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  <title>booksblog</title>
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  <description>booksblog.it</description>
  <pubDate>Tue, 22 May 2012 23:42:31 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


  <item>
    <title>4000 eBook di editori indipendenti via da Amazon. È qualità questa?</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9461/4000-ebook-di-editori-indipendenti-via-da-amazon-e-qualita-questa</link>
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    <pubDate>Fri, 24 Feb 2012 13:00:09 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
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    <category>case-editrici</category><category>books</category><category>ebooks</category><category>amazon</category><category>amazon rimuove ebook dal kindle</category><category>ebook amazon</category><category>in evidenza</category><category>kindle</category><category>politica prezzi amazon</category>
    <description>Ammetto di non aver mai nutrito simpatia nei confronti di Amazon, soprattutto per quel che riguarda gli eBook, con tutte le restrizioni che ci sono (dal formato al lettore). Non mi piacque quando non[...]</description>
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      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F9461%2F4000-ebook-di-editori-indipendenti-via-da-amazon-e-qualita-questa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/amazon_kindle_01.jpg" class="post" border="0" width="586" height="329" alt="4000 eBook di editori indipendenti via da Amazon. &Atilde;�&iuml;&iquest;&frac12; qualit&Atilde;�&Acirc;&nbsp; questa?" /><br clear="all" /></p>
<p>Ammetto di non aver mai nutrito simpatia nei confronti di Amazon, soprattutto per quel che riguarda gli eBook, con tutte le restrizioni che ci sono (dal formato al lettore). Non mi piacque quando non solo <a href="http://www.booksblog.it/post/5094/amazon-cancella-i-libri-di-orwell-dai-kindle-dei-suoi-clienti-e-la-protesta-infuria-sulla-rete">tolse dal suo catalogo</a> <em>1984</em> e <em>La fattoria degli animali</em> di George Orwell ma anche dai dispositivi Kindle di chi quei due libri aveva acquistato; non mi piaceva per via della diversità dei prezzi degli eBook su Kindle, prezzi <a href="http://www.booksblog.it/post/6035/il-prezzo-degli-ebook-per-kindle-varia-a-seconda-se-li-acquisti-in-usa-o-nel-resto-del-mondo">stabiliti da Amazon con calcoli vari</a>. E non mi piace a maggior ragione ora che <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/02/23/news/amazon_rimuove_4000_libri_economici_strappo_con_gli_editori_indipendenti-30398969">rimuove quattromila titoli di editori indipendenti americani</a> che non vogliono cedere alla politica dei prezzi di Amazon. </p>
<p><a href="http://www.pianetaebook.com/2012/02/amazon-sotto-assedio-il-gigante-del-mercato-ebook-vacilla-12926">Spiega <em>Pianeta eBook</em></a>:</p>
<blockquote><p>Amazon sta rinegoziando i contratti con i propri “fornitori” (leggasi, case editrici), in un ottica di riduzione del prezzo medio e dell’incremento del margine di ricavo. IPG è un gruppo di editori indipendenti alleatisi per cercare di spuntare un prezzo migliore sulle opere dei propri autori. Amazon ha cercato di imporre un’ulteriore erosione dei margini di ricavo degli editori, che hanno risposto con un rifiuto netto, per bocca del loro rappresentante e presidente, Mark Suchomel. Risultato: Amazon sospende la vendita di oltre 4000 eBook, sperando che deviando il corso del fiume di ricavi gli editori assetati tornino a più miti consigli. Ma ciò non accade. Anzi, Suchomel e soci sono ben determinati a resistere, consci che se non lo facessero rimarrebbero comunque in braghe di tela; passano perciò al contrattacco, invitando i propri associati a negoziare con gli storici rivali Amazon: B&#038;N, Kobo e compagnia cantante. Non vogliono i nostri eBook? Li venderemo a chi ce li chiederà, poco male se non sarà il (vasto) pubblico Kindle ad acquistarli.</p></blockquote>


<p>
Chiosa giustamente al New York Times Andy Ross, agente ed ex libraio:</p>
<blockquote><p>È un motivo di preoccupazione e un avvertimento per chiunque vuole vendere un edizione digitale dei propri testi: o si accettano le loro condizioni o si è fuori.</p></blockquote>
<p>Io sono sempre dell’idea che si debbano allargare gli orizzonti: per fortuna al giorno d’oggi esistono diversi strumenti che permettono di leggere libri digitali. Perché fossilizzarsi su uno solo? Forse perché è il più diffuso? A quanto mi costa quantità non è sempre sinonimo di qualità e di rispetto. E la situazione specifica lo dimostra.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/kodomut/5145992776/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9461/4000-ebook-di-editori-indipendenti-via-da-amazon-e-qualita-questa">4000 eBook di editori indipendenti via da Amazon. È qualità questa?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 15:00 di venerdì 24 febbraio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>È  morto Enzo Sellerio, fondatore della casa editrice omonima</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9447/e-morto-enzo-sellerio-fondatore-della-casa-editrice-omonima</link>
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    <pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:00:22 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
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    <category>case-editrici</category><category>elvira giorgianni</category><category>elvira sellerio</category><category>enzo sellerio</category><category>in evidenza</category><category>sellerio</category>
    <description>Quasi due ani dopo la morte di Elvira, se ne va, a 88 anni, anche Enzo.
