Overbite, di Meg Cabot, è il secondo volume della serie Insatiable, a cavallo tra paranormal romance/urban fantasy e narrativa chick-lit a “tendenza” ironica, condita da azione. Si tratta anche di una delle rare uscite adult di un’autrice notissima per i suoi romanzi per adolescenti (The Princess Diaries è uno).
Il primo libro della serie, Insatiable, che ci aveva intrattenuto abbastanza piacevolmente, pur senza eccellere, aveva introdotto la protagonista della serie, Meena Harper (il riferimento alla stokeriana Mina Harker non è, ovviamente, casuale). Meena era un’aspirante caposceneggiatrice di New York della serie tv Insatiable che, dopo una serie di avventure tra vampiri e ammazzavampiri e la storia d’amore col figlio di Dracula, il Principe delle Tenebre Lucien Antonescu, si era ritrovata, alla fine del libro, alle soglie di una nuova vita al servizio della Guardia Palatina, una sezione segreta vaticana, dedita allo sterminio dei vampiri. Tra le sue fila avevamo incontrato il teutonico Alaric Wulf (uno pseudo-Pritkin senza magia, vedi serie su Cassandra Palmer) fortemente attratto da Meena, capace, tra l’altro - e per questo voluta nella Guardia - di prevedere il destino di morte di ogni persona (e, potendo, di modificarlo). Unica, “sookieska” eccezione all’angosciante dono si era scoperto essere rappresentata dai vampiri… già belli che morti e, quindi, particolarmente “rilassanti”. Quantomeno quelli buoni. Con i cattivi, come il fratellasto di Lucien, degno secondo figlio di Dracula, e i suoi “amici”, le cose si erano rivelate decisamente più pericolose…
In questo secondo capitolo, Overbite. Sfida all’ultimo morso, ambientato 6 mesi dopo gli eventi di Insatiable, troveremo Meena che, pur col cuore spezzato, cerca di tornare alla normalità, se di normalità si può parlare, visto il nuovo lavoro e la nuova consapevolezza del mondo…
Continua a leggere: Overbite, di Meg Cabot. Secondo appuntamento con Meena Harper
La terra delle caverne dipinte, di Jean M. Auel, è il sesto volume della spettacolare saga preistorica I figli della Terra, tra fantasia, ricostruzione storica, avventura di respiro epico e, per chi è interessato, anche amore. Una saga che ha accompagnato i lettori per lunghissimo tempo (il primo volume risale al 1980) e che, dopo un’attesa di 10 anni, arriva finalmente a conclusione.
Prima di proseguire, voglio segnalare che tutti i volumi della serie sono tuttora disponibili in edizione economica. Consiglio di cuore, quindi, a chi non si è mai avvicinato alla saga, di provare a leggere il primo, bellissimo volume, Ayla. Figlia della Terra. Sono passati molti anni dalla sua lettura, credo fossero gli anni ‘90, ed essendo assai più giovane ero sicuramente più suggestionabile… Eppure le emozioni che provai allora, le ricordo ancora oggi… Ma non si tratta certo solo di me. Il valore della saga, l’unica che abbia scritto l’americana Auel, moglie e madre di 5 figli, è attestato da svariate lauree ad honorem, dal titolo di Cavaliere delle Arti e delle Letterature di cui è stata insignita dal Ministro della Cultura francese e dai 45 milioni di libri venduti in tutto il mondo…
La storia della saga, caratterizzata, soprattutto nei volumi successivi al primo, da particolare accuratezza nelle ricostruzioni geofisiche e antropologiche, si ambienta nell’Europa di circa 30.000 anni fa, durante gli ultimi periodi di coesistenza dell’Uomo di Neanderthal, avviato all’estinzione, e dell’Homo sapiens, nella forma dell’Uomo di Cro-Magnon (che colonizzò l’Europa e altre zone). Essa prende avvio a nord del mar Nero, presso la grotta di un clan neanderthaliano che adotta una bambina Cro-Magnon rimasta orfana e si conclude nell’attuale Francia. Racconta la storia di quella bambina, poi donna, Ayla - disprezzata per la sua diversità dal clan adottivo, inconsapevolmente giunto alla fine della sua Storia - e del suo viaggio fisico, mentale (spettacolare la riproduzione - accattivantemente romanzata - della diversità del modo di pensare tra Neanderthal e Homo Sapiens), spirituale, emotivo e sentimentale, da sola e, poi, a fianco dell’amato Giondalar. Un viaggio epico, avventuroso e anche sensuale, simbolo del viaggio dell’uomo verso il suo stesso futuro. Futuro che Ayla, personaggio indimenticabile, incarna.

