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  <title>booksblog</title>
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  <pubDate>Tue, 22 May 2012 23:24:50 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
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    <title>Fantasmagonia, di Michele Mari</title>
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    <pubDate>Tue, 17 Apr 2012 17:23:14 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>scrittori</category><category>narrativa-italiana</category><category>einaudi</category><category>fantasmagonia</category><category>in evidenza</category><category>libri da leggere</category><category>libri da non perdere</category><category>michele mari</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/michelemarifantasmagonia.png" class="post" border="0" align="left" width="224" height="360" alt="michele mari fantasmagonia" />Sono passati diversi mesi da quando<a href="http://www.booksblog.it/post/8321/esce-a-gennaio-per-einaudi-fantasmagonia-il-nuovo-libro-di-racconti-di-michele-mari"> ho parlato</a> su queste pagine dell&#8217;approssimarsi dell&#8217;uscita di Fantasmagonia, di Michele Mari. Nel frattempo il libro è uscito, alla fine di gennaio. L&#8217;ho letto da quasi un mese e ora ne scrivo. Mi ci è voluto del tempo per riflettere sul come parlarne, sul come valutarlo. </p>
<p>Ogni volta che inizio un libro di Mari sono preso da una certa angoscia, anzi una tensione, in parte simile a quella che si prova nei momenti di valutazione, agli esami per esempio. Nella lettura di un libro normalmente sarebbe l&#8217;autore a dover essere nervoso, ad avere una certa ansia da prestazione. In questo caso invece è il lettore appassionato di Mari che la vive, e dico il lettore, generalizzando, perché ho il fondato sospetto che buona parte di coloro che amano Mari vivano la stessa paura, a ogni libro.</p>
<p>Si tratta in fondo della paura che quelle pagine ancora fresche di stampa possano contenere una delusione, il terrore che Mari fallisca nell&#8217;operazione di aggiungere, alla lunga serie di libri indimenticabili che già ha scritto, un nuovo &#8220;tassello adeguato&#8221;, che, nel contesto della produzione di Mari, significa un libro capace di far scattare immediatamente il riconoscimento di alcuni tratti peculiari della sua scrittura: ridisegnare la realtà a forma di letteratura, riscrivere la letteratura a forma di ossessione, perpetrare la voce dei demoni con cui convive da sempre e altre tre o quattro cose che fanno della lettura dei suoi libri un&#8217;esperienza che somiglia, per la dipendenza che dà al lettore appassionato, a quella dell&#8217;eroinomane e della sua dose.</p>


<p>
Chiariamo subito: il mio giudizio su Fantasmagonia è senz&#8217;altro positivo. Non potrebbe essere altrimenti visto che per qualità del racconto, per spirito di avventura, per livello di tensione e di coinvolgimento e per estensione e capacità di linguaggio, Mari è decisamente tra i migliori, se non il migliore in Italia in questi anni. E continua a confermarsi tale.</p>
<p>Lo nel romanzo - capolavori come La stiva e l&#8217;abisso, Tutto il ferro della torre Eiffel o Io venia pien d&#8217;angoscia a rimirarti sono già nelle nostre librerie da anni a dimostrarlo - ma lo è anche nel racconto, arte breve in cui Mari può vantare una buona decina di pezzi indimenticabili - Otto scrittori, Certi Verdini, I palloni del signor Kurz, per esempio.</p>
<p>E anche alcuni dei tasselli che formano questo &#8220;libro di racconti&#8221; (sulla differenza tra libro di racconti e raccolta di racconti vi rimando a una recensione di Gero Micciché che <a href="http://elaleph.it/2012/03/19/fantasmagonia-di-michele-mari">l&#8217;ha spiegata molto bene</a>) sono assolutamente indimenticabili - Fantasmagonia, prima di tutto, ma anche Iride e madreperla, Ballata triste di una tromba o Sangue dalle rape, per esempio. </p>
<p>Eppure dopo alla fine del viaggio che attraversa luoghi come una cantina dell&#8217;Assia meridionale che nasconde al mondo e alla storia della letteratura l&#8217;inedita infamia dei fratelli Grimm, un settore di uno stadio fantastico in cui Omero e Borges dialogano sulla natura dell&#8217;invenzione e della tradizione letteraria, un asteroide sul quale Pierino Porcospino strangola il Piccolo Prinicipe e una stanza di una Villa svizzera in cui Mary Shelley indica al domestico la vera e terrificante origine della sua Creatura, la sensazione che mi rimane - da lettore fanatico e fondamentalista di Michele Mari, è però ambigua.</p>
<p>Sì perché pur essendo questi racconti ai vertici della narrativa breve italiana, non mi soddisfano pienamente. Chiariamoci, dico &#8220;non mi soddisfano pienamente&#8221; come lo direbbe il goloso, ancora affamato dopo aver mangiato una porzione del suo piatto preferito. Insomma, questi racconti di Mari sono molto belli, ma mi fanno venire voglia di perdermi nei labirinti di un grande romanzo marico, uno di quelli che durano almeno tre-quattro giorni. Questi 30 racconti mi sono durati due ore e mezza di treno, non mi basta.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9395/fantasmagonia-di-michele-mari">Fantasmagonia, di Michele Mari</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 19:23 di martedì 17 aprile 2012.</p>
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    <title>Su Gherush92 e il razzismo di Dante, ovvero su una polemica inutile</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9571/su-gherush92-e-il-razzismo-di-dante-ovvero-su-una-polemica-inutile</link>
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    <pubDate>Tue, 13 Mar 2012 12:10:29 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>blog</category><category>dante alighieri</category><category>dante alighieri razzista</category><category>divina commedia</category><category>gherush92</category><category>in evidenza</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/SuGherush92eilrazzismodiDanteovverosuunapolemicainutile.png" class="post" border="0" width="586" height="282" alt="dante alighieri, divina commedia, gherush92" /><br clear="all" />La prima cosa che ho notato appena ho aperto twitter questa mattina è stata la presenza dell&#8217;hashtag #DivinaCommedia tra i primi posti tra le discussioni del giorno su twitter. L&#8217;ascesa di Dante ai vertici dei Trend Topic non è cosa che capita tutti i giorni, potrebbe sorprendere e quindi va spiegata: l&#8217;elemento scatenante è un articolo <a href="http://www.corriere.it/cultura/12_marzo_12/divina-commedia-eliminare-gherush92_674465d8-6c4e-11e1-bd93-2c78bee53b56.shtml">pubblicato ieri </a>sulle pagine online del Corriere della Sera che dà spazio a una provocazione di un gruppo chiamato Gherush92, la cui ultima dichiarazione è stata l&#8217;accusa di razzismo, antisemitismo e islamofobia rivolta alla Divina Commedia. </p>
