
“Terapia d’Amore” parla dell’amore nelle sue molteplici espressioni, esattamente come avviene in greco dove si dice in innumerevoli modi diversi: dal desiderante Pothos all’appartenente Stοrge, dall’affetto e piacere che chiede di essere ricambiato della Philia alla fusione nell’attrazione-Eros, passando per molti altri sensi.
La vicenda si svolge in un centro per anziani, che ospita una vecchia ed eccentrica signora, claustrofobica cornice che avvolge e costringe i personaggi. Protagonisti uno psichiatra ed una donna tormentata che rifiuta di comunicare con il mondo esterno. L’accaduto si mescolerà avidamente alla parola, in un meccanismo di racconto e soprattutto di ascolto, perché in fondo:
“Ascoltare è già un atto d’amore”
Bisognerà aspettare le 18.30 di sabato 12 novembre per assistere alla presentazione del libro di Aldo di Mauro, saggista e poeta napoletano che ha già pubblicato numerosi testi tra i quali: “Ma tu chi sei”, Il dolore. Perché? e L’elogio della Malaparola.
“Terapia d’Amore” di sarà infatti al centro della serata presso il salotto letterario Antichità Scippa di Napoli, nell’ambito della manifestazione sciolto & disinvolto, nata da un’ idea dello scrittore Mario Scippa e dell’archeologa Rossana di Poce. Entrambi saranno presenti insieme all’autore, al giornalista Giuseppe Giorgio, all’attrice Silvana Vaio che leggerà alcuni brani dell’opera e al Maestro Carlo Molinelli che accompagnerà l’incontro con la sua chitarra classica.

Ci siamo già immersi più volte nel mondo di Cecilia Randazzo, in arte Randall, nelle atmosfere magiche e solforose delle sue storie che intrecciano vicende fantastiche a fatti realmente accaduti. Una lunga ed importante parabola letteraria, dalla trilogia che si gioca sul filo tra realtà virtuale e medioevale di “Hyperversum”: l’esordio nel 2006 con l’omonimo “Hyperversum”, seguito da “Il Falco e il Leone” nel 2007 e conclusasi nel 2009 con “Il Cavaliere del Tempo”; a “Gens Arcana”, del 2010, un’intricata narrazione delle avventure che coinvolgono la genia degli Arcani, esseri capaci di combinare i quattro elementi naturali con la mitica quinta essentia, sullo sfondo della magnifica Firenze di Lorenzo de’ Medici e della congiura dei Pazzi.
Un’autrice che dice di sé:
Sono nata a Modena e cresciuta a “pane, libri e fumetti”. Adoro i romanzi e il cinema d’avventura in tutte le accezioni possibili, dal fantasy al mystery e alla fantascienza. Allo stesso modo, amo i fumetti e i cartoni animati, l’Archeologia, la Storia e i giochi di ruolo. Non viaggio mai senza avere con me il necessario per disegnare e quando mi trovo in una città nuova (in qualsiasi parte del mondo), la prima cosa che cerco è la libreria più vicina.

Ritorna Marco Vichi con i suoi libri ambientati nelle città o nelle provincie del centro. Lo scrittore che vive nel Chianti e che delizia i lettori con gialli che hanno il sapore di un’Italia che non c’è più, ha messo in cantiere una nuova opera e cominciato la sua tournée per presentarla. Appuntamento dalle 18.30 alle 21.30 di giovedì 10 novembre alla libreria Ubik di Omegna per la presentazione dell’ultimo romanzo di Marco Vichi. Un incontro che permetterà di conoscere le linee de “La forza del destino” (Guanda Editore) in un fitto dialogo tra l’autore e Alessandro Garavaldi, e di degustare acqua cotta e Nebbiolo.
Se prima era stata “Morte a Firenze“, oggi si tratta di un’altra storia. Una nuova immersione nella Firenze della seconda metà degli anni ‘60. Ancora un altro affare spinoso per il Commissario Bordelli, ormai ritiratosi dal suo ruolo ufficiale per “occulte pressioni” ricevute in seguito alle sue indagini sulla morte di un ragazzino. Un caso che sembra stato sommerso, peggio di come hanno fatto le acque dell’Arno con la città alluvionata nell’autunno precedente.
Dopo aver tentato inutilmente di far luce sull’accaduto, Bordelli viene messo con le spalle al muro da una serie di concrete minacce ai suoi amici e parenti (amante inclusa). Decide così di vendere la casa di San Frediano e di trasferirsi in campagna. E’ ormai primavera e proprio allora un destino quasi provvidenziale (se non fosse per l’evidente ritardo) gli offre la tanto agognata possibilità di far giustizia, e potete star certi che il caro vecchio Bordelli non se la lascerà scappare tanto facilmente!
Via | marcovichi.it

