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Lavorare in una casa editrice in Italia... e negli States?

pubblicato da Andrea Coccia in: case editrici

cercare lavoro in casa editrice, lavorare in editoria, lavoro editoria stati uniti d'america, lavoro precario, stagePer lavorare nel mondo editoriale bisogna essere pronti a sacrificare le cose più care. È un lavoro duro, a volte durissimo, con orari impressionanti e con l’impossibilità assoluta di lasciare il lavoro in ufficio. Lavorare per l’editoria consuma, di questi tempi anche di più, visto che gli stipendi sono da fame e che il precariato è la forma di lavoro preferita nel settore.

Detto questo, è pur vero che l’editoria resta uno degli sbocchi professionali a cui vorrebbero tendere moltissimi giovani italiani. Non so bene le statistiche, ma di sicuro ci sono molte più domande di quanta richiesta effettiva ci sia. Già così sembra un lavoro ostico. Ma aspettate, contate che in Italia le cose si fanno ancora più difficili perché l’unico modo di entrare è passare da stage o da conoscenze altolocate.

Di stage ne offrono quasi tutti, si tratta di lavorare a volte gratis, a volte dietro compensi ridicoli, altre - ma poche - con un salario appena appena sufficiente per vivere metà mese. L’altra metà devi avere dei genitori con le spalle larghe, o almeno con un conto in banca capace di reggere anche il tuo peso.

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"Le leggi del mestiere dell'editore" alla Biblioteca del Centre Pompidou

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné in: case editrici libri curiosità

L’esposizione “Editeurs, les lois du métier”, allestita al secondo piano della biblioteca del Centre Pompidou di Parigi è un viaggio nel “mondo selvaggio” delle case editrici e degli scandali che le hanno accompagnate durante l’ultimo secolo. Il tutto dal punto di vista dell’editore. Mercante, mecenate e sponsor, a volte sostenitore e talent scout, altre volte vera e propria “rovina” degli scrittori. Un “mestiere” descritto abilmente dalla curatrice della mostra Isabelle Bastian-Dupleix:

Editare significa pubblicare un libro e prendersi la responsabilità dell’atto!

Testardo difensore del diritto di “pubblicare in tutta libertà”, e allo stesso tempo abile sfruttatore degli echi mediatici come Régine Deforges, fondatrice della casa editrice L’Or du temps e autrice a sua volta, Jean-Jacques Pauvert che si è guadagnato un bel numero di multe grazie alla riedizione di alcuni “libri proscritti” e François Maspero impegnato soprattutto nell’opposizione alla censura politica. Tutti uniti nella capacità di sfruttare gli “avvenimenti pruriginosi” per promuovere le opere considerate pericolose dal Cartel d’action morale et sociale, un documento voluto dalla lobby antipornografica fondata dai protestanti repubblicani francesi nel 1886.

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Le Libellule: la nuova collana di narrativa low-cost della Mondadori

pubblicato da Andrea Coccia in: case editrici libri

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È tempo di crisi, i soldi per i libri spesso sono i primi a saltare. E allora non ci si può certo stupire che le operazioni di marketing che puntano a importare il modello LowCost anche in letteratura ricevano un gradissimo apprezzamento dal pubblico. L’esempio di Newton&Compton è li a dimostrarlo.

Ma la prova che il mercato del basso costo sta diventando un vero business da inseguire e su cui darsi battaglia è rappresentato da questa nuova impresa mondadoriana. La casa editrice segratese, secondo un’indiscrezione pubblicata da Antonio Prudenzano di Affaritaliani.it, sarebbe pronta a lanciare una nuova collana di narrativa “breve” (massimo 200 pagine) a prezzi popolari, vale a dire 10 euro. Libri leggeri, sia come lunghezza pagine sia come prezzo, come Libellule appunto.

Prudenzano, la cui affidabilità in queste cose è pressoché totale, fa anche i nomi dei primi quattro autori che verranno lanciati: Chiara Gamberale, Raffaele La Capria, Andrea Camilleri e Arnaud Rykner. Si tratta di nomi che danno bene l’idea di quanto la partita sia seria. Niente di nuovo, in ogni caso, sotto il sole: alla fine lowcost è un modo più trendy di chiamare i tascabili, o no?

Via | Affaritaliani.it
Foto | Flickr

Marsilio coinvolge i blogger con ebook gratis, le altre seguiranno?

pubblicato da Andrea Coccia in: case editrici ebooks

ebook, marsilio, blogger a voi la parola, ebook gratis per i bloggerNegli ultimi giorni si è parlato molto di una iniziativa promossa dada una grande case editrice, la Marsilio di Venezia per coinvolgere i blogger nel discorso culturale. La proposta è molto semplice: volete parlare dei nostri libri, ovviamente in tutta libertà? Molto bene, noi vi regaliamo la versione ebook.

Moltissimi commenti da parte dei diretti interessati - i blogger - sono stati entusiasti e per molti versi posso essere d’accordo. Un gesto del genere da parte di una casa editrice come la Marsilio sta a significare che finalmente qualcuno riconosce ai blogger il ruolo di produttori di gusto, di consenso, veicoli di marketing virale che sono in grado di raggiungere un pubblico molto vasto e abbastanza selezionato e che, soprattutto, possono contare su un rapporto di fiducia con i propri lettori elevatissimo.

