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  <title>booksblog</title>
  <link>http://www.booksblog.it</link>
  <description>booksblog.it</description>
  <pubDate>Tue, 22 May 2012 23:30:49 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


  <item>
    <title>365 racconti sulla fine del mondo e Le città delle nuvole, di Geoffrey A. Landis. La fantascienza di Delos Books</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9781/365-racconti-sulla-fine-del-mondo-e-le-citta-delle-nuvole-di-geoffrey-a-landis-la-fantascienza-di-delos-books</link>
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    <pubDate>Thu, 19 Apr 2012 13:15:31 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Monica Cruciani alias AyeshaKru</dc:creator>
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    <category>news</category><category>antologie</category><category>fantascienza</category><category>alan d altieri</category><category>ayeshakru alias monica cruciani</category><category>danilo arona</category><category>dario tonani</category><category>delos books</category><category>franco forte</category><category>geoffrey a landis</category><category>in evidenza</category>
    <description>365 racconti sulla fine del mondo, antologia curata da Franco Forte, e Le città delle nuvole, di Geoffrey A. Landis, sono due proposte fantascientifiche di Delos Books per aprile.
Franco Forte,[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/delosbooksfantascienza.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="300" alt="delos-books-fantascienza" /> </p>
<p><strong>365 racconti sulla fine del mondo</strong>, antologia curata da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Forte">Franco Forte</a>, e <strong>Le città delle nuvole</strong>, di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Geoffrey_A._Landis">Geoffrey A. Landis</a>, sono due proposte fantascientifiche di Delos Books per aprile.</p>
<p>Franco Forte, direttore editoriale delle collane da edicola Mondadori, direttore responsabile del Delos Network e delle riviste Writers Magazine e Robot, nonchè giornalista e apprezzato scrittore (il giallo storico <a href="http://www.ilsegnodelluntore.it/">Il segno dell&#8217;untore</a> è il suo ultimo romanzo), non pago dei successi delle antologie <em>365 racconti erotici per un anno</em> e <em>365 racconti horror per un anno</em>, aveva deciso, l&#8217;anno scorso, di lanciare un &#8220;<a href="http://www.booksblog.it/post/7810/concorso-delos-books-per-partecipare-allantologia-fantascientifica-365-racconti-per-la-fine-del-mondo">concorso</a>&#8221; per la creazione di una nuova antologia, centrata, questa volta, sul tema della fine del mondo. L&#8217;uscita, ovviamente, prevista per il 2012, anno dei Maya e della loro supposta fine del mondo&#8230;</p>
<p>Ed eccoci qui, al 2012 e, un po&#8217; in anticipo sui tempi (i Maya danno la Terra per spacciata verso fine dicembre), la nuova antologia <strong>365 racconti sulla fine del mondo</strong> approda in libreria proprio domani. Il libro raccoglie i racconti di tantissimi autori, sconosciuti, emergenti o già noti, a vario titolo (tra questi, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alan_D._Altieri">Alan D. Altieri</a>, <a href="http://www.daniloarona.com/">Danilo Arona</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Sosio">Silvio Sosio</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elisabetta_Vernier">Elisabetta Vernier</a>, <a href="http://aislinndreams.blogspot.it/">Aislinn</a>, <a href="http://irenevanni.blogspot.it/">Irene Vanni</a>, <a href="http://www.emanuelemanco.it/">Emanuele Manco</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dario_Tonani">Dario Tonani</a>), tutti impegnati a concepire devastanti ipotesi apocalittiche.</p>


<p>In racconti brevi o anche brevissimi, tragici, drammatici o anche ironici, vedremo il nostro mondo finire per una miriade di motivi: disastri cosmico-astronomici, geologici, batteriologici, religiosi, mitologici, tecnologici, bellici interni o esterni (attacchi alieni). Ci saranno anche fini di mondi personali. Non credo manchi nulla, tutto ciò che abbiamo sempre immaginato come causa della fine del nostro mondo ci sarà. So&#8230; enjoy! <em>This is the End</em>, come dice il racconto del 31 dicembre, citando  la canzone dei Doors.</p>
<p>AA. VV.<br />
<strong>365 racconti sulla fine del mondo</strong><br />
a cura di <a href="http://www.franco-forte.it/home/">Franco Forte</a><br />
<a href="http://www.delosstore.it/home/">Delos Books</a> (collana Atlantide)<br />
€ 14,90<br />
In libreria dal <strong>20 aprile</strong></p>
<hr />
<p>Di tutt&#8217;altro genere è il romanzo breve <strong>Le città delle nuvole</strong> (<em>The Sultan of the Clouds</em>), dell&#8217;americano, <a href="http://www.geoffreylandis.com/">Geoffrey A. Landis</a>, proposto nella collana Odissea Fantascienza. </p>
<p>L&#8217;autore - principalmente di narrativa breve - che è anche scienziato della NASA e si occupa, tra le altre cose, di esplorazione planetaria, propulsione interstellare e della possibilità di costruire basi sulla Luna e su Marte - ha collezionato una lunga lista di nomine e vittorie dei più  importanti premi fantascientifici del mondo: Hugo, Nebula, Locus, Sturgeon. Per <strong>Le città delle nuvole</strong> ha vinto proprio, nel 2011, il <strong>Theodore Sturgeon Award</strong> ed è stato nominato sia all&#8217;<strong>Hugo</strong> che al <strong>Nebula</strong>. E&#8217; quindi con grande curiosità che ci avviciniamo a questo <em>«affresco della colonizzazione del sistema solare»</em> (come recita la sinossi ufficiale). </p>
<p>Il sistema solare è controllato da una ventina di famiglie che, privatamente, hanno continuato l&#8217;esplorazione dello spazio, dopo la fine dell&#8217;interesse dei governi. Il romanzo racconta le vicende della scienziata Leah Hamakawa e del collega David Tinkerman, invitati su Venere dal c.d. Sultano delle Nuvole, alias Carlos Fernando Delacroix Ortega de la Jolla y Nordwald-Gruenbaum. </p>
<p>Arrivati dal Sultano, Leah e David scoprono che ha soltanto 12 anni e che è interessato a Leah come moglie, poichè quella cultura prevede particolari legami con persone più giovani. Il ragazzo, però, vuole sposarsi con una straniera per ragioni che, scopriremo, saranno ben ponderate&#8230;</p>
<p>Mentre la singolare questione procede, ciò che l&#8217;autore metterà in luce (in modo estremamente valido e affascinante) sarà il metodo di colonizzazione di Venere, che data la sua inabitabilità, è stato attuato attraverso la costruzione di oltre <strong>10.000 città &#8220;galleggianti&#8221; nell&#8217;atmosfera</strong> del pianeta (la metà delle quali controllate da Carlos Fernando Delacroix Ortega de la Jolla y Nordwald-Gruenbaum); città che hanno sviluppato tecnologie e culture completamente differenti rispetto alla Terra. C&#8217;immergeremo in questo spettacolare mondo (la <em>novella</em> non sarebbe stata nominata ai premi Hugo e Nebula, nè avrebbe vinto lo Sturgeon, se così non fosse), guardandolo attraverso gli occhi, spesso scioccati, di David Tinkerman.</p>
<p><a href="http://www.geoffreylandis.com/G_Bibliography.html">Geoffrey A. Landis</a><br />
<strong>Le città delle nuvole</strong>, 2012 (<em>The Sultan of the Clouds</em>, 2010)<br />
Delos Books (collana <a href="http://www.delosstore.it/delosbooks/?k=collana&#038;v=17">Odissea Fantascienza</a>)<br />
96 pagine<br />
€ 7,80<br />
In libreria dalla <strong>fine di aprile</strong></p>
