quando abbiamo recensito il bel libro di Tom Standage dal titolo <em><a href="http://www.booksblog.it/post/7517/il-turco-di-tom-standage">Il Turco</a>. La vita e l’epoca del famoso automa giocatore di scacchi del Diciottesimo secolo</em>. In appendice a questo testo, infatti, la Nutrimenti ha pubblicato l&#8217;articolo di <a href="http://www.booksblog.it/tag/edgar+allan+poe">Edgar Allan Poe</a> – <em>Il giocatore di scacchi di Maelzel</em>, appunto – apparso sul <em>Southern Literary Messenger</em> nell&#8217;aprile del 1836. Ora le edizioni Mursia lo hanno pubblicato come libretto a se stante, con una veste grafica che valorizza molto il testo, nella collana IL PICCI one.</p>
<p>Come ricorderete <em>Il giocatore di scacchi di Maelzel</em> – o il Turco, come veniva anche chiamato, per via della foggia dell&#8217;abbigliamento – è stato un automa che dal 1770 al 1854 catalizzò l&#8217;attenzione su di sé perché era l&#8217;unico automa che, senza alcun trucco (o almeno alcun trucco visibile, ma non voglio svelarvi di più), riuscisse a sfidare gli esseri umani e, spesso, a vincere. Nelle varie esibizioni in tutto il mondo, l&#8217;automa giunse anche negli USA dove Edgar Allan Poe poté vederlo da vicino, studiarlo e quindi descriverlo in questo articolo.</p>
<p>Il valore del testo di Poe sta sia nella testimonianza storica che racchiude in sé, ma anche – e forse soprattutto – nel metodo analitico dello scrittore, che affronta la questione del giocatore di scacchi automatizzato da molti punti di vista, facendo un escursus su quanto fin ad allora era stato scritto e fornendo le sue interpretazioni, desunte in maniera rigorosa dall&#8217;osservazione e dallo studio. Un piccolo tesoro, questo di Edgar Allan Poe, che piacerà non solo agli amanti degli scacchi e ai fan di Poe, ma anche a quanti sono affascinati dal mondo dei misteri.</p>
<p>Edgar Allan Poe<br />
<em><a href="http://www.ibs.it/code/9788842549659/POE-EDGAR-A/IL--GIOCATORE-SCACCHI-MAELZEL.html?shop=3297">Il giocatore di Scacchi di Maelzel</a></em><br />
Mursia, 2012<br />
ISBN 978-88-425-46495-9<br />
pp. 80, euro 4,90</p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Lettere di Natale alla madre, di Rainer M. Rilke</title>
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    <author>
      <name>sara</name>
    </author>
    <published>2012-01-17T11:00:21+00:00</published>
    <updated>2012-01-17T11:00:21+00:00</updated>
    <dc:subject>classici</dc:subject><dc:subject>antologie</dc:subject><dc:subject>epistolario</dc:subject><dc:subject>natale</dc:subject><dc:subject>rilke</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[“E si deve soltanto essere abbastanza silenziosi e soli e pazienti per accogliere in sé la grazia di una tale ora, che in molti non penetra perchè in loro c&amp;#8217;è tanto rumore e niente[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/9201/lettere-di-natale-alla-madre-di-rainer-m-rilke"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/rilke.jpg" class="post" border="0" align="left" width="207" height="360" alt="rilke" /> <em>“E si deve soltanto essere abbastanza silenziosi e soli e pazienti per accogliere in sé la grazia di una tale ora, che in molti non penetra perchè in loro c&#8217;è tanto rumore e niente ordine”. </em></p>
<p>E&#8217; stato strano per me leggere queste splendide <em>Lettere di Natale alla madre</em> di Rilke,  passate le feste. Ma se anche voi siete tipi come me, quelli che “aspettano Natale tutto l&#8217;anno”, vi consiglio di farlo senza aspettare le prossime festività. </p>