Parliamo dei fondatori della casa editrice Sellerio che ha in catalogo le pubblicazioni i più grandi scrittori contemporanei. Enzo[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F9447%2Fe-morto-enzo-sellerio-fondatore-della-casa-editrice-omonima" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/enzo_sellerio.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="Enzo Sellerio" />Quasi due ani dopo <a href="http://www.booksblog.it/post/6521/e-morta-elvira-sellerio-fondatrice-dellomonima-casa-editrice">la morte di Elvira</a>, se ne va, a 88 anni, anche Enzo.</p>
<p>Parliamo dei fondatori della <a href="http://www.booksblog.it/tag/sellerio">casa editrice Sellerio</a> che ha in catalogo le pubblicazioni i più grandi scrittori contemporanei. Enzo Sellerio ed Elvira Giorgianni fondarono la casa editrice Sellerio nel 1969 che poi nel 1983 (anno in cui i due si separarono) si divise in due parti: da una parte saggistica e della narrativa – curata da Elvira – e dall&#8217;altra Enzo Sellerio che si occupava di cataloghi, libri d&#8217;arte e libri fotografici.</p>
<p>Enzo Sellerio amava comunicare: lo faceva con i libri che pubblicava e <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2012/02/22/visualizza_new.html_102441943.html">con le sue foto</a> che raccontavano della vita che ci scorre sotto gli occhi e che forse noi, profani, non vediamo. Ecco quindi gli scatti ai ragazzini del quartiere Kalsa, a Palermo, che, per gioco, formano un plotone di esecuzione e mimano la fucilazione di loro compagno; il vecchio che porta il suo ciuchino a vedere la portaerei americano; gli emigranti che partono con il treno; il suonatore di tromba che riposa seduto su un gradino. Sguardi di una quotidianità che diventano arte grazie all&#8217;occhio di un grande fotografo ed editore come lui.</p>
<p>Raccontare, infatti, non è solo un&#8217;attività della penna.</p>
<p>Foto | <a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/02/22/news/addio_a_enzo_sellerio_editore_e_fotografo_della_storia-30322086/">Repubblica</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9447/e-morto-enzo-sellerio-fondatore-della-casa-editrice-omonima">È  morto Enzo Sellerio, fondatore della casa editrice omonima</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 18:00 di mercoledì 22 febbraio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Nota sul delicato rapporto tra blogger e case editrici</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9403/nota-sul-delicato-rapporto-tra-blogger-e-case-editrici</link>
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    <pubDate>Tue, 14 Feb 2012 13:47:03 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>case-editrici</category><category>approfondimenti</category><category>blogger</category><category>case editrici</category><category>censura</category><category>sul romanzo</category>
    <description>Nelle righe che seguono vi voglio parlare di una brutta storia che ci riguarda tutti, e da molto da vicino, tanto noi booksblogger, che viviamo scrivendo di libri, quanto voi lettori appassionati, che[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F9403%2Fnota-sul-delicato-rapporto-tra-blogger-e-case-editrici" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F9403%2Fnota-sul-delicato-rapporto-tra-blogger-e-case-editrici" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Nota+sul+delicato+rapporto+tra+blogger+e+case+editrici&url=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F9403%2Fnota-sul-delicato-rapporto-tra-blogger-e-case-editrici" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/Notasuldelicatorapportotrabloggerecaseeditrici.png" class="post" border="0" align="left" width="358" height="360" alt="blogger, case editrici, censura, sul romanzo" />Nelle righe che seguono vi voglio parlare di <a href="http://www.sulromanzo.it/blog/terra-bruciata-attorno-o-cronaca-di-una-scelta-di-liberta">una brutta storia</a> che ci riguarda tutti, e da molto da vicino, tanto noi booksblogger, che viviamo scrivendo di libri, quanto voi lettori appassionati, che cercate nelle nostre pagine punti di vista indipendenti, originali e, soprattutto, onesti.</p>
<p>Partiamo da una descrizione sommaria di un fatto: Sul Romanzo, un importante blog letterario che è anche agenzia letteraria, riceve un libro da recensire da parte di una casa editrice con cui ha anche contatti per un lavoro di scouting. Uno dei redattori lo legge e lo stronca, pubblicando la recensione sulle pagine del blog. </p>
<p>Fin qui tutto normale. Il problema nasce quando, dopo un certo lasso di tempo, la casa editrice contatta l&#8217;amministratore del blog e gli dice una cosa che suona pressappoco così:</p>
<blockquote><p>ho letto sul blog la stroncatura a un nostro autore, stia attento perché si rischia, quando si esagera, di crearsi attorno terra bruciata, e siccome sappiamo entrambi che Sul Romanzo è e sarà sempre più al centro dell’attenzione anche per il festival che sta organizzando per luglio nel vicentino, mi dispiacerebbe dover fare cadere nel vuoto gli accordi che abbiamo preso fra il nostro editor e la vostra agenzia</p></blockquote>


<p>
Ora, indipendentemente da chi sia l&#8217;editore e da quale sia stata la reazione di dell&#8217;amministratore del blog, il problema che queste poche e scellerate righe innescano riguarda il <strong>rapporto tra blogger e casa editrice</strong>, un rapporto che risulta essere squilibrato dalla parte della seconda, l&#8217;unica delle due parti che possiede la libertà di scelta: ovvero includere o meno il blogger nella lista dei potenziali recensori dei propri libri. </p>
<p>Sì, perché da una parte ci siamo noi, i blogger, redattori di recensioni, segnalazioni e interviste per passione o per lavoro, una categoria debole per eccellenza perché fondamentalmente &#8220;liquida&#8221;, poco definibile, non contrattualizzata e mal pagata. Dall&#8217;altra ci sono loro, le case editrici, o meglio, gli uffici stampa - che fortunatamente molto spesso hanno i volti simpatici di uomini e donne che con il tempo diventano veri e propri amici, ma il cui lavoro consiste in ogni caso nel far parlare il più e il meglio possibile dei propri libri. </p>