Inizia questa sera al Teatro Della Valle di Roma, occupato da quasi un anno dalle “Lavoratrici e dai Lavoratori dello Spettacolo, cinema/teatro/danza, artisti/tecnici/operatori, stabili, precari e intermittenti” una bellissima rassegna di tre incontri tenuti da Vittorio Sermonti, uno dei più insigni intellettuali italiani, protagonista - lo ricorderete - degli affollatissimi cicli di letture dantesche e virgiliane che dimostrarono che anche la Cultura fa audience.
In questo caso Sermonti parlerà di tre grandissimi della cultura italiana, tre pilastri come Virgilio, Dante e Verdi, che non solo non dobbiamo permetterci di dimenticare, ma che dobbiamo avere la forza, in questo momento di crisi più che mai, di riscoprire e far rivivere. E quale metodo migliore se non attraverso le letture di alcuni dei loro passi?
“Il mio sforzo è di servirmi di opere assolute, o meglio delle storie, delle favole, della ressa di indizi e della spaventosa bellezza di testi come la Divina Commedia e l’Eneide per snidare da ognuno dei miei ascoltatori la piccola e modesta grandezza di un dio. Io non mi rivolgo alle masse, ma ad una pluralità di singoli che arriva ad essere per una sera, una vera comunità.
Parole, queste di Sermonti, che non hanno certo bisogno di accompagnamenti, e che sottolineano una volta di più il grande compito di ogni cultura che si rispetti: creare la comunità. Che poi è anche il motivo per il quale la cultura, in questo paese, è così soggetta ad attacchi e a tagli barbari.

E’ cominciata oggi (per durare fino a sabato 22 ottobre) la quinta edizione del Festival Letterario Officina Italia. Il titolo pizzica la mente: Milano è o non è “La capitale immorale” d’Italia? La domanda non potrebbe essere più scottante proprio per la sua “bruciante attualità”. Il tema è troppo importante per restare ancora inevaso, probabilmente è quello che hanno pensato anche Alessandro Bertante e Antonio Scurati, gli organizzatori, consci di attirare polemiche e desiderosi di “smuovere coscienze troppo a lungo assopite”.
Uno scopo sicuramente ambizioso, in tempi di “magra” culturale che rigurgitano prodotti scadenti e promozioni lucide di un marketing editoriale fin troppo sicuro di se, ma un percorso da ribadire necessariamente. Perché se in un ampio sottobosco di validissimi autori del Sud (e vi assicuro che nella stessa Napoli dove ho vissuto e studiato, sono una realtà che lotta costantemente contro l’emarginazione), la “questione meridionale”, a quasi centoquaranta anni dalla sua prima laconica enunciazione, resta ancora attuale, le responsabilità non vengono solo dalla parte bassa dello stivale.
Non riesco a dimenticare l’amarezza e la forza delle parole proferite nel dicembre 2010 a Piazza Bellini, pieno centro storico partenopeo, da Flavia Balsamo, una giovanissima scrittrice napoletana dalla penna fertile e immaginifica. Quando le chiesi quale futuro vedeva per i tanti autori che come lei “facevano i salti mortali” per continuare a scrivere, nonostante le scarsissime possibilità di veder pubblicati i propri lavori, mi rispose che lei i suoi romanzi li scriveva e li metteva in una busta indirizzandoli a se stessa, e che per vederli rilegati c’era tempo! Che sia arrivato la resa dei conti della concretezza non saprei, ma in una tale penuria di mezzi la consolazione resta altrettanto asciutta!
Via | satisfiction.gqitalia.it