<p>In ogni caso vi dico solo che personalmente, a lettura ultimata, ho deciso che il prossimo anno sarà proprio questo volumetto edito da Passigli (bella casa editrice prevalentemente di poesia) il dono che elargirò a coloro che amo. Per essere precisi, nell&#8217;esaltazione del momento mi sono ripromessa che le rileggerò ad ogni Natale (Rilke va degustato lentamente, e chi ha letto <em>Lettere a un giovane poeta</em> lo sa).</p>
 <p>Il Natale è, per Rilke, un momento in cui le routine vengono sospese, perchè si tratta di “far festa”, di celebrare (chi ne è in grado) un&#8217;ora “silente” come quella che appunto lui e la madre si ripromisero di condividere per tutta la vita, anche a distanza: le ore sei pomeridiane della vigilia di Natale.</p>
<p><em>“In quest&#8217;ora abbiamo un posticino dentro di noi dove siamo semplicemente bambini, che attende e sta là, fiducioso e mai confuso, nel suo diritto a una grande gioia: questo è il Natale&#8230;”</em></p>
<p>In quell&#8217;ora, il patto non cessò mai: entrambi avrebbero dovuto dedicare del tempo a leggere le rispettive accorate missive, che qui ci ritroviamo in 25 esemplari, dal 1900 al 1925. Missive accorate a causa della distanza e della solitudine di entrambi per dolorose vicende di famiglia, e dal fatto che abbiano passato, appunto, 25 ricorrenze natalizie senza mai vedersi.</p>
<p>Lettere più gioiose, in concomitanza della nascita della figlia Ruth, o più cupe, negli anni della Prima guerra mondiale:</p>
<p><em>“Chi ha il cuore di celebrare, chi avrà la forza per intonare un canto natalizio? Chi potrà inginocchiarsi e non pensare ad altro che alla solennità?&#8230;Nell&#8217;imminenza di questa sera si è sempre avvertito nell&#8217;aria un alito di pace&#8230;oh se anche quest&#8217;anno quest&#8217;alito&#8230;convincesse, saturasse, sopraffacesse gli uomini convulsi e agitati che hanno messo mano alla morte (&#8230;)”</em></p>
<p>In ogni caso, proprio grazie a questa sofferta lontananza dalla madre, Rilke ci regala alcune delle più belle pagine mai scritte sull&#8217;essenza della “meraviglia” del Natale.</p>
<p><em>“Non c&#8217;è stato un Natale, ovunque io mi trovassi, senza che dietro ai miei occhi chiusi, per un attimo tutto si facesse indescrivibilmente chiaro e prodigiosamente animato. Tutta la luce della mia infanzia si raccoglieva in quelle sere felici in cui, con indosso il vestito della festa, si era per così dire affratellati agli angeli e ci si tratteneva tra loro e il resto del mondo su un&#8217;isola sospesa, sulla quale si era stati innalzati dalla levità del proprio cuore”.</em></p>
<p>R.M. Rilke<br />
Lettere di Natale alla madre<br />
Passigli ed.<br />
10 euro</p>
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    <title type="html">Buon Natale (con Charles Dickens e David Maria Turoldo)</title>
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    <author>
      <name>Roberto Russo</name>
    </author>
    <published>2011-12-25T08:00:02+00:00</published>
    <updated>2011-12-25T08:00:02+00:00</updated>
    <dc:subject>poesia</dc:subject><dc:subject>classici</dc:subject><dc:subject>canto di natale</dc:subject><dc:subject>charles dickens</dc:subject><dc:subject>david maria turoldo</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>libri di natale</dc:subject><dc:subject>poesie di natale</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[“Che è oggi?” gridò Scrooge a un ragazzetto che passava con indosso gli abiti della festa e che forse s’era fermato per guardarlo.