Niente da dire, si tratta di un’arma niente male in mano alle case editrici per diffondere i propri prodotti. Sono felice di questa piccola novità, e spero che oltre alla Marsilio anche gli altri editori pensino a iniziative del genere per coinvolgere la galassia dei blogger che, ripeto, hanno un ruolo molto importante nella diffusione di un libro e glielo si deve riconoscere. Voi che ne pesante? Resterà un’iniziativa isolata o le altre case editrici, annusato il barattolo di miele, si avventeranno sgomitando e riempiranno i poveri blogger di ebook?

Edizioni Sur, ovvero come cambiare il modello della distribuzione libraria e pubblicare libri di qualità

pubblicato da Andrea Coccia in: case editrici narrativa straniera

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Da pochi giorni sono sbarcati nelle librerie i primi tre titoli di un nuovo esperimento editoriale che nasce come “costola” di minimumfax e che si chiama Sur, un nome che per chi ama la letteratura sudamericana, in particolare quella argentina, fa subito sognare.

Sur era infatti il nome della rivista di Victoria Ocampo che ospitò gli scritti dei più grandi scrittori argentini del Novecento: basti pensare ad alcuni dei più bei racconti fantastici di Jorge Luis Borges, agli interventi di Ernesto Sabato o a quelli di altri grandi nomi del secondo novecento argentino, in primis Adolfo Bioy Casares.

Tutte le buone case editrici nascono con una nobile missione, per definizione. La missione di Sur è duplice: diffondere in Italia alcune delle perle, passate o contemporanee, della letteratura sudamericana, e farlo proponendo un modello di distribuzione alternativo.

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In Germania la casa editrice cattolica Weltbild accusata di pubblicare pornografia

pubblicato da Andrea Coccia in: case editrici curiosità

libri porno, libri erotici, scandalo weltbild Dopo lo scandalo dei preti pedofili, un’altro scandalo, anche se di dimensioni molto minori, sta esplodendo nelle mani della chiesa cattolica. Questa volta la notizia proviene dalla Germania: il quotidiano conservatore Die Welt, infatti, ha lanciato una dura polemica sui vertici della casa editrice Weltbild, gestita dalle arcidiocesi tedesce e di completa proprietà del Vaticano.

L’accusa? Semplicemente quella di avere in catalogo opere che secondo Die Welt sarebbero pornografiche e che avrebbero già causato numerose proteste da parte dei fedeli. Il SecoloXIX, che ha riportato la notizia, parla di titoli alquanto scabrosi come «Sesso per intenditori», «Storie sporche», «La puttana dell’avvocato». Mica male per una casa editrice cattolica.

I vertici di Weltbild, ovviamente, non hanno accettato di buon grado le accuse e hanno minacciato il quotidiano tedesco di reagire attraverso gli avvocati, rispondendo con una bella accusa di diffamazione. Ora, il giudice potrà decidere quel che vuole, non è poi così importante. Il vero giudizio lo emetteranno i lettori di Weltbild che, se riterranno la linea del quotidiano troppo incline alla mondanità faranno le loro scelte.

Via | SecoloXIX

Concorso Almanacco Guanda: scouting tra i lettori sul tema del razzismo

pubblicato da Andrea Coccia in: case editrici scuole&concorsi

almanacco guanda concorso, ranieri polese, razzismoCome sapete siamo sempre restii a pubblicizzare concorsi letterari o bandi di partecipazione a iniziative di scouting letterario. Eppure, quando è il caso, sappiamo fare un’eccezione. E’ il caso dell’interessante iniziativa della prestigiosa casa editrice Guanda, che da un paio di settimana ha lanciato un concorso che di certo potrà interessate tutti coloro che tra voi amano esprimersi attraverso la scrittura.

L’iniziativa riguarda l’Almanacco Guanda, pubblicazione curata da Ranieri Polese e arrivata ormai al suo settimo compleanno. Quest’anno però c’è una grossa novità. L’Almanacco Guanda ha infatti deciso di aprirsi al pubblico. Lo fa lanciando un bando di partecipazione aperto a tutti i lettori che vogliano mettersi alla prova sul delicato, e purtroppo sempre attuale, tema del Razzismo. Proprio su questa brutta moda si concentra questa settima edizione dell’Alamanacco, intitolata per l’appunto “Con quella faccia. L’Italia è razzista? Dove porta la politica della paura”.

Le regole sono abbastanza semplici: età minima 16 anni, lunghezza massima 15 cartelle, più o meno 30mila battute. Si può partecipare con scritti di ogni natura, dalla finzione narrativa alla saggistica, finanche a forme ibride tra narrativa e saggio. Coraggio, gli interessati hanno tempo fino alla fine di novembre.

