Un reportage che inizia e finisce nelle periferie di una grande metropoli Roma, esplorando luoghi che a nessuno verrebbe in mente di considerare orizzonti di viaggio da scoprire.
E’ questo il principio ispiratore di ‘Da Roma a Roma’, dello scrittore Andrea Carraro, già autore de Il branco, che racconta lo stato attuale dei margini della Capitale d’Italia.
Il viaggio inizia dal cantore per eccellenza delle periferie romane, Pier Paolo Pasolini, partendo dal luogo in cui è posizionata la sua stele, ‘una lunga curva scura sormontata da un bel cielo azzurro solcato da strinature rossastre, e lambita dalla tavola del mare grigio ferro’.
Il 25 febbraio 1980, proprio davanti all’uscita del Collège de France, a Parigi, la traiettoria di un misterioso furgoncino bianco incrociò il tragitto del grande critico francese Roland Barthes, provocandogli traumi che, in poco meno di un mese, lo condussero alla morte. Ora, a 30 anni dalla sua scomparsa, la casa editrice Marcos y Marcos gli dedica un numero speciale di Riga, collana monografica della casa editrice milanese.
Il volume, dal titolo Roland Barthes: l’immagine, il visibile, curato da Marco Consolini e Gianfranco Marrone, “traccia una linea di lettura, un punto di vista al tempo stesso preciso e inattuale, inclusivo ed esclusivo: quello dell’immagine, delle immagini, della visualità ” e lo fa attraverso una raccolta di scritti di Barthes, alcuni dei quali inediti, arricchiti da importanti testimonianze di Italo Calvino, Umberto Eco e Alberto Arbasino, da saggi di Alain Robbe-Grillet e Susan Sontag e da molti altri contributi.
A Milano, proprio in occasione dell’uscita del volume nelle librerie, che avverrà il 15 marzo, è stato organizzato al Teatro Franco Parenti di via Pier Lombardo, un interessante incontro per ricordare il grande intellettuale francese, un incontro a cui parteciperanno, oltre ai curatori, due ospiti illustri: Alberto Arbasino e Umberto Eco.
a cura di Marco Consolini e Gianfranco Marrone
Roland Barthes, l’immagine, il visibile
Marcos y Marcos
euro 25
Tarot. Ludus Hermeticus è un’antologia delle Edizioni XII – curata da Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti – che ruota intorno al misterioso mondo dei tarocchi. Ventidue racconti – uno per ogni Arcano Maggiore più il Matto – con una introduzione e, da notare, una outtroduzione.
I racconti partono da un gruppo di amici in un locale che, dal mazzo dei tarocchi, scelgono due carte ognuno e su queste devono scrivere racconto. Visto che è il libro stesso ad autorizzare una scelta nella lettura, ho preso il mio mazzo di tarocchi e ho pescato a caso due Arcani Maggiori per iniziare a leggere: l’appeso e le stelle. Dai due racconti corrispondenti (L’Appeso di Enrico Proserpio e Le Stelle di Davide Cassia) è partita la mia lettura ed è interessante notare come i simboli dei tarocchi vengano declinati nei racconti. Per rimanere ai due che mi sono toccati in sorte, l’appeso è un candido pastore che però si lascia appendere ai ganci della lussuria, del furto, della violenza e, alla fine, fa proprio una brutta fine; le stelle, invece, diventano gli astri della nostra fantascienza, con tanto di Star Trek e di Stargate.
Tarot. Ludus Hermeticus è ben costruito e lo stile degli autori - seppur diverso per forza di cose - riesce a coinvolgere e a stimolare la curiosità del lettore, non fosse altro per scoprire come vengono interpretati i vari tarocchi. L’idea, poi, di scrivere dei racconti pescando a caso dei tarocchi mi sembra un ottimo suggerimento per chi si diletta di scrittura: uno spunto interessante che può portare ad affascinanti conclusioni.
Tarot. Ludus hermeticus
a cura di Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti
Edizioni XII, 2007
pp. 332, euro 12,60
E’ in libreria l’edizione 2010 del manuale ‘Il buon paese’, edito da Slow food. All’interno della guida del ‘Belpaese’ visto dal punto di vista della produzione enogastronomica, duemilacinquecento indirizzi di contadini ed artigiani diventati ‘presidio’ dell’associazione.
Si va da nomi e luoghi di produzione e vendita diretta dove trovare aceto, caffè, formaggi e olio, fino ai produttori di gelati e salumi, birra o pasta.
L’occasione giusta per girare l’Italia alla ricerca di casari, norcini, pastai che ancora riescono a far sopravvivere le loro tradizioni, lontani dalle logiche dell’industria alimentare. Il volume è a cura di Daniela Battaglio e Sebastiano Sardo.
