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libri

L'alchimia olfattiva della biblioteca

pubblicato da Sara R. in: blog&web libri curiosità

Biblioteca di Holland House a Londra

Forse vi sembrerà un po’ anacronistico, in tempi di tablet e di lettura digitale, parlare dell’esistenza del cosiddetto “profumo di biblioteca”. Non crediate che si tratti di uno sproloquio sul deodorante per ambienti alla moda, oppure di un elogio dell’ultima “eau de maison”. Parliamo di carta, amato supporto dal particolarissimo odore.

Ma le pagine non bastano, quella singolarissima fragranza che emana ogni biblioteca che si rispetti, è un misto di cuoio invecchiato, legno degli scaffali e prodotti per la sua cura, cartone e, ahimé, in certi casi anche plastica. Ma, i veri responsabili della particolarissima “fragranza da libro d’epoca” sembrano essere dei composti organici volatili liberati nell’aria proprio dalla disgregazione progressiva della cellulosa dai fogli, un processo cominciato alla metà del XIX secolo, con la sostituzione delle fibre di cotone con quelle di legno contenenti lignina, un polimero organico che emana un odore di vaniglia.

Ma l’affare va ben oltre “il piacevole effluvio” che nasconde il progressivo disfacimento degli amati tomi. Una decomposizione che passa per diverse fasi, e che affascina Lorena Gibson, chimico dell’Università scozzese di Strathclyde, responsabile del progetto denominato “Patrimonio degli odori”. Un interessante studio focalizzato sull’identificazione dello “stato di salute dei libri” a partire dal loro olezzo, “un’alchimia olfattiva” che difficilmente regnava nella biblioteca londinese di Holland House, bombardata nel settembre del 1940.

Via | papelenblanco.com
Foto | bibliophage

Nuova vita per le "boutique di libri" lungo la Senna

pubblicato da Sara R. in: news libri curiosità

le nuove

Qui a Parigi le chiamano semplicemente le boîte vertes, si tratta dei contenitori disseminati a centinaia lungo i parapetti in pietra che danno sulla Senna. Una specie di “istituzione culturale” talmente tipica, da meritarsi non solo qualche foto nei carnet di viaggio di chiunque passi dalla Ville Lumière, ma anche il prestigioso riconoscimento di patrimonio mondiale dell’UNESCO (dal 1991). La loro storia non solo rimonta indietro nel tempo, ma promette di durare ancora a lungo.

Quattro nuovi prototipi sono stati istallati di fronte al municipio centrale, proprio per essere testati dai venditori. I modelli, realizzati nel centro di ricerca e sviluppo del design di Matériaupôle Paris Seine Amont dovrebbero avere “tutte le carte in regola”, per migliorare il confort dei librai, professionisti en plein air esposti ad ogni genere di agente atmosferici, che potranno comunque scegliere di conservare le loro boîte tradizionali.

Riscaldamento per non battere i denti e tende integrate contro le gelide raffiche di vento, potrebbero far pendere per il cambiamento, ma si tratta di un’innovazione che inquieta i diretti interessati, preoccupati di “gettare un ombra troppo moderna” su di un simbolo ormai consolidato.

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Via | innovcity.fr

Dormire in una "culla di libri"

pubblicato da Sara R. in: blog&web libri curiosità

Dormire nei libri

E chi non la vorrebbe una stanza così? (Eludete la domanda retorica se non siete lettura-dipendenti, poiché potrebbe causare un subitaneo moto di rigetto). Oramai lo avrete capito che le “esagerazioni visive da libro” sono una delle mie ossessioni, se poi ci aggiungete che non solo li leggo di giorno, ma li sogno anche di notte (come accade a molti) il quadro potrebbe apparire un po’ più chiaro. Ma se vi dicessi che, oltre a farne l’oggetto delle mie fantasie oniriche, i libri rappresentano veri e propri “componenti strutturali indispensabili” della mia umile dimora dei desideri, forse non sareste altrettanto propensi ad accogliere la stranezza.