<p>Fino a quando i libri inviati al blogger sono di suo gradimento non c&#8217;è alcun problema, ma cosa succede se un giorno l&#8217;ufficio stampa manda al blogger il libro sbagliato, quello che suscita in lui - che prima di tutto è un lettore - la delusione di una lettura frustrante? La risposta è semplice, nella testa del blogger si presentano due possibilità: la prima è l&#8217;opportunità dell&#8217;autocensura, ovvero mettere da parte il libro e non parlarne, la seconda è scriverne con onestà, stroncandolo.</p>
<p>Vista la natura del rapporto che lo lega alle case editrici, il blogger, indeciso tra una scelta di opportunità e una di onestà, molto spesso potrebbe ritrovarsi a optare per la prima, autocensurandosi, preferendo lasciar correre piuttosto che mettere a repentaglio il rapporto con la casa editrice. Quest&#8217;ultima, infatti, leggendo una recensione negativa potrebbe decidere di non mandare più libri al blogger impertinente, il quale, non avendo la libertà economica di comprare i libri che vuole recensire, vedrebbe venir meno la base del suo lavoro. </p>
<p>Credo - ne voglio essere convinto - che la maggior parte delle case editrici siano composte da professionisti capaci e intelligenti, che mai si comporterebbero come l&#8217;interlocutore di Morgan Palmas. Eppure il solo fatto di sapere che a lui è accaduto mi fa nascere il dubbio e insieme al dubbio una domanda: sono veramente libero di scrivere quello che voglio? Non so, ma il timore che rispondere affermativamente sia un gesto di estrema ingenuità mi lacera.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9403/nota-sul-delicato-rapporto-tra-blogger-e-case-editrici">Nota sul delicato rapporto tra blogger e case editrici</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 15:47 di martedì 14 febbraio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Ma veramente settecentomila lettori “forti” italiani non leggono più?</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9263/ma-veramente-settecentomila-lettori-italiani-non-leggono-piu-libri</link>
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    <pubDate>Wed, 25 Jan 2012 08:00:08 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
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    <category>case-editrici</category><category>books</category><category>ebooks</category><category>in evidenza</category><category>leggere ebook</category><category>leggere libri</category><category>lettori forti</category><category>simonetta fiori</category>
    <description>Settecentomila lettori in fuga. Più che una statistica, il bollettino di una disfatta, il quadro di una sconfitta culturale, la certificazione di un&amp;#8217;emorragia documentata dall&amp;#8217;Istat[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F9263%2Fma-veramente-settecentomila-lettori-italiani-non-leggono-piu-libri" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F9263%2Fma-veramente-settecentomila-lettori-italiani-non-leggono-piu-libri" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Ma+veramente+settecentomila+lettori+%E2%80%9Cforti%E2%80%9D+italiani+non+leggono+pi%C3%B9%3F&url=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F9263%2Fma-veramente-settecentomila-lettori-italiani-non-leggono-piu-libri" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/leggere_libri_cartacei.jpg" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="Ma veramente settecentomila lettori italiani non leggono pi&Atilde;&sup1; libri?" /><br clear="all" /></p>
<blockquote><p>Settecentomila lettori in fuga. Più che una statistica, il bollettino di una disfatta, il quadro di una sconfitta culturale, la certificazione di un&#8217;emorragia documentata dall&#8217;Istat per la lettura. Come se tutti gli abitanti di una città grande come Palermo – anzi, qualcosa di più – dichiarassero di non aver aperto libro negli ultimi dodici mesi. Una diserzione che – già grave in un paese di non leggenti – diventa ancora più significativa se riferita alla fascia dei &#8220;lettori forti&#8221;. Più della metà dei disertori – nell&#8217; anno 2011 – proviene dalle file alte, dai piani superiori della lettura, dall&#8217;élite ristretta su cui si regge la piramide rovesciata dell&#8217; industria editoriale italiana.</p></blockquote>
<p>Attacca così il suo articolo <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/21/lettori-forti-dei-lacrisi-il-2011-anno.html">Simonetta Fiori su <em>La Repubblica</em></a>. Dati preoccupanti. O meglio: dati preoccupanti se le cose stessero effettivamente così. Sì, perché l&#8217;articolo parla di lettori forti (quelli cioè che leggono almeno un libro al mese) che nell&#8217;ultimo anno non hanno letto più nulla. Di cartaceo, però. Ecco, qui sta l&#8217;inghippo. Perché a tutt&#8217;oggi si continua a ritenere che il lettore ideale sia quello che legge libri cartacei. Dal mio punto di vista, invece, il lettore ideale è quello che legge. Punto. Il mezzo – carta o bit che sia – è del tutto irrilevante. Come giustamente nota <a href="http://www.kindleitalia.com/settecentomila-in-fuga-dalla-lettura-verso-dove-3487/">Kindle Italia</a>:</p>
<blockquote><p>Leggere è leggere, elettronico o carta che sia [&#8230;] Sarebbe il caso di fermarsi un attimo a riflettere su questi elementi e fare un po’ di autocritica, prima di stracciarsi le vesti urlando che la fine è vicina…</p></blockquote>
<p>Ma si sa, buona parte della filiera editoriale più che della lettura si preoccupa di vendere il libro; più che di produrre cultura si preoccupa di produrre denaro: e non è un caso che troviamo discussioni, blog, forum, articoli di giornali in cui si discute delle copertine dei libri. Non del loro contenuto. <em>Leggere è leggere, elettronico o cartaceo che sia</em>.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/yourdon/3404987413/">Flickr</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9263/ma-veramente-settecentomila-lettori-italiani-non-leggono-piu-libri">Ma veramente settecentomila lettori “forti” italiani non leggono più?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 10:00 di mercoledì 25 gennaio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>&quot;Il teschio sacro&quot; di James Rollins</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9235/il-teschio-sacro-di-james-rollins</link>
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    <pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:00:03 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Sara Rania alias Kitsuné</dc:creator>
    <comments>http://www.booksblog.it/post/9235/il-teschio-sacro-di-james-rollins#comments</comments>
