
Tra i devastanti effetti del terremoto che ha recentemente devastato il Cile e che ha provocato un devastante tsunami nel pacifico c’è da registrare anche la devastazione di un’isola, distante circa 700 chilometri dalle coste cilene, denominata Isla Robinson, dal nome del celeberrimo protagonista dell’altrettanto famoso romanzo di Daniel Defoe, pubblicato nel 1719 con il titolo The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe.
L’isola dove visse per 4 anni Alexander Selkirk, l’uomo la cui storia ispirò Defoe, e dove si dice che pirati del calibro di Francis Drake seppellissero i loro tesori è stata investita dalle immense onde dello tsunami di sabato 27 febbraio alle 4 di mattina causando la morte di 16 persone (ma sarebbero state molte di più se una bambina non avesse dato l’allarme in tempo), devastando gran parte del villaggio di San Juan Bautista, e spazzando via la statua di Robinson Crusoe che campeggiava sul molo.
Anche l’archivio comunale è stato devastato dalla furia del mare, insieme alle sue preziose carte che, almeno a quanto dice il sindaco, avrebbero testimoniato che “a Isla Robinson sono stati nascosti, insieme ai famosi barili di monete d’oro, dodici anelli papali, la chiave del Muro del Pianto, la Rosa dei Venti e perfino il prezioso collare della moglie di Atahualpa, il re degli Incas”. Ma forse queste storie di pirati e di leggende condividono con il signor Crusoe l’appartenenza al mondo della letteratura, della finzione.
Via | Repubblica
Foto | Google Maps
Dopo Ogni cosa è illuminata, fortunatissima opera prima su un viaggio in Ucraina alla ricerca delle proprie radici, e Molto forte, incredibilmente vicino, sulla ricerca da parte di un bambino di 9 anni di un legame familiare che l’11 settembre ha cancellato, Jonathan Safran Foer torna in libreria con un libro che, seppur non sia definibile come un romanzo, è ancora una volta la storia di un’indagine di un ricerca.
L’indagine che sta alla base di quest’ultimo libro, edito ancora una volta da Guanda e intitolato Se niente importa, è un’indagine ancor più reale di quella che aveva portato Safran Foer in Ucraina alla ricerca delle proprie radici: si tratta di un’indagine sull’origine della carne che mangiamo tutti i giorni, una ricerca mossa dalla nascita di un figlio e dalla volontà di sapere cosa dargli da mangiare, con la convinzione che “Nutrire mio figlio non è come nutrire me stesso: è più importate”.
In questo libro, che per alcuni è uno dei tanti segnali dell’ormai avvenuta fusione tra fiction e non-fiction in un melange nuovo ed esplosivo che segnerà il futuro del narrare alternativo al romanzo, l’esito della ricerca dello scrittore, durata quasi 3 anni, è il rifiuto di accettare di essere complici di un sistema di produzione che ha tolto ogni dignità sia all’animale che all’uomo che lo mangia, trasformato in consumatore.
Continua a leggere: Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer
Si intitola Le cose fondamentali, è in uscita questo mese nelle librerie per i tipi della casa editrice Einaudi e rappresenta il ritorno al romanzo di Tiziano Scarpa, ultimo vincitore del Premio Strega con Stabat Mater, dopo la parentesi rappresentata da La vita non il mondo, una raccolta di frammenti sulla realtà contemporanea.
Le cose fondamentali è una storia di scrittura, quella di un quaderno entro le cui pagine un uomo, diventato da pochi giorni padre, vorrebbe riuscire a descrivere le cose importanti della vita, che cos’è l’amore, che cosa sono i soldi, che cos’è il potere, raccontandoglieli per come li ha conosciuti lui, personalmente; ma è anche e soprattutto una storia di paternità , una storia complessa, che costringe quello stesso uomo a scoprire, a causa della malattia del figlio che necessita un trapianto, di non poterlo aiutare, di non essere il padre naturale.
La carne che Tiziano Scarpa getta al fuoco in questa sua nuova avventura romanzesca sembra essere molta e anche parecchio scottante, arrivando a mettere in gioco alcuni dei sentimenti più forti cui un uomo può assistere in una vita: la paternità , la malattia di un figlio, la scoperta del tradimento, l’amore. Ma per sapere se lo scrittore veneziano avrà saputo o meno confermare il suo talento bisognerà aspettare ancora qualche giorno.
Tiziano Scarpa
Le cose fondamentali
Einaudi
euro 18

Non è certo una novità che lo scrittore tedesco Günter Grass, premio Nobel per la Letteratura nel 1999, ritorni a parlare del proprio passato, un passato legato a doppio filo alla storia della Germania nel Novecento: ci ricordiamo tutti quel giorno di agosto di 4 anni fa quando, spiazzando tutti gli addetti ai lavori e non solo, lo scrittore tedesco aveva annunciato il proprio coinvolgimento, seppur da ragazzino, tra le file delle SS.