“Eh?” fece il ragazzo spalancando la bocca dalla[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/9015/buon-natale-con-charles-dickens-e-david-maria-turoldo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/oggi_e_natale.jpg" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="Buon Natale (con Charles Dickens e David Maria Turoldo)" /><br clear="all" /></p>
<blockquote><p>“Che è oggi?” gridò Scrooge a un ragazzetto che passava con indosso gli abiti della festa e che forse s’era fermato per guardarlo.<br />
“Eh?” fece il ragazzo spalancando la bocca dalla meraviglia.<br />
“Che è oggi, bambino mio?” ripeté Scrooge.<br />
“Oggi!” rispose il ragazzo. “È Natale, oggi”.</p></blockquote>
<p>La sorpresa di Scrooge che scopre di essere ancora in tempo per vivere lo “spirito” del Natale è, forse, uno degli auguri più belli che si possano fare: nonostante il consumismo, le preoccupazioni, la noia e via dicendo riuscire a stupirsi del Natale, in qualunque modo lo concepiate, è una bella sfida per tutti. Magari leggere (o rileggere) il <em>Canto di Natale</em> di <a href="http://www.booksblog.it/tag/Charles+Dickens">Charles Dickens</a> potrebbe essere un buon esercizio per allenarsi.</p>
<p>Vi auguriamo un sereno Natale anche con le parole della poesia <em>Natale</em> di David Maria Turoldo.</p>
<blockquote><p>Ma quando facevo il pastore<br />
allora ero certo del tuo Natale.<br />
I campi bianchi di brina,<br />
i campi rotti dal gracidio dei corvi<br />
nel mio Friuli sotto la montagna,<br />
erano il giusto spazio alla calata<br />
delle genti favolose.<br />
I tronchi degli alberi parevano<br />
creature piene di ferite;<br />
mia madre era parente<br />
della Vergine,<br />
tutta in faccende,<br />
finalmente serena.<br />
Io portavo le pecore fino al sagrato<br />
e sapevo d&#8217;essere uomo vero<br />
del tuo regale presepio.</p></blockquote>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/iboy/6561048529/">Flickr</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Autobiografia di uno yogi, di Yogananda (letta da Enzo Decaro)</title>
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      <name>Roberto Russo</name>
    </author>
    <published>2011-12-01T08:00:04+00:00</published>
    <updated>2011-12-01T08:00:04+00:00</updated>
    <dc:subject>audio</dc:subject><dc:subject>classici</dc:subject><dc:subject>ananda edizioni</dc:subject><dc:subject>autobiografia di uno yogi</dc:subject><dc:subject>enzo decaro</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>paramhansa yogananda</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ananda Edizioni ha pubblicato di recente L&amp;#8217;autobiografia di uno yogi in versione audiolibro, letta da Enzo Decaro. L&amp;#8217;originale risale al 1946 e negli anni si è affermata come una[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/8845/autobiografia-di-uno-yogi-di-yogananda-letta-da-enzo-decaro"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/autobiografia_di_uno_yogi.jpg" class="post" border="0" align="left" width="266" height="360" alt="Autobiografia di uno yogi, di Paramhansa Yogananda letta da Enzo Decaro" />Ananda Edizioni ha pubblicato di recente <em><a href="http://www.anandaedizioni.it/cd-e-dvd/audiolibri/autobiografia-di-uno-yogi-audiolibro.html">L&#8217;autobiografia di uno yogi</a></em> in versione audiolibro, letta da <a href="http://www.tvblog.it/tag/enzo+decaro">Enzo Decaro</a>. L&#8217;originale risale al 1946 e negli anni si è affermata come una delle opere più importanti e influenti del secolo scorso che, tuttavia, ancora riesce a emozionare e ispirare con immutata energia il lettore, nel caso specifico, l&#8217;ascoltatore di oggi.</p>
<p>La straordinaria personalità di Paramhansa Yogananda si è formata nella rigida tradizione yogica indiana che ha poi egli ha contribuito a diffondere in occidente su diretto invito del suo guru Sri Yukteswar. Gli insegnamenti di Paramhansa Yogananda hanno avuto profonda presa in Occidente e hanno ispirato scrittori, musicisti e semplici lettori. Sotto l&#8217;influenza ispirante dell&#8217;<em>Autobiografia</em>, ad esempio, Jon Anderson – cantante degli Yes – compose nel 1973 quasi di getto i testi per la monumentale opera del gruppo britannico <em>Tales from Topographic Oceans</em>. Tra l&#8217;altro sia Sri Yukteswar  che Yogananda compaiono sulla copertina dell&#8217;album dei Beatles <em>Sgt. Pepper&#8217;s</em>. Anche Steve Jobs, recentemente scomparso, considerava imprescindibile la lettura ripetuta del libro che aveva anche sul suo iPad.</p>