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    <category>case-editrici</category><category>scrittori</category><category>books</category><category>news</category><category>editrice nord</category><category>il teschio sacro</category><category>in evidenza</category><category>james rollins</category><category>nascita dell'america</category><category>storia segreta</category><category>thomas jefferson</category>
    <description>Questa è una storia che si intreccia con le fondamenta stesse degli Stati Uniti d&amp;#8217;America. Perché &amp;#8220;la terra delle opportunità per tutti&amp;#8221;, non affonda le sue radici[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/IlteschiosacrodiJamesRollins_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="244" height="360" alt="&quot;Il teschio sacro&quot; di James Rollins" />Questa è una storia che si intreccia con le fondamenta stesse degli Stati Uniti d&#8217;America. Perché &#8220;la terra delle opportunità per tutti&#8221;, non affonda le sue radici unicamente negli ideali della rivoluzione francese e della massoneria, come si potrebbe pensare. La tesi di <a href="http://www.jamesrollins.com/">James Rollins</a> (pubblicata in italiano da <a href="http://www.editricenord.it/scheda.asp?editore=Nord&#038;idlibro=7365&#038;titolo=Il+teschio+sacro">Editrice Nord</a>) propende piuttosto verso uno strano intreccio di tribù indiane, maledizioni, e tesori nascosti. E se lo stesso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Jefferson">Thomas Jefferson</a> &#8220;era affascinato dalla cultura e dalla storia dei nativi americani fino a sviluppare una vera e propria ossessione&#8221;, come ci avverte la nota storica premessa al romanzo, ci dev&#8217;essere ben più di un punto in comune.</p>
<p>Si tratta, per farla breve, di una vicenda complessa che gira intorno ad un oggetto mitico: &#8220;Il teschio sacro&#8221; del titolo, dalle lunghe zanne e le pareti ricoperte d&#8217;oro, che possiede poteri inimmaginabili e giace sepolto con una folta schiera di uomini vestiti come degli indios, ma dalla pelle davvero troppo chiara. </p>
<p>Un intrigo che lascia una traccia di sé, visibilissima e misteriosa: il famoso dipinto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Trumbull">John Trumbull</a> raffigurante proprio la firma della dichiarazione d’indipendenza, che, oltre ad immortalare il momento solenne, solleva molti dubbi sull&#8217;identità dei personaggi che fanno da sfondo ai veri sottoscrittori del documento. </p>
<blockquote><p>[&#8230;] Si gettò a capofitto nella galleria, attraversò la camera delle mummie e corse verso la luce del giorno. All’ingresso si fermò, ricordando di nuovo l’ultimo avvertimento del nonno di Charlie, riguardo a quanto sarebbe successo se qualcuno fosse riuscito a uscire da quella grotta. Finirebbe il mondo. Con le lacrime agli occhi, Trent scosse la testa. Le superstizioni avevano ucciso il suo migliore amico, non aveva intenzione di lasciare che a lui accadesse la stessa cosa. Con un salto, tornò nel mondo normale. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Via | <a href="http://www.editricenord.it/scheda.asp?editore=Nord&#038;idlibro=7365&#038;titolo=Il+teschio+sacro">editricenord.it</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9235/il-teschio-sacro-di-james-rollins">"Il teschio sacro" di James Rollins</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 12:00 di lunedì 23 gennaio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Salani Editore compie 150 anni</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9141/salani-editore-compie-150-anni</link>
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    <pubDate>Thu, 12 Jan 2012 15:01:38 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>case-editrici</category><category>bianca pitzorno</category><category>harry potter</category><category>in evidenza</category><category>roald dahl</category><category>salani compie 150 anni</category><category>salani editore</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/Salanieditorecompie150anni.png" class="post" border="0" width="586" height="384" alt="salani editore, roald dahl, bianca pitzorno, harry potter, salani compie 150 anni" /><br clear="all" /></p>
<p>Chi ci legge abitualmente sa che, a noi di Booksblog, piace molto sfruttare gli anniversari dei grandi poeti, narratori e intellettuali per ricordare tutto ciò che di bello ci hanno lasciato, che siano versi, racconti o intuizioni. Proprio per questo oggi non possiamo non ricordare e celebrare una delle più antiche realtà editoriali del nostro paese, la Adriano Salani Editore, che proprio quest&#8217;anno compie centocinquanta anni di vita.</p>
<p>Celebre da sempre per l&#8217;attenzione tributata alla letteratura per i più piccoli, nei cuori delle ultime due generazioni di lettori - pressapoco quelli nati tra gli anni 80 e i primi anni 90 - la Salani ha saputo guadagnarsi un posto di prim&#8217;ordine grazie a una straordinaria scelta di titoli geniali.</p>
<p>Da una parte la collana gli Istrici, su cui, chi come me è nato nei primi anni 80, ha imparato ad apprezzare la buona letteratura grazie ad autori come Roald Dahl, Bianca Pitzorno e moltissimi altri. Dal&#8217;altra Harry Potter, il maghetto più letto della storia della letteratura, che ha stregato milioni di giovani lettori in tutto il mondo e che continua a farsi leggere, anche dai chi non è più un ragazzino da qualche anno.</p>
<p>Insomma, grazie di tutto Salani Editore, con la speranza che nei prossimi decenni farai innamorare della grande letteratura anche i nostri figli e i nostri nipoti.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9141/salani-editore-compie-150-anni">Salani Editore compie 150 anni</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 17:01 di giovedì 12 gennaio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>&quot;La mia terra&quot;. Il torneo letterario che onora i campani!</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9051/la-mia-terra-il-torneo-letterario-che-onora-i-campani</link>
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    <pubDate>Wed, 04 Jan 2012 10:18:32 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Sara Rania alias Kitsuné</dc:creator>
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    <category>case-editrici</category><category>scuole-e-concorsi</category><category>narrativa-italiana</category><category>curiosita</category><category>antologia</category><category>associazione architempo</category><category>campania</category><category>caracò editore</category><category>palazzo lanza di capua</category><category>premio falerno primo romanzo</category>