Un anno fa sembrava che l’autore del Tamburo di latta sarebbe ritornato ancora una volta sulla sua storia personale e su quella della sua nazione, pubblicando un diario intitolato Il cammino dalla Germania alla Germania, ma non se ne fece nulla. Ora Grass torna, ancora una volta, a parlare del suo passato, in particolare del periodo compreso tra gli anni 60 e la caduta del Muro, un periodo in cui la Stasi, il celebre servizio segreto della Germania Est, tenne un fascicolo molto particolareggiato su di lui.
A riportare alla mente di Günter Grass il ricordo di quei tempi è un libro scritto da Kai Schlueter, intitolato Günter Grass nel mirino: i dossier della Stasi, edito in Germania dall’editore Ch. Links, in uscita in questi giorni.
Via | Repubblica.it
Foto | Flickr
L’uomo che parla ai cani potrebbe, a primo impatto, sembrare semplicemente un manuale di addestramento per appassionati di quattrozampe. In verità , il libro scritto da Cesar Millan e Melissa Jo Peltier, è la narrazione, simpatica ed approfondita, delle avventure-disavventure del più famoso dog trainer americano con i cani dei vip di Hollywood.
Certo, capitoli su come capire il proprio cane, come affrontare alcune situazioni e soprattutto come addestrare gli amici quadrupedi ci sono, ma la fa da padrona anche la storia di Cesar, della nascita della sua passione per le razze canine, con tanto di excursus sulla sua vita privata, fino a giungere ai clamorosi casi di cani vip, come quello del cane di Parsi Hilton, forse il più viziato al mondo.
Il libro è sicuramente destinato a possessori di cani o chi si appresta ad averne uno, ma vi assicuro che la lettura è assai simpatica e interessante. E, se siete interessati al genere, fate un giro su petsblog e scoprite quali altri testi possono fare al caso vostro!
Cesar Millan - Melissa Jo Peltier
L’uomo che parla ai cani
Salani
296 pp - 14 euro
Si sarebbe dovuto intitolare The Last Train From Hiroshima, sarebbe stato l’ennesimo libro dello scrittore americano Charles Pellegrino e sarebbe dovuto diventare la base per un nuovo film di James Cameron, amico di lunga data di Pellegrino che già in passato aveva utilizzato i suoi libri per le proprie avventure cinematografiche, in primis quella di Titanic.
L’ultimo treno per Hiroshima avrebbe dovuto essere pubblicato a breve, ma così non sarà , perché l’editore del libro di Pellegrino, Henry Holt and Company, ha annunciato di avere deciso, a causa “della mancanza di attendibilità di alcuni dei fatti riportati nel romanzo”, di sospenderne la stampa.
Se si trattasse di un romanzo fantastico la cosa non avrebbe nessun senso, ma visto che il libro, che rievoca i terribili momenti del bombardamento atomico del Giappone nel 1945, si basa sulle testimonianze dirette della tragedia, da quelle di alcuni dei sopravvissuti al bombardamento ad quelle di alcuni dei piloti che erano in servizio sull’Enola Gay, l’affidabilità delle fonti diventa di primaria importanza. Non è certo un caso se ora l’intera carriera di Pellegrino, che aveva già firmato un libro sul Titanic e uno sulla tomba di Cristo che aveva fatto molto dicutere, è sotto processo.
Via | Badtaste
Secondo Marcello Dell’Utri, che oltre ad essere senatore del Pdl è anche un famoso bibliofilo nonché curatore della Mostra del libro antico che si terrà a Milano dal 12 al 14 marzo, durante i preparativi per la mostra “Immagini corsare: ritratti e libri di Pier Paolo Pasolini,” organizzata da Alessandro Noceti e dalla Libreria Carattere di Milano, sarebbe emerso tra le carte un preziosissimo capitolo di Petrolio, romanzo di Pasolini rimasto incompiuto.
A quanto afferma Dell’Utri, il capitolo ritrovato tratterebbe alcune importanti problematiche legate alla Eni, al suo presidente Eugenio Cefis e al fondatore Enrico Mattei e il suo contenuto sarebbe scottante. Queste le parole di Dell’Utri:
“C’è un giallo perché credo che sia stato rubato dallo studio di Pasolini e sparì, ma è stato ritrovato. E’ un capitolo inquietante per l’Eni, di grande interesse, perché si lega alla storia del Paese, alla morte misteriosa di Mattei e di Pasolini stesso”
Il documento sarà presentato al pubblico in esclusiva durante la mostra. Si tratterà effettivamente dello scoop letterario dell’anno o sarà stato un trucchetto per pubblicizzare l’evento? Presto lo scopriremo.