<p>Avevo già sentito parlare di questa associazione, quindi ho fatto una veloce ricerca su internet per rinfrescarmi la memoria e mi sono imbattuto in una loro vecchia polemica, risalente a più di dieci anni fa. Si trattava del film di Benigni &#8220;La vita è bella&#8221;, <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/">criticato</a> dall&#8217;associazione culturale in questione come «un fatto gravissimo, perche&#8217; viene legittimata l&#8217;interpretazione della Shoah, ognuno potra&#8217; inventarsi quello che vuole senza dire che i bambini sotto un metro e cinque venivano mandati direttamente alle camere a gas».</p>
<p>Per quanto mi riguarda dire che film, un libro, un disco o qualsiasi altro atto della creatività umana sia un fatto gravissimo equivale a dire che la libertà di pensiero e di espressione è «un fatto gravissimo». Vale a dire una bestialità che mi fa subito situare l&#8217;associazione in questione nel registro delle voci poco interessanti, da snobbare. Un riflesso che purtroppo non ha avuto il giornalista del Corsera, forse ingolosito più dallo scoop - già lo aveva capito che sarebbe diventato un trend topic -  che da altro. </p>


<p>
Ma tornando al punto della questione - l&#8217;antisemitismo e l&#8217;islamofobia di Dante - direi che non c&#8217;è niente da contestare. Certo che era antisemita, certo che era omofobo, certo che era islamofobo. Era un uomo del <del datetime="2012-03-13T11:23:02+00:00">alto</del> basso medioevo, se fosse stato gay-friendly e relativista sarebbe morto giovane e avrebbe avuto una vita ancora più incasinata di quella che ha avuto. Non c&#8217;è altro da dire, sono cose banali che si apprendono più o meno a dieci anni, quando ci insegnano che al mondo non ci siamo solo noi e che la realtà cambia, anche radicalmente, con il passare delle generazioni e del tempo.</p>
<p>Considerare e valutare un&#8217;opera dell&#8217;ingegno umano attraverso le categorie del presente è un atto stupido, ignorante e pericoloso. E anche su questo non c&#8217;è altro da aggiungere, se non il fatto che la cosa più sorprendente di questa storia, almeno secondo il mio - forse  marginale - punto di vista, non è affatto la sparata di Gherush92, e neppure il fatto che un&#8217;organizzazione come questa, con un livello di realtà sotto zero, sia ammessa alla corte dei legiferatori europei. No, il fatto più sorprendente e più grave è l&#8217;aver dato loro spazio, e dunque autorità, quando spazio non meritavano e autorità non avevano. </p>
<p>Questo però è un errore dei giornalisti che hanno deciso di dare credito e visibilità a una palese e inutile provocazione soltanto per accumulare pagine viste e like su facebook (1100 ad ora per questo articolo), ma anche di noi tutti, colpevoli di prendere sempre al volo ogni appiglio per la polemica, senza saperle dare la giusta dimensione e collocazione, che in questo caso significa cacciarla ben in fondo al cassetto delle cose da dimenticare.</p>
<p>Via | <a href="http://www.corriere.it/cultura/12_marzo_12/divina-commedia-eliminare-gherush92_674465d8-6c4e-11e1-bd93-2c78bee53b56.shtml">Corriere della Sera </a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/tavallai/4707162326/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9571/su-gherush92-e-il-razzismo-di-dante-ovvero-su-una-polemica-inutile">Su Gherush92 e il razzismo di Dante, ovvero su una polemica inutile</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 14:10 di martedì 13 marzo 2012.</p>
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  </item>

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    <title>Un giorno Jack Kerouac mi ha dato un consiglio</title>
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    <pubDate>Mon, 12 Mar 2012 17:07:58 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/UngiornoJackKerouacmihadatounconsiglio.png" class="post" border="0" width="586" height="422" alt="jack kerouac, on the road, jorge luis borges, finzioni" /><br clear="all" />90 anni fa nasceva <a href="http://www.booksblog.it/tag/Jack Kerouac">Jack Kerouac</a>, considerato da molti come uno dei vertici della letteratura contemporanea americana, uno di quegli autori - pochi, pochissimi - a cui un lettore accorda il raro privilegio di essere letti più volte nel corso di una vita. Io ho provato a leggere due volte Kerouac, entrambe le volte attaccando le pagine di On the Road e entrambe le volte fallendo. </p>
<p>La prima volta avevo 14 anni, mi ricordo che era estate e che ero in montagna con tanto tempo e poche cose da fare. Una situazione ideale per leggere un buon libro e perdercisi dentro, ma anche un&#8217;età - 14 anni - perfettamente adatta a trasformare una lettura casuale in un marchio quasi indelebile. Ma così non avenne. Mi fermai intorno a pagina 100 e pensai che, tra i due, il problema dovevo essere io, non certo Kerouac, che tutti mi consigliavano e mitizzavano.</p>
<p>Quattro o cinque anni dopo ripresi in mano quel libro per la seconda volta. Speravo di essere cresciuto abbastanza per capire quel che alla prima lettura non avevo capito: tutta quella voglia di perdersi, quelle droghe, quella voglia di libertà, quell&#8217;esigenza di perpetuo movimento rappresentata in parte anche da quella scrittura spontanea, apparentemente senza regole.</p>


<p>
Superai lo scoglio della pagina cento, ma mi fermai poco dopo. Riponendo il libro sulla libreria - nello stesso punto in cui è ancora oggi - capii che non l&#8217;avrei più ripreso in mano. Capii che a me Jack Kerouac non mi diceva niente, e che non mi piaceva proprio per quella sua prosa spontanea, una sorta di vomito verbale quasi senza filtro, scritto veloce e non lavorato.</p>
