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  <title>booksblog</title>
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  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-22T23:42:54+00:00</updated>
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    <title type="html">Recensioni atipiche: Frankenstein di Maria Scella</title>
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    <author>
      <name>Andrea Coccia</name>
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    <published>2011-03-01T10:30:22+00:00</published>
    <updated>2011-03-01T10:30:22+00:00</updated>
    <dc:subject>censureassassini</dc:subject><dc:subject>frankenstein</dc:subject><dc:subject>mary shelley</dc:subject><dc:subject>recensioni atipiche</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[L&amp;#8217;ultimo prodotto delle scuole creative italiane è questo strano romanzo di Maria Scella (uno pseudonimo dietro cui, dicono dalla casa editrice, si nasconde un nome importante) un romanzo che[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/7341/recensioni-atipiche-frankenstein-di-mary-shelley"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/RecensioniatipicheFrankensteindiMaryShelley.jpg" class="post" border="0" align="left" width="200" height="250" alt="Recensioni atipiche: Frankenstein di Mary Shelley" /> L&#8217;ultimo prodotto delle scuole creative italiane è questo strano romanzo di Maria Scella (uno pseudonimo dietro cui, dicono dalla casa editrice, si nasconde un nome importante) un romanzo che porta addosso ben visibili i segni di una costruzione narrativa a tappe forzate, probabilmente rivista pesantemente in fase di editing, tipica di un prodotto che, come questo, pare essere stato scritto essenzialmente per partecipare a un concorso letterario (forse lo Strega?).</p>
<p>In ogni caso, la trama è molto semplice, fin troppo: un ricercatore universitario precario, abbandonato dai Baroni, decide di proseguire da solo le sue ricerche e crea, grazie a cellule staminali e incroci genetici, una Creatura mostruosa, ritrovandosi però ben presto a maledire il metodo scientifico e la ricerca e a cercare in ogni modo di riparare al suo errore, finendo per essere ucciso dalla sua stessa Creatura.</p>
<p>Una trama ingenua, come potete vedere, che non riesce a mascherare neppure per un attimo alcune forzature che rendono tutto il romanzo una costruzione posticcia e pretestuosa, i personaggi in primis. A partire da Vittorio, il ricercatore precario, davvero poco credibile nel suo cambio repentino di rotta – un cambio che non riesce nemmeno per un attimo a velare la volontà di sostenere i tagli all&#8217;università e alla ricerca dell&#8217;attuale governo, nonché una certa ideologia antiscientifica che sa molto di reazionario.</p>
<p>Ma il punto più basso della narrazione è certamente rappresentato dalla ridicola critica alla classe baronale che infesta l&#8217;università italiana, una classe baronale rappresentata qui da due professori che sembrano partoriti da un ufficio propaganda e che vengono caratterizzati da dettagli talmente stereotipati da renderli ridicoli. L&#8217;ennesimo dettaglio che dimostra che in questo libro non c&#8217;è finezza, non c&#8217;è eleganza, c&#8217;è soltanto una voglia pazza di innescare una crociata per sminuire il ruolo della ricerca e della scienza in Italia.</p>
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    <title type="html">Scrittore contro il regime? 4 anni di galera in Cina</title>
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    <author>
      <name>Manila Benedetto</name>
    </author>
    <published>2008-02-05T14:09:07+00:00</published>
    <updated>2008-02-05T14:09:07+00:00</updated>
    <dc:subject>varie</dc:subject><dc:subject>censureassassini</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[In questo blog abbiamo una categoria, per fortuna poco aggiornata, in cui si parla di &amp;#8220;delitti letterari&amp;#8221; ovvero di tutti quegli autori che subiscono violenze ed ingiustizie a causa[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/2431/scrittore-contro-il-regime-4-anni-di-galera-in-cina"><![CDATA[<p>In questo blog abbiamo una categoria, per fortuna poco aggiornata, in cui si parla di &#8220;delitti letterari&#8221; ovvero di tutti quegli autori che subiscono violenze ed ingiustizie a causa di quello che scrivono.<br />