<div style="font-size:14px; background:#F0F0F0;padding:5px 7px 7px 7px;margin-bottom:5px;text-align:justify;line-height:20px"> <a href="http://www.booksblog.it/tag/ayeshakru+alias+monica+cruciani"><strong>Monica Cruciani alias AyeshaKru</strong></a> scrive di <a href="http://www.booksblog.it/categoria/fantasy"><strong>fantasy</strong></a> e <strong>fantastico in generale</strong>, molto di <a href="http://www.booksblog.it/tag/urban+fantasy+%26+paranormal+romance+%26+new+gothic"><strong>urban fantasy &#038; paranormal romance</strong></a>, sia per <a href="http://www.booksblog.it/tag/young+adults"><strong>young adult(s)</strong></a> che per <a href="http://www.booksblog.it/tag/protagoniste+femminili+letteratura+per+adulti"><strong>adulti</strong></a>. Potete trovare qui gli <strong><a href="http://www.booksblog.it/post/6511/gli-ultimi-articoli-fantasy-urban-fantasy-paranormal-romance-new-gothic-e-simili-pubblicati">ULTIMI ARTICOLI</a></strong> e qui lo <strong><a href="http://www.booksblog.it/post/6504/saghe-e-serie-urban-fantasy-paranormal-romance-new-gothic-pubblicate-in-italia-in-corso-o-concluse-da-poco-con-un-pizzico-di-fantasy-classico-horror-e-sci-fi">SCHEMA delle serie</a></strong> in corso.</div>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9781/365-racconti-sulla-fine-del-mondo-e-le-citta-delle-nuvole-di-geoffrey-a-landis-la-fantascienza-di-delos-books">365 racconti sulla fine del mondo e Le città delle nuvole, di Geoffrey A. Landis. La fantascienza di Delos Books</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 15:15 di giovedì 19 aprile 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Intervista a Mauro Baldrati, curatore dell&#039;antologia “Love out”</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9411/intervista-a-mauro-baldrati-curatore-dellantologia-love-out</link>
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    <pubDate>Fri, 17 Feb 2012 08:00:03 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
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    <category>scrittori</category><category>antologie</category><category>francesca matteoni</category><category>giulio milani</category><category>in evidenza</category><category>love out</category><category>marilù oliva</category><category>mauro baldrati</category><category>silvia tebaldi</category><category>tiziano scarpa</category><category>transeuropa edizioni</category>
    <description>Di Love out, l&amp;#8217;antologia di Transeuropa con testi di vari scrittori italiani, abbiamo già parlato, pubblicando in esclusiva l&amp;#8217;inizio del racconto di Mauro Baldrati, Jimi Hendrix e la[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F9411%2Fintervista-a-mauro-baldrati-curatore-dellantologia-love-out" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/mauro_baldrati.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="Mauro Baldrati" />Di <em>Love out</em>, l&#8217;antologia di <a href="http://www.booksblog.it/tag/transeuropa+edizioni">Transeuropa</a> con testi di vari scrittori italiani, abbiamo già parlato, pubblicando in esclusiva l&#8217;inizio del racconto di Mauro Baldrati, <em><a href="http://www.booksblog.it/post/9393/esclusiva-booksblog-love-out-a-cura-di-mauro-baldrati">Jimi Hendrix e la professoressa Giuliana</a></em>. Baldrati (in foto) è anche il curatore dell&#8217;intera antologia, e noi di Booksblog l&#8217;abbiamo intervistato sia sulla raccolta stessa che sul rapporto che c&#8217;è tra amore e letteratura.</p>
<p>Prima di lasciarvi all&#8217;intervista vi riporto i nomi degli autori presenti in <em>Love out</em>: autori tutti di un certo spessore che rendono il libro veramente prezioso. Hanno scritto su <em>Love out</em>: Silvia Tebaldi, Alan D. Altieri, Francesca Matteoni, Giulio Milani, Marilù Oliva, Raul Montanari, Tiziano Scarpa, Veronica Tomassini, Paola Ronco, Gianluca Morozzi, Filippo Casaccia, Gilda Policastro, Marco Rovelli, Patrizia Debicke van der Noot, Mauro Baldrati, Anna Lamberti-Bocconi, Geraldina Colotti, Francesca Genti.</p>
<p><strong>Quanta letteratura c’è nell’amore del mondo reale?</strong><br />
Mi viene da dire che non ce ne sia molta, perché l’amore vero viene vissuto con una forte componente fisica. Quella trasfigurazione tipica della letteratura non entra nel sentimento, che è vissuto in maniera forte e passionale. Inoltre se nell’amore del mondo reale entra la letteratura abbiamo una sorta di idealizzazione che toglie energie all’amore vissuto. È come se noi avessimo un certo quantitativo di energia vitale: se viviamo il nostro amore in maniera letteraria, rischiamo di togliere energie all’amore reale che, ricordiamolo, va vissuto pienamente.</p>


<p>
<img src="http://static.blogo.it/booksblog/love_out.jpg" class="post" border="0" width="586" height="291" alt="Dettagli della copertina dell&#39;antologia Love out di Transeuropa" /><br clear="all" /></p>
<p><strong>Un poeta russo – Arsenij Aleksandrovič Tarkovskij (1907-1989) – , ebbe a dire che non si deve scherzare con la poesia, perché se ne può vivere o morire. Potremo affermarlo anche per la letteratura?</strong><br />
Sono d’accordissimo con Tarkovskij. La letteratura, come dicevamo prima, vive di per sé sottraendo qualcosa alla realtà, cambiandola, lavorandola, trasformandola attraverso la fantasia: un’eccessiva trasfigurazione fa soffrire la realtà! La letteratura ci serve per capire l’amore e raccontarlo, questo sì. </p>
<p><strong>La letteratura, quindi, come mezzo per narrare l’amore: è per questo che in Love out sono presenti testi in prosa e in poesia?</strong><br />
Per <em>Love out</em> mi sono ispirato al requisito della diversità: abbiamo testi classici accanto a monologhi teatrali, racconti molto ironici e altri di stampo onirico. In <em>Love out</em> ho cercato di spaziare attraverso i vari generi letterari per poter fare una sorta di ricognizione dell’amore attraverso differenti punti di vista.</p>
<p><strong>Criterio di diversità che ha anche guidato la selezione degli autori?</strong><br />
Sì, nella scelta degli autori per la raccolta ho cercato di spaziare, con un sguardo particolare alle scrittrici perché mi interessa in maniera particolare il modo in cui le donne guardano e descrivono l’amore. Se mi trovavo dinanzi ad autori simili, con uno stesso modo di guardare e raccontare allora sparigliavo un po’.</p>
<p><strong>Senso di spaziatura che si respira anche nell’ordine in cui sono presentati i testi in Love out…</strong><br />
La sequenza dei testi nell’antologia è quasi istintuale: li ho ordinati quasi seguendo un’ispirazione. Non ho messo in atto un sistema precostituito, ma mi sono lasciato guidare dal ritmo dei testi. <em>Love out</em> si apre con il racconto <em>Ammonite</em> di Silvia Tebaldi che ha toni morbidi, delicati e subito dopo viene un racconto epico <em>L’ultimo fuoco dell’acciaio tremante</em> di Alan D. Altieri. Con il racconto di Tebaldi abbiamo quasi un’ouverture che dà il là alla raccolta e poi irrompe Altieri. In base al criterio del ritmo ho messo vicini, per esempio, due racconti di stampo ironico, come quello di Gianluca Morozzi (<em>Fabio Volo e la sposa radiosa</em>) e quello di Filippo Casaccia (<em>L’amore, la musica, il bacon</em>).</p>
<p><strong>In Love out si parla d’amore e, per sua natura, l’amore è attento all’altro. È questo uno dei motivi che vi ha spinti a destinare il ricavato delle vendite a <a href="http://www.naga.it/">NAGA</a>, associazione che offre assistenza medica, sociale e legale ai migranti e alle minoranze?</strong><br />