<p>Si dice che Kerouac abbia scritto On the road in tre settimane, e spesso, sentendomelo dire, ho avuto l&#8217;impressione che dovesse suonare come un complimento. Ma a me Kerouac non piace, avrà cambiato - lo ha fatto di certo -  il mondo della letteratura contemporanea entrando a piedi uniti nella sua storia, ma resta - per me - uno scrittore scarso. Eppure, anche se per un motivo molto particolare, per me è stato uno scrittore decisivo.</p>
<p>È grazie a lui infatti che ho scoperto i miei gusti letterari, che sono diventato un lettore maggiorenne. Quel giorno di una decina di anni fa, infatti, quando rimisi per la seconda volta On the road in libreria a prender polvere, scovai in seconda fila un libro che non avevo mai visto e che mi incuriosì. Era Finzioni, di Jorge Luis Borges, e lo lessi di filato in poco più di due ore, rimanendone affascinato. Non ho mai ringraziato pubblicamente Jack Kerouac per avermi &#8220;consigliato&#8221; Borges. E in fondo è proprio per questo che scrivo queste righe. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/pwbaker/2806673645/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9569/un-giorno-jack-kerouac-mi-ha-dato-un-consiglio">Un giorno Jack Kerouac mi ha dato un consiglio</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 19:07 di lunedì 12 marzo 2012.</p>
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    <title>Scritturegiovani Cantiere, il 3 marzo scade il bando</title>
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    <pubDate>Tue, 28 Feb 2012 18:17:57 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/ScritturegiovaniCantiereil3marzoscadeilbando.png" class="post" border="0" width="586" height="352" alt="scritture giovani, festivaletteratura, concorsi letterari, scrittura creativa" /><br clear="all" />Se ci seguite da tempo saprete bene che non amiamo dare spazio ai concorsi o ai corsi di scrittura creativa. Ma saprete anche altrettanto bene che ci sono al contrario una serie di progetti che, per la loro gratuità, serietà e intelligenza, ci piace diffondere. Uno tra questi è proprio il <a href="http://www.festivaletteratura.it/news.php?azione=dettaglio&#038;id=943">Cantiere di Scritturegiovani </a>- progetto messo in piedi da <a href="http://www.booksblog.it/tag/festivaletteratura">Festivaletteratura</a>, con il sostegno di Fondazione Cariplo e Illy Caffè - progetto che concede ai giovani che amano visceralmente raccontare, cosa sempre più rara al tempo dei like e delle condivisioni da tre secondi, e che vogliono mettere alla prova le loro capacità, una bella opportunità.</p>
<p>Si tratta di due weekend, organizzati e pagati da Festivaletteratura, in cui i selezionati verranno a contatto con professionisti del settore - editori, autori, editor et al - professionisti con i quali confrontarsi e dai quali apprendere come si fa a trasformare una passione in un lavoro.</p>
<p>Il termine per partecipare è questo sabato, 3 marzo. Entro questa data, se avete tra i 18 e i 27 anni e non avete mai pubblicato nulla, dovrete semplicemente far pervenire un vostro racconto agli organizzatori <a href="http://www.scritturegiovani.it/it/bando.php">(sul sito dedicato all&#8217;iniziativa scoprite come)</a>. La lunghezza massima è di 10 cartelle e il tema è &#8220;perché?&#8221;, la domanda più generica ma più profonda che l&#8217;uomo fa agli altri e a se stesso, da quando inizia a parlare a quando, con l&#8217;ultima lucidità che gli resta, vede avvicinarsi la fine.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9487/scritturegiovani-cantiere-il-3-marzo-scade-il-bando">Scritturegiovani Cantiere, il 3 marzo scade il bando</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 20:17 di martedì 28 febbraio 2012.</p>
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    <title>#DFW50, ovvero in memoria di un grande scrittore morto troppo presto</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9433/dfw50-ovvero-in-memoria-di-un-grande-scrittore-morto-troppo-presto</link>
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    <pubDate>Tue, 21 Feb 2012 11:13:44 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <description>Se David Foster Wallace, la sera del 12 settembre del 2008, non si fosse fatto trovare nella posa dell&amp;#8217;impiccato dalla moglie Karen Green, oggi avrebbe compiuto 50 anni. Chi era David Foster[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/DFW50ovveroinmemoriadiungrandescrittoremortotroppopresto.png" class="post" border="0" width="586" height="239" alt="david foster wallace, #DFW50, infinite jest, minimum fax" /><br clear="all" /></p>
<p>Se <a href="http://www.booksblog.it/tag/david+foster+wallace">David Foster Wallace</a>, la sera del 12 settembre del 2008, non si fosse fatto trovare nella posa dell&#8217;impiccato dalla moglie Karen Green, oggi avrebbe compiuto 50 anni. Chi era David Foster Wallace? Per qualcuno era un genio assoluto, uno dei più influenti scrittori della sua generazione, una stella letteraria di prima grandezza che si è consumata troppo presto. Per altri era l&#8217;oggetto di una grossa operazione di sopravvalutazione, uno scrittore saccente e spocchioso.</p>
<p>La mia opinione personale è che David Foster Wallace fosse prima di tutto un uomo di statura intellettuale gigantesca, capace di formulare alcune delle migliori intuizioni che abbia mai letto su questa nostra decadente società dello spettacolo. Spesso queste intuizioni riusciva a mescolarle con la giusta dose di sarcasmo e di amaro umorismo, aggiungendovi una lingua scoppiettante e trame pazzesche, creando momenti di altissima letteratura.</p>
<p>L&#8217;unica malattia di cui ho l&#8217;impressione soffrisse la prosa di David Foster Wallace era una sorta di incontinenza, ovvero una scarsa capacità di autocontrollo, di contenimento delle trame della propria scrittura, un&#8217;incontinenza che in qualche caso può arrivare a spingere il lettore a fare a pugni con il libro che sta leggendo -  a me è successo con Infinite Jest, per esempio, libro mai finito, ma anche in alcuni punti de La scopa del sistema.</p>


<p>
Personalmente è proprio per questo che il fatto che Wallace sia morto così giovane mi fa rabbia. Mi piace pensare infatti che se DFW avesse conosciuto la vecchiaia e avesse superato la depressione che lo soffocava, magari avrebbe potuto riprendere e rivedere alcuni dei suoi scritti, asciugandoli in alcuni punti, trasformando così dei grandissimi libri in veri e propri capolavori. Ma è un&#8217;opinione strettamente personale, forse mi sbaglio. </p>