La spada e la promessa, di Jacqueline Carey, è il seguito de Il bacio e il sortilegio e il sesto e conclusivo volume del Ciclo di Imriel, fantasy pseudo-ucronico avventuroso ed erotico e parte della più ampia Kushiel’s Legacy Series, che include anche il Ciclo di Phèdre (vedi schema poco oltre).
Alla fine de Il bacio e il sortilegio eravamo rimasti alla vigilia di grandi e risolutivi eventi, sia di tipo internazionale, bellico e magico, che personale. Mi aspetto davvero che Jacqueline Carey che, con il Ciclo di Imriel, aveva parzialmente abbassato il livello qualitativo del suo narrare, riprenda, con l’ultima parte di Kushiel’s Mercy, quel respiro epico, quella potenza evocatrice che aveva contraddistinto l’originale, creativo e innovativo Ciclo di Phèdre e che ho cominciato a ritrovare nell’ultimo paio di mezzi-libri pubblicati (ricordiamo che nell’edizione italiana i volumi del Ciclo di Imriel sono divisi in due). Grandi cose, quindi, mi aspetto ne La spada e la promessa, sia in ambito stilistico sia dal punto di vista dello sviluppo dell’avventurosa trama, composta da fili, ben provvisti di amo, ai quali siamo rimasti poco elegantemente appesi alla fine del libro precedente.
Riuscirà Serafin, con la sua nave aragoniana ribelle ad arrivare in Terre d’Ange? E troverà il paese sull’orlo della guerra civile, con Ysandre e Città d’Elua ancora stregate dall’incantesimo cartaginese, oppure qualcosa sarà cambiato (al solito… chi ha letto sa, chi non ha letto non deve sapere). Il cruarch, ad Alba, avrà organizzato un esercito, coinvolgendo, magari, anche Hyacinthe (splendido personaggio, ingiustamente sottoutilizzato)? E Alais, altra figura potenzialmente grandiosa, molto poco sviluppata, avrà temporanemente preso il posto di Ysandre, come ci era stato lasciato intendere, dimostrando, tra l’altro, il suo valore di regina e aprendosi, forse, la strada al trono d’Alba? Oppure no? Sono tante le domande che mi andavo ponendo mentre osservavo Imri, sotto mentite spoglie, impegnato nella bizzarra storia della “riconquista” di amori e anelli… E sono contenta di aver finalmente visto una Sidonie fuori dal letto, con un’intelligenza, pur in sofferenza, per la prima volta evidente, e che le ha fatto guadagnare, almeno ai miei occhi, quel credito troppo spesso attribuitole a parole, ma quasi mai mostrato nei fatti. E Mélisande? Tanto odiosa, viziosa e smodatamente ambiziosa nel primo ciclo, quando splendidamente drammatica nel secondo, sublimata da un amore materno di cui, forse, non l’avrei creduta capace, e che fa sperare che la promessa fattale a nome di Terre d’Ange venga, non solo mantenuta ma, forse, anche ampliata… D’altronde, se le cose andranno come dovrebbero andare, non avrà ottenuto attraverso l’amore, proprio quello che, con l’intrigo, la cospirazione e il tradimento, le era così ostinatamente sfuggito durante tutta la vita? Il trono di Terre d’Ange. Attraverso suo figlio…
Continua a leggere: La spada e la promessa, di Jacqueline Carey. Si conclude il Ciclo di Imriel
Il libro segreto delle sirene, di P. C. Cast, è il primo volume di una serie paranormal romance per adulti dell’autrice che tanti lettori del fantastico conoscono per la popolare serie YA La casa della notte, scritta a quattro mani con la figlia Kristin.
Cast madre, però, è anche una prolifica scrittrice di romanzi in solitaria. Tra questi, i più noti appartengono alle serie Goddess Summoning e Divine. Dato il successo de La casa della notte, è giunto finalmente il momento di far conoscere anche a noi l’altra faccia della medaglia Cast, quella autonoma, appunto, ma anche… adult. Le danze italiane si aprono con Il libro segreto delle sirene, il primo della Goddess Summoning, serie che rivisita la mitologia classica, intessendola a vicende e personaggi moderni (e sensuali). Avremo così storie che vedranno comparire Sirene, Venere, Ecate, Gea, Persefone, Demetra, Artemide, Apollo (sounds Kenyon? We’ll see…) e quant’altro.
La protagonista del primo libro - una magica favola romantica - ci fa pensare subito a mamma Cast, membro dell’Aeronautica militare statunitense (prima di diventare insegnante e scrittrice), esattamente come Christine Canady, triste e solitario sergente dell’U.S. Air Force.
Continua a leggere: Il libro segreto delle sirene, di P. C. Cast. Mummy goes adult
La carezza del buio, di Nalini Singh, pluripremiata autrice neozelandese, di origini indiane - nota anche per la serie Psy/Changeling, i cui protagonisti sono mutaforma e umani con particolari doti psichiche - è il secondo volume della serie paranormal romance per adulti Guild Hunter, che presenta una singolare mitologia angelico-vampirica.