All’orizzonte c’è il discorso generosità con il quale ognuno delle autrici e degli autori ha partecipato al progetto e questa generosità si è poi tradotta anche in attenzione all’altro. Del resto è innegabile che l’argomento amore ha in sé il tema della generosità e lavorare con generosità è anche lavorare per l’amore.</p>
<p><strong>Lavoro per l’amore che troviamo anche nelle pagine finali del libro, in cui la casa editrice inserisce i nomi di tutti quelli che hanno lavorato alla realizzazione del testo…</strong><br />
In <em>Love out</em> – ma anche negli altri libri di Transeuropa – c’è una parte che non è solo il testo, ma tutto quello che vi gira intorno: questioni grafiche, crediti, lavoro degli editor, distribuzione, ufficio stampa… Sinceramente non ho mai trovato una cura così particolare per i libri come avviene nella casa editrice Transeuropa (e io parlo da esterno, visto che per loro curo una collana ma non sono loro dipendente). Chiunque prenderà in mano questo libro si accorgerà di quanto sia curato fin nei minimi dettagli.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9411/intervista-a-mauro-baldrati-curatore-dellantologia-love-out">Intervista a Mauro Baldrati, curatore dell'antologia “Love out”</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 10:00 di venerdì 17 febbraio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Esclusiva Booksblog: Love out, a cura di Mauro Baldrati</title>
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    <pubDate>Tue, 14 Feb 2012 08:00:02 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
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    <category>books</category><category>antologie</category><category>jimi hendrix e la professoressa giuliana</category><category>love out</category><category>mauro baldrati</category><category>tiziano scarpa</category><category>transeuropa edizioni</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/love_out_transeuropa.jpg" class="post" border="0" align="left" width="240" height="360" alt="Esclusiva Booksblog: Love out, a cura di Mauro Baldrati" />San Valentino, la festa degli innamorati. Cosa c&#8217;è di più bello dell&#8217;amore nelle sue varie sfaccettature? Romantico, materiale, erotico, onirico, disperato, idealizzato&#8230; La casa editrice <a href="http://www.booksblog.it/tag/transeuropa+edizioni">Transeuropa</a> manda in libreria proprio per San Valentino l&#8217;antologia <em><a href="http://www.transeuropaedizioni.it/dettaglio_libro.php?id_libro=163">Love out</a></em> a cura di Mauro Baldrati. Il libro contiene racconti di alcuni dei migliori autori italiani (tra cui <a href="http://www.booksblog.it/tag/tiziano+scarpa">Tiziano Scarpa</a>, Patrizia Debicke van der Noot, Giulio Milani, Marilù Oliva,  giusto per citarne alcuni). </p>
<blockquote><p>Ma l’amore esiste, come sentimento innato, dalla notte dei tempi? L’amore nasce con l’uomo, e l’accompagnerà fino al compimento del suo destino?</p></blockquote>
<p>Sono un po&#8217; le domande che si pone il libro. E a queste domande provano a rispondere gli autori dei vari racconti, ognuno con la sensibilità e con lo stile che hanno. Del resto, si sa, la letteratura può benissimo dare risposte alle domande più varie. Nei prossimi giorni intervisteremo il curatore, Mauro Baldrati. Intanto per ora vi riportiamo una parte del suo racconto che potete trovare all&#8217;interno dell&#8217;antologia. Il titolo  del racconto è: <em>Jimi Hendrix e la professoressa Giuliana</em>. Buona lettura (dopo il salto) e buona festa dell&#8217;amore.</p>


<h2>Mauro Baldrati, <em>Jimi Hendrix e la professoressa Giuliana</em></h2>
<p>Col tedesco proprio non va.</p>
<p>Il fatto è che alle medie, qua a Mezzaluna, come seconda lingua c’era francese, bello e facile, anche se bisogna storcere la bocca con quelle “u” e “ue”. Ma quest’anno all’Istituto Tecnico Cosmodemonico mi hanno appioppato tedesco obbligatorio e, anche se ho frequentato un corso accelerato di recupero, non combino un accidente. Primo compito in classe: 4; secondo compito in classe: 4; interrogazione: 5 («ma sarebbe un 4» ha sentenziato il prof, che mi ha pure messo un 3 sul registro perché mi ha beccato a fumare nel gabinetto). Considerando che sono già sotto in matematica, diritto e tecnologia dei metalli, la situazione si fa difficile.</p>
<p>I miei, manco a dirlo, si sono subito alterati. Ho già ripetuto la terza media per le assenze, con una nuova bocciatura la mia posizione diventerebbe insostenibile. Così un giorno mia madre è uscita dal laboratorio di parrucchiera dove passa dodici ore al giorno in piedi dietro le teste delle clienti e ha detto: «Adesso te Toni vai a ripetizione. Ti mando dalla moglie di Stefanone lo speziale, la professoressa Giuliana, che delle volte viene da me per accomodarsi i capelli.» Hanno sempre fatto così i miei, appena c’era qualcosa che non capivo, anche alle elementari, subito a ripetizione.</p>
<p>Sono quindi andato a casa della professoressa Giuliana, una villetta coi muri rosa nel quartiere nuovo. Mi ha aperto il figlio, un ragazzo su per giù della mia età che conosco di vista, anche se non frequenta la nostra compagnia. Subito ha fatto, gridando verso la scala: «mamma c’è… com’è che ti chiami pure?» Gliel’ho detto, a quello sfigato, che lo conosceva benissimo, il mio nome. «rinaldi!» ha urlato. Dall’alto delle scale una voce remota ha fatto: «va bene mandalo su!»</p>
<p>Sono salito al primo piano dove la professoressa Giuliana mi aspettava in piedi sulla soglia di una porta aperta. In effetti l’avevo già vista da mia madre, era una donna coi capelli neri pettinati gonfi, di corporatura opulenta.</p>
<p>«Vieni, Toni» ha detto, ed è entrata in una camera dove c’era un’asse da stiro con una pila di panni ammonticchiati, una credenza e un grande tavolo di legno scuro. «Questo è il mio ufficio e la mia stireria» ha detto, con un sorriso. Poi si è seduta al tavolo, ha avvicinato una sedia e ha detto: «Bene, vediamo un po’ cosa c’è di nuovo. Vieni, Toni, siediti qui accanto a me.» Ho appoggiato libro e quaderno sul tavolo e mi sono seduto. La sedia era molto vicina, e mentre la professoressa Giuliana guardava il libro la mia gamba sfiorava la sua. Sentivo un calore molto intenso, come se la sua gamba fosse bollente. Era una sensazione forte, e mi piaceva, così ho avvicinato ancora la gamba, e anche il fianco, col pretesto di leggere le frasi in tedesco del libro. La professoressa Giuliana mi faceva leggere, mi interrogava, e d’un tratto qualcosa si è acceso, un lampo, una vampa improvvisa: quella bocca, com’era grande! Una bocca enorme, mobilissima, con le labbra scarlatte di rossetto; seguivo ogni guizzo, ogni contrazione, non ascoltavo le parole e la pronuncia ma contemplavo quelle labbra che ogni tanto la lingua inumidiva e da cui facevano capolino i denti perfetti e bianchissimi. Mi perdevo in quella bocca smisurata con la testa vuota e il fiato sospeso, mentre il calore che si irradiava da lei mi travolgeva. Ho avuto un’erezione selvaggia, un pelo mi si è intrigato e ho passato un’ora di sofferenze atroci, con le sue labbra che mi causavano allucinazioni, il calore del suo corpo che mi toglieva il respiro.</p>
<p>Sono andato a casa barcollando, senza avere capito un’acca e senza ricordare una sola parola di tutta quella roba tedesca che avevamo letto.</p>