<p>Anche perché con i Se si fa la letteratura, non certo la storia letteraria. Quindi accontentiamoci di quel che David Foster Wallace ci ha lasciato e speriamo che quel che ha seminato dia degni frutti nelle nuove generazioni di narratori. Nel frattempo voglio ricordarlo citando una delle sue intuizioni: Sul perché questo è un buon momento per fare letteratura. È <a href="http://www.minimumfax.com/libri/speciali/134/1">una delle perle scelte da Martina Test</a>a, sua traduttrice per Minimum Fax.</p>
<blockquote><p>Personalmente, credo che questo sia veramente un buon momento per un giovane che voglia cominciare a scrivere narrativa. Ho degli amici che non sono d’accordo. Al giorno d’oggi la narrativa di qualità e la poesia sono emarginate. È un errore in cui cadono parecchi dei miei amici, questa vecchia idea secondo cui &#8220;Il pubblico è stupido. Il pubblico vuole andare in profondità solo fino a un certo punto. Poveri noi, siamo emarginati perché la tv, la grande ipnotizzatrice… bla bla bla&#8221;. Ci si può mettere seduti in un cantuccio e piangersi addosso quanto si vuole. Ma è una stronzata. Se una forma d’arte viene emarginata è perché non parla davvero alla gente. E un possibile motivo è che la gente a cui si rivolge sia diventata troppo stupida per apprezzarla. Ma a me sembra una spiegazione troppo semplice.<br />
Se uno scrittore si rassegna all’idea che il pubblico sia troppo stupido, ad aspettarlo ci sono due trappole. Una è la trappola dell’avanguardismo: si fa l’idea che sta scrivendo per altri scrittori, perciò non si preoccupa di rendersi accessibile o affrontare questioni di ampia rilevanza. Si preoccupa di far sì che ciò che scrive sia strutturalmente e tecnicamente all’avanguardia: involuto nei punti giusti, ricco di appropriati riferimenti intertestuali… L’opera deve sprizzare intelligenza. Ma all’autore non importa nulla se sta comunicando o meno con un lettore a cui freghi qualcosa di quella stretta allo stomaco che è poi il motivo principale per cui leggiamo. Sul fronte opposto ci sono opere volgari, ciniche, commerciali realizzate secondo formule prestabilite — essenzialmente, il corrispondente letterario della tv — che manipolano il lettore, che presentano materiale grottescamente semplificato con uno stile avvincente perché infantile.<br />
La cosa strana è che questi due fronti sono in lotta fra loro ma hanno un’origine comune, che è il disprezzo per il lettore: l’idea che l’attuale emarginazione della letteratura sia colpa del lettore. Il progetto che vale la pena di portare avanti è invece quello di scrivere qualcosa che abbia in parte la ricchezza, la complessità, la difficoltà emotiva e intellettuale dell’avanguardia, qualcosa che spinga il lettore ad affrontare la realtà invece che a ignorarla, ma che nel fare questo provochi anche piacere nella lettura. Il lettore deve sentire che qualcuno sta parlando con lui, non assumendo una serie di pose.<br />
In parte, tutto questo ha a che fare col fatto che viviamo in un’epoca in cui abbiamo a disposizione una quantità enorme di puro intrattenimento, e bisogna capire come può la letteratura ricavarsi un suo spazio in un’epoca di questo tipo. Si può provare ad affrontare il problema di cosa sia a rendere magica la letteratura in maniera diversa dalle altre forme di arte e spettacolo. E a capire in che modo la narrativa possa ancora affascinare un lettore la cui sensibilità è stata in massima parte formata dalla cultura pop, senza diventare un’ulteriore palata di merda fra gli ingranaggi della cultura pop. È qualcosa di incredibilmente difficile, sconcertante e spaventoso, ma è un bel compito. C’è una quantità enorme di intrattenimento di massa ben realizzato e ben confezionato: credo che nessun’altra generazione prima di noi si sia trovata a fronteggiare una cosa del genere. Essere uno scrittore oggi significa questo. Credo che sia il momento migliore per essere al mondo e forse il miglior momento possibile per fare lo scrittore. Certo, dubito che sia il più facile.</p></blockquote>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/ari/88166765/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9433/dfw50-ovvero-in-memoria-di-un-grande-scrittore-morto-troppo-presto">#DFW50, ovvero in memoria di un grande scrittore morto troppo presto</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 13:13 di martedì 21 febbraio 2012.</p>
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    <title>Presentato ufficialmente kLit, il primo festival dei blog letterari</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9427/presentato-ufficialmente-klit-il-primo-festival-dei-blog-letterari</link>
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    <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 15:40:26 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <description>È stato presentato ufficialmente settimana scorsa kLit, il primo festival italiano dedicato completamente al mondo dei blog letterari, una realtà in crescita esponenziale sia come potenza di fuoco -[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/kLitilprimofestivaldeiblogletterariitalianicancheBooksblog.png" class="post" border="0" width="586" height="347" alt="klit, primo festival dei blog letterari, morgan palmas" /><br clear="all" />È stato presentato ufficialmente settimana scorsa <a href="http://www.klit.it/">kLit</a>, il primo festival italiano dedicato completamente al mondo dei blog letterari, una realtà in crescita esponenziale sia come potenza di fuoco - sono sempre di più -che come peso - sono sempre più seguiti e rispettati dagli addetti ai lavori.</p>
<p>Il festival, ideato da Morgan Palmas di <a href="http://www.sulromanzo.it/">Sul Romanzo</a> e organizzato dall&#8217;associazione culturale Kleure, si svolgerà tra il 7 e l&#8217;8 luglio di quest&#8217;anno a Thiene, in provincia di Vicenza. Nel corso del weekend, a dimostrare l&#8217;interesse crescente verso il mondo dei LitBlog, sono attesi quasi duecento blogger, nonché migliaia di persone provenienti da tutta Italia.</p>
