sabato 13 marzo 2010

Next privacy: ovvero la privacy all'epoca della sua programmatica negazione digitale

pubblicato da Andrea Coccia in: news libri saggi

Next privacy: ovvero la privacy all'epoca della sua programmatica negazione digitale Che lo vogliamo o no, ormai, nella realtà quotidiana dominata dal digitale in cui ogni giorno ci muoviamo, attraverso qualsiasi nostro gesto lasciamo tracce indelebili lungo il nostro cammino: a partire dai movimenti e dai percorsi che facciamo sul web, passando agli acquisti con carta di credito, fino ad arrivare ai controlli cui siamo soggetti in aeroporto, la gran parte delle nostre attività comporta una dispersione nel mondo dei nostri dati personali.

Per capire meglio le esatte dimensioni di questo movimento entropico che trasforma i nostri dati personali, in teoria protetti dalle norme per la tutela della privacy, in informazioni a disposizione delle aziende per pianificare ed ottimizzare le proprie campagne di marketing personalizzato, arriva in libreria un interessante volume dal titolo Next privacy, realizzato dall’Istituto Italiano per la Privacy e curato da Luca Bolognini, Diego Fulco e Pietro Paganini.

Un libro certamente interessante e di strettissima attualità, che offre un punto di vista da tenere in assoluta considerazione per quanto riguarda il presente di cittadini e il nostro futuro prossimo di e-citizens e ci ricorda dell’esistenza di norme che in teoria regolano il fenomeno e ci tutelano, ma che spesso invece non lo fanno.

Luca Bolognini, Diego Fulco e Pietro Paganini
Next privacy: Il futuro dei nostri dati nell’era digitale
ETAS
euro 23

venerdì 12 marzo 2010

Intervista a Bruno Oliviero e le sue "Prime donne"

pubblicato da roberta in: news libri Novità interviste allo specchio

prime donneDori Ghezzi negli anni Ottanta figlia dei fiori e sognante, Antonella Clerici a inizio carriera 25 anni fa appariva più sensuale, Alessia Marcuzzi come Anna Falchi, Stefania Orlando e Anna Tatangelo erano decisamente quattro fanciulle acqua e sapone. Che dire di una Milva annata 1988? Sembravano invece l’una la fotocopia dell’altra Stefania e Amanda Sandrelli immortalate sempre sul finire degli anni Ottanta dal fotografo delle dive Bruno Oliviero, che ieri sera ha organizzato un party al White di Roma per presentare agli amici le sue 204 “Prime donne. Istanti d’autore” (Armando Curcio Editore); noi di Booksblog c’eravamo e gli abbiamo fatto qualche domanda.

Visi e corpi in posa di donne nel mondo dello spettacolo, del cinema ma anche donne della politica, dell’editoria, ritratte solo in bianco e nero, perché?
Sono affascinato dal bianco e nero, che in modo nitido il senso della vita. D’altronde la fotografia è nata in bianco e nero, usarla mi regala la sensazione di tornare indietro nel tempo, alle origini, in un periodo dove vedo troppo colore e un eccessivo uso di Photoshop.

Cosa ti colpisce di più di un “soggetto”?
Dipende cosa ha di bello quella donna: se ha belle le mani, mi innamoro delle sue mani, se ha di bello le gambe, mi colpiscono le gambe e così via. Anche se gli occhi rimangono il volto dell’anima e il mio obiettivo è quello di cogliere l’attimo, un’espressione e avere un’immagine.

Nel libro si sono tante donne che hai scoperto artisticamente, quali?
C’è una Ornella Muti quattordicenne, in una delle prime foto che le ho scattato ma è il ritratto al quale sono più affezionato: fu il suo esordio e la sua fortuna. Ma ci sono anche altre donne colte in un momento ancora acerbo come Corinne Clery, Simona Ventura, Vittoria Belvedere, Martina Colombari e tante che poi mi hanno scelto come fotografo. Scoprii Anna Falchi quando ancora non si era rifatta il seno, un intervento superfluo secondo me, perché i suoi suoi punti di forza erano il lato B e le gambe. Anche di Alessia Marcuzzi, ricordo quando la notai: conduceva un programma a Telemontecarlo e mi colpii il suo modo di arrivare al pubblico. Invece di una giovanissima Antonella Clerici, fotografata nel 1985, mi incuriosì la sua carica erotica, che però non traspariva in tv e d’altronde il segreto del suo successo sta proprio nel fatto che le altre donne non la vedono come rivale.