<p>Sono tornato dalla professoressa Giuliana quattro volte e la situazione si è puntualmente ripetuta: un’ora col cuore che batteva a martello, il pipiricchio eretto come un palo, tanto che prima di entrare cercavo di sistemarmi i peli per evitare la tortura dell’intrico, e un pensiero fisso su quella enorme bocca umida: introdurvi il mio pipiricchio palpitante, spingerglielo in gola, fino allo stomaco. Non seguivo, non capivo niente, tanto che la professoressa Giuliana mi guardava con aria strana e faceva: «Toni, mi segui?» Allora io mi scuotevo, guardavo l’asse da stiro, facevo «sì, sì», ma il magnete della sua bocca larga tornava a inghiottire tutta la mia attenzione e il pipiricchio spingeva crudele contro i pantaloni. Poi ho iniziato a guardarle anche le tette, così grandi che mentre leggeva le appoggiava sul bordo del tavolo e anche lì, tra quelle due colline nascoste dalla camicetta, sognavo di introdurre il pipiricchio fremente.</p>
<p>Ogni volta uscivo stremato, con la schiena indolenzita. E non riuscivo a montare in sella alla bici, perché prima dovevo trovare un po’ di tregua dalla mia ostinata erezione.</p>
<p>Di notte non riuscivo a dormire. Mi giravo nel letto bruciando di tensione, pensavo alla bocca della professoressa Giuliana e mi sembrava di sognare a occhi aperti: diventava enorme, come le bocche delle anaconda quando ingoiano quei topi giganteschi, i capibara, e si protendeva verso di me, voleva inghiottirmi. Allora chiudevo gli occhi, e ficcavo la testa sotto la coperta. Ma pensavo a quelle tette appoggiate sul tavolo, l’erezione mi batteva tra le gambe e dovevo masturbarmi due, tre volte; poi mi prendeva una frenesia alle braccia, come una corrente elettrica che correva sui nervi e li faceva vibrare, li tendeva fino a spezzarli; allora mi alzavo e facevo trenta flessioni, tornavo a letto ma non riuscivo a rilassarmi, dovevo fare altre flessioni, e finiva che accendevo l’impianto stereo e ascoltavo in cuffia Jimi Hendrix con la sua chitarra tesa come i miei nervi, alzavo il volume, sbarravo gli occhi, finché veniva mattina e balzavo in piedi col fiato corto, mi lavavo con l’acqua fredda e non mi asciugavo, scendevo a precipizio le scale e bevevo un caffelatte mettendo tanto zucchero fino a renderlo melmoso, uscivo nell’aria fredda del mattino coi libri sotto il braccio, prendevo a pugni l’aria, spalancavo la bocca e lanciavo un urlo, inforcavo la bici e pedalavo a tutta velocità verso la stazione dove arrivava il trenaccio cigolante che mi avrebbe portato in città, all’Istituto Tecnico Cosmodemonico dove rischiavo una nuova bocciatura e, forse, la mia uscita definitiva dal mondo della scuola. [continua sull&#8217;antologia <em>Love out</em>]</p>
<p><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788875801649//LOVE-OUT.html?shop=3297">Love out</a></em><br />
a cura di Mauro Baldrati<br />
Transeuropa edizioni, 2012<br />
ISBN 9788875801649<br />
pp. 169, euro 15</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9393/esclusiva-booksblog-love-out-a-cura-di-mauro-baldrati">Esclusiva Booksblog: Love out, a cura di Mauro Baldrati</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 10:00 di martedì 14 febbraio 2012.</p>
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  <item>
    <title>La gatta Arcibalda e altre storie, di Adriana Zarri</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9391/la-gatta-arcibalda-e-altre-storie-di-adriana-zarri</link>
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    <pubDate>Mon, 13 Feb 2012 12:00:42 GMT</pubDate>
    <dc:creator>sara</dc:creator>
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    <category>saggi</category><category>antologie</category><category>adriana zarri</category><category>gatti</category><category>teologia</category>
    <description>“E, sulla tomba, non mi mettete marmo freddo/con sopra le solite bugie/che consolano i vivi./ Lasciate solo la terra,/che scriva, a primavera/un&amp;#8217;epigrafe d&amp;#8217;erba./ E dirà/ che ho[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/zarri_arcibalda_cover.jpg" class="post" border="0" align="left" width="204" height="360" alt="gatta arcibalda" /><em>“E, sulla tomba, non mi mettete marmo freddo/con sopra le solite bugie/che consolano i vivi./ Lasciate solo la terra,/che scriva, a primavera/un&#8217;epigrafe d&#8217;erba./ E dirà/ che ho vissuto,/che attendo&#8221;</em></p>
<p>La gatta Arcibalda di Adriana Zarri (teologa, poetessa, eremita) ha raggiunto in vita una certa fama, finendo nei suoi scritti e perfino in una foto di copertina di un libro dela sua “padrona” (ma Zarri non si definiva così, piuttosto, diceva, “custodisco, ospito e amo&#8230;perchè noi siamo i custodi, gli amici, non i proprietari”, perché “ogni bestia appartiene a se stessa”).</p>
<p>La Gatta non sembra essersene mai fatta un problema, per fortuna, dice Zarri in uno dei suoi articoli pubblicati nella rivista Rocca dal 1984 fino alla morte, e raccolti in questo<em> La gatta Arcibalda e altre storie</em>. </p>


<p>Le arie, d&#8217;altronde, quella gattona lì se le è sempre date,  nelle sue periodiche (e contegnose) fughe da qualche cane, visto che lei mai <em>“ s&#8217;impressiona, perché è capace di salire su un albero e il cane no, e si ferma lì a guardare in su finché si stanca e se ne va e la gatta gloriosa e trionfante resta lassù a guardare il panorama”.</em></p>
<p>Gli articoli di questo <em>La gatta Arcibalda</em> non ruotano però – solo - intorno alla “gattologia”, materia di cui lei stessa, insieme all&#8217;amica Rossana Rossanda, si dichiara una veterana. Si tratta invece dei complessi frammenti di un&#8217;ode, in sottotraccia, alla bellezza.</p>
<p><em>“E la vita è fatta di primavere, estati, inverni, di tempo e di eternità. È fatta di fiori che si aprono, di frutti che maturano, di uccelli che volano, di lucertole che saettano via, di usignoli che cantano e di gatti che fanno le fusa&#8230; È fatta di camini che fumano, di polente che cadono sul tavolo come lune d&#8217;inverno”.</em></p>
<p>Esclusi, però, questi nitidi scorci aperti sulla poesia della natura, questi scritti di rado cedono a qualsiasi forma di lirismo, preferendo una scrittura ancorata alle piccole cose di ogni giorno, che diventano spunto di una seria riflessione – che, scrive, dovrebbe partire prima di tutto da parte della stessa Chiesa - sui diritti degli animali e della natura in generale.</p>
<p>Ne risulta una sorta di privato manifesto eco-logico in cui ci si interroga, ad esempio, sulle ragioni di chi è vegetariano, e sui torti di chi ama la caccia. Anticipando, già negli anni &#8216;80, l&#8217;idea della crescente diffusione delle coltivazioni bio, o il concetto di un “uomo al servizio della natura” e il fenomeno del “ritorno alla terra” delle giovani generazioni.</p>
<p>Bellissimo, fra gli altri, anche il passo su come cambi la preghiera a seconda delle stagioni, o quello in cui Zarri si profonde in un appassionato elogio della “banalità” del vivere, passando per il brano sull&#8217;amorevole ritratto della ferocia del leone. Che, scrive, “non è che una copia della nostra, e forse è soltanto buon appetito&#8221;.</p>
<p>A. Zarri<br />
La gatta Arcibalda e altre storie<br />
Graphe ed.<br />
8 euro</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9391/la-gatta-arcibalda-e-altre-storie-di-adriana-zarri">La gatta Arcibalda e altre storie, di Adriana Zarri</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 14:00 di lunedì 13 febbraio 2012.</p>
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  <item>
    <title>Smetti di fare quello che stai facendo e leggi questo!, di Mark Haddon, Zadie Smith e altri </title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9277/smetti-di-fare-quello-che-stai-facendo-e-leggi-questo-di-mark-haddon-zadie-smith-e-altri</link>