E invece vi assicuro che si tratta dell’esplicitazione visuale delle mie più recondite visioni, di quelle nelle quali i “cari mattoncini di carta”, non hanno bisogno di supporti, ma si prestano, naturalmente in ordine solo apparentemente sparso, a fare da gambe di tavolino, leggii improvvisati, troni reali per il micio di casa, superfici di appoggio e tanto altro ancora. Il guaio è che, a inciamparci scatta l’urlo, e nel marasma colorato delle copertine “rimettere tutto a posto” diventa un tantino complicato.

Immagine da facebook.com

Libri da non dimenticare nella giornata della memoria

pubblicato da Andrea Coccia in: libri

giornata della memoria, libri per non dimenticare

Ieri pensavo di celebrare la giornata della memoria con una recensione di un libro, molto forte ancorché delicato, dedicato alla tragedia del popolo armeno (Il libro dei sussurri di Varujan Vosganian, Keller editore, 2011). Stamattina invece mi sono ricreduto e ho deciso, vista anche qualche discussione twitteriana, di parlare in questo articolo non solo di uno, ma di una serie di libri che non sono dedicati direttamente alla Shoah - vale a dire l’Olocausto del popolo ebraico - ma che raccontano di altri olocausti, di altre tragedie che meritano, al pari di quella ebraica, di non essere mai dimenticate.

Oggi tutti ci affanniamo a cercare, tra i nostri ricordi, libri che possano dare una dimensione attuale e umana a una delle più grandi tragedie dell’umanità. Su twitter non mancano le citazioni da libri miliari della letteratura della Shoah, Primo Levi davanti a tutti, ma escono dal cassetto anche libri su altri genocidi dimenticati, o semplicemente penalizzati dal non essere rubricati sotto la voce Shoah.

Oggi è il giorno della memoria. Ma stiamo attenti, questo giorno ha un senso solo se facciamo uno sforzo, se non ci accontentiamo di ricordare i 6 milioni di uomini e donne di credo ebraico barbaramente seviziati nei campi di sterminio dai nazisti. E non basta neppure ricordare che insieme a loro c’erano centinai di migliaia di zingari, di omosessuali, di detenuti politici e anche un paio di milioni di prigionieri di guerra.

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"Retablo" di Vincenzo Consolo

pubblicato da Sara R. in: scrittori libri narrativa italiana

Questo libro arriva dalla libreria del mondo offeso di Milano, da un caso a dir poco provvidenziale e dal prezioso consiglio di Laura. E’ la storia di un viaggio che ho letto durante un viaggio. Proprio così, solo che il mio “traslarmi” si è sviluppato molto più a nord delle latitudini indicate nel magico miscuglio agrodolce di parole, che Consolo ha saputo impastare come la migliore delle paste martorane, talmente ben fatta da sembrar quasi più bella e invitante dell’originale.

È la vicenda di due uomini, il nobile pittore lombardo Fabrizio Clerici e dell’umile fraticello Isidoro. Due facce della vita e due concezioni dell’amore, il primo epurato nelle maglie della distanza e della ragione, il secondo smisurato, irrequieto e passionale fin sul limitare della follia, che si intrecciano con il destino della bella e sfortunata Rosalia. Il tutto accade in Sicilia, un’isola attraversata in maniera irregolare, che offre ospitalità e saccheggi, grandi onestà d’animo, banchetti e meschinerie a profusione. Una terra d’arte e di storia che giace sul mare come dimentica di sé stessa.

La narrazione si sviluppa sotto forma di diario indirizzato a Donna Teresita, colei che fa palpitare graziosamente il cuore del nostro artista, che intende regalarle un “quadro” in onore delle sue origini sicule per parte di madre. Un’occasione che permetterà al narratore-Fabrizio di immedesimarsi con i personaggi incontrati e di continuare il suo racconto nonostante le innumerevoli peripezie e l’inserto dedicato alla “Confessione di Rosalia”. Il finale arriva in fretta, come una specie di cesura-fisica che ci risulta difficile immaginare più fatalista.

[…] Mai sempre tuttavia il viaggio, come distacco, come lontananza dalla realtà che ci appartiene, è un sognare. E sognare è vieppiù lo scrivere, lo scriver mormorando del passato come sospensione del presente, del viver quotidiano. E un sognare infine, in suprema forma, è lo scriver d’un viaggio, e d’un viaggio nella terra del passato. […]

Video da cirosca3

Ma veramente settecentomila lettori “forti” italiani non leggono più?

pubblicato da Roberto Russo in: case editrici libri ebooks

Ma veramente settecentomila lettori italiani non leggono più libri?