<p>Come già <a href="http://www.booksblog.it/post/8369/klit-il-primo-festival-dei-blog-letterari-italiani-ce-anche-booksblog">vi avevamo accennato </a>qualche mese fa, <strong>tra gli invitati di prim&#8217;ordine c&#8217;è anche Booksblog</strong>, e di questo dobbiamo ringraziare voi che ci seguite ogni giorno. Per restare aggiornati sul programma e su tutte le altre info tenete d&#8217;occhio il <a href="http://www.klit.it">sito ufficiale</a>, e, soprattutto, continuate a leggerci!</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9427/presentato-ufficialmente-klit-il-primo-festival-dei-blog-letterari">Presentato ufficialmente kLit, il primo festival dei blog letterari</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 17:40 di lunedì 20 febbraio 2012.</p>
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    <title>Gratis online gli ebook dei Wu Ming</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9415/gratis-online-gli-ebook-dei-wu-ming</link>
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    <pubDate>Fri, 17 Feb 2012 11:06:21 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>blog</category><category>ebooks</category><category>copyleft</category><category>ebook gratis</category><category>wu ming</category>
    <description>Chi ha incontrato sulla propria strada di lettore il collettivo Wu Ming, anche soltanto per la parentesi di un libro, non potrà dirsi sorpreso nell&amp;#8217;apprendere che il collettivo bolognese,[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/GratisonlinegliebookdeiWuMing.png" class="post" border="0" align="left" width="261" height="360" alt="wu ming, ebook gratis, copyleft, " />Chi ha incontrato sulla propria strada di lettore il collettivo Wu Ming, anche soltanto per la parentesi di un libro, non potrà dirsi sorpreso nell&#8217;apprendere che il collettivo bolognese, fedelissimo delle prospettive offerte dal copyleft, ha rinnovato pochi giorni fa la pagina download del proprio sito, Giap!, iniziando<a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?page_id=6338"> la pubblicazione online</a> di tutta la propria produzione editoriale, tutto ovviamente a completa e gratuita disposizione dei lettori.</p>
<p>Copie in pdf, in formato epub, ma anche in formato kindle, rtf e audiolibro, sulla pagina dedicata potete trovare veramente ogni rifrazione dei libri dei Wu Ming che non sia quella di carta e inchiostro. I titoli a disposizione sono <strong>Q, Asce di guerra, 54, Guerra agli umani, New Thing, Manituana, Stella del mattino, Altai e il Sentiero degli dei</strong>.</p>
<p>Secondo quanto è annunciato nella suddetta pagina, ben presto troveranno spazio online anche le traduzioni e addirittura le colonne sonore, ovvero «Tutte le musiche composte ed eseguite per/con/intorno ai nostri romanzi e racconti». Una pagina da tenere d&#8217;occhio dunque&#8230;</p>
<p>Via | <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?page_id=6338">Wumingfoundation.com</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9415/gratis-online-gli-ebook-dei-wu-ming">Gratis online gli ebook dei Wu Ming</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 13:06 di venerdì 17 febbraio 2012.</p>
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    <title>Nota sul delicato rapporto tra blogger e case editrici</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9403/nota-sul-delicato-rapporto-tra-blogger-e-case-editrici</link>
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    <pubDate>Tue, 14 Feb 2012 13:47:03 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>case-editrici</category><category>approfondimenti</category><category>blogger</category><category>case editrici</category><category>censura</category><category>sul romanzo</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/Notasuldelicatorapportotrabloggerecaseeditrici.png" class="post" border="0" align="left" width="358" height="360" alt="blogger, case editrici, censura, sul romanzo" />Nelle righe che seguono vi voglio parlare di <a href="http://www.sulromanzo.it/blog/terra-bruciata-attorno-o-cronaca-di-una-scelta-di-liberta">una brutta storia</a> che ci riguarda tutti, e da molto da vicino, tanto noi booksblogger, che viviamo scrivendo di libri, quanto voi lettori appassionati, che cercate nelle nostre pagine punti di vista indipendenti, originali e, soprattutto, onesti.</p>
<p>Partiamo da una descrizione sommaria di un fatto: Sul Romanzo, un importante blog letterario che è anche agenzia letteraria, riceve un libro da recensire da parte di una casa editrice con cui ha anche contatti per un lavoro di scouting. Uno dei redattori lo legge e lo stronca, pubblicando la recensione sulle pagine del blog. </p>
<p>Fin qui tutto normale. Il problema nasce quando, dopo un certo lasso di tempo, la casa editrice contatta l&#8217;amministratore del blog e gli dice una cosa che suona pressappoco così:</p>
<blockquote><p>ho letto sul blog la stroncatura a un nostro autore, stia attento perché si rischia, quando si esagera, di crearsi attorno terra bruciata, e siccome sappiamo entrambi che Sul Romanzo è e sarà sempre più al centro dell’attenzione anche per il festival che sta organizzando per luglio nel vicentino, mi dispiacerebbe dover fare cadere nel vuoto gli accordi che abbiamo preso fra il nostro editor e la vostra agenzia</p></blockquote>


<p>
Ora, indipendentemente da chi sia l&#8217;editore e da quale sia stata la reazione di dell&#8217;amministratore del blog, il problema che queste poche e scellerate righe innescano riguarda il <strong>rapporto tra blogger e casa editrice</strong>, un rapporto che risulta essere squilibrato dalla parte della seconda, l&#8217;unica delle due parti che possiede la libertà di scelta: ovvero includere o meno il blogger nella lista dei potenziali recensori dei propri libri. </p>
<p>Sì, perché da una parte ci siamo noi, i blogger, redattori di recensioni, segnalazioni e interviste per passione o per lavoro, una categoria debole per eccellenza perché fondamentalmente &#8220;liquida&#8221;, poco definibile, non contrattualizzata e mal pagata. Dall&#8217;altra ci sono loro, le case editrici, o meglio, gli uffici stampa - che fortunatamente molto spesso hanno i volti simpatici di uomini e donne che con il tempo diventano veri e propri amici, ma il cui lavoro consiste in ogni caso nel far parlare il più e il meglio possibile dei propri libri. </p>