Via |FB Guanda

Amazon tenta gli scrittori: paura per la filiera editoriale tradizionale

pubblicato da Andrea Coccia in: case editrici ebooks

amazon, editoria, libri, rivoluzione Lo si aspettava da tempo, ora ci siamo: Amazon sta facendo il passo decisivo per completare l’avvio di una vera e propria rivoluzione che potrebbe mettere a soqquadro l’intera filiera editoriale così come la conosciamo ora. Dopo aver convinto i lettori del fatto che potevano fare a meno delle librerie, ora sta mettendo la pulce nell’orecchio agli autori, cercando di convincerli - e siamo sicuri che non ci vorrà molto - che possono fare a meno degli editori tradizionali.

La mossa di Amazon, di cui parlano anche gli amici di Downloadblog, è molto semplice: sfrondare il mastodontico edificio editoriale togliendo i rami morti, vale a dire gli editori, e prendendone il posto facendo siglare agli autori contratti direttamente con Amazon. Risultato: gli autori guadagnano di più, i lettori spendono di meno. Difficile convincere entrambi della non correttezza della mossa.

In un interessante articolo che ho letto in rete, Luca de Biase ci ricorda che “la filiera editoriale come oggi la conosciamo è partita dalla tecnologia della stampa” ed è proprio grazie alla supremazia tecnico-tecnologica e alla legge sul copyright che gli stampatori si sono trasformati - invero ci han messo qualche secolo - nei moderni editori, onnivori, famelici, ipertrofici. Alcune di queste realtà sono diventate immense concentrazioni editoriali, che negli ultimi anni hanno conquistato tutta la filiera: dalla produzione alla distribuzione alla vendita, sovvertendo le regole del mercato, sia a livello economico, sia a livello qualitativo e di librodiversità.

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Mucchi di libri in ufficio: le scrivanie italiane rispondono!

pubblicato da Andrea Coccia in: case editrici libri curiosità

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Domenica scorsa, riprendendo un viral post di BuzzFeed, vi avevo mostrato una panoramica delle scrivanie delle redazioni americane: libri impilati a montagne, sfracellati al suolo, libri di ogni tipo e piccoli dettagli simpatici che rendono decisamente più umana la vita redazionale, fatta di ritmi serrati, di ora passate tra libri e computer, ma non solo.

Oggi quindi, addirittura un giorno prima di quanto vi avevo promesso, tocca alle scrivanie italiche rispondere per le rime. A conclusione di quel post, infatti, mosso - forse per la prima volta nella mia vita - da un certo fremito sciovinista, avevo lanciato un appello ai lettori di booksblog, agli amici editori, giornalisti e redattori, chiedendo di inviarmi le foto delle vostre scrivanie, colme o meno colme di libri. Volevo vedere di che pasta erano fatte le scrivanie italiane.

Bene, a distanza di una settimana le risposte sono state numerose: una dozzina tra case editrici, giornalisti freelance, redattori di riviste e lettori hanno partecipato. E i ritratto ch ne emerge - e lo vedrete con i vostri occhi nella gallery dopo il salto - è una realtà oscillante tra ordine e disordine, tra pile di libri, computer e ebook readers. Insomma, una realtà che non ha nulla da invidiare, come era ben prevedibile, a quella americana. A ben vedere la differenza è una sola: le scrivanie italiane sembrano un po’ più “castigate” rispetto alle loro omologhe americane alcune delle quali, se ben vi ricordate, erano ornate da libri erotici di varia natura.

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Legge Bavaglio: gli editori italiani lanciano un appello alla Fiera di Francoforte

pubblicato da Andrea Coccia in: case editrici

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A Francoforte tra un paio di giorni comincia la superclassica dell’editoria europea, la Frankfurt Buchmesse, la più grande fiera dell’editoria del continente. Nato come luogo e momento per parlare di libri, per fare affari e compravendite, per stringere contratti di collaborazione e di traduzione, la Fiera di Francoforte potrebbe diventare, per gli editori italiani, un’occasione per parlare di politica e per organizzarsi.

Un anno e mezzo fa, a maggio del 2010, fu il Salone del Libro di Torino a servire da catalizzatore per un appello a difesa della libera informazione promosso da più di 200 editori nazionali. Ora, proprio durante la settimana calda in cui il parlamento italiano è chiamato a votare la cosiddetta Legge Bavaglio, alcuni degli editori italiani presenti alla Buchmesse - Laterza, Minimum Fax e Mauri Spagnol in primis - hanno annunciato la loro volontà di promuovere un appello a favore della libertà di informazione nel nostro paese.

A partire dalla proposta di inserire la detenzione tra le pene applicabili ai giornalisti che diffondono intercettazioni non autorizzate, fino all’obbligo di rettifica online per le testate registrate - i blog personali sono stati, fortunatamente, esclusi - il decreto legge sulle intercettazioni pone moltissime limitazioni alla libertà dei giornalisti in questo paese.

La speranza che il parlamento si opponga a questa legge c’è. Non ci resta che sperare che la presa di posizione degli editori italiani, che si aggiunge alle mobilitazioni dei giornalisti, dei blogger, della galassia Wikipedia e di molti altri, possa contribuire a fermarne l’iter.