Settecentomila lettori in fuga. Più che una statistica, il bollettino di una disfatta, il quadro di una sconfitta culturale, la certificazione di un’emorragia documentata dall’Istat per la lettura. Come se tutti gli abitanti di una città grande come Palermo – anzi, qualcosa di più – dichiarassero di non aver aperto libro negli ultimi dodici mesi. Una diserzione che – già grave in un paese di non leggenti – diventa ancora più significativa se riferita alla fascia dei “lettori forti”. Più della metà dei disertori – nell’ anno 2011 – proviene dalle file alte, dai piani superiori della lettura, dall’élite ristretta su cui si regge la piramide rovesciata dell’ industria editoriale italiana.

Attacca così il suo articolo Simonetta Fiori su La Repubblica. Dati preoccupanti. O meglio: dati preoccupanti se le cose stessero effettivamente così. Sì, perché l’articolo parla di lettori forti (quelli cioè che leggono almeno un libro al mese) che nell’ultimo anno non hanno letto più nulla. Di cartaceo, però. Ecco, qui sta l’inghippo. Perché a tutt’oggi si continua a ritenere che il lettore ideale sia quello che legge libri cartacei. Dal mio punto di vista, invece, il lettore ideale è quello che legge. Punto. Il mezzo – carta o bit che sia – è del tutto irrilevante. Come giustamente nota Kindle Italia:

Leggere è leggere, elettronico o carta che sia […] Sarebbe il caso di fermarsi un attimo a riflettere su questi elementi e fare un po’ di autocritica, prima di stracciarsi le vesti urlando che la fine è vicina…

Ma si sa, buona parte della filiera editoriale più che della lettura si preoccupa di vendere il libro; più che di produrre cultura si preoccupa di produrre denaro: e non è un caso che troviamo discussioni, blog, forum, articoli di giornali in cui si discute delle copertine dei libri. Non del loro contenuto. Leggere è leggere, elettronico o cartaceo che sia.

Foto | Flickr

La libreria del mondo offeso

pubblicato da Sara R. in: libri narrativa italiana curiosità

libreria del mondo offeso
Erano quasi tre anni fa e la libreria del mondo offeso aveva aperto da poco quando ne “registravamo l’avvento” tra le nostre righe. Da allora ne è “passata di carta sotto i ponti” e mi ci sono ritrovata anch’io, e per la prima volta, tra questi muri coperti di libri. Era una domenica per caso in Corso Garibaldi a Milano, era ieri. Ventunogennaioduemiladodici. Il giorno dopo la morte di Vincenzo Consolo.

Un tardo pomeriggio piacevole a Brera, con la gente lanciata nei bar per riscaldarsi e i cani in libera uscita. Poi l’insegna sulla strada, la freccia nera sottile, il cortile e l’ingresso. Tutto il resto è storia. Scritta con l’inchiostro in una vecchia agenda, scarabocchiata col gessetto nelle lavagne disseminate un po’ ovunque, la stessa che ti aspetti che esca dalla vecchia radio appoggiata in un angolo per prendere vita sugli scaffali, quella che - puoi giurarci - si raccontano ogni notte le marionette i pupi appesi qua e là, per poi ripeterla alle orecchie dei visitatori solo qualche ora dopo.

È storia di passanti, di abitué, di “lettori congeniti” e di avventure immaginarie. È la storia dell’Italia tutta intera, dei bar dell’Accademia e degli studenti, degli “autoctoni” e dei “meridionali”. Non so se me la ricordo bene, forse in parte l’ho persino immaginata - in fondo non è proprio questo il vero motivo per il quale mettiamo i piedi in una libreria? - Ho buttato gli occhio in giro, mi sono fatta tentare dall’ottimo consiglio di Laura e, solo dopo, ho chiuso la porta dietro le mie spalle. Poi il freddo… tutto d’un botto!