<p>Si può senza esagerazione definire Yogananda uno dei padri spirituali più importanti dell&#8217;umanità. Con semplicità e precisione riesce a rappresentare e rispondere alle più recondite necessità dall&#8217;animo umano.</p>
 <p>
La nuova veste rende ancora più fascinoso il libro. La voce di Enzo Decaro guida l&#8217;ascoltatore in una dimensione sospesa che ha il potere di rapire dalla routine e dalle “rane saltellanti” della distrazione che ci spingono in mille direzioni contemporaneamente alienandoci dalla quiete e dalla pace interiori che dovrebbero essere la condizione naturale per non perdere il contatto con il mondo circostanze.</p>
<p>Un&#8217;occasione da non perdere: un libro da “ascoltare” in un periodo difficile come quello attuale in cui una guida ferma e benevola potrebbe innalzare il livello della nostra consapevolezza.</p>
<p>Paramhansa Yogananda<br />
<em><a href="http://www.ibs.it/code/9788888401812/PARAMHANSA-YOGANANDA-SWAMI/AUTOBIOGRAFIA-UNO-YOGI-CON-CD-AUDIO.html?shop=3297">Autobiografia di uno yogi. Audiolibro</a></em><br />
letto da Enzo Decaro<br />
Ananda, 2011<br />
ISBN 9788888401812<br />
pp. 144, illustrato, con CD<br />
euro 18,00</p>
]]></content>
    

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    <title type="html">Innamoramenti, tradimenti e vendette in “Senso” di Camillo Boito</title>
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    <author>
      <name>Roberto Russo</name>
    </author>
    <published>2011-11-11T08:00:53+00:00</published>
    <updated>2011-11-11T08:00:53+00:00</updated>
    <dc:subject>classici</dc:subject><dc:subject>camillo boito</dc:subject><dc:subject>dal libro al film</dc:subject><dc:subject>luchino visconti</dc:subject><dc:subject>senso</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/8649/innamoramenti-tradimenti-e-vendette-in-senso-di-camillo-boito"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/senso_boito_visconti.jpg" class="post" border="0" width="586" height="360" alt="Senso, di Camillo Boito" /><br clear="all" /></p>
<blockquote><p>Ieri nel mio salotto giallo, mentre l&#8217;avvocatino Gino, con la voce rauca della passione lungamente repressa, mi sussurrava nell&#8217;orecchio: - Contessa, abbia compassione di me: mi cacci via, ordini ai servi di non lasciarmi più entrare; ma, in nome di Dio, mi tolga da una incertezza mortale, mi dica se posso o se non posso sperare -; mentre il povero giovane mi si gettava ai piedi, io, ritta, impassibile, mi guardavo nello specchio. Esaminava il mio volto per trovarmi una ruga. La mia fronte, su cui scherzano i riccioletti, è liscia e tersa come quella di una bimba; a&#8217; lati delle mie ampie narici, al di sopra delle mie labbra un po&#8217; grosse e rosse, non si vede una grinza. Non ho mai scoperto un filo bianco ne&#8217; lunghi capelli, i quali, sciolti, cadono in belle onde lucide, neri più dell&#8217;inchiostro, sulle mie spalle candide.</p></blockquote>
<p>Inizia così <em>Senso</em>, la novella di Camillo Boito pubblicata nel 1883 in <em>Senso. Nuove storielle vane</em> e resa celebre da Luchino Visconti nel film omonimo (con Alida Valli e <a href="http://www.queerblog.it/post/12061/farley-granger-il-bel-tenebroso-di-hollywood">Farley Granger</a>) che <a href="http://www.raistoria.rai.it/guidatv.aspx?data=11/11/2011">RaiStoria</a> trasmetterà questa sera alle 21 (anche se il film di Visconti è ispirato a questo racconto e non ne è l&#8217;esatta trasposizione cinematografica).</p>
<p><em>Senso</em> è la narrazione di una relazione, di un tradimento, di un inganno, di una vendetta, sullo sfondo della guerra italo-austriaca del 1866. Livia, una contessa di Venezia, racconta nel suo diario – a vent&#8217;anni degli avvenimenti – la sua <a href="http://www.queerblog.it/post/12989/ossessioni-cinematografiche-farley-granger-senso-e-lindimenticabile-tenente-mahler">relazione extraconiugale con Remigio Ruiz</a>, un tenente austriaco. Ma, si sa, l&#8217;amore rende ciechi e Livia non si rende conto di essere manovrata da Remigio. Quando scoprirà la verità, la sua vendetta sarà tremenda.</p>
 <p>
Con il suo stile pittorico Boito descrive in maniera superba la fortezza delle passioni e il binomio amore-morte, temi cari alla Scapigliatura. Un esempio di questo stile che fonde insieme scrittura e pittura è dato dalla descrizione del bagno che Livia tutte le mattine fa (e che introduce al momento in cui conoscerà il tenente Remigio, come scrive lei stessa nel suo diario: “Ora ecco in qual modo principiò la mia terribile passione per l&#8217;Alcide, per l&#8217;Adone in assisa bianca”):</p>