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    <pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:00:44 GMT</pubDate>
    <dc:creator>sara</dc:creator>
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    <category>saggi</category><category>antologie</category><category>in evidenza</category><category>mark haddon</category><category>smetti di fare quello che stai facendo e leggi questo</category><category>tim parks</category><category>zadie smith</category>
    <description>Leggere dovrebbe diventare per tutti un&amp;#8217;attività di “igiene mentale”, regolare come quella di lavarsi i denti tutti i giorni. Lo dicono i tanti scrittori che con i loro saggi hanno firmato[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/stopwhatyourdoing415.jpg" class="post" border="0" align="left" width="240" height="360" alt="reading manifesto" />Leggere dovrebbe diventare per tutti un&#8217;attività di “igiene mentale”, regolare come quella di lavarsi i denti tutti i giorni. Lo dicono i tanti scrittori che con i loro saggi hanno firmato il pamphlet <em>Smetti di fare quello che stai facendo e leggi questo!</em> (Vintage Books ed.), segnalato dall&#8217;<a href="http://www.independent.co.uk/arts-entertainment/books/reviews/stop-what-youre-doing-and-read-this-by-mark-haddonmichael-rosen-zadie-smith-et-al-6293854.html">Independent</a>. Fra loro, Mark Haddon, Jeannette Winterson, Zadie Smith, Tim Parks. Che raccontano come leggere sia una passione che inevitabilmente nasce (o muore lì) da piccoli. </p>
<p>Che ami leggere te ne accorgi davanti alla stipatissima biblioteca dei tuoi, o nel tuo corpo a corpo con <em>Grandi speranze</em> di Dickens, nonostante spesso a scuola ti insegnino “a leggere Amleto prima che tu sia pronto per Amleto”, come nota Tim Parks.</p>
<blockquote><p>Read a novel, they urge us, because it will enable you to travel in time and space, learn about falling in and out of love, growing up or growing old&#8230;Read, because it  will transform your life and even alter the circuitry of your brain.</p></blockquote>
<p>Un messaggio da farci una catena di sant&#8217;Antonio, o postarlo a raffica su Facebook, come in una sorta di pubblicità progresso fai da te.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9277/smetti-di-fare-quello-che-stai-facendo-e-leggi-questo-di-mark-haddon-zadie-smith-e-altri">Smetti di fare quello che stai facendo e leggi questo!, di Mark Haddon, Zadie Smith e altri </a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 13:00 di giovedì 26 gennaio 2012.</p>
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  <item>
    <title>New York diaries 1609-2009, di Teresa Carpenter</title>
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    <pubDate>Wed, 25 Jan 2012 11:00:20 GMT</pubDate>
    <dc:creator>sara</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/nydiaries.jpg" class="post" border="0" align="left" width="311" height="360" alt="ney york" /> Segnalo un originale “diario” di New York raccontata dagli occhi di personaggi famosi del mondo della letteratura, dell&#8217;arte, della scienza, strutturato come un “puzzle” dei loro diari ed epistolari, articoli di giornale.</p>
<p>Il libro si chiama <em>New York Diaries 1609-2009</em>, di Teresa Carpenter (Modern Library), ed è la struttura a meritare un plauso per originalità, visto che è ordinata cronologicamente come un vero diario, giorno dopo giorno. Ad esempio fu il 3 maggio del 1947 che Simone de Beauvoir ci racconta come decise di preferire il bourbon alla marjuana, e il capitolo del diario relativo appunto al 3 maggio del 1947 sarà lei a riempirlo con il suo racconto. E così via, autore dopo autore.</p>
<p>Così siamo testimoni di Henry Hudson che guarda il fiume che un giorno gli sarà dedicato, ci sono le riflessioni torve di Edgar Allan Poe su Brooklyn, che lo disgustava, e diamo uno sguardo alla processione di gente al funerale di Lincoln. C&#8217;è anche il resoconto di certe cene di Albert Camus a Chinatown o Anais Nin che definisce la città solo “una brutta prigione” mentre ci si accorge che Edison scriveva davvero bene, nota l&#8217;articolista del <a href="http://www.nytimes.com/2012/01/20/books/new-york-diaries-1609-to-2000-review.html?_r=2&#038;ref=books">NyTimes</a>.</p>
<p>Il tutto per la bellezza di 486 pagine (anche poche, in realtà, ma alcuni giorni, segnala il NyTimes, si riducono a poco più che uno stralcio di frase). Chissà se l&#8217;idea stuzzicherà anche qualche autore italiano che si imbarcherà nell&#8217;impresa di dedicare un&#8217;opera tale a una delle nostre città. </p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9271/new-york-diaries-1609-2009-di-teresa-carpenter">New York diaries 1609-2009, di Teresa Carpenter</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 13:00 di mercoledì 25 gennaio 2012.</p>
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    <title>I bambini francesi non buttano via il cibo, di Pamela Druckeman</title>
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    <pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:30:55 GMT</pubDate>
    <dc:creator>sara</dc:creator>
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    <description>Ora, che i francesi (e le francesi, in particolare) abbiano una marcia in più, lo abbiamo sempre saputo, a partire dal best seller Le francesi non ingrassano di Mireille Guiliano  (S&amp;#038;K), che[...]</description>
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      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F9269%2Fi-bambini-francesi-non-buttano-via-il-cibo-di-pamela-druckeman" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=I+bambini+francesi+non+buttano+via+il+cibo%2C+di+Pamela+Druckeman&url=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F9269%2Fi-bambini-francesi-non-buttano-via-il-cibo-di-pamela-druckeman" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/frenchchildren_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="233" height="360" alt="french children" /> Ora, che i francesi (e le francesi, in particolare) abbiano una marcia in più, lo abbiamo sempre saputo, a partire dal best seller <em>Le francesi non ingrassano</em> di Mireille Guiliano  (S&#038;K), che rivelava già dal titolo una verità universalmente nota, per l&#8217;invidia di tutte noi.</p>
<p>Le francesi non ingrassano, semplicemente, perchè NON mangiano. Sono superiori alla fame. Hanno altro da fare. Il loro proverbiale savoir faire, naturalmente, lo applicano con successo anche nell&#8217;educazione dei figli (e ti pareva). </p>
<p>La questione, scrive Pamela Druckeman nel suo <em>French children don&#8217;t throw food</em> (ed. Doubleday), segnalato dal <a href="http://www.guardianbookshop.co.uk/BerteShopWeb/viewProduct.do?ISBN=9780385617611">Guardian</a>, è che i francesi sanno dosare “massima severità e massima libertà” nel loro rapporto con i bambini. Sanno far loro attendere quello che vogliono. Hanno la loro “semplice, calma autorità” nel farlo. Difficilmente imitabile a partire da una serie di regole teoriche, e infatti l&#8217;autrice descrive la sua esperienza sul campo, e non compone un rigido manuale.</p>


<p>Le francesi sono diverse, scrive l&#8217;autrice, con la loro calma, con la loro indifferenza rispetto alle nevrosi che attanagliano le madri occidentali dal momento stesso in cui scoprono di aver concepito il loro primogenito, ad esempio. Non a caso, le pubblicazioni destinate a mamme in attesa o di fresco parto hanno un denominatore comune: esortano ad affrontare i cambiamenti con serenità e senza ansie. </p>
