Addio a Philip Seymour Hoffman: Truman Capote da Oscar sul grande schermo

In ricordo della magistrale interpretazione che valse a Philip Seymour Hoffman l'Oscar 2006 per il Miglior Attore Protagonista.



La notizia rimbalza da stamani su tutti i media. L'attore americano Philip Seymour Hoffman è stato ritrovato morto ieri, domenica 2 febbraio 2014, in un appartamento del Greenwich Village di New York e a soli quarantasei anni. La notizia ci interessa particolarmente perché, tra i tanti personaggi interpretati dall'attore c'è anche un disincantato Truman Capote, ritratto in falsetto dello scrittore di "Musica per camaleonti" e "Colazione da Tiffany".
Un portrait "A sangue freddo" ("In Cold Blood") dal titolo del suo ultimo romanzo al quale dedicò sei anni di infervorate ricerche, portato sul grande schermo dal regista Bennett Miller con la pellicola "Capote". Correva l'anno 1959 quando lo scrittore decide di scrivere un articolo sul feroce omicidio di un'intera famiglia di quattro persone i Clutter di Holcomb, in Kansas, opera di due giovani Richard "Dick" Hickock e Patty Smith. Nel vortice delle informazioni Capote, intenzionato a mettere in luce le contraddizioni di un'America patinata e violente, arriverà persino ad instaurare uno stretto legame (da alcuni considerato equivoco) con Perry Smith, uno dei due killer, al quale si affezionerà particolarmente. Un ragazzo problematico dalla difficile esistenza, che attirerà l'attenzione e persino l'affetto di Capote, che in quell'esempio di "gioventù bruciata" vedrà incisi tanti mali di un paese esaltato, eccentrico e depresso, poi riportato su carta (inizialmente a puntate sul "New Yorker") in una nuvola di polemiche che non riusciranno però a scalfirne la rivoluzionaria natura di romanzo-reportage estremamente rappresentativo del genere.

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Via | lemonde.fr/culture

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