    <description>Campani&amp;#8230;Se la terra è anche la vostra affilate tastiere, penne e cervello e cominciate a scrivere e a riscrivere di questa Campania dolente e dimenticata. O semplicemente aprite quel caro[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/torneoletterarioLamiaTerra.jpg" class="post" border="0" width="586" height="336" alt="torneo letterario &quot;La mia Terra&quot;" /><br />
Campani&#8230;Se la terra è anche la vostra affilate tastiere, penne e cervello e cominciate a scrivere e a riscrivere di questa Campania dolente e dimenticata. O semplicemente aprite quel caro cassetto (troppo spesso sepolto dietro muri di incomprensione) e &#8220;dategli aria&#8221; alle vostre parole. Sappiate infatti che c&#8217;è un&#8217;occasione che potrebbe trasformarle in pagine pubblicate, quelle stesse frasi che magari credevate destinate all&#8217;oblio, poiché il vostro lavoro potrebbe entrare a far parte di un&#8217;antologia grazie al primo torneo letterario indetto da <a href="http://caraco.it/site/">Caracò editore</a> e dall’<a href="http://www.architempo.it/index_file/Page489.htm">associazione Architempo</a>, in collaborazione con il <a href="http://www.premiofalerno.it/">Premio Falerno Primo Romanzo</a>. </p>
<p>Si tratta di un&#8217;iniziativa accattivante che si chiama <a href="http://caraco.it/site/2012/01/03/1252/">“La mia Terra”</a> e che si svolgerà sotto forma di sfide (tra quattro racconti alla vota) che si terranno tra marzo e maggio 2012, nella cornice del <a href="http://www.cittadicapua.it/palazzi/palazzolanza.htm">palazzo Lanza di Capua</a>. Il nome non potrebbe essere più indicativo, e fin qui non ci voleva un genio a capirlo, ciò non toglie che un&#8217;iniezione di &#8220;sano apprezzamento&#8221;, in un &#8220;non luogo&#8221; che, oltre a partorire continuamente talenti letterari ne zittisce tanti altri, è una specie di vento di novità che ci fa proprio piacere spargere. Perché in fondo il regionalismo è uno stato d&#8217;animo e gli abitanti di questo pezzetto di Sud sono lontani anni luce dalle chiusure, e vicini allo spirito di <em>mescolanza</em> che sembra quasi averli creati &#8220;scrittori congeniti&#8221;!</p>
<p>Immagine da <a href="http://www.forumlibri.com/forum/bellezza-cultura/10314-la-foto-del-giorno-10.html">forumlibri.com</a></p>
<p>Via | <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2012/2-gennaio-2012/mia-terra-torneo-letterario-celebra-radici-campane--1902722645094.shtml">corrieredelmezzogiorno.corriere.it</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9051/la-mia-terra-il-torneo-letterario-che-onora-i-campani">"La mia terra". Il torneo letterario che onora i campani!</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 12:18 di mercoledì 04 gennaio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Un momento poetico targato Pichette </title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9055/un-momento-poetico-targato-pichette</link>
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    <pubDate>Tue, 03 Jan 2012 14:32:41 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Sara Rania alias Kitsuné</dc:creator>
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    <category>case-editrici</category><category>books</category><category>poesia</category><category>curiosita</category><category>gallimard</category><category>gare de l'est</category><category>gérard philippe</category><category>henri pichette</category><category>metro</category><category>stalingrad</category>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><a href="http://www.booksblog.it/galleria/henri-pichette/"><img class="post" src="http://static.blogo.it/booksblog/henri-pichette/HenriPichette_lachartreuse.jpg" alt="Henri Pichette" width="586" height="428" /></a><br />
Ancora un momento poetico che si svolge nel metrò parigino. Non più sulla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linea_4_%28metropolitana_di_Parigi%29">linea 4</a>, (quando avevamo &#8220;incontrato distrattamente&#8221; il <a href="http://www.booksblog.it/post/8791/luis-aragon-racconta-giorgio-de-chirico">breve ritratto</a> di Giorgio de Chirico tracciato da Louis Aragon) ma <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linea_5_%28metropolitana_di_Parigi%29">sulla 5</a>, precisamente tra le stazioni di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stalingrad_%28metropolitana_di_Parigi%29">Stalingrad</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gare_de_Paris_Est">Gare de l&#8217;Est</a>. Un tabellone chiaro sponsorizzato <a href="http://www.gallimard.fr/">Gallimard</a>, dai bordi colorati, seminascosto sul fondo del vagone, il solito sguardo che ci cade per caso, e ancora un &#8220;incontro fulminante&#8221;, come sempre. Stavolta si tratta dei versi di <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Henri_Pichette">Henri Pichette</a>, quattro linee striminzite dal titolo evocativo: la tomba di Gérard Philippe (<a href="http://www.saurampsencevennes.com/catalog/product/view/_ignore_category/1/id/1461489/s/tombeau-de-gerard-philipe/">&#8220;Tombeau de Gérard Philippe&#8221;</a>), in cui riposa uno dei più grandi attori del teatro francese di tutti i tempi.</p>
<blockquote><p>Effimera e indimenticabile<br />
mi ballava nel petto una rosa.<br />
Nel mattino in cui il fulmine è caduto sul cuore,<br />
la pioggia assomigliava alle lacrime del sole.</p></blockquote>
<p><a href='http://www.booksblog.it/galleria/henri-pichette/'>Henri Pichette</a><br />
<a href="http://www.booksblog.it/galleria/henri-pichette/1"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/booksblog/henri-pichette/thn_HenriPichette_lachartreuse.jpg" alt="Henri Pichette" width="130" height="95" /></a><a href="http://www.booksblog.it/galleria/henri-pichette/2"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/booksblog/henri-pichette/thn_HenriPichette_ilpresente.jpg" alt="Henri Pichette" width="130" height="108" /></a><a href="http://www.booksblog.it/galleria/henri-pichette/3"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/booksblog/henri-pichette/thn_HenriPichette.jpg" alt="Henri Pichette" width="130" height="60" /></a><a href="http://www.booksblog.it/galleria/henri-pichette/4"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/booksblog/henri-pichette/thn_HenriPichette_LeTombeaudeGrardPhilippe.jpg" alt="Henri Pichette" width="83" height="130" /></a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9055/un-momento-poetico-targato-pichette">Un momento poetico targato Pichette </a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 16:32 di martedì 03 gennaio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Un piccolo omaggio a Giulio Einaudi, editore</title>