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"Il teschio sacro" di James Rollins

pubblicato da Sara R. in: case editrici scrittori libri Novità

"Il teschio sacro" di James RollinsQuesta è una storia che si intreccia con le fondamenta stesse degli Stati Uniti d’America. Perché “la terra delle opportunità per tutti”, non affonda le sue radici unicamente negli ideali della rivoluzione francese e della massoneria, come si potrebbe pensare. La tesi di James Rollins (pubblicata in italiano da Editrice Nord) propende piuttosto verso uno strano intreccio di tribù indiane, maledizioni, e tesori nascosti. E se lo stesso Thomas Jefferson “era affascinato dalla cultura e dalla storia dei nativi americani fino a sviluppare una vera e propria ossessione”, come ci avverte la nota storica premessa al romanzo, ci dev’essere ben più di un punto in comune.

Si tratta, per farla breve, di una vicenda complessa che gira intorno ad un oggetto mitico: “Il teschio sacro” del titolo, dalle lunghe zanne e le pareti ricoperte d’oro, che possiede poteri inimmaginabili e giace sepolto con una folta schiera di uomini vestiti come degli indios, ma dalla pelle davvero troppo chiara.

Un intrigo che lascia una traccia di sé, visibilissima e misteriosa: il famoso dipinto di John Trumbull raffigurante proprio la firma della dichiarazione d’indipendenza, che, oltre ad immortalare il momento solenne, solleva molti dubbi sull’identità dei personaggi che fanno da sfondo ai veri sottoscrittori del documento.

[…] Si gettò a capofitto nella galleria, attraversò la camera delle mummie e corse verso la luce del giorno. All’ingresso si fermò, ricordando di nuovo l’ultimo avvertimento del nonno di Charlie, riguardo a quanto sarebbe successo se qualcuno fosse riuscito a uscire da quella grotta. Finirebbe il mondo. Con le lacrime agli occhi, Trent scosse la testa. Le superstizioni avevano ucciso il suo migliore amico, non aveva intenzione di lasciare che a lui accadesse la stessa cosa. Con un salto, tornò nel mondo normale. […]

Via | editricenord.it

"Merce di scambio" di Ugo Mazzotta

pubblicato da Sara R. in: scrittori libri giallo e noir narrativa italiana

Se hai dodici anni e qualcuno ti porta via da tutto, non ci metti molto a capire che la cosa puzza di losco. Se ci aggiungi che tutto ciò accade a Napoli, che l’attività di famiglia è un night club pieno di escort e che il tuo patrigno non ha proprio l’aria completamente pulita, il resto viene quasi da sé. E’ un po’ così che si sviluppa la trama dell’ultimo libro di Ugo Mazzotta per Todaro Editore. La “Merce di scambio” in questione si chiama Federico Sodano e si troverà, suo malgrado, al centro di un bieco ricatto volto a far pressione proprio sul patrigno Marco, invischiato in affari con gente che non scherza.

Ma per fortuna che dall’altro lato c’è anche chi potrebbe aiutarlo. Si tratta del sovrintendente Giorgia Colucci, un’amica della madre che Federico ha sempre chiamato Zia, ed è proprio a lei che perverrà un’inquietante richiesta di aiuto via sms. Poi c’è il Commissario Alice Caturano, che si getta talmente a fondo nelle indagini, da rischiare di farsi togliere il caso… ma è inutile dirvi che non finisce così.

booktrailer da KobalFilm

Via | ugomazzotta.com

Fatti un'ubriacatura di libri!

pubblicato da Sara R. in: blog&web libri curiosità

ubriacatura di libri

Fai un’abbuffata di libri per avere una sbornia di cultura! Ce lo dice Fernando Kerkhoff, in un portoghese, che suona un po’ così:

tome um porre de livros que a ressaca é de cultura

E in fondo ci viene proprio voglia di ascoltarlo questo Pensador che dispensa massime sulla cultura e sul successo personale. Viene persino voglia di crederci, a questa frase che riassume il senso di certi momenti di vuoto, nei quali basta un’immersione totale nell’universo libro, per ritrovare tante di quelle direttrici…

… E chissà che non venga fuori anche quella giusta. In fondo lo avevamo già chiarito il nostro sostegno al “potere terapeutico della lettura”, e poi anche solo l’idea di una stanza completamente sommersa di tomi, ha un che di avventuroso.