Concerto per aforisma (quasi) solo è il titolo dell’ultimo libro di Fabio Sebastiani – giornalista, autore di racconti pubblicati su Liberazione, di alcuni canti per i più piccoli presenti nel cd Non bombe ma solo caramelle e del libro Officina Italia. La Fiat secondo Sergio Marchionne – edito da Zona. Un libro di aforismi, come si capisce dal titolo.
Anche oggi è grandinato quattro millimetri di parole, ma la terra non sarà più fertile di ieri.
Gli aforismi, lo sappiamo bene, sono un po’ un enigma dal momento che possono essere troppo banali, prevedibili o poco pungenti. È pur vero, comunque, che un libro di aforismi non si legge come un altro libro e se lo si fa si rischia di non capirci nulla: gli aforismi vanno letti, riletti, dimenticati, ripresi per essere apprezzati nella sua completezza.
Continua a leggere: Concerto per aforisma (quasi) solo, di Fabio Sebastiani

Con un po’ di ritardo sulla loro pubblicazione, vi segnalo due bellissimi post pubblicati dall’Archivio Caltari, un sito di indie letteratura molto valido che un mesetto fa ha messo insieme gli insulti più caustici della letteratura mondiale, i giudizi meno politically correct che gli scrittori hanno dato dei loro colleghi.
Dopo ardue ricerche gli archivisti di Caltari sono riusciti a scovare 30 giudizi. Se volete scoprire dunque cosa detestava Ralph Waldo Emerson nella prosa di Jane Austen, cosa criticava William Faulkner del vocabolario di Hemingway o cosa pensa Harold Bloom della Rowling e del suo Harry Potter, non potete proprio perdervi questa lista.
La mia preferita? Senz’altro il giudizio di Mark Twain su Jane Austen:
Continua a leggere: Gli insulti peggiori tra gli scrittori su Archivio Caltari
Il narcisista: “E ora parliamo un po’ di te: mi ami?” (Maria Luisa Spaziani)
E’ un piacere segnalare questa edizione bilingue italiano-romeno (editura Focus), che raccoglie una bella antologia del premio Torino in sintesi, riservato alla scrittura aforistica. E’ un piacere perché vi ho ritrovato “il meglio” di tanti autori che ho letto, e che vi ho segnalato, in questi ultimi mesi (soprattutto grazie alla insostituibile “bussola” di Aforisticamente, va detto) e che sono fra i vincitori o fra i giurati/fondatori del premio.
Ne ho amati tanti, in primis Silvana Baroni, perché, se l’aforisma è “un’apocalisse provocata da un colpo di spillo”, come dice l’ottimo Mauro Parrini, lei riesce secondo me a farci crollare il mondo alle spalle con un sorriso (”ogni bambino per sua natura è curioso. Poi va a scuola”) o al massimo un’alzata di sopracciglio, come quando scrive che “la seconda metà della vita o è finalmente la prima o inesorabilmente l’ultima”.
Continua a leggere: Aforismul in Italia, antologia di Torino in sintesi

Questa poesia è uno scorcio di un autunno che non vuole arrivare, mentre cammino per Milano e mi chiedo quanto di questa città mi sia rimasto nelle vene, quanto dei miei miseri due anni realmente trascorsi qui, si sia sommato a quei magnifici castelli che solo l’immaginazione può ricamare sui luoghi. Ieri, nel caldo irreale che si mischia come un paradosso a tutta la lana dei cartelloni e delle vetrine, ho scoperto le foglie di Brera, ho desiderato di avere morbidi guanti e osservare l’esterno da una sala dimessa di un vecchio palazzo, finché ho scoperto questa poesia:
su una foglia gialla ho visto Santo Spirito.
un vecchio, passando, mi ha detto che le venature sono le vie della città.
parlava di Firenze.
e io la accartocciavo in un pugno.poi cadde un’altra foglia.
rossa.
e la visione si incenerì.
E ritornare a Firenze è stato un lampo, un istante su Via S. Niccolò, un attimo pigro sul Lungarno, una vecchia foto di famiglia con quelle stesse foglie ma di colore più scuro e la Renault 4 verde pratolina.