<p>Fino a quando i libri inviati al blogger sono di suo gradimento non c&#8217;è alcun problema, ma cosa succede se un giorno l&#8217;ufficio stampa manda al blogger il libro sbagliato, quello che suscita in lui - che prima di tutto è un lettore - la delusione di una lettura frustrante? La risposta è semplice, nella testa del blogger si presentano due possibilità: la prima è l&#8217;opportunità dell&#8217;autocensura, ovvero mettere da parte il libro e non parlarne, la seconda è scriverne con onestà, stroncandolo.</p>
<p>Vista la natura del rapporto che lo lega alle case editrici, il blogger, indeciso tra una scelta di opportunità e una di onestà, molto spesso potrebbe ritrovarsi a optare per la prima, autocensurandosi, preferendo lasciar correre piuttosto che mettere a repentaglio il rapporto con la casa editrice. Quest&#8217;ultima, infatti, leggendo una recensione negativa potrebbe decidere di non mandare più libri al blogger impertinente, il quale, non avendo la libertà economica di comprare i libri che vuole recensire, vedrebbe venir meno la base del suo lavoro. </p>
<p>Credo - ne voglio essere convinto - che la maggior parte delle case editrici siano composte da professionisti capaci e intelligenti, che mai si comporterebbero come l&#8217;interlocutore di Morgan Palmas. Eppure il solo fatto di sapere che a lui è accaduto mi fa nascere il dubbio e insieme al dubbio una domanda: sono veramente libero di scrivere quello che voglio? Non so, ma il timore che rispondere affermativamente sia un gesto di estrema ingenuità mi lacera.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9403/nota-sul-delicato-rapporto-tra-blogger-e-case-editrici">Nota sul delicato rapporto tra blogger e case editrici</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 15:47 di martedì 14 febbraio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Libri da non dimenticare nella giornata della memoria</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9291/libri-da-non-dimenticare-nella-giornata-della-memoria</link>
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    <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:00:07 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>books</category><category>giornata della memoria</category><category>libri per non dimenticare</category>
    <description>Ieri pensavo di celebrare la giornata della memoria con una recensione di un libro, molto forte ancorché delicato, dedicato alla tragedia del popolo armeno  (Il libro dei sussurri di Varujan Vosganian,[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/Libridanondimenticarenellagiornatadellamemoria.png" class="post" border="0" width="586" height="417" alt="giornata della memoria, libri per non dimenticare" /><br clear="all" /></p>
<p>Ieri pensavo di celebrare la <a href="http://www.booksblog.it/tag/giornata+della+memoria">giornata della memoria</a> con una recensione di un libro, molto forte ancorché delicato, dedicato alla tragedia del popolo armeno  (Il libro dei sussurri di Varujan Vosganian, Keller editore, 2011). Stamattina invece mi sono ricreduto e ho deciso, vista anche qualche discussione twitteriana, di parlare in questo articolo non solo di uno, ma di una serie di libri che non sono dedicati direttamente alla Shoah - vale a dire l&#8217;Olocausto del popolo ebraico - ma che raccontano di altri olocausti, di altre tragedie che meritano, al pari di quella ebraica, di non essere mai dimenticate.</p>
<p>Oggi tutti ci affanniamo a cercare, tra i nostri ricordi, libri che possano dare una dimensione attuale e umana a una delle più grandi tragedie dell&#8217;umanità. Su twitter non mancano le citazioni da libri miliari della letteratura della Shoah, Primo Levi davanti a tutti, ma escono dal cassetto anche libri su altri genocidi dimenticati, o semplicemente penalizzati dal non essere rubricati sotto la voce Shoah.</p>
<p>Oggi è il giorno della memoria. Ma stiamo attenti, questo giorno ha un senso solo se facciamo uno sforzo, se non ci accontentiamo di ricordare i 6 milioni di uomini e donne di credo ebraico barbaramente seviziati nei campi di sterminio dai nazisti. E non basta neppure ricordare che insieme a loro c&#8217;erano centinai di migliaia di zingari, di omosessuali, di detenuti politici e anche un paio di milioni di prigionieri di guerra.</p>


<p>
Lo sforzo che dobbiamo fare, io credo, è quello di ricordare gli sconsiderati effetti che l&#8217;istinto tipicamente umano di fare del male ai suoi simili ha prodotto nella storia. E così rubrichiamo nella voce &#8220;da ricordare&#8221;, oltre al massacro degli ebrei anche quello dei nativi americani - un&#8217;ottantina di milioni in trecento anni - o quello degli armeni, dei curdi e, per finire, quello dei migranti che a migliaia muoiono ogni giorno del Mediterraneo. E muoiono ora, non 70 anni fa e nemmeno 200.</p>
<p>Ecco quindi una piccola lista di tre libri per non dimenticare alcune di queste tragedie:</p>
<p>- Boris Pahor, Necropoli: uno dei più grandi scrittori del novecento racconta la sua esperienza di detenuto politico in un campo di concentramento nazista attraverso l&#8217;espediente del ritorno da turista sui luoghi della tragedia. </p>
<p>- Giovanni Maria Bellu, I fantasmi di Portopalo: un libro potentissimo sulla tragedia che, nel giorno di Natale del 1996, causò la morte per annegamento nel Mediterraneo di 300 migranti a pchi chilometri dalle coste italiane. Una tragedia dimenticata. Lettura da abbinare a Un Canto Clandestino saliva dall’abisso, di Mimmo Sammartino.</p>
<p>- Il libro dei sussurri, di Varujan Vosganian: un romanzo epopea che percorre l&#8217;intera storia del Novecento, in particolare la tragedia del popolo armeno, del suo genocidio e della sua diaspora. Un libro denso, da leggere con la dovuta calma e attenzione.</p>
<p>Ne avete altri, scriveteli nei commenti!</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/41099823@N00/4308840310/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9291/libri-da-non-dimenticare-nella-giornata-della-memoria">Libri da non dimenticare nella giornata della memoria</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 15:00 di venerdì 27 gennaio 2012.</p>
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    <title>Si chiama Francesca, questo romanzo, di Paolo Nori</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9265/si-chiama-francesca-questo-romanzo-di-paolo-nori</link>