Da un po&#8217; non avevamo nuove notizie, ma oggi le agenzie riportano la notizia della condanna a 4 anni di carcere di un dissidente cinese che è stato accusato di sovversione per aver denunciato nei suoi libri la corruzione in Cina.<br />
Oltre il danno, però, la beffa: l&#8217;udienza davanti al giudice è durata solo venti minuti, e a niente è valso il tentativo di difesa dell&#8217;avvocato. Alla fine l&#8217;incarcerazione senza neanche la possibilità dei familiari di salutare l&#8217;uomo.<br />
Lu Gengsong, questo il nome dello scrittore, è stato accusato di &#8220;incitamento alla sovversione contro i poteri statali&#8221;. L&#8217;imputazione a quanto sembra non è nuova per i dissidenti del partito comunista.</p>
<p>via |<a href="http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2008/02_febbraio/05/cina_condannato_a_4_anni_carcere_scrittore_dissidente,13981699.html?pmk=nothpest"> Virgilio Notizie</a></p>
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    <title type="html">Una questione di etica</title>
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    <author>
      <name>Manila Benedetto</name>
    </author>
    <published>2007-09-24T19:08:00+00:00</published>
    <updated>2007-09-24T19:08:00+00:00</updated>
    <dc:subject>recensioni</dc:subject><dc:subject>censureassassini</dc:subject><dc:subject>critica</dc:subject><dc:subject>tolleranza zero</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/1907/una-questione-di-etica"><![CDATA[<p>Booksblog riceve mensilmente un buon numero di libri in lettura con la richiesta di una recensione. Tra questi, così come avviene in tutta l&#8217;editoria, ci sono testi validi ed altri meno validi, che qui si è sempre cercato di recensire con un&#8217;etica professionale che non fa favoritismi né risparmia critiche quando è necessario.<br />
I punti fondamentali su cui si basa una recensione sono innanzitutto la trama, lo stile, la competenza linguistica e quel &#8216;fattore x&#8217; che dà al libro la sua unicità.<br />
Quest&#8217;ultimo &#8216;fattore x&#8217; non sempre è presente, ed è anche giusto così: non tutti gli scrittori sono Calvino, Pavese, Montale, Orazio e via dicendo.  Però. Insomma, sui punti di trama e stile e soprattutto sulla competenza linguistica non transigo. Non mi si può dare in lettura un libro che fin dalle prime pagine è colmo di errori grammaticali e poi difendersi dicendo che sono errori di stampa, o peggio, che &#8220;<em>un lavoro non va giudicato per errori di grammatica che pochi noteranno, ma per il contenuto, se si riesce a leggere e capire</em>&#8220;.<br />
No, gli insulti alla lingua italiana qui su Booksblog non sono ammessi: non recensiremo mai in maniera positiva libri zeppi di errori da penna blu e penna rossa, in cui, ahimè, il congiuntivo (a me tanto caro) è solo un ricordo lontano.<br />
L&#8217;unica tolleranza può essere per gli errori di battitura/tipografia, che aggravano le colpe delle case editrici che pubblicano senza editing.</p>
<p>A questo punto, è giusto chiedere a voi lettori cosa ne pensate a riguardo, cosa è più importante in un libro, cosa riuscite a giustificare e cosa proprio non tollerate?<br />
Qui di seguito un piccolo sondaggio, e a voi la possibilità di discutere nei commenti a riguardo.</p>
<p><iframe allowTransparency="true" frameborder="0" src="http://app.blogo.it/poll/584" width="432" height="290" scrolling="no"></iframe></p>
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    <title type="html">L&#039;ultima verità di Montanelli</title>
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      <name>sara</name>
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    <published>2007-09-10T00:40:07+00:00</published>
    <updated>2007-09-10T00:40:07+00:00</updated>