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Roland Barthes: l'immagine, il visibile, a cura di Marco Consolini e Gianfranco Marrone: a trent'anni dalla morte, Marcos y Marcos dedica una monografia all'intellettuale francese

pubblicato da Andrea Coccia in: news case editrici scrittori libri saggi antologie

Roland Barthes: l'immagine, il visibile, a cura di Marco Consolini e Gianfranco Marrone: a trent'anni dalla morte, Marcos y Marcos dedica una monografia all'intellettuale francese Il 25 febbraio 1980, proprio davanti all’uscita del Collège de France, a Parigi, la traiettoria di un misterioso furgoncino bianco incrociò il tragitto del grande critico francese Roland Barthes, provocandogli traumi che, in poco meno di un mese, lo condussero alla morte. Ora, a 30 anni dalla sua scomparsa, la casa editrice Marcos y Marcos gli dedica un numero speciale di Riga, collana monografica della casa editrice milanese.

Il volume, dal titolo Roland Barthes: l’immagine, il visibile, curato da Marco Consolini e Gianfranco Marrone, “traccia una linea di lettura, un punto di vista al tempo stesso preciso e inattuale, inclusivo ed esclusivo: quello dell’immagine, delle immagini, della visualità” e lo fa attraverso una raccolta di scritti di Barthes, alcuni dei quali inediti, arricchiti da importanti testimonianze di Italo Calvino, Umberto Eco e Alberto Arbasino, da saggi di Alain Robbe-Grillet e Susan Sontag e da molti altri contributi.

A Milano, proprio in occasione dell’uscita del volume nelle librerie, che avverrà il 15 marzo, è stato organizzato al Teatro Franco Parenti di via Pier Lombardo, un interessante incontro per ricordare il grande intellettuale francese, un incontro a cui parteciperanno, oltre ai curatori, due ospiti illustri: Alberto Arbasino e Umberto Eco.

a cura di Marco Consolini e Gianfranco Marrone
Roland Barthes, l’immagine, il visibile
Marcos y Marcos
euro 25

mercoledì 10 marzo 2010

Sarà presentato alla prossima Fiera del Libro di Torino il nuovo Antimeridiano ISBN dedicato ad Oreste Del Buono

pubblicato da Andrea Coccia in: news case editrici scrittori libri narrativa italiana

Sarà presentato alla prossima Fiera del Libro di Torino il nuovo Antimeridiano ISBN dedicato ad Oreste Del Buono
Dopo la consacrazione concessa a Luciano Bianciardi, attraverso la pubblicazione dei due bellissimi volumi Antimeridiani a lui dedicati, la casa editrice milanese ISBN, diretta da Massimo Coppola, torna a celebrare la figura di un intellettuale eclettico e geniale, cui ingiustamente non era stato ancora concesso l’onore della raccolta dell’opera omnia, onore di solito affidato ai Meridiani Mondadori.

Oreste Del Buono è stato un intellettuale di livello assoluto nell’ambito della cultura italiana del secondo novecento: scrittore, giornalista, traduttore, critico e consulente editoriale per diverse case editrici italiane, tra cui Rizzoli, Garzanti e Bompiani, direttore per più di un decennio della rivista Linus, autore nella cerchia del Gruppo 63, esperto di fumetti e di cultura pop, nonché lettore onnivoro, Del Buono è stato certamente uno degli intellettuali più interessanti ed eclettici attivi tra gli anni Cinquanta e gli Ottanta.

Lo scrittore Nico Orengo, suo grande amico, lo ricordava come “Un intellettuale che ha sovvertito, innovato, cambiato il panorama dell’editoria italiana, dai giornali alle riviste, alle collane editoriali, alla stregua dei grandi editor come Calvino, Vittorini, Spagnol“. E la dimostrazione che questo suo giudizio non era un’esagerazione dovuta al legame di amicizia che li legava la si potrà certamente ritrovare nelle 2000 pagine di questo primo volume Antimeridiano, che raccoglie i Racconti e i Romanzi di OdB.

La prima parte di questa colossale opera, curata da Guido Davico Bonino, sarà presentata il prossimo 14 maggio a Torino, durante al Fiera del libro, ma sarà disponibile nelle librerie a partire dal 13 maggio.

A cura di Guido Davico Bonino
Oreste Del Buono
Antimeridiano Vol. 1 - Romanzi & Racconti
ISBN Edizioni
euro 69

Ad personam di Marco Travaglio, ovvero la privatizzazione della democrazia

pubblicato da Andrea Coccia in: news case editrici scrittori libri saggi

Ad personam di Marco Travaglio, ovvero la privatizzazione della democrazia “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, almeno questo è ciò che dice l’articolo 3 della Costituzione Italiana, risalente a quando, subito dopo la guerra, provammo a costruire un paese dove le ingiustizie e i soprusi da cui il paese stava cercando di uscire in quel momento non avrebbero potuto mai più ripetersi.