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    <pubDate>Mon, 02 Jan 2012 17:14:47 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Un+piccolo+omaggio+a+Giulio+Einaudi%2C+editore&url=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F9047%2Fun-piccolo-omaggio-a-giulio-einaudi-editore" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/UnpiccoloomaggioaGiulioEinaudieditore.png" class="post" border="0" width="586" height="412" alt="giulio einaudi, einaudi editore" /><br clear="all" />Uno struzzo in campo ovale con un chiodo in bocca e una scritta: Spiritus durissima coquit, ovvero lo spirito digerisce le cose più dure. A questo piccolo stemma cinquecentesco, che avrebbe potuto benissimo fungere da stemma di casata nobiliare, il caso ha voluto affibbiare un compito molto più grato, quello di rappresentare una grandissima impresa culturale, forse una delle più importanti dell&#8217;Italia novecentesca, l&#8217;Einaudi.</p>
<p>L&#8217;uomo che scelse quel simbolo - che in realtà &#8220;acquisì&#8221; dalla rivista La Cultura di Mario Praz - si chiamava Giulio Einaudi e oggi, 2 gennaio 2012, avrebbe compiuto un secolo tondo tondo. Su Twitter quest&#8217;oggi sono tantissimi i fedeli einaudiani che gli stando offrendo il proprio tributo: una citazione, una dichiarazione di stima e di affetto, persino qualche parola di rimpianto per i tempi che furono.</p>
<p>È innegabile, infatti, che ripensando a Giulio Einaudi e agli anni d&#8217;oro del suo gioiello editoriale si ripensa a uno scenario intellettuale che rispetto ai nostri giorni pare un olimpo: Pavese, Vittorini, Ginzburg, Calvino e moltissimi altri. Insomma, la crema di una classe intellettuale che molti ormai dichiarano estinta.</p>
<p>Ma è proprio vero? Io credo di no, esattamente come sono convinto che il miglior modo di fare arrivare a Giulio Einaudi i nostri auguri sia portare avanti con forza questa convinzione. È vero, l&#8217;Italia ha passato gli ultimi vent&#8217;anni a dormire, con la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Ma questo non significa che la cosa debba continuare a piacerci. È arrivato il momento di riemergere, di tirar fuori la testa dalla sabbia e l&#8217;inizio di un anno come il 2012 - magnete per profezie millenariste e mayalate di vario genere - non potrebbe essere il momento migliore.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9047/un-piccolo-omaggio-a-giulio-einaudi-editore">Un piccolo omaggio a Giulio Einaudi, editore</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 19:14 di lunedì 02 gennaio 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Fare i libri, dieci anni di grafica in casa editrice, a cura di Riccardo Falcinelli</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/8921/fare-i-libri-dieci-anni-di-grafica-in-casa-editrice-a-cura-di-riccardo-falcinelli</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.booksblog.it/post/8921/fare-i-libri-dieci-anni-di-grafica-in-casa-editrice-a-cura-di-riccardo-falcinelli</guid>
    <pubDate>Sat, 10 Dec 2011 13:36:44 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>case-editrici</category><category>books</category><category>a cura di riccardo falcinelli</category><category>dieci anni di grafica in casa editrice</category><category>fare i libri</category><category>libri per natale</category><category>minimum fax</category>
    <description>Probabilmente la maggior parte dei lettori, alla domanda diretta su quanto sia importante nelle scelte di lettura l&amp;#8217;aspetto grafico dei libri, dapprima esiterebbe. Poi, probabilmente, per non[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/FareilibridieciannidigraficaincasaeditriceacuradiRiccardoFalcinelli.jpg" class="post" border="0" align="left" width="301" height="360" alt="minimum fax, Fare i libri, dieci anni di grafica in casa editrice, a cura di Riccardo Falcinelli, libri per natale" /> Probabilmente la maggior parte dei lettori, alla domanda diretta su quanto sia importante nelle scelte di lettura l&#8217;aspetto grafico dei libri, dapprima esiterebbe. Poi, probabilmente, per non fare la figura di chi giudica le cose dall&#8217;aspetto e non dalla sostanza, si dichiarerebbe poco influenzato dalla grafica editoriale al momento dell&#8217;acquisto.</p>
<p>Ma se per un verso il lettore avrebbe indubbiamente ragione - che effettivamente un libro non si giudica <em>soltanto</em> dalla copertina, come un monaco dall&#8217;abito che porta - per tutta una serie di motivazioni topperebbe completamente, condannando una parte decisiva del processo di creazione editoriale all&#8217;invisibilità, o peggio, all&#8217;inutilità.</p>
<p>È proprio per questo, <strong>per capire le esatte dimensioni di questo sbaglio, che ogni lettore - ne sono convinto - dovrebbe almeno sfogliare questo grandioso libro</strong> edito da <a href="http://www.booksblog.it/tag/minimum fax">minimum fax</a> e intitolato <strong>Fare i libri, dieci anni di grafica in casa editrice</strong>. Si tratta di un libro quasi prettamente (foto)grafico, splendidamente curato nei dettagli che porta letteralmente il lettore nel retrobottega di una delle case editrici più interessanti e importanti culturalmente dei nostri anni.</p>


<p>
Forse lo si dice ancora sottovoce, ma neanche più di tanto. La minimum fax (rigorosamente minuscolo) sia per prospettive editoriali, sia per pratica costante di scoperta o di riproposizione di grandi libri sia italiani che stranieri, classici ma soprattutto contemporanei, sta occupando quel grande vuoto a cui ci hanno condannato gli anni ottanta con l&#8217;esaurimento del sacro fuoco einaudiano.</p>
<p>Ma avere un giro di intellettuali - da Vasta a Lagioia - a mio parere sempre più paragonabile alla cerchia che tra i cinquanta e gli ottanta frequentava Torino (da Vittorini a Calvino per intenderci) o avere tra i propri titoli la grande narrativa italiana come quella americana non sarebbero stati elementi sufficienti per dare alla minimum fax quell&#8217;anima e quell&#8217;aura tipica dei punti di riferimento. </p>