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    <pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:05:05 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>narrativa-italiana</category><category>in evidenza</category><category>libri paolo nori</category><category>marcos y marcos</category><category>paolo nori</category><category>si chiama francesca questo romanzo</category><category>stile paolo nori</category>
    <description>Da qualche giorno è di nuovo nelle librerie, grazie a Marcos y Marcos, Si chiama Francesca questo romanzo, uno dei più quotati di Paolo Nori, scrittore parmense che ha fatto del proprio stile aderente[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/SichiamaFrancescaquestoromanzodiPaoloNori.png" class="post" border="0" align="left" width="239" height="360" alt="Si chiama Francesca, questo romanzo, di Paolo Nori" />Da qualche giorno è di nuovo nelle librerie, grazie a Marcos y Marcos, <em>Si chiama Francesca questo romanzo</em>, uno dei più quotati di <a href="http://www.booksblog.it/tag/paolo+nori">Paolo Nori</a>, scrittore parmense che ha fatto del proprio stile aderente al parlato, anacolutico e ripetitivo una vera e propria bandiera. Se avete mai avuto occasione di sentire Paolo Nori leggere i suoi scritti vi sarete senz&#8217;altro chiesti, da tanto quell&#8217;operazione di lettura risulti naturale, come mai non ne producano direttamente degli audiobooks (su <a href="http://www.ilpost.it/paolonori/2012/01/19/in-italia-hanno-inventato-una-macchina-meravigliosa/">ilpost.it trovate degli estratti letti dall&#8217;autore</a>).</p>
<p>Protagonista di questo libro vorticoso - sia nello stile, come al solito a pioggia, sia nella costruzione avvolgente, è ancora una volta Leandro Ferrari. Per molti versi Leandro e Paolo si assomigliano, come spesso capita nella letteratura che si nutre della linfa vitale e delle ossessioni dell&#8217;autore che la mette in pagina. Ma a differenza di altri grandi narratori dell&#8217;ossessione, Paolo Nori sembra divertirsi a mettere sul palcoscenico della sua finzione il suo Leandro, personaggio un po&#8217; impacciato un po&#8217; pazzo, assillato dalle voci che sente nella testa e innamorato di Francesca.</p>
<p>Qualcuno potrebbe pensare che lo stile di Nori sia istintivo, raggiunto con facilità dall&#8217;autore perché aderente al parlato, quasi grossolanamente. Io non credo che sia così, credo che dietro alla voce di Leandro ci sia un lavoro mica da ridere di Paolo, che spesso dimostra nelle sue pagine di amare le circonvoluzioni logico-linguistiche. È questo il caso della pagina più bella del libro (pp. 110-111), quando Leandro si fa travolgere dalla confusione e dall&#8217;emozione mentre parla con una fotografa al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Pagina che mi permetto di citare per intero dopo il salto.</p>


<blockquote>Che io Mesto seduta? le avevo chiesto volendo chiederle dove ci saremmo dovuti mettere per fare il servizio, e lei Se non derangia subitaneo le scale, e aveva guardato l&#8217;orologio Trigesi, mi aveva detto intendendo che se non mi dispiaceva uscivam sulle scale che avremmo fatto presto aveva solo tredici minuti di tempo. </p>
<p>Armonia, le avevo risposto io, ed eravam usciti su per le scale, lei aveva cominciato a scattare, Orme, Area, Dick Dick? le avevo chiesto, volendo chiederle se c&#8217;era bisogno che le parlassi di musica, Disinteresse tecnico, mi aveva detto lei, e significava che per via delle foto potevo fare quel che volevo, Direttamente libentera, aveva aggiunto, che voleva dire che però se parlavo lei era contenta. </p>
<p>Professione altro che poligrafi? le avevo chiesto poi dopo mentre scattava avrei voluto chiederle se fotografava solo degli scrittori, Altro, altro, mi aveva risposto lei intendendo che solo quelli, fotografava. </p>
<p>Questione tollera, le avevo chiesto poi dopo, Semestri molti nema buttar su? e volevo dirle di scusare la mia domanda, era molto tempo che non fiondava? Semestri sei, mi aveva risposto lei, scabroso concepire poligrafi cifra, mi aveva risposto, e intendeva che eran tre anni e che non si può neanche immaginare, quanti sono al mondo gli scrittori da fotografare.</p>
<p>Riconoscenza, mi aveva detto poi dopo alla fine alzando la mano, e si era girata aveva sceso le scale era montata su un motorino si era infilata un casco si era lanciata nel traffico capitolino con le macchine fotografiche che le sbattevano da tutte le parti.</p></blockquote>
<p>Paolo Nori<br />
<em>Si chiama Francesca questo romanzo</em><br />
Marcos y Marcos<br />
14,50</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9265/si-chiama-francesca-questo-romanzo-di-paolo-nori">Si chiama Francesca, questo romanzo, di Paolo Nori</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 13:05 di martedì 24 gennaio 2012.</p>
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    <title>Kurt Vonnegut e la forma delle storie</title>
    <link>http://www.booksblog.it/post/9209/kurt-vonnegut-e-la-forma-delle-storie</link>
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    <pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:39:57 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>scrittori</category><category>in evidenza</category><category>kurt vonnegut</category><category>schemi delle narrazioni</category>
    <description>Che Kurt Vonnegut fosse un gran geniaccio non c&amp;#8217;è alcun dubbio, anche perché gli unici che ne dubitano sono dei bacchettoni baciapile americani, che ancora cercano di vietare i suoi libri[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><a href="http://www.booksblog.it/galleria/kurt-vonnegut-e-la-forma-delle-storie/"><img class="post-h" src="http://static.blogo.it/booksblog/kurt-vonnegut-e-la-forma-delle-storie/Schermata20120117a15.27.37.png" alt="Una fiaba" width="432" height="93" /></a><br clear="all" /></p>
<p>Che <a href="http://www.booksblog.it/tag/kurt+vonnegut">Kurt Vonnegu</a>t fosse un gran geniaccio non c&#8217;è alcun dubbio, anche perché gli unici che ne dubitano sono dei bacchettoni baciapile americani, che ancora cercano di vietare i suoi libri nelle biblioteche scolastiche. A provarlo ulteriormente è una teoria che Vonnegut partorì scrivendo una tesi di laurea che propose all&#8217;Università di Chicago e che si fonda sulla certezza che ogni narrazione può essere disegnata schematicamente. A citare questa idea e a pubblicare alcuni dei geniali schizzi di cartesiani del genio di Indianapolis è il sito Personal Report, segnalatomi da un caro amico manto-catalano, anima della social-life del Festivaletteratura. </p>