    <dc:subject>scrittori</dc:subject><dc:subject>censureassassini</dc:subject><dc:subject>montanelli</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Non è vero che fu condannato a morte a san Vittore dalle SS per attività antifascista, né tantomeno che,  dopo l’8 settembre, fu “organizzatore della stampa clandestina partigiana” per conto[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/1813/lultima-verita-di-montanelli"><![CDATA[<p><a href="http://users.libero.it/vigro/news_3/montanelli.htm">  <img src="http://static.blogo.it/booksblog/Montanelli2023_7_2001.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="168" alt="" /></a>Non è vero che fu condannato a morte a san Vittore dalle SS per attività antifascista, né tantomeno che,  dopo l’8 settembre, fu “organizzatore della stampa clandestina partigiana” per conto del Comitato di Liberazione Nazionale. Cade anche il suo racconto della strage di Loreto, il reportage sull’accanimento della folla sui corpi del Duce e di Claretta Petacci.</p>
<p>Sono tante le “verità” di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indro_Montanelli">Indro Montanelli</a> (22 aprile 1909 – 22 luglio 2001) smentite documenti alla mano da una ricercatrice svizzera, che in un libro rivela come il giornalista si sia attribuito una serie di scelte e di azioni di lotta antifascista rivelatesi del tutto false. Il volume, che sarà pubblicato a fine mese da Feltrinelli, si intitola “Passaggio in Svizzera. L’anno nascosto di Indro Montanelli”, lo ha scritto Renata Broggini, ed è stato dato in lettura in anteprima al settimanale “L’Espresso”, che oggi ne riporta i contenuti principali. </p>
<p>Informazioni potenzialmente esplosive, visto il grandissimo seguito che fino all’ultimo ha riscosso l’autore delle “Stanze” del Corriere della Sera, e soprattutto visto che Montanelli è sempre stato uno dei più accreditati testimoni dei fatti del ventennio fascista, oltre che narratore-protagonista della occupazione tedesca seguente alla deposizione di Mussolini. La sfida non sembra però aver spaventato Broggini, che nel suo testo effettua una ricostruzione capillare e documentata degli spostamenti di Montanelli successivamente alla caduta del fascismo. Non è vero, ad esempio, che il reporter venne condannato a morte nel carcere di san Vittore (“non vi è traccia” della condanna, scrive lei) dove fu detenuto per un breve periodo, né che dopo l’8 settembre sia  stato “organizzatore di bande partigiane”, come disse lui alla frontiera per guadagnarsi lo status di rifugiato politico.</p>
<p>In realtà, nel ’43, scrive Broggini, Montanelli aveva soggiornato a Pella, sul lago d’Orta, nella villa dell’industriale Mario Motta. E questo nonostante il giornalista abbia sempre raccontato che in quel periodo era stato chiamato da Filippo Beltrami a gestire una formazione partigiano. “Il massimo della sua resistenza partigiana Montanelli l’ha fatta in villa Motta”, racconta all’autrice Giuliana Gadola, moglie di Beltrami.</p>
<p>Ma la “bugia” più clamorosa sembra essere proprio quella di aver assistito all’esposizione a piazzale Loreto. In verità Montanelli, come testimoniano gli archivi svizzeri, passò il confine il 22 maggio 1945. Quasi tre settimane dopo la fucilazione di Mussolini e della sua amante, avvenuta il 27 aprile.</p>
<p>La studiosa ricostruisce inoltre anche la dolorosissima verità dietro la morte della moglie del reporter. Un episodio mai raccontato da lui, forse perché troppo duro da ricordare. Un giorno Montanelli volle spedire alla sua consorte, Margarethe de Colins de Tarsienne, un bigliettino privato, facendoglielo recapitare dall’autista di Motta stesso. Le SS intercettarono le comunicazioni, e lui, &#8220;Maggie&#8221; e Motta furono arrestati. A seguito di quell’episodio, Montanelli fu portato a san Vittore, da cui fuggi alla volta della Svizzera, Margarethe fu messa agli arresti domiciliari a Milano e in seguito internata in un campo di sterminio e Motta fu ucciso dai tedeschi, successivamente, in una rappresaglia.</p>
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    <title type="html">Dante: errore nella traccia di maturità</title>
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    <published>2007-06-21T15:43:14+00:00</published>
    <updated>2007-06-21T15:43:14+00:00</updated>
    <dc:subject>classici</dc:subject><dc:subject>censureassassini</dc:subject><dc:subject>critica</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Oggi non si parla d&amp;#8217;altro, ed io, che amo Dante alla follia, quando l&amp;#8217;ho scoperto sono rimasta senza parole:  ieri, nella traccia di maturità della prova di italiano c&amp;#8217;era[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/1645/dante-errore-nella-traccia-di-maturita"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/erroredantealighieri.jpg" class="post" align="left" border="0" width="167" height="250" alt="" />Oggi non si parla d&#8217;altro, ed io, che amo Dante alla follia, quando l&#8217;ho scoperto sono rimasta senza parole:  ieri, nella traccia di maturità della prova di italiano c&#8217;era un enorme errore su Dante.<br />