<p>È solo sfogliando questo libro che si capisce da dove provenga quella speciale aura che la minimum fax ha saputo crearsi negli ultimi dieci anni - come anche altre case editrici, da ISBN a Marcos y Marcos, fino a Iperborea - un&#8217;aura fatta di dettagli, quei dettagli che rendono inconfondibili i libri, come un marchio.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/8921/fare-i-libri-dieci-anni-di-grafica-in-casa-editrice-a-cura-di-riccardo-falcinelli">Fare i libri, dieci anni di grafica in casa editrice, a cura di Riccardo Falcinelli</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 15:36 di sabato 10 dicembre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Lavorare in una casa editrice in Italia... e negli States?</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/8841/lavorare-in-una-casa-editrice-in-italia-e-negli-states</link>
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    <pubDate>Wed, 30 Nov 2011 10:16:58 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>case-editrici</category><category>cercare lavoro in casa editrice</category><category>in evidenza</category><category>lavorare in editoria</category><category>lavoro editoria stati uniti d'america</category><category>lavoro precario</category><category>stage</category>
    <description>Per lavorare nel mondo editoriale bisogna essere pronti a sacrificare le cose più care. È un lavoro duro, a volte durissimo, con orari impressionanti e con l&amp;#8217;impossibilità assoluta di[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/LavorareinunacasaeditriceinItalia...enegliStates.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="176" alt="cercare lavoro in casa editrice, lavorare in editoria, lavoro editoria stati uniti d&#39;america, lavoro precario, stage" />Per lavorare nel mondo editoriale bisogna essere pronti a sacrificare le cose più care. È un lavoro duro, a volte durissimo, con orari impressionanti e con l&#8217;impossibilità assoluta di lasciare il lavoro in ufficio. Lavorare per l&#8217;editoria consuma, di questi tempi anche di più, visto che gli stipendi sono da fame e che il precariato è la forma di lavoro preferita nel settore.</p>
<p>Detto questo, è pur vero che l&#8217;editoria resta uno degli sbocchi professionali a cui vorrebbero tendere moltissimi giovani italiani. Non so bene le statistiche, ma di sicuro ci sono molte più domande di quanta richiesta effettiva ci sia. Già così sembra un lavoro ostico. Ma aspettate, contate che in Italia le cose si fanno ancora più difficili perché l&#8217;unico modo di entrare è passare da stage o da conoscenze altolocate.</p>
<p>Di stage ne offrono quasi tutti, si tratta di lavorare a volte gratis, a volte dietro compensi ridicoli, altre - ma poche - con un salario appena appena sufficiente per vivere metà mese. L&#8217;altra metà devi avere dei genitori con le spalle larghe, o almeno con un conto in banca capace di reggere anche il tuo peso.</p>


<p>
<img src="http://static.blogo.it/booksblog/galleycatoffertedilavoro.png" class="post" border="0" align="left" width="250" height="115" alt="galley cat offerte di lavoro" />Non voglio dilungarmi. Vorrei semplicemente mettervi di fronte a un fatto, o meglio, a due pagine prese dalla stessa fonte, internet.</p>
<p>La prima si riferisce agli annunci pubblicati settimanalmente da GalleyCat, uno dei blog di riferimento americani del settore.</p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/mondadorioffertedilavoro.png" class="post" border="0" align="left" width="250" height="164" alt="mondadori offerte di lavoro" />L&#8217;altro è uno screenshot preso dal sito della Mondadori, una delle poche case editrici italiane che offre ancora lavoro pagato, anche se utilizzando con un po&#8217; troppa disinvoltura - per non dire selvaggiamente - i contratti a progetto annuali. </p>
<p>Ora tornate bambini per un attimo e giocate al gioco delle differenze. Anche senza sapere le retribuzioni medie e il tipo di contratti, sono quasi sicuro che potrete valutare da voi.</p>
<p>Foto | <a href="http://diquipassofrancesco.blogspot.com/2011/03/correggere-bozze.html">DiquipassòFrancesco</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/8841/lavorare-in-una-casa-editrice-in-italia-e-negli-states">Lavorare in una casa editrice in Italia... e negli States?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 12:16 di mercoledì 30 novembre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>&quot;Le leggi del mestiere dell&#039;editore&quot; alla Biblioteca del Centre Pompidou</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/8793/le-leggi-del-mestiere-delleditore-alla-biblioteca-del-centre-pompidou</link>
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    <pubDate>Sun, 27 Nov 2011 12:14:54 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Sara Rania alias Kitsuné</dc:creator>
    <comments>http://www.booksblog.it/post/8793/le-leggi-del-mestiere-delleditore-alla-biblioteca-del-centre-pompidou#comments</comments>
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    <category>case-editrici</category><category>books</category><category>curiosita</category><category>boris vian</category><category>centre pompidou</category><category>charles baudelaire</category><category>editeurs</category><category>isabelle bastian-dupleix</category>
    <description>L&amp;#8217;esposizione &amp;#8220;Editeurs, les lois du métier&amp;#8221;, allestita al secondo piano della biblioteca del Centre Pompidou di Parigi è un viaggio nel &amp;#8220;mondo[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F8793%2Fle-leggi-del-mestiere-delleditore-alla-biblioteca-del-centre-pompidou" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=%22Le+leggi+del+mestiere+dell%27editore%22+alla+Biblioteca+del+Centre+Pompidou&url=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F8793%2Fle-leggi-del-mestiere-delleditore-alla-biblioteca-del-centre-pompidou" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><a href="http://www.booksblog.it/galleria/le-leggi-del-mestiere-delleditore/"><img class="post" src="http://static.blogo.it/booksblog/le-leggi-del-mestiere-delleditore/Leleggidelmestieredelleditore_visual.jpg" alt="" width="586" height="160" /></a></p>