<p>Altro che mamme-tigri che crescono su pargoli-soldato a forza di “no”. No no, qui la questione è diversa. Quella “svagatezza” francese che somiglia a snobismo è in fondo, solo un po&#8217; di sano autocontrollo, forse. Che rende le stesse mamme sexy, chic, e determinate a non rinunciare ai propri spazi adulti. Detto questo, la conclusione che mi salta al cervello è sempre la stessa: ma da che pianeta vengono, le francesi?</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9269/i-bambini-francesi-non-buttano-via-il-cibo-di-pamela-druckeman">I bambini francesi non buttano via il cibo, di Pamela Druckeman</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 12:30 di mercoledì 25 gennaio 2012.</p>
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    <title>Lettere di Natale alla madre, di Rainer M. Rilke</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9201/lettere-di-natale-alla-madre-di-rainer-m-rilke</link>
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    <pubDate>Tue, 17 Jan 2012 11:00:21 GMT</pubDate>
    <dc:creator>sara</dc:creator>
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    <category>classici</category><category>antologie</category><category>epistolario</category><category>natale</category><category>rilke</category>
    <description>“E si deve soltanto essere abbastanza silenziosi e soli e pazienti per accogliere in sé la grazia di una tale ora, che in molti non penetra perchè in loro c&amp;#8217;è tanto rumore e niente[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/rilke.jpg" class="post" border="0" align="left" width="207" height="360" alt="rilke" /> <em>“E si deve soltanto essere abbastanza silenziosi e soli e pazienti per accogliere in sé la grazia di una tale ora, che in molti non penetra perchè in loro c&#8217;è tanto rumore e niente ordine”. </em></p>
<p>E&#8217; stato strano per me leggere queste splendide <em>Lettere di Natale alla madre</em> di Rilke,  passate le feste. Ma se anche voi siete tipi come me, quelli che “aspettano Natale tutto l&#8217;anno”, vi consiglio di farlo senza aspettare le prossime festività. </p>
<p>In ogni caso vi dico solo che personalmente, a lettura ultimata, ho deciso che il prossimo anno sarà proprio questo volumetto edito da Passigli (bella casa editrice prevalentemente di poesia) il dono che elargirò a coloro che amo. Per essere precisi, nell&#8217;esaltazione del momento mi sono ripromessa che le rileggerò ad ogni Natale (Rilke va degustato lentamente, e chi ha letto <em>Lettere a un giovane poeta</em> lo sa).</p>


<p>Il Natale è, per Rilke, un momento in cui le routine vengono sospese, perchè si tratta di “far festa”, di celebrare (chi ne è in grado) un&#8217;ora “silente” come quella che appunto lui e la madre si ripromisero di condividere per tutta la vita, anche a distanza: le ore sei pomeridiane della vigilia di Natale.</p>
<p><em>“In quest&#8217;ora abbiamo un posticino dentro di noi dove siamo semplicemente bambini, che attende e sta là, fiducioso e mai confuso, nel suo diritto a una grande gioia: questo è il Natale&#8230;”</em></p>
<p>In quell&#8217;ora, il patto non cessò mai: entrambi avrebbero dovuto dedicare del tempo a leggere le rispettive accorate missive, che qui ci ritroviamo in 25 esemplari, dal 1900 al 1925. Missive accorate a causa della distanza e della solitudine di entrambi per dolorose vicende di famiglia, e dal fatto che abbiano passato, appunto, 25 ricorrenze natalizie senza mai vedersi.</p>
<p>Lettere più gioiose, in concomitanza della nascita della figlia Ruth, o più cupe, negli anni della Prima guerra mondiale:</p>
<p><em>“Chi ha il cuore di celebrare, chi avrà la forza per intonare un canto natalizio? Chi potrà inginocchiarsi e non pensare ad altro che alla solennità?&#8230;Nell&#8217;imminenza di questa sera si è sempre avvertito nell&#8217;aria un alito di pace&#8230;oh se anche quest&#8217;anno quest&#8217;alito&#8230;convincesse, saturasse, sopraffacesse gli uomini convulsi e agitati che hanno messo mano alla morte (&#8230;)”</em></p>
<p>In ogni caso, proprio grazie a questa sofferta lontananza dalla madre, Rilke ci regala alcune delle più belle pagine mai scritte sull&#8217;essenza della “meraviglia” del Natale.</p>
<p><em>“Non c&#8217;è stato un Natale, ovunque io mi trovassi, senza che dietro ai miei occhi chiusi, per un attimo tutto si facesse indescrivibilmente chiaro e prodigiosamente animato. Tutta la luce della mia infanzia si raccoglieva in quelle sere felici in cui, con indosso il vestito della festa, si era per così dire affratellati agli angeli e ci si tratteneva tra loro e il resto del mondo su un&#8217;isola sospesa, sulla quale si era stati innalzati dalla levità del proprio cuore”.</em></p>
<p>R.M. Rilke<br />
Lettere di Natale alla madre<br />
Passigli ed.<br />
10 euro</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9201/lettere-di-natale-alla-madre-di-rainer-m-rilke">Lettere di Natale alla madre, di Rainer M. Rilke</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 13:00 di martedì 17 gennaio 2012.</p>
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  <item>
    <title>Dov&#039;è Dio, il Vangelo quotidiano secondo quattro preti di strada</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/8477/dove-dio-il-vangelo-quotidiano-secondo-quattro-preti-di-strada</link>
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    <pubDate>Thu, 27 Oct 2011 13:00:33 GMT</pubDate>
    <dc:creator>sara</dc:creator>
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    <category>antologie</category><category>dio</category><category>einaudi</category><category>gesù</category><category>handicap</category><category>partigiani</category><category>religione</category>
    <description>I quattro preti di strada protagonisti di questa raccolta Einaudi Dov&amp;#8217;è Dio li abbiamo sentiti forse nominare – don Gallo ad esempio – come esponenti di quella Chiesa che, come dice[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/doveDio.jpg" class="post" border="0" align="left" width="225" height="360" alt="dove &Atilde;&uml; Dio" /> I quattro preti di strada protagonisti di questa raccolta Einaudi <em>Dov&#8217;è Dio</em> li abbiamo sentiti forse nominare – don Gallo ad esempio – come esponenti di quella Chiesa che, come dice qualcuno di loro, va in mezzo agli uomini, e non cerca di fare il contrario. </p>
<p>Cresciuti loro stessi ai margini nella chiesa, lavorando in fabbrica da bambini, ex partigiani o amici di prostitute di buon cuore, spesso “rimandati” nel tempo dalle gerarchie ecclesiastiche prima di ottenere il colletto bianco, pronti a occupare edifici per i loro amici ottenendo – dopo aver manifestato le loro ragioni – anche il beneplacito delle autorità.</p>
<p>“La fede mi ha salvato dalla religione”, dice ad esempio don Dario Ciani, che ha fondato comunità di alloggio e lavoro per disabili grazie all&#8217;amore per la sorella Rosalba, che da piccolissima ebbe una lesione al cervelletto che, fino alla sua morte, le impedì di parlare di muoversi, di mangiare da sola, e che rimase sempre con lui. </p>


<p>L&#8217;amore è stato tutto fuorchè un&#8217;astrazione separata dal mondo per lui. “Posso dire che, avendo amato individualmente tutte le persone che ho incontrato, potrei amare il mondo”, scrive. </p>