Ma ora, a distanza ormai di oltre 60 anni dal momento in cui quell’articolo fu scritto, siamo costretti a fare i conti con una realtà politica che costantemente, almeno da tre lustri, disattende questo principio fondante del nostro statuto democratico, costruendo il proprio carnet politico su priorità completamente disallineate a quelle che riguardano il paese, limitandosi ad arricchire i già ricchi codici giuridici di leggiuncole Ad personam, Ad personas, Ad familiam, Ad castam, Ad aziendam, Ad mafiam.

E’ su questo cardine che si impernia la ricostruzione degli ultimi 16 anni di vita politica, dal 1994 al 2010, fatta da Marco Travaglio, giornalista che vede il suo ascendente presso gli italiani variare da un amore sfrenato ad un odio inguaribile, nel suo ultimo libro edito da Chiarelettere, intitolato Ad personam.

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martedì 09 marzo 2010

Mattatoio n.5 o la crociata dei bambini, di Kurt Vonnegut: una recensione a metà.

pubblicato da Andrea Coccia in: scrittori libri narrativa straniera curiosità fantascienza

Mattatoio n.5 o la crociata dei bambini, di Kurt Vonnegut: una recensione a metà. In Se una notte d’inverno un viaggiatore, uno dei romanzi di Italo Calvino più marchiati dagli influssi strutturalisti pubblicato nel 1979, il Lettore, protagonista del romanzo, dopo aver letto il primo capitolo si ritrova a proseguire la lettura su un altro binario, come se nel libro che stava leggendo fosse stata incollata una parte di un altro libro. A quel punto il Lettore si reca in libreria per reclamare una copia senza difetti e da lì comincia la sua folle avventura.

Ieri, mentre stavo per terminare il libro di Kurt Vonnegut, Mattatoio n.5, anche a me è successa una cosa simile: dopo pagina 133 del volume, edito dalla Feltrinelli nella collana Universale Economica, le avventure di Billy Pilgrim, sventurato viaggiatore nel tempo protagonista del romanzo visionario di Vonnegut, con mio grandissimo disappunto, ripartono da pagina 33.

Ora, in attesa di aver un briciolo di tempo per inviare il volume disgraziato alla casa editrice e aspettare l’arrivo, in questi casi solitamente molto rapido e puntuale, di un suo parente normale, sono costretto a macerare nella curiosità. E tanta è la voglia di continuare a seguire la trama sballonzolante nel tempo e nello spazio dell’assurda vita di Billy Pilgrim che, quasi quasi mi tengo questa copia per ricordo, e corro in biblioteca.

billy pilgrim, calvino, feltrinelli, kurt vonnegut, la crociata dei bambini, libri impaginati male, mattatoio n. 5, recensioni a metà, romanzo

In ogni caso, anche senza averlo ancora finito, vi consiglio vivamente di leggerlo, ma state attenti: prima di acquistarlo controllate bene l’impaginazione!

Kurt Vonnegut
Mattatoio n.5 o La crociata dei bambini
Feltrinelli
euro 7

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lunedì 08 marzo 2010

Cosa faresti per salvare un libro?

pubblicato da Robo in: libri

Cosa faresti per salvare un libro?Durante tutta la visione del film Codice Genesi – orrenda traduzione italiana di The Book of Eli del quale potete trovare tutte le info su Cineblog – mi sono domandato cosa si può essere disposti a fare per salvare un libro.

Senza entrare nel merito del film, credo sia interessante l’idea che un uomo possa trascorrere buona parte della sua vita a camminare per portare in salvo un libro e, giunto a destinazione, narrare il contenuto del libro perché esso venga conosciuto (spero di essere stato abbastanza chiaro ma anche abbastanza generico per non spoilerare).

Ognuno di noi ha un libro a cui tiene particolarmente e che vorrebbe fosse letto da più persone possibile. Ma se doveste salvare un solo libro, uno solo, quale scegliereste? E cosa sareste disposti a rischiare pur di salvarlo e permettere che altri, dopo di voi, possano leggerlo?