<blockquote><p>Costumavo tutte le mattine di recarmi al bagno galleggiante di Rima, posto fra il giardinetto del Palazzo Reale e la punta della Dogana. Avevo preso per un&#8217;ora, dalle sette alle otto, una Sirena, cioè una delle due vasche per donne, grande quanto bastava per nuotarvi qualche poco, e la mia cameriera veniva a spogliarmi e a vestirmi; ma, siccome nessun altro poteva entrare, così non mi davo la briga di mettermi l&#8217;abito da bagno. La vasca, chiusa intorno da pareti di legno e coperta da una tenda cenerognola a larghe zone rosse, aveva il fondo di assi accomodato a tale profondità sott&#8217;acqua che alle signore di piccola statura rimanesse fuori la testa. A me restavano fuori le spalle intiere.</p>
<p>Oh la bella acqua smeraldina, ma limpida, sotto alla quale vedevo ondeggiare vagamente le mie forme sino ai piedi sottili! e qualche pesce piccoletto e argentino mi guizzava intorno. Nuotavo quant&#8217;era lunga la Sirena; battevo l&#8217;acqua con le mani aperte, finché la spuma candida coprisse il verde diafano; mi sdraiavo supina, lasciando che si bagnassero i miei lunghi capelli e tentando di rimanere per un istante a galla, immobile; spruzzavo la cameriera, che fuggiva lontana; ridevo come una bimba. Molte larghe aperture, appena sotto il livello dell&#8217;acqua, lasciavano entrare e passare l&#8217;acqua liberamente, e le pareti, mal commesse, permettevano, attraverso le fessure, di vedere, applicandovi l&#8217;occhio, qualche cosa al di fuori - il campanile rosso di San Giorgio, una linea di laguna, dove fuggivano leste le barche, una fetta sottile del Bagno militare, che galleggiava a piccola distanza della mia Sirena.</p></blockquote>
<p>Anche <a href="http://www.cineblog.it/tag/tinto+brass">Tinto Brass</a> ne ha tratto un film - <em>Senso 45</em> -, dai risvolti molto più <em>pruriginosi</em>, con Anna Galiena e <a href="http://www.gossipblog.it/tag/gabriel+garko">Gabriel Garko</a>.</p>
]]></content>
    

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    <title type="html">Barbara di Jacques Prévert secondo Lucio Curatozzolo</title>
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    <author>
      <name>Sara Rania alias Kitsuné</name>
    </author>
    <published>2011-10-25T14:47:23+00:00</published>
    <updated>2011-10-25T14:47:23+00:00</updated>
    <dc:subject>poesia</dc:subject><dc:subject>classici</dc:subject><dc:subject>video</dc:subject><dc:subject>barbara</dc:subject><dc:subject>brest</dc:subject><dc:subject>debussy</dc:subject><dc:subject>jaques prevert</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/8455/barbara-di-jacques-prevert-secondo-lucio-curatozzolo"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/xO1HNf44XDA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Sottili le sillabe che si incatenano come amorose reliquie di un dolore antico e rinnovato, di una commozione che solo la bellezza e il suo improvviso svanire a causa della più crudele delle ingiustizie, sonore e mute come solo le parole di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jacques_Pr%C3%A9vert">Jacques Prévert</a>, quando ascoltavo rapita come <a href="http://boppin.com/poets/prevert.htm">Barbara</a>, una lingua che non era mia, ma che in fondo lo era per una scelta del caso, per un amore del suono.</p>
<blockquote><p>
[&#8230;] Ricordati quel giorno ad ogni costo,<br />
non lo dimenticare.<br />
Un uomo si era rifugiato sotto un portico<br />
e ha gridato il tuo nome:<br />
-Barbara!-<br />
E  sei corsa incontro a lui sotto la pioggia,<br />
grondante, rapita, rasserenata,<br />
e ti sei gettata tra le sue braccia<br />
Ricordati questo Barbara. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Ho ascoltato con ogni singola estensione del mio corpo, ripercorso nelle sere d&#8217;autunno, i rivoli freschi di pioggia che colavano abbondanti dall&#8217;impermeabile intriso di un&#8217;acqua salvifica, mentre sapevo di non capire, istupidita dalla stanchezza della giornata, ciò che davvero stava accadendo, e quando la magia si è lentamente trasformata per lasciar posto alla preoccupazione, ho guardato svanire lentamente quella sottile linea d&#8217;ombra, che le note di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Claude_Debussy">Claude Debussy</a> ritracciano evanescente. </p>
<blockquote><p>[&#8230;] Piove senza sosta su Brest,<br />
come pioveva allora, ma non è più la stessa cosa<br />
e tutto è crollato<br />
e una pioggia di lutti terribili e desolata,<br />
non c&#8217;è nemmeno più la tempesta di ferro, di fuoco, d&#8217;acciaio, di sangue,<br />