Il buon paese,
Slow food ed.
18 euro
“Ho cercato di far star bene le persone e di farle ridere, se potevo”, scrive il pugile Muhammad Ali in un suo discorso, mentre secondo il trentanovesimo presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter, non bisogna mai “rinchiudersi nella ristretta cerchia di persone come noi, che parlano lo stesso linguaggio, si assomigliano l’un l’altro, dicono le stesse cose”.
Sono solo due esempi dei discorsi contenuti nel volume Lettere dai leader, consigli per l’eccellenza dai personaggi più influenti del mondo (Etas libri) che raccoglie più di sessanta testi.
I contributi sono organizzati secondo un ‘filo rosso’ di concetti, dal valore dell’ottimismo per vincere le sfide alla passione per il lavoro, fino all’importanza dei proverbi o all’ispirazione che possiamo trarre dai grandi personaggi della storia, passando per il modo migliore per lavorare in team.
Continua a leggere: Lettere dai leader, dal Dalai Lama a Gorbaciov
Continua il mio viaggio letterario attraverso i libri che, grazie agli sconti dovuti alla liquidazione del Libraccio di via Solferino, ho avuto finalmente la forza di comprare. Questa volta è il turno del terzo dei libri che puntellano il mio ampio scontrino, sono le Poesie Esoteriche di Fernando Pessoa, raccolte in un bel volume dalla Guanda nel 2008.
Che Pessoa fosse un appassionato di scienze esoteriche è noto, almeno ai meglio informati: pare che le origini di questa passione, vissuta in realtà con strazio dal poeta portoghese, siano da identificare nella lettura di alcuni dei testi più importanti della Teosofia, soprattutto quelli di Madame Blavatsky che Pessoa aveva dovuto tradurre in portoghese per una Collana Teosofica ed Esoterica. E non bisogna poi dimenticare che proprio Pessoa ebbe un ruolo fondamentale nella finta morte, inscenata a Lisbona nel settembre 1930, di Aleister Crowley, la Grande Bestia, membro della Golden Dawn, uno dei più grandi occultisti del secolo.
Tratte per la maggior parte da Messaggio, una raccolta di poesie esoteriche che fu il solo libro portoghese che egli vide stampato in vita, le liriche raccolte in questa interessante antologia hanno come tematiche principali l’irrealtà e la finzionalità della vita umana, l’iniziazione, il paradosso della divinità , tematiche su cui Pessoa intesse bellissime poesie minime come “L’assenza di dio è un dio anch’essa” e “Dio non ha unità ,/ come potrei averla io?”, ma anche di ampio respiro come “Sulla tomba di Christian Rosencreutz” o “Le stazioni della via Crucis”.
E’ un libro nel complesso ben curato questo Poesie Esoteriche di Fernando Pessoa, ma che resta una raccolta minore, e certo non può rivaleggiare con i capolavori del genio portoghese, primo tra tutti il Libro dell’inquietudine. Resta il fatto che Fernando Pessoa è certamente un poeta da leggere, uno di quelli che meglio ha rappresentato l’approdo alla modernità letteraria del Novecento. E poi non sarà certo un caso che in Portogallo, il giorno che Pessoa morì, tutti erano convinti che fossero morti i migliori cinque poeti portoghesi, poeti che non erano altro che gli eteronimi del poeta portoghese, i diversi nomi che Pessoa dava alle sfaccettature della propria anima.
Fernando Pessoa
Poesie esoteriche
Guanda
euro 12,00
L’idea non è certo originale, lanciata ad ottobre dal blog Samgha e ripresa con molto seguito dall’interessante e graffiante rivista Satisfiction, diretta dal giornalista Gian Paolo Serino, ha ormai raggiunto una certa popolarità ed si è concretizzata in una lunga lista di segnalazioni, libri mai stampati in Italia, o stampati anni fa e ormai dimenticati, dai libri dimenticati dei classici come I diari di Tolstoj, le Bagatelle o Nord di Louis Ferdinand Céline, l’Antologia dello humor nero di Bréton, fino ai contemporanei italiani, come Pontiggia o Del Giudice.
Il discorso mi trova assolutamente d’accordo, convinto come sono che il maggior problema dell’editoria contemporanea, affogata nelle centinaia, migliaia di nuove uscite mensili (spesso inutili), feticci di una letteratura che svapora in poche settimane, sia proprio quello di mantenere il contatto con la storia della letteratura, una storia il cui filo bisogna preservare ogni giorno per non finire sepolti da tonnellate di “attualità ” inservibile, rancida fin dal secondo giorno dalla pubblicazione.