La traccia, infatti, attribuiva a San Tommaso d&#8217;Aquino, una delle 12 anime di celebri sostenitori della fede religiosa, l&#8217;elogio di San Francesco (e fin qui, tutto bene) e quello di San Domenico, che invece è opera di san Bonaventura.<br />
Lo sdegno della Società Dantesca è, logicamente, stato immediato. Per non dire delle riflessioni dei maturandi, che spesso su forum e blog arrivano a chiedere le dimissioni del Ministro dell&#8217;Istruzione.<br />
L&#8217;errore, oltre ad essere un falso letterario (e già qui ci sarebbe da fare manifestazioni di protesta davanti al ministero&#8230;) assume anche un aspetto religioso. A <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/scuola_e_universita/servizi/maturita-2007-/dante-errore/dante-errore.html">Repubblica</a>, il presidente della Società Dantesca spiega come <em>&#8220;Con questo errore e&#8217; stata falsata la prospettiva ideologico-religiosa di Dante. La povertà era un forte elemento di polemica dei domenicani contro i francescani e Dante, di osservanza francescana, ne soffriva&#8221;.<br />
Attraverso i due canti incrociati, Dante fa una mos</em>sa molto astuta per il suo tempo: fa elogiare San Francesco (francescano) da San Tommaso d&#8217;Aquino (domenicano) e viceversa San Domenico (domenicano) e San Bonaventura (francescano).<br />
Per ora non ci sono risposte ufficali del Ministero, ma noi amanti di Dante attendiamo fiduciosi.</p>
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    <title type="html">All&#039;asta una poesia di Syd Barret</title>
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      <name>Manila Benedetto</name>
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    <published>2007-06-19T11:07:36+00:00</published>
    <updated>2007-06-19T11:07:36+00:00</updated>
    <dc:subject>varie</dc:subject><dc:subject>poesia</dc:subject><dc:subject>censureassassini</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Poeti famosi e meno famosi, c&amp;#8217;è da fare attenzione quando si scrive una poesia per l&amp;#8217;amata&amp;#8230; si rischia poi che lei ne faccia i soldi (alla faccia della vostra memoria,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/1642/1642"><![CDATA[<p>Poeti famosi e meno famosi, c&#8217;è da fare attenzione quando si scrive una poesia per l&#8217;amata&#8230; si rischia poi che lei ne faccia i soldi (alla faccia della vostra memoria, dell&#8217;affetto e di tutti i bei sentimenti).<br />
E&#8217; successo alla ex fidanzata di <strong>Syd Barret</strong>, tale Vivien Brans, che ha ben deciso di far soldi mettendo all&#8217;asta il foglio autografo con una poesia scritta (e disegnino) per lei nel 1965 dal fondatore dei Pink Floyd. Da quanto si parte?  1.000 sterline.</p>
<p>La poesia è questa: </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/barretpoesia.jpg" class="post" align="left" border="0" width="215" height="250" alt="" />&#8220;Little Twig isn&#8217;t big / To you, but she is / To me. / But however I don&#8217;t like it / When she makes faces. / And she seldom talks / When we go to places / And meet people / And sit around. / But she prances at dances / Gets crushes, takes chances / With boys, wears a hat / No shoes, and they flatter her / Madly. What of that? / Neat, maroon, blue and white / Lace and chord, velvet. Might / Even keep her coat on if it&#8217;s right. / Next week / All change / To purple / Or black / Perhaps.&#8221; </p>
<p>via | <a href="http://www.pianetarock.it/public/pianetarock/news_singola.asp?ID=2017">PianetaRock</a></p>
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    <title type="html">L&#039;interrogazione parlamentare per i diritti dei giovani autori</title>
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    </author>
    <published>2007-06-18T14:59:42+00:00</published>
    <updated>2007-06-18T14:59:42+00:00</updated>