Il libro precedente, Il profumo del sangue, è stato amato da molte lettrici. In verità, io avrei gradito fosse più centrato su mitologia e world-building, dalle mille potenzialità, e meno sul solito rapporto tra i protagonisti - subito palese e poco costruito/sofferto - fatto di pensieri, ammiccamenti, atti legati al sesso. (Anche una maggiore attenzione al “principio” narrativo dello show, don’t tell non sarebbe stata male…). Il volume, comunque, ci aveva introdotto in un mondo assai interessante e che, proprio ne La carezza del buio, mi aspetto venga esplorato come merita. Tenete comunque presente che questo è il mio pensiero e che io preferisco l’urban fantasy. Siate consapevoli che alle lettrici più orientate al paranormal romance il libro è piaciuto molto… (e il secondo anche di più). (A chi non si è ancora avvicinato alla serie o a chi ha necessità di un rapido recap, consiglio di recarsi qui).
Alla fine de Il profumo del sangue un evento davvero rarissimo - la cui memoria si perde nei millenni e si fa quasi leggenda - si era verificato…
Continua a leggere: La carezza del buio, di Nalini Singh. Arcangeli a New York
Il circo della notte, di Erin Morgenstern, è l’acclamatissimo e recente romanzo d’esordio dell’autrice americana. Il libro, che è diventato un grande successo internazionale, era stato rifiutato da ben trenta agenti letterari…
Non sono una fan del circo. Non mi piaceva quando ero una bambina e non mi piace adesso che sono adulta. Idiosincrasie. Ognuno ha le sue. Gli ottimi - davvero ottimi - giudizi espressi oltreoceano da critica e pubblico, però, mi hanno convinta a dare un’occhiata a questo libro tanto osannato, venduto in 30 Paesi del mondo e già acquistato da Summit Entertainment, la produttrice della Twilight Saga, per farne un film. Volevo vedere se, oltre al luogo in cui si svolgeranno gli eventi, a me, purtroppo, fortemente sgradito, non vi fosse anche una storia che sarebbe valsa la pena di leggere.
Documentandomi in quanti più luoghi virtuali possibile, ho realizzato che, sì, una bella, solida e ben costruita storia d’amore, magia e rivalità - associata a un suggestivo world-building, a una sempre apprezzabile ambientazione tardo-vittoriana e alla creazione di personaggi, primari e secondari, complessi e vividamente tratteggiati - effettivamente c’è. Eccome se c’è! Andiamo a scoprirla insieme.
Continua a leggere: Il circo della notte, di Erin Morgenstern
Potere selvaggio, di Tanya Huff, autrice canadese già nota, in Italia, per il ciclo vampirico di Vicki Nelson, è il nuovo libro della collana Odissea Streghe di Delos Books e il seguito de L’emporio degli incanti.
A chi aveva gradito la storia che aveva introdotto nel mondo dell’urban fantasy la stramba e potentissima famiglia pseudo-stregonesca canadese Gale e aveva seguito le vicende della ventiquattrenne Alysha “Allie” Gale e delle sue incredibili zie, farà piacere sapere che l’autrice ha recentemente aggiunto un seguito (probabilmente non l’ultimo) incentrato, stavolta, sulla cugina Charlotte “Charlie” Gale.
Potere selvaggio, dalla suggestiva copertina sci-fi anni ‘20/30, inizia qualche mese dopo la fine de L’emporio degli incanti e vede l’”oggetto” di un salvataggio precedente, Jack, ibrido drago/stregone adolescente, “immerso”, un po’ troppo soffocantemente, in una casa piena di donne invadenti di ogni età, carattere e potere. In suo soccorso “arriva” la cugina Charlie, che decide di portarlo in tour col suo gruppo musicale, da Calgary, dove vive la famiglia Gale, alla Nuova Scotia.
Capita, però, che la ragazza di un membro del gruppo sia una selkie, una creatura mitologica che, come le leggende irlandesi, scozzesi e islandesi narrano, può trasformarsi da foca a donna; se la pelle viene rubata la creatura è costretta a rimanere donna e lontana dalla sua vera casa, il mare. Alla selkie in questione è stata proprio rubata la pelle…
Continua a leggere: Potere selvaggio, di Tanya Huff. Un seguito per L'emporio degli incanti
La Principessa di Landover, di Terry Broks, è il sesto volume del Ciclo di Landover, pubblicato nel 2009 - 14 anni dopo il precedente - e in uscita, in Italia, proprio oggi.
Il Ciclo di Landover, che nulla ha a che vedere con quello di Shannara, racconta le vicende di Ben Holiday, un avvocato di Chicago, da poco vedovo, e dei moltissimi personaggi con cui si relazionerà quando, rispondendo all’annuncio di un giornale, acquisterà il piccolo, ma vero regno magico di Landover, diventandone Re.