<p>L&#8217;esposizione <a href="http://editeurslesloisdumetier.bpi.fr/bpi_loi-edition/fr/index.html">&#8220;Editeurs, les lois du métier&#8221;</a>, allestita al secondo piano della biblioteca del <a href="http://www.centrepompidou.fr/">Centre Pompidou</a> di Parigi è un viaggio nel &#8220;mondo selvaggio&#8221; delle case editrici e degli scandali che le hanno accompagnate durante l&#8217;ultimo secolo. Il tutto dal punto di vista dell&#8217;editore. Mercante, mecenate e sponsor, a volte sostenitore e talent scout, altre volte vera e propria &#8220;rovina&#8221; degli scrittori. Un &#8220;mestiere&#8221; descritto abilmente dalla curatrice della mostra Isabelle Bastian-Dupleix:</p>
<blockquote><p>Editare significa pubblicare un libro e prendersi la responsabilità dell&#8217;atto!</p></blockquote>
<p>Testardo difensore del diritto di &#8220;pubblicare in tutta libertà&#8221;, e allo stesso tempo abile sfruttatore degli echi mediatici come Régine Deforges, fondatrice della casa editrice <a href="http://www.lor-du-temps.com/">L&#8217;Or du temps</a> e autrice a sua volta, Jean-Jacques Pauvert che si è guadagnato un bel numero di multe grazie alla riedizione di alcuni &#8220;libri proscritti&#8221; e François Maspero impegnato soprattutto nell&#8217;opposizione alla censura politica. Tutti uniti nella capacità di sfruttare gli &#8220;avvenimenti pruriginosi&#8221; per promuovere le opere considerate pericolose dal <a href="http://editeurslesloisdumetier.bpi.fr/bpi_loi-edition/fr/lois_du_metier/pourquoi_la_loi_de_49/le_cartel_d_action_sociale_et_morale.html">Cartel d&#8217;action morale et sociale</a>, un documento voluto dalla lobby antipornografica fondata dai protestanti repubblicani francesi nel 1886.</p>


<p>
Si tratta in fondo di una testimonianza dei grandi cambiamenti che hanno attraversato la società, la cultura e l&#8217;editoria, che molto spesso la riflessione l&#8217;ha diffusa, ma tante volte persino ostacolata, riportando lo sguardo sulla <a href="http://editeurslesloisdumetier.bpi.fr/bpi_loi-edition/fr/affaires/decolonisation.html">decolonizzazione</a>, sulla <a href="http://editeurslesloisdumetier.bpi.fr/bpi_loi-edition/fr/affaires/sexe_et_bonnes_moeurs.html">sessualità e sui costumi</a>. Una ricognizione nei &#8220;grandi affari&#8221; che svela retroscena misconosciuti grazie ad archivi giuridici, carteggi, edizioni originali e articoli provenienti dagli <a href="http://www.archivesnationales.culture.gouv.fr/">Archives nationales</a>, dall&#8217;<a href="http://www.imec-archives.com/index.php">Imec</a> (Istituto per la memoria delle edizioni contemporanee) e da collezioni private.</p>
<p>Il percorso comincia con un excursus storico giuridico che passa per la legge del 1949 destinata inizialmente a limitare la violenza nei fumetti importati dagli USA, virando sulla reabilitazione dei <a href="http://editeurslesloisdumetier.bpi.fr/bpi_loi-edition/fr/lois_du_metier/oeuvres_choquantes/les_fleurs_du_mal.html">Fleurs du Mal</a> di Charles Baudelaire, per arrivare ai casi più eclatanti di censura come:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.marcosymarcos.com/sputer%C3%B2.htm">&#8220;Sputerò sulle vostre tombe&#8221;</a>, di Boris Vian, apparso per la prima volta nel 1946.</li>
<li><a href="http://www.presences.free.fr/sitemorel/site/pourliberationbresil.html">&#8220;Pour la libération du Brésil&#8221;</a>, documento politico di Carlos Marighela a sostegno dell&#8217;azione armata contro la dittatura, pubblicato negli anni &#8216;70 da <a href="http://www.seuil.com/">Le Seuil</a>, prima di essere proscritto e poi ristampato e commercializzato da altri 25 editori.</li>
<li>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fatwa">&#8220;fatwa&#8221;</a> che perseguita Salman Rushdie e i suoi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_versi_satanici">&#8220;I versi satanici&#8221;</a> dal 1988.</li>
</ul>
<p>E poi proseguire sull&#8217;epoca contemporanea, tanto più povera di grandi &#8220;battibecchi moralistici&#8221;, e condanne di testi proibiti, quanto più concentrata sugli affari privati, come la denuncia del famoso attore Alain Delon contro <a href="http://www.grasset.fr/textes/accueil.htm">Grasset</a> in seguito a una biografia non autorizzata apparsa nel 2000 (&#8221;Les Mystères Delon&#8221; di Flammarion). Concludendosi sulla questione cruciale sollevata dall&#8217;affare Eric Bénier-Bürckel, accusato di antisemitismo per il romanzo <a href="http://www.evene.fr/livres/livre/eric-benier-burckel-pogrom-13015.php">&#8220;Pogrom&#8221;</a> (Flammarion, 2005) e poi assolto: Che cosa si può tollerare nella finzione? </p>
<p>Via | <a href="http://www.lexpress.fr/culture/livre/les-dures-lois-du-metier-d-editeur-exposees-a-beaubourg_1054571.html">lexpress.fr</a></p>
<p><a href='http://www.booksblog.it/galleria/le-leggi-del-mestiere-delleditore/'></a><br />
<a href="http://www.booksblog.it/galleria/le-leggi-del-mestiere-delleditore/1"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/booksblog/le-leggi-del-mestiere-delleditore/thn_Leleggidelmestieredelleditore_visual.jpg" alt="" width="130" height="35" /></a><a href="http://www.booksblog.it/galleria/le-leggi-del-mestiere-delleditore/2"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/booksblog/le-leggi-del-mestiere-delleditore/thn_LeleggidelmestieredelleditoreallaBibliotecadelCentrePompidou_logo.jpg" alt="" width="130" height="82" /></a><a href="http://www.booksblog.it/galleria/le-leggi-del-mestiere-delleditore/3"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/booksblog/le-leggi-del-mestiere-delleditore/thn_LeleggidelmestieredelleditoreallaBibliotecadelCentrePompidou.jpg" alt="" width="130" height="86" /></a><a href="http://www.booksblog.it/galleria/le-leggi-del-mestiere-delleditore/4"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/booksblog/le-leggi-del-mestiere-delleditore/thn_Leleggidelmestieredelleditore_affiche.jpg" alt="" width="86" height="130" /></a><a href="http://www.booksblog.it/galleria/le-leggi-del-mestiere-delleditore/5"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/booksblog/le-leggi-del-mestiere-delleditore/thn_SputersullevostretombediBorisVian.jpg" alt="" width="84" height="130" /></a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/8793/le-leggi-del-mestiere-delleditore-alla-biblioteca-del-centre-pompidou">"Le leggi del mestiere dell'editore" alla Biblioteca del Centre Pompidou</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 14:14 di domenica 27 novembre 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>


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