    <dc:subject>scrittori</dc:subject><dc:subject>books</dc:subject><dc:subject>censureassassini</dc:subject><dc:subject>approfondimenti</dc:subject><dc:subject>anteprime</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Visto che ci siamo appassionati alla vicenda del Dèja-vu / dèja-lu del libro di Lorenzo Laporta e dell&amp;#8217;ononimo film di Tony Scott, rendiamo noto che venerdì scorso è stata presentata alla[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/1639/linterrogazione-parlamentare-per-i-diritti-dei-giovani-autori"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/lorenzolaporta.JPG" class="post" align="left" border="0" width="250" height="187" alt="" />Visto che ci siamo <a href="http://www.booksblog.it/post/1539/deja-vu%e2%80%9d-libro-italianofilm-americano-plagio">appassionati alla vicenda del Dèja-vu / dèja-lu </a>del libro di Lorenzo Laporta e dell&#8217;ononimo film di Tony Scott, rendiamo noto che venerdì scorso è stata presentata alla stampa l&#8217;interrogazione parlamentare che il deputato dei Verdi on. Poletti rivolgerà in tempi brevi ai Ministri competenti per i Beni e le Attività Culturali  e degli Affari Esteri.</p>
<p>L&#8217;onorevole chiede ai Ministri </p>
<blockquote><p>&#8221; se non si reputi opportuno creare in tempi ragionevoli un organismo preposto all’assistenza gratuita legale e giudiziaria degli autori italiani le cui opere d’ingegno siano state illegittimamente plagiate all’estero&#8221; </p></blockquote>
<p>e come procederà il Ministro per garantire la tutela dei diritti d’autore di Lorenzo Laporta. </p>
<p>Un caso particolare, che potrebbe segnare una vera e propria svolta per tutti i giovani autori italiani che spesso vedono maltrattati i propri diritti e le proprietà intellettuali delle loro opere.<br />
Vi terremo informati.</p>
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    <title type="html">Censurato il libro sulla principessa Masako</title>
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    </author>
    <published>2007-02-19T08:00:29+00:00</published>
    <updated>2007-02-19T08:00:29+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Quanto ci mancavano le notizie di censura o tentata censura? Poco, a dir la verità, perché vorremmo non doverne più sentire, però tocca riferire di questa richiesta di censura del libro[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/1183/censurato-il-libro-sulla-principessa-msako"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/booksblog/Masako.jpg" class="post" align="left" border="0" width="149" height="250" alt="" />Quanto ci mancavano le notizie di censura o tentata censura? Poco, a dir la verità, perché vorremmo non doverne più sentire, però tocca riferire di questa richiesta di censura del libro &#8220;La principessa Masako, prigioniera del Trono del Crisantemo&#8221;, autobiografia non autorizzata della regnante del Giappone.<br />
Il primo ministro Shinzo Abe, appresa la notizia del libro è subito intervenuto per proteggere la giovane imperatrice, affermando che il libro contiene informazioni false, accuse infondate e insulti alla famiglia imperiale.<br />
La Random House, casa editrice del libro, e Ben Hills, autore della biografia, hanno subito ricevuto l&#8217;esortazione alle scuse verso i regnanti, e alla richiesta di fine produzione del libro.<br />
Tra le pagine della biografia viene narrata la depressione della principessa Masako dopo il matrimonio con il principe Naruhito nel 1993, e quindi quel pezzo di vita privata lontana dalla vita pubblica del paese, e che viene protetta dal giornalista perché considerata una vittima delle pressioni della corte, di un protocollo che lei non accetta e a cui non riesce ad adattasi. Tra tutto spicca la vicenda della nascita di Aiko, per avere la quale la principessa sarebbe stata sottoposta a  bombardamenti ormonali e infine ad un&#8217;inseminazione artificiale.<br />
Facile capire quanto siano &#8220;nervosi&#8221; gli imperiali dopo tali affermazioni. Ma l&#8217;autore è deciso a proteggere il libro: “E’ totalmente assurdo. Non dobbiamo scusarci di nulla e non ci scuseremo” ha dichiarato ai giornalisti che lo hanno contattato dopo le polemiche.<br />
Vedremo chi vincerà.</p>
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    <title type="html">Parigi, i bouquinistes e come cambia il mondo</title>
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      <name>Manila Benedetto</name>
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    <published>2007-02-19T00:15:39+00:00</published>