Foto | Cineblog

domenica 07 marzo 2010

Resa nota la sestina finale del Bancarella: la stagione dei premi letterari è iniziata

pubblicato da Andrea Coccia in: scrittori libri scuole&concorsi

Resa nota la cinquina finale del Bancarella: la stagipone dei premi letterari è iniziata
Anche quest’anno, con l’annuncio dei sei vincitori del premio selezione Bancarella che andranno poi a contendersi la 58ma edizione del premio Bancarella, il 18 luglio a Pontremoli, si è aperta ufficialmente la stagione dei premi letterari italiani che, come tutti gli anni, promette di regalare polemiche e sorprese.

La sestina dei selezionati è composta da Il giudice meschino di Mimmo Gangemi (Einaudi), Olive Kitteridge di Elizabeth Strout (Fazi), S.O.S. Amore di Federica Bosco (Newton Compton), La scatola dei calzini perduti di Vauro Senesi (Piemme), L’assassino qualcosa lascia di Rosa Mogliasso (Salani) e Confessione di Bill James (Sellerio).

Saranno dunque loro a giocarsi l’ambito premio, già assegnato negli anni ad autori del calibro di Ernest Hemingway, Boris Pasternak e Isaac Singer, e che l’anno scorso aveva visto primeggiare l’italiano Donato Carrisi, che si era aggiudicato il premio grazie al thriller di successo Il suggeritore, edito da Longanesi.

Via | Adnkronos

Anche l'isola di Robinson Crusoe tra quelle devastate dallo tsunami

pubblicato da Andrea Coccia in: scrittori libri classici curiosità avventura

Anche l'isola di Robinson Crusoe devastata dallo tsunami
Tra i devastanti effetti del terremoto che ha recentemente devastato il Cile e che ha provocato un devastante tsunami nel pacifico c’è da registrare anche la devastazione di un’isola, distante circa 700 chilometri dalle coste cilene, denominata Isla Robinson, dal nome del celeberrimo protagonista dell’altrettanto famoso romanzo di Daniel Defoe, pubblicato nel 1719 con il titolo The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe.

L’isola dove visse per 4 anni Alexander Selkirk, l’uomo la cui storia ispirò Defoe, e dove si dice che pirati del calibro di Francis Drake seppellissero i loro tesori è stata investita dalle immense onde dello tsunami di sabato 27 febbraio alle 4 di mattina causando la morte di 16 persone (ma sarebbero state molte di più se una bambina non avesse dato l’allarme in tempo), devastando gran parte del villaggio di San Juan Bautista, e spazzando via la statua di Robinson Crusoe che campeggiava sul molo.

Anche l’archivio comunale è stato devastato dalla furia del mare, insieme alle sue preziose carte che, almeno a quanto dice il sindaco, avrebbero testimoniato che “a Isla Robinson sono stati nascosti, insieme ai famosi barili di monete d’oro, dodici anelli papali, la chiave del Muro del Pianto, la Rosa dei Venti e perfino il prezioso collare della moglie di Atahualpa, il re degli Incas”. Ma forse queste storie di pirati e di leggende condividono con il signor Crusoe l’appartenenza al mondo della letteratura, della finzione.

Via | Repubblica
Foto | Google Maps

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer

pubblicato da Andrea Coccia in: news scrittori libri saggi narrativa straniera

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer Dopo Ogni cosa è illuminata, fortunatissima opera prima su un viaggio in Ucraina alla ricerca delle proprie radici, e Molto forte, incredibilmente vicino, sulla ricerca da parte di un bambino di 9 anni di un legame familiare che l’11 settembre ha cancellato, Jonathan Safran Foer torna in libreria con un libro che, seppur non sia definibile come un romanzo, è ancora una volta la storia di un’indagine di un ricerca.

L’indagine che sta alla base di quest’ultimo libro, edito ancora una volta da Guanda e intitolato Se niente importa, è un’indagine ancor più reale di quella che aveva portato Safran Foer in Ucraina alla ricerca delle proprie radici: si tratta di un’indagine sull’origine della carne che mangiamo tutti i giorni, una ricerca mossa dalla nascita di un figlio e dalla volontà di sapere cosa dargli da mangiare, con la convinzione che “Nutrire mio figlio non è come nutrire me stesso: è più importate”.

In questo libro, che per alcuni è uno dei tanti segnali dell’ormai avvenuta fusione tra fiction e non-fiction in un melange nuovo ed esplosivo che segnerà il futuro del narrare alternativo al romanzo, l’esito della ricerca dello scrittore, durata quasi 3 anni, è il rifiuto di accettare di essere complici di un sistema di produzione che ha tolto ogni dignità sia all’animale che all’uomo che lo mangia, trasformato in consumatore.

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