Nei vari libri dovrà affrontare i problemi e le sfide di un mondo che, pur collegato alla Terra, sarà completamente diverso, popolato non solo da umani, ma anche da gnomi, coboldi, maghi e tante altre creature, compresa la silfide Willow, che diventerà sua moglie e con cui genererà una figlia, Mistaya. E proprio Mistaya, ormai 15enne, sarà la protagonista del nuovo romanzo, La Principessa di Landover, godibile anche da chi non ha letto i libri precedenti.
Debito di ossa, di Terry Goodkind, è il romanzo (breve) prequel della saga sword and sorcery La Spada della Verità, pubblicato nel 2002 da Sperling & Kupfer in un’antologia curata da Robert Silverberg (Legends. Vol. II), attualmente fuori catalogo e, nel 2007, come opera autonoma, da Fanucci, che ne fece omaggio agli acquirenti della prima edizione di Fantasma, il decimo volume della saga. Con questa nuova uscita Fanucci riporta sugli scaffali un romanzo che gli amanti più recenti de La Spada della Verità non avrebbero ormai più potuto trovare in commercio.
Debito di ossa è incentrato sulle vicende di uno dei protagonisti della serie, il mago Zeddicus Zu’l Zorander, interpretato, nella serie televisiva cui la copertina - pur non riportandolo - fa riferimento, da quella pertica di attore neozelandese (magrissimo e alto 2 metri) che ha nome Bruce Spence e che ci ha fatto fare ben più di qualche gradita risata (per i puristi della serie cartacea, probabilmente, associata a qualche brivido…), non fosse altro per il bizzarro parruccone, a metà strada tra anni ‘70 e Medioevo, che svolazzava ad ogni falcata delle lunghissime e fumettose gambe (c’è qualcuno che ricorda Spence, all’estremo opposto, come uno dei pelatissimi Stranieri - degni degli Osservatori di Fringe - di Dark City, inquietante film di fantascienza di Alex Proyas?).
Le vicende narrate in Debito di ossa saranno quelle che preluderanno alla nascita del magico confine che separerà le Terre Centrali dai Territori Occidentali, luogo in cui avrà inizio la saga La Spada della Verità.
Continua a leggere: Debito di ossa, di Terry Goodkind. Ritorna il prequel de La Spada della Verità
Passione eterna, di Larissa Ione, è il terzo volume della saga paranormal romance hot & action per adulti Demonica. La serie racconta le vicende dei personaggi legati a un ospedale per demoni e altre creature soprannaturali a New York, l’Underground General Hospital, gestito da demoni-dottori e fondato da tre fratelli Seminus, Eidolon, il primario, Shade, il paramedico, Wraith, il cercatore di rarità. I Seminus sono demoni sessuali, appartenenti alla specie degli Incubi, dotati di particolari poteri (ereditati anche dalle madri, tutte diverse e tutte creature soprannaturali), particolarmente orientati all’… inseminazione.
Demonica è una serie, a mio giudizio, molto più dinamica di altre dello stesso genere, e piuttosto brillante, con trame ben sviluppate e sottotrame avvincenti (la questione di Kynan comincia a farsi davvero intrigante), personaggi interessanti (e ancora misteriosi… Reaver, ad esempio), suspense, azione e, nonostante tratti di demoni, assenza di eccessiva cupezza. Inoltre, pur essendo ad alto tasso erotico, cosa che non sempre gradisco, i romanzi sono punteggiati da scene sessuali non particolarmente forzate / poco ispirate / decontestualizzate / morbose / volgari (riconoscete caratteristiche di qualche collega della Ione?). Non siamo in presenza di capolavori della letteratura universale ma, a parer mio, i romanzi di questa serie action-medical-demoniaco-romantica si leggono proprio con gran piacere.
Se nel libro precedente avevamo seguito la storia di Shade e Runa, salvi (e felici) per un soffio, in Passione eterna dovremo vedercela proprio con l’atto finale e post-mortem della vendetta che aveva messo a rischio i Seminus, i loro cari e i loro collaboratori all’ospedale. Wraith - il fratello mezzo demone, mezzo vampiro, (mezzo) bad boy, erotomane di prima categoria (tanto da aver anticipato la s’genesis, la maturazione sessuale oltre la quale per i demoni Seminus esiste solo… l’inseminazione) e oggetto principale dell’odio che aveva innescato la vendetta di cui prima - si ritrova avvelenato da una necrotossina per cui non esiste antidoto. La sua aspettativa massima di vita è di 6 settimane.
Continua a leggere: Passione eterna, di Larissa Ione. Prosegue l'intrigante serie Demonica