    <updated>2007-02-19T00:15:39+00:00</updated>
    <dc:subject>censureassassini</dc:subject><dc:subject>opinioni</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Siamo sinceri, chi non ha mai sognato Parigi? Io, ad esempio, potessi farlo, scapperei in questo momento nella capitale francese, e ci resterei per un tempo indeterminato, lasciandomi consumare come[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/1181/parigi-i-bouquinistes-e-come-cambia-il-mondo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/bouquiniste.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="187" alt="" />Siamo sinceri, chi non ha mai sognato Parigi? Io, ad esempio, potessi farlo, scapperei in questo momento nella capitale francese, e ci resterei per un tempo indeterminato, lasciandomi consumare come Hemingway narra in &#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&#038;cc=WLW3OJ7G0TI10OE">Festa Mobile</a>&#8220;ed Enrique Vila-Matas in &#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&#038;cc=NVS4OPRPKNP7ING">Parigi non finisce mai</a>&#8220;.<br />
E in questi sogni parigini, impossibile non inserire le caratteristiche  boites dei bouquinistes del lungosenna. Ma ahi, miei cari, se avete intenzione di farvi una passeggiata lungo la Senna per acquistare qualcuno dei meravigliosi libri contenuti nelle boites (casse di legno verde con dentro i libri), fatelo subito. Perché i bouquinistes, che perfino l&#8217;Unesco ha definito &#8220;facenti parte del patrimonio mondiale dell&#8217;umanità, essendo parte del lungosenna&#8221;, stanno scomparendo.<br />
I 245 bouquinistes, infatti, affermano sconsolati che la professione di venditore di libri lungo il fiume è ormai cambiata, e che non ci sono più i libri di un tempo. Molte boites si sono trasformate in bancarelle per turisti, con tanto di poster, cartoline e gadgets vari.<br />
Ma se andate ora, siete ancora in tempo per respirare l&#8217;aria letteraria di una volta, cercate le boites di Gilles Morineaux e di Alain Bannier: conservano ancora lo spirito di un tempo, e vengono da loro acquirenti da tutto il mondo per trovare vecchissime edizioni irreperibili.<br />
Se poi siete appassionati di gialli, approfittatene per passare dalle sorelle Korb, bouquinistes da generazioni, da una decina di anni scrivono romanzi gialli ambientati nella Parigi di fine &#8216;800 con lo pseudonimo di Claude Izner. Se siete curiosi, leggete &#8220;<a href="http://www.wuz.it/LibriInArrivo/ElencoLibriInArrivo/SchedaLibroInArrivo/tabid/89/Default.aspx?i=281128">La donna del Père-Lachaise</a>&#8220;, in uscita ad aprile in Italia.</p>
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    <title type="html">L&#039;assassinio di Hrant Dink</title>
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    <published>2007-01-22T11:26:27+00:00</published>
    <updated>2007-01-22T11:26:27+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/1119/lassassinio-di-hrant-dink"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/dink.jpg" class="post" align="left" border="0" width="213" height="250" alt="" />Apriamo una nuova partentesi sui delitti letterari, riferendo dell&#8217;assassinio dello scrittore armeno <a href="http://www.armeniapedia.org/index.php?title=Hrant_Dink">Hrant Dink</a>.<br />
L&#8217;autore è stato ucciso davanti al suo ufficio ad Instanbul con quattro colpi di pistola, dopo esser stato accusato di aver &#8220;offeso l&#8217;identità turca&#8221; nel 2005, in seguito ad un suo scritto in cui si narrava del genocidio degli armeni del 1915.<br />
L&#8217;uomo, scrittore e giornalista di 35 anni, dirigeva anche il giornale bilingue (turco ed armeno) Agos, ed aveva già ricevuto lettere di minaccia alla sua redazione, da parte dei nazionalisti.</p>
<p>La storia è triste: la storia di Dink non è nuova per la Turchia, in cui vige una legge che prevede (art. 301 del codice penale) il reato di «insulto all’identità turca». <br />
La Comunità Europea si è detta più che indignata per l&#8217;accaduto e forse, sarebbe ora che intervenisse direttamente per metter fine a certe leggi che limitano la libertà di pensiero ed espressione, in nome della serenità nazionale e della diffusione della letteratura.</p>
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    <title type="html">Il plagio di Mc Ewan</title>