Nel mio piccolo avrei una richiesta da fare agli editori, sperando che qualcuno di quelli che possono esaudirmi legga per caso queste righe, si tratta di un libro di Michele Mari, una raccolta di articoli e interventi saggistici intitolata I demoni e la pasta sfoglia, un libro che, stampato nel 2004 dalla Quiritta di Roma, risulta introvabile, così come la casa editrice, svaporata nel silenzio nel 2005.
Michele Mari
I demoni e la pasta sfoglia
Quiritta
Introvabile

Questa notizia mi lascia molto perplessa. Leggo infatti che il magazine Time sta per pubblicare un instant book sul terremoto di Haiti, che includera’ anche un saggio dell’ex presidente Usa Bill Clinton.
Clinton è infatti attualmente inviato speciale dell’Onu nei luoghi del disastro. Il libro, prevalentemente fotografico, uscirà il 29 gennaio. Quello che mi lascia perplessa però è leggere che ‘almeno 75mila dollari dei proventi delle vendite andranno in beneficenza’.
Una beneficenza che sarà quindi parziale, e che vedrà andare alle vittime solo un tot del ricavato delle vendite di un libro distribuito ora, sull’onda dell’emozione per i tragici fatti che si stanno svolgendo ancora in questi giorni.
La mia personale opinione è che - per rispetto di chi in queste ore sta lottando per la vita - forse sarebbe stato bene aspettare prima di darlo alle stampe. Anche col rischio di venderne qualche copia in meno.
Foto | Flickr
Via | Corriere
Quel genio di Leonardo Da Vinci riusciva, si sa, ad eccellere nelle arti più varie, dalla pittura ai disegni di anatomia alla musica. Ma era anche in qualche modo architetto e ingegnere autodidatta, come ci testimoniano i suoi scritti e le sue opere giunte fino a noi.
Un suo lato meno conosciuto è invece quello che riguarda la scrittura. Un aspetto esplorato dal libro ‘Omaggio a Leonardo’ di Alessandra Ulivieri (ed. Ibiskos), che nella prima parte riporta “favole, profezie, facezie e descrizioni fantastiche” del genio.
Nella seconda parte (e qui si spiega il titolo) alcuni giovani del Comune di nascita del nostro (Vinci appunto) rivolgono alcuni componimenti al loro conterraneo. La scelta si spiega perchè il volume è stato patrocinato dallo stesso Comune. Curatore della prefazione e della scelta dei testi Romano Nanni, direttore della Biblioteca Leonardiana di Vinci.
Alessandra Ulivieri
Omaggio a Leonardo
Ibiskos
15 euro
Via | TrovaNotizie

Come ogni anno, da ormai diversi lustri, appena superate le idi di gennaio iniziano a trapelare le prime informazioni su una delle uscite più attese dell’anno accademico e letterario italiano, sto parlando della pubblicazione dell’annuario di letteratura italiana Tirature, edito dalla casa editrice milanese, Il Saggiatore e curato da Vittorio Spinazzola, professore emerito dell’Università degli studi di Milano e grande sostenitore dell’apertura del canone letterario ai generi da sempre considerati minori e, per questo, relegati ai confini della letterarietà .
A quanto pare dalle prime indiscrezioni, che leggo oggi su Repubblica, Tirature 2010 avrà come titolo New italian realism, in netta opposizione dunque con il fenomeno della New italian epic, generato attorno ai ragionamenti del collettivo letterario Wu Ming nel 2008 e tuttora in atto. Ovviamente, però, prima di valutare i toni e le ragioni della “polemica”, aspetto di avere tra le mani il nuovo numero di Tirature, che sarà distribuito nelle librerie italiane a partire dal 23 gennaio.
Per quanto mi riguarda, in ogni caso, l’attesa è ricca di aspettative e curiosità , curiosità alimentate, da una parte, dal fatto che Spinazzola, e ancor di più la gran parte dei suoi collaboratori, sono stati (e alcuni lo sono tuttora, miei professori), dall’altra perché in un eventuale dibattito tra New italian epic e New italian realism io godrei dello smisurato vantaggio di osservare la battaglia dall’esterno, convinto come sono che sia il contenuto, più delle etichette, ad essere la questione importante.
In ogni caso, tra la nuova epica di Giuseppe Genna o dei Wu Ming, e il nuovo realismo di un Niccolò Ammaniti o di una Melania G. Mazzucco, a detenere la palma del migliore, dal mio punto di vista, saranno sempre le ossessioni e le immaginazioni fantastiche di un Michele Mari. Perché in fondo non c’è niente di più vero, in letteratura, di una menzogna.
Via | Repubblica