Estate. Ferragosto. Sole, cuore, amore per usare le tre parole del tormentone di Valeria Rossi a inizio millennio. Giorno di riposo e di svago, senza dubbio. Ma anche giorno talmente ovvio che, forse, la cosa più saggia sarebbe non considerarlo. Considerazioni personali, naturalmente.
A proposito di Ferragosto e dell’imperativo categorico “divertirsi” che aleggia nell’aria, ebbe a scrivere Pier Paolo Pasolini sul settimanale Il Mondo (articoli che poi confluiranno nel volume postumo Lettere luterane):
L’Italia – e non solo l’Italia del Palazzo e del potere – è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: “contaminazioni” tra Molière e il Grand Guignol. Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano l’immagine della frenesia più insolente. Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di “raptus”: era difficile non considerarli spregevoli o comunque colpevolmente incoscienti.
Comunque lo trascorriate, buon ferragosto!
Foto | Flickr
L’amicizia comincia dall’onesto inventario di tutto quello che divide
Consiglio: se avete un amico/a a cui tenete molto (e che ami leggere) scovate per lui/lei una copia – introvabile – di questo “Amici amici”, di Dino Basili (Mondadori). Vi troverete una raccolta sapida, fulminante, cruda, di aforismi da dedicare a colui/colei che accompagnano fedelmente il viaggio della vostra vita.
Il libro, come ho accennato, è fuori catalogo, ed è una vera ingiustizia, anche se a tale sorte vanno incontro in Italia moltissimi aforisti, tanto che per molti diventare dei “Fuori Catalogo” è il segno che la fama è vicina. Scelgo in ogni caso di segnalarlo sperando che il buon cuore di qualche editore si muova a pietà e faccia la scelta intelligente di ristamparcelo.
E come convincere l’editore a ristampare, voi lettori a procurarvelo? Ma dandovi qualche assaggio del testo, naturalmente. Ad esempio, sono d’accordo col fatto che “l’amore è sopravvalutazione irrazionale, l’amicizia quasi razionale”, per quanto ne vale una autentica.
Continua a leggere: Fuori catalogo. Amici amici, di Dino Basili
“…con me non si poteva combinare nulla di sensato, nel caso si sia propensi a considerare il vuoto utilitarismo che devasta il mondo come un fenomeno della sensatezza umana. Non mi restò che procedere appeso al sottile filo che stendevo io stesso sull’abisso quotidiano”. Così Gunter Kunert, classe 1929, spiega l’inizio della sua precoce vocazione alla scrittura (aveva 17 anni) nella Germania appena uscita dalla guerra.
Scampato fortunosamente ai lager, essendo ebreo, da quel momento Kunert non si fermerà più, producendosi in liriche (nel ‘91 ha vinto il premio Holderlin) ma anche in narrativa, saggi, testi per tv e cinema, aforismi. Questa sua capacità di affrontare i più vari generi letterari emerge anche in Uomo in mare, a cura di Giovanni Nadiani, una raccolta di alcuni dei testi più belli della sua produzione.
Ci sono brevi prose (come il piccolo racconto che dà il titolo al volume) ma anche “appunti”, microsaggi e aforismi che vanno a comporre un ideale “diario di uno scrittore”, che si interroga sul “perchè scrivere”, sulla direzione che sta prendendo la letteratura moderna, ma anche sulla morte e sull’essenza dell’amore coniugale.

Ci sono voluti migliaia di anni per farlo passare da bestia a individuo pensante. Forse ce ne vorranno altrettanti perchè diventi un angelo
(Fausto Melotti)
L’Angelo necessario della terra, come scrive in Angelo circondato da contadini il poeta Wallace Stevens, è colui nel cui “sguardo vedete la terra nuovamente”. L’Angelo necessario, che dà il titolo al catalogo della mostra di Fausto Melotti (1901-1986), è allora in fondo l’artista stesso, nelle cui opere come diceva Melotti “l’enigma tempo-spazio si fa luce al primo volo dell’anima”.
Per Fausto Melotti - pittore e scultore che supera nella sua ricerca creativa la corrente razionalista e metafisica di inizio Novecento - “l’arte non conosce il buon gusto e il cattivo gusto, non è sentibile né insensibile: è angelica”, come ricorda nel suo contributo Enzo Bianchi, (priore della Comunità di Bose).
Molto probabilmente non morirò: come posso condividere qualcosa con questa umanità con cui non ho mai avuto nulla da spartire?
La splendida raccolta di aforismi di Mauro Parrini, professore di Filosofia e storia a Magenta è la dimostrazione che davvero a volte “solo tacere è meglio di un aforisma”, come scrive l’autore. Gli aforismi di Parrini sono nati – applicandovi una sua stessa definizione – da un mondo in rovina, sono “un’Apocalisse provocata da una puntura di spillo”.
E davvero per l’Apocalisse basta un buon aforisma, se “davanti alle questioni ultime non si può che vibrare. Ogni tentativo di risposta, compresa la fede, è violenza”: la banalità infatti “è una caratteristica del linguaggio, non della realtà. Chi tace non è mai banale, chi parla lo è quasi sempre”.
Continua a leggere: A mani alzate. Aforismi di Mauro Parrini

Anche gli alberi a primavera
scrivono poesie.
E gli stupidi pensano che siano fiori
Gli aforismi sono nuvole d’inchiostro che ci attraversano il respiro. E’ da questo aforisma che è tratto il titolo del libro di Donato di Poce Nuvole d’inchiostro, pubblicato da Lietocolle. Di Poce, leggo dalla biografia, poeta e critico d’arte e, nato a Sora, in provincia di Frosinone, vive a Milano.
Una forma difficile, come sappiamo, quella dello ’scriver corto’: aforizein è “delimitare per ampliare”, come scrive Aforistica/mente, e al tema Di Poce dedica alcune delle sue frasi migliori. “La parola non è altro/che un silenzio/in crisi di nervi”, ad esempio, e scrivere è “ascoltare il silenzio/è vivere con il mare in tasca”, mentre “i libri troppo lunghi fanno venire/il tartaro al cervello” (orgoglio d’aforista!).
Altro tema è il mondo dell’arte: “a volte ciò che farebbe di un artista un grande artista è smettere di credersi un artista” e non è forse un’universale verità detta in forma prodigiosamente concisa che “le Avanguardie/ sono la maledizione/degli artisti mediocri?”.
L’occhio dell’aforista-poeta lavora di cesello anche su temi di varia umanità, perchè “diffidare vuol dire capire/dove l’altro vuole arrivare” e sono solo gli amori incompiuti “che diventano eterni”, mentre è da manuale la chiusa della raccolta: “Io non ho certezze/e non ne sono/nemmeno sicuro”.
Donato di Poce
Nuvole d’inchiostro. Esercizi di leggerezza
Lietocolle ed
10 euro