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      <name>Manila Benedetto</name>
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    <published>2006-11-28T16:35:52+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/1041/il-plagio-di-mc-ewan"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/booksblog/ianmcewan.gif" class="post" align="left" border="0" width="228" height="250" alt="" />Non siamo solo noi italiani ad avere spesso beghe con i diritti d&#8217;autore a causa del plagio. Infatti, lo scrittore inglese <a href="http://www.ianmcewan.com">Ian McEwan</a>, è stato accusato di plagio con il suo romanzo ed ormai bestseller &#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&#038;c=PPPTDK9GY3SPP">Espiazione</a>&#8221; (in Italia edito Einaudi).<br />
A dare la notizia il giornale &#8220;Mail&#8221;, che riportava la dichiarazione della scrittrice Lucilla Andrews, che già da un anno affermava di aver notato diverse similitudini tra Espiazione e la sua autobiografia &#8220;No Time for Romance&#8221;. <br />
Così è scoppiato il caso. Il problema è che la scrittrice ora è irreperibile, essendo morta all&#8217;età di 86 anni nell&#8217;ottobre scorso, e la sua ex agente dichiara che la donna non intendeva denunciare McEwans, nonostante il plagio.</p>
<p>Il 58enne McEwan, dal canto suo, ha ammesso che la Andrews è sempre stata una sua forte fonte d&#8217;ispirazione, ma &#8220;parlare di plagio è davvero esagerato&#8221;. La riconoscenza dell&#8217;autore versa l&#8217;anziana scrittrice è anche presente in una nota conclusiva del libro.<br />
La parte incriminata di Espiazione, così simile a &#8220;A Time for Romance&#8221; è la lunga descrizione di un ospedale londinese durante la Seconda Guerra Mondiale.</p>
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    <title type="html">Il libro che profetizza l&#039;attentato al Papa</title>
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      <name>Manila Benedetto</name>
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    <published>2006-11-26T12:14:16+00:00</published>
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    <summary type="text"><![CDATA[In Turchia (fino a qualche giorno fa, visto che per ora è vietata la vendita) c&amp;#8217;è un libro dedicato al Papa, ormai diventato un vero e proprio bestseller. Si tratta di &amp;#8220;Papa ’ya[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.booksblog.it/post/1031/il-libro-che-profetizza-lattentato-al-papa"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/ph_papayasuikastyucelkaya_gr.jpg" class="post" align="left" border="0" width="163" height="250" alt="" />In Turchia (fino a qualche giorno fa, visto che per ora è vietata la vendita) c&#8217;è un libro dedicato al Papa, ormai diventato un vero e proprio bestseller. Si tratta di &#8220;Papa ’ya soukast&#8221; (Attacco al Papa: chi ucciderà il Papa a Istanbul?),  thriller di <a href="http://www.yucelkaya.com/index1.html">Yucel Kaya</a>, incentrato su un possibile intrigo internazionale che coinvolge sia l&#8217;Opus Dei sia la P2 e non disdegna una grande orchestrazione dei servizi segreti americani, nazione impegnata ad attaccare l&#8217;Iran.<br />
L&#8217;autore, intervistato, mette in guardia il Papa: &#8220;Quello che c&#8217;è scritto nel libro è un avvertimento, le condizioni per un attentato al Papa ci sono, quando lui sarà in Turchia dovrà fare attenzione&#8221;.<br />
Il libro ha una copertina eloquente, e narra dei tentativi del Papa di superare lo scisma delle chiese, obiettivo ostacolato dall&#8217;Opus Dei, che preferirebbe non far rafforzare la chiesa ortodossa, e dalla P2 che ambirebbe - con la morte di Benedetto XVI - all&#8217;accesso ai documenti ed alle ricchezze del Vaticano. Quando il Papa giunge ad Instambul, l&#8217;agguato avviene sul serio, ma le speranze della sua morte non si realizzano&#8230;<br />
Un libro che suscita da un lato curiosità e dall&#8217;altro sdegno da parte di tutti i cattolici praticanti, e che - seppur fatto sparire da tutte le librerie della Turchia - sarà inevitabilmente sotto osservazione adesso che Benedetto XVI <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo337623.shtml">sarà davvero in visita in Turchia.</a></p>
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