<p>Don Andrea Gallo, un passato da partigiano, si vede invece come uno che “lancia prete che gli bruciano in mano”, e racconta che “una volta in assemblea perorai la causa degli emarginati e invitai ad abbandonare idoli come il denaro, il consumo, il potere. Naturalmente in sala una voce urlò di smetterla di fare il marxista. Risposi che stavo citando un documento della Cei. Mi sa che oggi dovremmo riscoprire la dottrina sociale della Chiesa, tanto per evitare fraintendimenti”.</p>
<p>Dice di essere diventato “prete per caso” don Giacomo Panizza, alla guida di Progetto Sud, che si è sentito dire da un mafioso Piuttosto che far entrare qui i mongoloidi facciamo saltare tutto in aria, mentre andava ad occupoare uno stabile confiscato alla mafia con i suoi ragazzi lavoratori disabili. “Faccio fatica a pensare da sola la parola “amore” perchè il mio amore si traduce nel sostenere gli altri a realizzare la loro grandezza”, perchè l&#8217;handicap, dice, lo creano gli altri, i “sani” facendo delle diversità degli uomini un ostacolo alla loro realizzazione. </p>
<p>La mamma di don Gino Rigoldi invece diceva che “tutte le persone in fondo, sono di buon cuore: questo diceva mia madre quando l&#8217;Ancilla sventolava la bandiera comunista dal balcone, l&#8217;Antonio cercava di palapre una donna o il Gino veniva portato via dai carabinieri per l&#8217;ennesimo furto. Tutti con i propri peccati, così is chiamavano allora, ma gli si voleva bene lo stesso..”</p>
<p>Formazione fondamentale per lui, “l&#8217;abitudine di cercare la luce dietro le ombre, seguendo lo sguardo di mia madre che riusciva sempre a farmi trovare sepmpre qull&#8217;umanitàò che rende ognuno di noic capace di amare ed essere amato” e che lo fa diventare il prete dei carcerati. Perchp la domanda del cristianesimo è solo una, dice lui: “e ora, da dove si ricomincia”?.</p>
<p>Pierfilippo Pozzi (a cura di)<br />
Dov&#8217;è Dio<br />
Einaudi<br />
14.50 euro</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/8477/dove-dio-il-vangelo-quotidiano-secondo-quattro-preti-di-strada">Dov'è Dio, il Vangelo quotidiano secondo quattro preti di strada</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 15:00 di giovedì 27 ottobre 2011.</p>
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  </item>

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    <title>Aforismul in Italia, antologia di Torino in sintesi</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/8401/aforismul-in-italia-antologia-di-torino-in-sintesi</link>
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    <pubDate>Fri, 21 Oct 2011 14:35:18 GMT</pubDate>
    <dc:creator>sara</dc:creator>
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    <description>Il narcisista: “E ora parliamo un po’ di te: mi ami?” (Maria Luisa Spaziani)
E’ un piacere segnalare questa edizione bilingue italiano-romeno (editura Focus), che raccoglie una bella antologia[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/aforismul.jpg" class="post" border="0" align="left" width="250" height="360" alt="aforismul" /><em>Il narcisista: “E ora parliamo un po’ di te: mi ami?” </em>(Maria Luisa Spaziani)</p>
<p>E’ un piacere segnalare questa edizione bilingue italiano-romeno (editura Focus), che raccoglie una bella antologia del premio <em>Torino in sintesi</em>, riservato alla scrittura aforistica. E’ un piacere perché vi ho ritrovato “il meglio” di tanti autori che ho letto, e che vi ho segnalato, in questi ultimi mesi (soprattutto grazie alla insostituibile “bussola” di <a href="http://aforisticamente.wordpress.com/">Aforisticamente</a>, va detto) e che sono fra i vincitori o fra i giurati/fondatori del premio.</p>
<p>Ne ho amati tanti, in primis <a href="http://www.booksblog.it/post/7169/laccati-di-cristallina-neppure-i-fossili-sono-piu-quelli-di-una-volta-di-silvana-baroni">Silvana Baroni</a>, perché, se l’aforisma è “un’apocalisse provocata da un colpo di spillo”, come dice l’ottimo <strong>Mauro Parrini</strong>, lei riesce secondo me a farci crollare il mondo alle spalle con un sorriso (&#8221;ogni bambino per sua natura è curioso. Poi va a scuola&#8221;) o al massimo un’alzata di sopracciglio, come quando scrive che “la seconda metà della vita o è finalmente la prima o inesorabilmente l’ultima”.</p>


<p>Di Parrini ho già parlato diffusamente in <a href="http://www.booksblog.it/post/7181/a-mani-alzate-aforismi-di-mauro-parrini">un altro post</a>, e qui non posso che rimandare alle sferzanti “scritture corte” e poetiche di <a href="http://www.booksblog.it/post/7206/dialogo-con-lombra-di-r-caddeo">Rinaldo Caddeo</a> (&#8221;Dio è la formica che hai calpestato, chiedendoti dove era Dio&#8221;), o di <a href="http://www.booksblog.it/post/7176/nuvole-dinchiostro-di-donato-di-poce">Donato Di Poce</a> (impareggiabile il suo “io non ho certezze e non ne sono nemmeno sicuro”).</p>
<p>Mi beo con i voli immaginifici di <a href="http://www.booksblog.it/post/7131/contagocce-69-aforismi-di-fabrizio-caramagna">Fabrizio Caramagna </a>(&#8221;quando si descrive la neve, si dovrebbe cominciare dalle risate dei bambini&#8221;) e vi invito a scoprire con me i contributi del lucano <strong>Antonio Castronuov</strong>o (“amava l’umanità, ma non sopportava il vicino di sopra” e “nessuno lo amava di più quanto il parassita”) o l’emiliana <strong>Marcella Tarozzi </strong>(“per ridere basta pungolare la normalità”, e “apprendista: lo scrittore che si ingegna a capirsi”).</p>
<p>Fra gli autori che non conoscevo, ho particolarmente apprezzato l&#8217;ironia di <strong>Mario Postizzi </strong>(&#8221;per la donna il tempo diventa un problema estetico, per l&#8217;uomo, idraulico&#8221; e &#8220;lasciata troppo sciolta la libertà è una catena in più&#8221;) o la sfavillante lucidità di <strong>Roberto Morpurgo</strong> (&#8221;la pazienza ha uno scopo in comune con la volontà e un metodo in comune con la rinuncia&#8221;)</p>
<p>Ho amato <strong>Roberto Bertoldo</strong> soprattutto riguardo l’arte dello scrivere  (“c’è chi in letteratura arriva sempre primo, ma con così tanto vantaggio che il pubblico non si è ancora accomodato” o “la maggior parte degli scrittori è più contenta di aver pubblicato che di aver scritto”) o il disincantato cinismo con retrogusto umoristico di <strong>Sandro Montalto</strong> (“Diario, prima pagina: Oggi sono nato. Questo fatto, lo so, mi porterà alla tomba” e “se fossimo felici delle nostre disgrazie, forse gli altri ci invidierebbero anche quelle”).</p>
<p>In apertura, segnalo una raccolta di aforismi firmati da <strong>Maria Luisa Spaziani </strong>e <strong>Alberto Casiraghy. </strong>Il libro, a cura di Caramagna, è introdotto dall&#8217;aforista rumeno Valeriu Butulescu.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/8401/aforismul-in-italia-antologia-di-torino-in-sintesi">Aforismul in Italia, antologia di Torino in sintesi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 16:35 di venerdì 21 ottobre 2011.</p>
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  </item>

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    <title>Vivi dentro di noi, a cura di Alexandra Zapotoczny</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/7696/vivi-dentro-di-noi-a-cura-di-alexandra-zapotoczny</link>
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    <pubDate>Fri, 10 Jun 2011 12:41:17 GMT</pubDate>
    <dc:creator>sara</dc:creator>
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    <category>antologie</category><category>giovanni paolo</category><category>papa</category>
    <description>Vivi dentro di noi è una delle tante frasi presenti in una delle letterine che sono state citate nella postulazione della beatificazione Giovanni Paolo II.