soltanto di nuvole che crepano come cani. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Via | <a href="http://www.youtube.com/watch?v=xO1HNf44XDA">youtube.com</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">La linea d&#039;ombra di Joseph Conrad</title>
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    <author>
      <name>Sara Rania alias Kitsuné</name>
    </author>
    <published>2011-09-30T19:08:11+00:00</published>
    <updated>2011-09-30T19:08:11+00:00</updated>
    <dc:subject>classici</dc:subject><dc:subject>libri-per-ragazzi</dc:subject><dc:subject>narrativa-straniera</dc:subject><dc:subject>avventura</dc:subject><dc:subject>capitano giles</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>joseph conrad</dc:subject><dc:subject>linea d'ombra</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[E&amp;#8217; la &amp;#8220;storia di tutte le storie&amp;#8221;, il viaggio di formazione per eccellenza quello che intraprende il giovane protagonista de La Linea d&amp;#8217;Ombra di Joseph Conrad,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/8145/la-linea-dombra-di-joseph-conrad"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/Lalineadombra.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="La linea d&#39;ombra" /></p>
<p>E&#8217; la &#8220;storia di tutte le storie&#8221;, il viaggio di formazione per eccellenza quello che intraprende il giovane protagonista de La Linea d&#8217;Ombra di <a href="http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=359&#038;biografia=Joseph+Conrad">Joseph Conrad</a>, sul limitare della &#8220;prima vera età della coscienza&#8221;:</p>
<blockquote><p>
Solo i giovani hanno di questi momenti. Non parlo dei giovanissimi. No, I giovanissimi, per essere esatti, non hanno momenti. E&#8217; il privilegio della prima gioventù di vivere in anticipo sui propri giorni, in tutta una bella continuità di speranze che non conosce pause né introspezioni.<br />
Uno chiude dietro a sé il piccolo cancello della mera fanciullezza ed entra in un giardino incantato. Là perfino le ombre splendono di promesse. Ogni svolta del sentiero ha una sua seduzione. E non perché sia una terra ignota. Si sa bene che tutta l&#8217;umanità ha percorso quella strada. Ma si è attratti dall&#8217;incanto dell&#8217;esperienza universale da cui ci si attende di trovare una sensazione singolare o personale: un po&#8217; di se stessi.<br />
Si va avanti, allegri e frementi, riconoscendo le orme di chi ci ha preceduto, accogliendo il bene e il male insieme - le rose e le spine, come si dice - la variopinta sorte comune che offre tante possibilità a chi le merita o, forse, a chi ha fortuna. Sì. Uno va avanti. E il tempo pure va avanti, finché ci si scorge di fronte una linea d&#8217;ombra che ci avverte di dover lasciare alle spalle anche la regione della prima gioventù.<br />
Questo è il periodo della vita che può portare i momenti ai quali ho accennato. Quali momenti? Momenti di tedio, di stanchezza, di scontento. Momenti d&#8217;irriflessione. Parlo di quei momenti nei quali i giovani son propensi a commettere atti inconsulti, come sposarsi all&#8217;improvviso o rinunziare a un&#8217;occupazione senza motivo.<br />
Questa non è la storia di un matrimonio. Non mi andò così male. Il mio atto per quanto avventato, ebbe più il carattere di un divorzio, quasi di una diserzione. Senza una ragione plausibile per una persona di buon senso, piantai il mio lavoro - abbandonai il mio posto - lasciai il bastimento di cui non si sarebbe potuto dir di peggio che era un bastimento a vapore e che perciò, forse, non esigeva quella cieca fedeltà che&#8230;Ma è inutile voler giustificare quel che io stesso anche allora immaginai fosse un po&#8217; un capriccio. </p></blockquote>
<p>Sono la voglia di cambiamento e quel coraggio un po&#8217; insensato tipico della sua età, che spingono il giovane protagonista ad imbarcarsi in un&#8217;avventura ben più pesante di quanto le sue spalle ancora strette possano sopportare. Sarà capitano di una &#8220;nave fantasma&#8221;, condottiero anzitempo nella speranza che le coste infide perdonino la sua arroganza. Ma proprio in un necessario &#8220;battesimo di fuoco&#8221;, si consuma il suo attraversamento della fatidica <strong>linea d&#8217;ombra</strong>, che non è altro che un passo capitale da osservare a ritroso una volta arrivati dall&#8217;altra parte.  Il teatro dei mari d&#8217;oriente è pronto ad accoglierlo con tutto il suo bagaglio di difficoltà, epidemie e ostacoli apparentemente insormontabili, alle quali si aggiungono leggende, maledizioni e terribili epidemie. Una missione da compiere tanti fantasmi e un finale solo apparentemente scontato! </p>