Parte la seconda edizione di Paris Noir, la rassegna europea dedicata al mistero, organizzata dall’associazione Les Miches Tinguettes (impegnata nello sviluppo di scambi interculturali e intergenerazionali allo scopo di consolidare una reale “società mista” che condanni ogni discriminazione) e consacrata all’Italia. Una tre giorni (dal 21 al 23 ottobre) “farcita” di tavole rotonde (presso la Maison des Métallos) su argomenti inerenti alla letteratura noir nostrana, come il “matrimonio di sangue” tra gialli e fumetti, “esiste il documentario noir?” o “l’influenza delle serie poliziesche sul cinema noir”.
Guarda proprio in quest’ottica la serie di incontri e snodi cruciali:
Un’attenzione tutta particolare avvolge il cosiddetto polar de femmes, dibattito sulla “crescita della presenza” (e della potenza) femminile nella letteratura noir. Se era ormai consolidata la massiccia percentuale di donne tra i lettori, la realtà odierna le rende sempre più protagoniste delle stesse storie che amano leggere da sempre. Che le signore amino “mettersi in nero e al nero” è una realtà della quale discuteranno, con la mediazione del giornalista Stéphane Allegret, specialisti del settore come Dominique Sylvain, Dominique Manotti, Catherine Diran et Sylvie Cohen.
La capitale immorale. Mai ci fu miglior tema, si potrebbe dire, di quello scelto per questa ultima rassegna di Officina Italia, l’appuntamento letterario organizzato da Alessandro Bertante e da Antonio Scurati che da cinque anni ravviva il clima culturale della città meneghina.
A partire da giovedì 20, fino a sabato 22, nella piccola ma splendida cornice della Palazzina Liberty di piazza Marinai d’Italia si alterneranno sul palco le voci di alcuni dei personaggi più importanti del panorama letterario nazionale. Da Michele Mari a Antonio Scurati, da Aldo Nove a Giuseppe Genna, fino ad arrivare ad Antonio Franchini e Gianni Biondillo. Il programma, come vedete, è veramente succulento.
Piace molto poi, almeno a chi scrive, lo spirito della manifestazione di quest’anno. Leggiamo dal comunicato stampa:
Officina Italia affronta di petto l’immaginario letterario di Milano, città che negli ultimi tre decenni ha vissuto una decisa crisi d’identità, smarrendo la sua originaria vocazione di metropoli aperta, accogliente e soprattutto innovativa.
Milano come città dall’anima perduta, svenduta al peggior offerente. Milano città della moda che dimentica la cultura in un angolo. Milano che ha perso, insomma, quella levatura intellettuale che le ha fatto rischiare, un paio di decenni fa, di scrollarsi di dosso l’anima bottegaia e provinciale - che tutt’ora domina - e diventare una città veramente cosmopolita e frizzante.
Morgan Palmas, gestore indomito e infaticabile del litblog Sul Romanzo, ci stava lavorando da un pezzo. Ora finalmente è arrivata l’ufficialità: kLit, il primo festival italiano dedicato ai blog letterari - litblog per usare il termine inglese in voga - si svolgerà nella città di Thiene, in provincia di Vicenza, tra il 7 e l’8 luglio del 2012.
Siamo molto contenti di annunciare questa notizia, e non soltanto perché di un festival del genere si sentiva la mancanza o perché, ne siamo sicuri, questo appuntamento permetterà di far crescere il livello dei blog letterari italiani, ma anche perché Booksblog è tra gli invitati, al fianco dei migliori: Finzioni, Letteratitudine, La poesia e lo spirito, insomma, proprio i migliori.
A parte la gratificazione personale, però, la notizia è di primaria importanza per la scena letteraria italiana che di questi tempi sta vivendo, proprio grazie ai blog, una stagione di fermento. Speriamo che questo evento possa dare uno stimolo ancor più forte, soprattutto per le realtà più piccole, nascoste e indipendenti, che in un contesto come quello di Thiene potrebbero trovare un perfetto terreno di coltura per crescere e affermarsi.
Via | Sul Romanzo