<p>Gli schemi disegnati da Vonnegut, da sempre dotato di un ottimo spirito matematico, mettono in relazione il tempo della storia con l&#8217;andamento della fortuna del protagonista, dando risultati veramente interessanti. Si parte dal semplice dallo schema della fiaba, riassunta attraverso una curva sinusoidale a tendenza positiva, e si arriva ai miti della creazione - una sorta di diagramma a scala verso l&#8217;assoluto positivo.</p>
<p>Ma gli esempi più geniali sono a mio parere due, quello relativo alla Metamorfosi di Kafka, una curva che dalla sfiga porta alla sfiga assoluta e quello della mitologia cristiana, che, molto simile ai miti della creazione, dopo aver raggiunto un certo grado di fortuna, crolla nella sfiga grazie alla merenda a base di mele di Eva.</p>
<p>Qui di seguito trovate gli schemi, sono sicuro che li riconoscerete al volo.</p>
<p><a href="http://www.booksblog.it/galleria/kurt-vonnegut-e-la-forma-delle-storie/2"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/booksblog/kurt-vonnegut-e-la-forma-delle-storie/thn_Schermata20120117a15.27.43.png" alt="La metamorfosi di Kafka" width="130" height="26" /></a><a href="http://www.booksblog.it/galleria/kurt-vonnegut-e-la-forma-delle-storie/3"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/booksblog/kurt-vonnegut-e-la-forma-delle-storie/thn_Schermata20120117a15.27.49.png" alt="Miti della creazione" width="130" height="26" /></a><a href="http://www.booksblog.it/galleria/kurt-vonnegut-e-la-forma-delle-storie/4"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/booksblog/kurt-vonnegut-e-la-forma-delle-storie/thn_Schermata20120117a15.27.54.png" alt="Mitologia cristiana" width="130" height="26" /></a><a href="http://www.booksblog.it/galleria/kurt-vonnegut-e-la-forma-delle-storie/5"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/booksblog/kurt-vonnegut-e-la-forma-delle-storie/thn_Schermata20120117a15.28.00.png" alt="L'Amleto" width="130" height="26" /></a></p>
<p>Via | <a href="http://www.personalreport.it/2012/01/la-forma-delle-storie-per-kurt-vonnegut/">PersonalReport</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9209/kurt-vonnegut-e-la-forma-delle-storie">Kurt Vonnegut e la forma delle storie</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 17:39 di martedì 17 gennaio 2012.</p>
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    <title>Libri da leggere: Il demone a Beslan, di Andrea Tarabbia</title>
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    <pubDate>Mon, 16 Jan 2012 12:28:45 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Andrea Coccia</dc:creator>
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    <category>books</category><category>narrativa-italiana</category><category>andrea tarabbia</category><category>il demone a beslan mondadori</category><category>in evidenza</category><category>libri da leggere</category><category>recensioni libri</category>
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Libri+da+leggere%3A+Il+demone+a+Beslan%2C+di+Andrea+Tarabbia&url=http%3A%2F%2Fwww.booksblog.it%2Fpost%2F9195%2Flibri-da-leggere-il-demone-a-beslan-di-andrea-tarabbia" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/LibridaleggereIldemoneaBeslandiAndreaTarabbia.jpg" class="post" border="0" align="left" width="256" height="360" alt="andrea tarabbia, il demone a beslan mondadori, libri da leggere, recensioni" />A dicembre lo avevo messo in cima alla mia top3 dei libri più belli dell&#8217;anno, ma mi sono accorto che ancora non ve ne avevo parlato direttamente. Ora, a distanza di più di un mese, ho deciso quel momento è arrivato. Il libro in questione si intitola Il demone a Beslan, è di Andrea Tarabbia - bravo e giovane scrittore di Saronno - ed è edito Mondadori nella collana SIS.</p>
<p>Come un altro bel libro uscito l&#8217;anno scorso - Elizabeth di Paolo Sortino - anche questo di Tarabbia prende abbrivo da un fatto di cronaca. Si tratta della strage avvenuta per l&#8217;appunto a Beslan, nell&#8217;Ossezia del Nord che, nel settembre 2004, scosse l&#8217;opinione pubblica di tutto il mondo. Sono sicuro che tutti avete qualche ricordo di quei giorni: 334 morti di cui la metà bambini non vengono dimenticati in fretta, nemmeno dalla smemorata società dello spettacolo in cui viviamo.</p>
<p>Voce narrante e coprotagonista del libro è Marat Bazarev, unico sopravvissuto del commando che ha organizzato l&#8217;assalto alla scuola numero 1 di Beslan, che dalla cella senza finestre del carcere di Mosca in cui è rinchiuso, scrive la sua versione della storia sui fogli bianchi che gli vengono passati da sotto la porta. Qualcosa che assomiglia a una confessione, ma meno catartica e con nessuno effetto salvifico di redenzione.</p>


<p>
Ma il vero protagonista del libro è il Male, un Male maiuscolo perché onnipresente, ma soprattutto che è profondamente umano. Insomma, un libro potentissimo che vi terrà attaccati alle sue pagine per due giorni interi, fino alla fine. Un libro secco, privo del buonismo che ormai in Italia è diventato uno sport nazionale, un libro che vale veramente la pena di leggere perché ha il coraggio di mettere in discussione l&#8217;esistenza stessa di torto e ragione, di bene e male, cancellando finalmente la dicotomia manicheista che l&#8217;immaginario americano ha ormai piantato saldamente nel nostro.</p>
<p>Questa, per il lettore, è la vera catarsi: l&#8217;affrontare la complessità di una matassa che non si può sciogliere, di una domanda a cui non si può rispondere, ovvero: Marat è cattivo? No, Marat è un uomo. Come tutti noi.</p>
<p>Andrea Tarabbia<br />
Il demone a Beslan<br />
Mondadori<br />
euro 18,50</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.booksblog.it/post/9195/libri-da-leggere-il-demone-a-beslan-di-andrea-tarabbia">Libri da leggere: Il demone a Beslan, di Andrea Tarabbia</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.booksblog.it">booksblog</a> alle 14:28 di lunedì 16 gennaio 2012.</p>
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