<p>Via | <a href="http://www.greendayfactory.it/linea_ombra_web.htm">greendayfactory.it</a></p>
 ]]></content>
    

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  <entry>
    <title type="html">Un&#039;attesa al confine del mondo: Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.booksblog.it/post/8135/unattesa-al-confine-del-mondo-il-deserto-dei-tartari-di-dino-buzzati" />
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    <author>
      <name>Sara Rania alias Kitsuné</name>
    </author>
    <published>2011-09-26T11:00:18+00:00</published>
    <updated>2011-09-26T11:00:18+00:00</updated>
    <dc:subject>scrittori</dc:subject><dc:subject>books</dc:subject><dc:subject>classici</dc:subject><dc:subject>narrativa-italiana</dc:subject><dc:subject>deserto dei tartari</dc:subject><dc:subject>dino buzzati</dc:subject><dc:subject>giovanni drogo</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Dino Buzzati era lì sulla muraglia del suo Deserto dei Tartari, in perenne attesa di un&amp;#8217;invasione che ha il sapore del mito e solo l&amp;#8217;alone di un ricordo ancora da vivere:
Vennero[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/8135/unattesa-al-confine-del-mondo-il-deserto-dei-tartari-di-dino-buzzati"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/IldesertodeiTartari.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="287" alt="Il deserto dei Tartari" /></p>
<p><a href="http://www.booksblog.it/tag/dino+buzzati">Dino Buzzati</a> era lì sulla muraglia del suo <a href="http://www.italica.rai.it/argomenti/grandi_narratori_900/buzzati/desertodeitartari.htm">Deserto dei Tartari</a>, in perenne attesa di un&#8217;invasione che ha il sapore del mito e solo l&#8217;alone di un ricordo ancora da vivere:</p>
<blockquote><p>Vennero allora improvvisamente alla mente di Drogo pensieri di un mondo desiderabile e lontano, un palazzo per esempio sulla riva di un mare, in una molle notte d&#8217;estate, graziose creature sedute vicino, ascoltare musiche, immagini di felicità che la giovinezza permetteva di meditare impunemente, e intanto l&#8217;orlo estremo del mare a levante farsi nitido e nero, cominciando quel cielo a impallidire per l&#8217;alba sopravveniente. E poter buttare via le notti, così, non rifugiarsi nel sonno, non paura di fare tardi, lasciare sorgere il sole, pregustare dinanzi a sé un tempo infinito, da non doversi angustiare. Fra tante cose belle del mondo, Giovanni si ostinava a desiderare questo improbabile palazzo marino, le musiche, la disperazione delle ore, l&#8217;attesa dell&#8217;alba. Per quanto sciocco ciò gli sembrava esprimere nel modo più intenso quella pace che egli aveva perduto. Da qualche tempo infatti un&#8217;ansia, che lui non sapeva capire, lo inseguiva senza riposo: l&#8217;impressione di non fare in tempo, che qualche cosa di importante sarebbe successo e l&#8217;avrebbe colto di sorpresa.</p></blockquote>
<p>Il suo alter-ego protagonista <a href="http://www.booksblog.it/post/3456/il-deserto-dei-tartari-di-dino-buzzati">Giovanni Drogo</a> è giovane ed entusiasta, si lancia nell&#8217;avventura come se i &#8220;famosi Tartari del titolo&#8221; dovessero arrivare da un momento all&#8217;altro. E invece gli anni scolano lenti tra esercitazioni e ritualità della vita militare sul Forte Bastiani, il confine è una striscia sulla grande terra desolata che si impone come una minaccia simbolica inarrestabile e sopraggiunge la disillusione che non annulla l&#8217;attesa, nella certezza di un antagonismo che è vera linfa vitale. Seppur immobile il tenente Drogo è l&#8217;emblema della coerenza, del sacrificio, della fiducia e del coraggio, resta in attesa del fatidico compiersi di un destino più grande, aggrappato al baluardo della sua dignità ed è solo sul viale del tramonto che incontrerà &#8220;l&#8217;evento generazionale&#8221; che darà alla sua esistenza il suo senso.</p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">In morte di Alejandro Casona</title>
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    <id>http://www.booksblog.it/?p=8065</id>
    <author>
      <name>Sara Rania alias Kitsuné</name>
    </author>
    <published>2011-09-18T08:40:21+00:00</published>
    <updated>2011-09-18T08:40:21+00:00</updated>
    <dc:subject>poesia</dc:subject><dc:subject>classici</dc:subject><dc:subject>narrativa-straniera</dc:subject><dc:subject>alejandro casona</dc:subject><dc:subject>federico garcia lorca</dc:subject><dc:subject>generazione del '27</dc:subject><dc:subject>poesia spagnola</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[&amp;#8220;Un hombre vale por lo que construye&amp;#8221;.