Il Premio per la Pace 2011 è stato assegnato dall’Associazione di Librai Tedeschi allo scrittore algerino Boualem Sansa. Il prestigioso riconoscimento, destinato alla personalità che si sia distinta “nella sua attività letteraria, scientifica o artistica, ed abbia contribuito in maniera significativa all’affermazione delle idee pacifiste”, gli sarà ufficialmente conferito in occasione dell’edizione 2011 della Fiera del Libro di Francoforte, presso la chiesa di Saint-Paul (nella città diFrancfort-sur-le-Main). L’onorificenza, creata nel 1950 e ricevuta nel 2009 dallo scrittore e germanista italiano Claudio Magris, si accompagna a una “dote” di 25.000 euro, ed ha già premiato geni di fama internazionale del calibro di:
Boualem Sansal è originario di Theniet El Had, un piccolo villaggio sulle montagne dell’Ouarsenis in Algeria, dov’è nato nel 1949. Ha cominciato a lavorare come insegnante per poi diventare alto funzionario del Ministero dell’Industria del suo paese, carica dalla quale è stato “sollevato” nel 2003 a causa delle critiche che ha espresso nei confronti del governo in carica. Un “cambiamento di rotta” che gli ha permesso di dedicarsi alla scrittura seguendo l’ottimo consiglio dell’amico Rachid Mimouni, insegnante, scrittore a sua volta e attivista dei diritti umani.
Sansal aveva infatti già fatto parlare di sé nel 1999 con il primo romanzo, Le Serment des barbares (Il giuramento dei Barbari, edito da Gallimard e doppiamente premiato con il Prix des Tropiques e il Prix du Premier Roman, riconoscimento francese dedicato alle migliori opere prime) al quale sono seguiti due saggi (tra i quali un pamphlet censurato in Algeria), numerosi racconti brevi e altri quattro romanzi per le edizioni Gallimard (L’Enfant fou de l’arbre creux nel 2000, Dis-moi le paradis nel 2003, Harraga nel 2005, Le village de l’Allemand ou le journal des frères Schiller nel 2008, pluripremiato, tradotto e ripubblicato in USA con il titolo di The German Mujahid). L’ultima sua fatica è il racconto personalissimo Rue Darwin, “un appello dell’aldilà” come lo definisce lo stesso Sansal, che fa venire la pelle d’oca!
Via | lexpress.fr

La quarta edizione della festa del libro e delle culture italiane ha aperto i battenti nella capitale francese proprio oggi. La manifestazione, organizzata dalla libreria fiorentina indipendente “Leggere per”, vede la cultura italiana come assoluta protagonista fino alla serata di domenica.
Tre giorni di eventi che metteranno al centro i lettori e le lettrici appassionati del Bel Paese, che avranno anche a disposizione la più grande raccolta di libri italiani e in lingua italiana di Parigi. Più di 5000 titoli su uno spazio di 250 metri quadrati che esalterà la qualità e la varietà delle edizioni nostrane. Un ricco programma di incontri, dibattiti e performance (teatrali e musicali) farà da sfondo alle letture, coinvolgendo scrittori, intellettuali, traduttori e artisti italiani e francesi.
Il tema di quest’anno non potrebbe essere più evocativo: il Viaggio, inteso come spostamento, ma soprattutto nella sua profonda accezione di “intima curiosità verso l’altro”, in quel sentimento suggestivo che ci è connaturato e che ci spinge a ricercare noi stessi negli altri, nella speranza che quegli stessi altri possano riconoscersi un po’ in noi (o perlomeno provarci). Animazioni, stand e seduzioni saporitissime di «Buon Gusto Italiano», allieteranno i presenti in attesa dei risultati del concorso “Leggere per” organizzato in Toscana.
Via | L’Italie à Paris