Come scrive nella prefazione[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Vivi+dentro+di+noi%2C+a+cura+di+Alexandra+Zapotoczny&url=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F7696%2Fvivi-dentro-di-noi-a-cura-di-alexandra-zapotoczny" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/pap.JPG" class="post" border="0" align="left" width="226" height="360" alt="papa+" /> <em>Vivi dentro di noi</em> è una delle tante frasi presenti in una delle letterine che sono state citate nella postulazione della beatificazione <a href="http://www.booksblog.it/post/7505/la-beatificazione-di-giovanni-paolo-ii-libri-riviste-eun-fumetto">Giovanni Paolo II</a>.</p>
<p>Come scrive nella prefazione l&#8217;autrice, Wojtyla riceveva però tantissime lettere anche da vivo: tante le persone che sono tornate a scrivergli anche dopo la sua morte, ringraziandolo di avere loro risposto.<br />
Ci sono innanzitutto i piccoli grandi miracoli quotidiani di cui molti rendono grazie.</p>
<p>C&#8217;è chi racconta di aver sentito nel cuore, in chiesa, una voce che diceva “ora puoi smettere di bere” e di non aver più toccato un goccio d&#8217;alcol da allora. O un polacco naufragato dopo essere partito in vela in solitaria per il giro per il mondo, che ha gridato il suo nome sotto il sole, e ha visto arrivare nugoli di pesci all&#8217;amo.</p>


<p>Ci sono le mamme disperate dopo l&#8217;ennesimo aborto spontaneo che sono tornate miracolosamente a sentire battere il cuore del bimbo dato per morto, prima che il medico venisse a raschiarlo via. C&#8217;è, naturalmente, anche la testimonianza della suora guarita inspiegabilmente dal Parkinson, che ha portato alla beatificazione.</p>
<p>Molte delle lettere, non citano nessun eclatante, ma sono semplicemente racconti di conversione, confessioni a cuore aperto. Come la lettera di una ragazza che aveva fatto del suo amante-professore (sposato) il suo dio, e che pregando Wojtyla riesce a liberarsi da un legame che la stava distruggendo.</p>
<p>O quella di una prostituta avanti con l&#8217;età che sente di aver ricevuto solo dolore nella sua vita, e di essere riuscita a “non fare male a nessuno” nonostante tutto. Gli chiede di pregare per i suoi figli (e di non “giudicarli male” se la prendono in giro e la trattano male).</p>
<p>Tantissime confessioni dell&#8217;anima - molte davvero commoventi - che raccontano piccoli &#8220;miracoli&#8221; e  cambiamenti nel proprio cuore e nella propria condotta di vita ispirati dal papa polacco. Lettere in cui chi scrive sente di poter dare serenamente del tu a un Pontefice dall&#8217;indubbia fortissima carica umana. </p>
<p>Alexandra Zapotoczny<br />
Vivi dentro di noi. Le testimonianze che hanno portato alla beatificazione<br />
Mondadori<br />
17.50 euro</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/7696/vivi-dentro-di-noi-a-cura-di-alexandra-zapotoczny">Vivi dentro di noi, a cura di Alexandra Zapotoczny</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 14:41 di venerdì 10 giugno 2011.</p>
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    <title>Leggere poesia, di Erminia Ardissino</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/7681/leggere-poesia-di-erminia-ardissino</link>
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    <pubDate>Tue, 07 Jun 2011 10:00:51 GMT</pubDate>
    <dc:creator>sara</dc:creator>
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    <category>saggi</category><category>antologie</category><category>didattica</category><category>poesia</category><category>poesie</category>
    <description>“Quando trovo/in questo mio silenzio/una parola/scavata è nella mia vita/come un abisso” (Ungaretti)
E&amp;#8217; una bella sfida riuscire ad appassionare un bambino alla poesia. Le poesie si[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/poesia_04.jpg" class="post" border="0" align="left" width="258" height="360" alt="poesia" /> <em>“Quando trovo/in questo mio silenzio/una parola/scavata è nella mia vita/come un abisso” </em>(Ungaretti)</p>
<p>E&#8217; una bella sfida riuscire ad appassionare un bambino alla <a href="http://www.booksblog.it/post/7523/taccuino-damore-di-wislawa-szymborska">poesia</a>. Le poesie si imparano a memoria, si declamano ancora, certo. Ma come far sì che parlino ancora, con i loro ritmi e la loro forma rarefatta, nell&#8217;era della multimedialità e della comunicazione istantanea, sociale, frammentata e continua?</p>
<p>La sfida la coglie a la supera bene Erminia Ardissino nel volume <em>Leggere Poesia</em>, che si compone di 50 proposte didattiche per la scuola primaria (Erickson), che è un piacere leggere anche per chi ama questo genere letterario ed è in cerca di strumenti di conoscenza adatti alle sue letture.</p>


<p>Innanzitutto: cos&#8217;è la poesia? </p>
<p>Poesia è ritmo, allitterazione, è gioco: così anche i più piccoli possono deliziarsi con una lirica di Caproni dedicata alla mamma Annina, il Meriggiare di di Montale o La fontana Malata di Palazzeschi. Si gioca bene con le poesie, perchè in fondo proprio la poesia è prossima anche alle sue forme più semplici, a rime, filastrocche, cantilene, con metrica e musicalità proprie e serve a esercitare facoltà di linguaggio fondamentali.</p>
<p>Per gli adulti, rimane il fatto che la definizione di “poesia” rimanga la domanda più difficile, a cui molti poeti hanno cercato di rispondere. “&#8230;poeta- colui che distilla/un senso soprendente da ordinari/significati, essenze così immense/da specie familiari”, scriveva Emily Dickinson.</p>
<p>Il poeta che “finge in modo così vero/che finge che è dolore/il dolere che sente davvero”, scriveva Pessoa. Perchè la poesia non vuole semplicemente “comunicare” o “esprimere” concetti o sensazioni ma “cerca la sua parola in funzione di leggi di armonia, di ritmo, di evocazioni, di plurivalenza semantica, che fanno della parola poetica la più alta, la più scelta delle espressioni di una lingua”.</p>
<p>Erminia Ardissino (a cura di)<br />
Leggere poesia<br />
Erickson<br />
19 euro</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/7681/leggere-poesia-di-erminia-ardissino">Leggere poesia, di Erminia Ardissino</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 12:00 di martedì 07 giugno 2011.</p>
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