 (Il valore di un uomo è in quello che costruisce)
Alejandro Casona, (che in realtà di cognome faceva molto più profanamente Rodrìguez)[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/8065/in-morte-di-alejandro-casona"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/RitrattodiAlejandroCasona_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="262" height="280" alt="" /></p>
<p><em>&#8220;Un hombre vale por lo que construye&#8221;.</em><br />
 (Il valore di un uomo è in quello che costruisce)</p>
<p><a href="http://www.alejandro-casona.com/">Alejandro Casona</a>, (che in realtà di cognome faceva molto più profanamente Rodrìguez) altrimenti conosciuto sotto lo pseudonimo &#8220;El Solitario&#8221;, è morto il 17 settembre del lontano 1965, a Madrid, allora capitale di un paese franchista, immerso fino al collo nell&#8217;oppressione della dittatura e terribilmente distante dal resto d&#8217;Europa nel quale era ritornato da poco. Meno di tre anni dopo gli studenti della Sorbona avrebbero cercato di mettere la &#8220;fantasia al potere&#8221; infiammando con le loro contestazioni un maggio da ricordare e dando vita ad un onda che non avrebbe tardato a far sentire la sua eco nei paesi vicini (Italia in primis). Ma Parigi era troppo lontana ideologicamente, la Francia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Paul_Sartre">Sartre</a>, <a href="http://lafrusta.homestead.com/pro_beauvoir.html">Simone de Beauvoir</a>, <a href="http://www.filosofico.net/derrida.htm">Derrida</a>, era infatti anni luce da quella compagine limitrofa che osservava le parate militari, affogata nel miracolo economico del <em>desarrollo</em>, ma lontana dalla libertà espressiva che regnava oltre i Pirenei. </p>
<p>Eppure un insieme di giovani autori di quasi quasi quarant&#8217;anni prima, coloro che sono stati riuniti nella celebre denominazione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_del_%2727">&#8220;generazione del &#8216;27&#8243;</a>, vi aveva impresso la sua impronta geniale e rivoluzionaria. Anche il poeta, scrittore e drammaturgo Casona (maestro di professione) ne era parte integrante e con molti dei suoi membri condivise l&#8217;esperienza dell&#8217;esilio in America del Sud, Messico prima e Argentina poi, successiva alla sconfitta della <a href="http://www.spagna.cc/guerra_civile_spagnola.html">Guerra Civile Spagnola</a>. In difesa dei valori progressisti si impegnò in diversi progetti di diffusione culturale durante la parentesi repubblicana e realizzò numerosi adattamenti di classici teatrali e letterari, destinati ad un pubblico giovane ed adulto.</p>
<p>Dopo aver riscosso un grande successo, che ne ha fatto uno dei più riconosciuti personaggi della scena spagnola e sudamericana, ha pagato lo scotto del ritorno in patria nel 1962 con la terribile delusione dell&#8217;oblio, perpetuato ingiustamente da una certa critica che ne giudicava la poetica frutto di un&#8217;epoca definitivamente conclusa e obsoleta, è tempo di riscoprirlo. </p>
<p>Via | <a href="http://www.bibliotecaguiraldes.com.ar/">Bibliotecaguiraldes.com.ar</a></p>
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