Via | Virgilio

La bizzarra e inaspettata nomina di Maurizio Costanzo, giornalista e autore televisivo tra i più popolari degli ultimi 30 anni, a direttore responsabile dei Gialli Mondadori, storica testata della casa editrice segratese, è stata ufficializzata ieri attraverso un comunicato che lo stesso Costanzo ha pubblicato sul blog dedicato alla collana di gialli più famosa d’Italia.
Costanzo si è detto ovviamente molto onorato della nomina e, nel suo messaggio ai lettori, ha voluto spiegare la genesi di questa strana operazione che ha colto tutti abbastanza di sorpresa:
Questa nomina che mi ha fatto ovviamente molto piacere, mi porta a dover spiegare come è accaduto. Ebbene le cose stanno così: non sono un appassionato di letteratura gialla comunque, ma ho da sempre coltivato la passione per Georges Simenon e per Rex Stout ovvero per gli autori di Maigret e di Nero Wolfe. Ho letto moltissimi altri gialli nella mia vita e mi sono anche appassionato a storie di azione rispetto a quelle psicologiche, però l’idea che il grande commissario Maigret o lo stanziale Nero Wolfe riuscissero, facendo lavorare l’intelligenza e l’esperienza, a risolvere storie assai intricate mi ha sempre appassionato.
Costanzo ha poi aggiunto che intende lavorare per potenziare la presa dei Gialli Mondadori sul pubblico giovane, sugli under 40, che generalmente per motivi di anagrafe è sempre stata una fascia marginale del pubblico appassionato del genere.
Continua a leggere: Maurizio Costanzo è il nuovo direttore dei Gialli Mondadori

Qualche giorno fa vi ho parlato di una misteriosa intervista a Philip Roth pubblicata da Libero e ripresa dal Corsera che si è poi rivelata inventata, contemporaneamente si sta scatenando una dura polemica contro la direzione del TG1, rea di aver sostituito, nell’ambito di un servizio sul caso Mills, il termine “prescritto” con “assolto”: pare proprio che il giornalismo nostrano non se la passi molto bene.
Oggi vi voglio segnalare un altro episodio che, almeno a mio parere, testimonia ulteriormente lo stato di salute precaria del nostro giornalismo, si tratta della pubblicazione del Libro dei fatti 2010, un almanacco “bestseller”, curato dalla agenzia di stampa Adnkronos, che da 21 anni ripercorre l’anno precedente la pubblicazione registrandone gli accadimenti più importanti, quelli che hanno segnato il 2009 giorno per giorno: dalla tragedia del terremoto dell’Aquila fino alla pioggia di medaglie dei mondiali di nuoto, fino alla morte del re del pop Micheal Jackson.
Divenuto ormai una tradizione, il Libro dei fatti è un almanacco certamente interessante, curioso, magari anche utile da tenere sotto mano o da lasciare in bagno per le letture veloci, ma sicuramente non è una pubblicazione aproblematica, richiede una certa imparzialità e un certo controllo, non possiamo infatti fare a meno di chiederci chi ci sia dietro la selezione dei fatti più importanti dell’anno e del loro commento.
Continua a leggere: Il Libro dei fatti 2010 e la salute precaria del giornalismo italiano
Quattro storie raccontate con classe, leggerezza, profondità di narrazione ed una forma perfetta. E’ questo, in sintesi, il libro “La donna gigante” di Lidia Ravera, scrittrice e sceneggiatrice, famosa per il suo esordio “Porci con le ali”. Quattro racconti di media lunghezza che parlano di donne, narrando storie sospese al confine tra il materiale ed il sentimentale, narrando le realtà dei tempi (politici) attraverso una fotografia psicologica perfetta e mai forzata delle protagoniste.
Tutto parte proprio da quella “donna gigante” di cui conosciamo la vita attraverso una data: 3 aprile. Del 1985, del 1995, del 2005. Un giorno della vita di una donna narrato quando essa ha 30, 40 e 50 anni, mentre i sentimenti, la politica, il lavoro cambiano, ma non l’animo di questa donna, tenace e capace. Gli altri racconti seguono lo stesso fil rouge, narrando storie di guerre personali di donne capaci di mettersi in gioco, anche a costo di di entrare in crisi, di perdere le certezze sulla loro identità . Donne giganti…
Un libro sicuramente da leggere, magari da regalare alle donne in occasione dell’8 marzo, perché è capace di rimanere dentro nel tempo.
Lidia Ravera
La donna gigante
Melampo editore
2009, 111 pp
€ 12,00