Quando Foà recitava l'Inferno di Dante

In morte del poliedrico artista che seppe trasmettere l'ardore della commedia dantesca.

Arnoldo Foàse n'è andato ieri, ma questo lo sapete già tutti. L'hanno titolato in grassetto i nostri giornali, mentre le radio strazianti diramavano proclami in memoria e le televisioni si affrettavano a render pubblici coccodrilli e speciali, è in quell'insieme glorioso di ricordi che nella mia testa prende posto una voce, quella dello stesso Foà, impegnata in una magistrale lettura piena di misurato pathos. Quel nerbo glorioso che ben si adatta al testo in questione, sposò infatti il canto I° dell'Inferno di Dante, parabola iniziale del grande viaggio nelle viscere dei feroci gironi, portando gli spettatori del teatro nazionale al "Fontanonestate" sulla Terrazza del Gianicolo, e poi tanti altri ancora su youtube o in versione mp3, alla scoperta delle tristi sorti dei dannati di ogni genere.
Scandendo al ritmo del suo intenso eloquio le tappe fondamentali del "Il viaggio nellanima", Foà si è fatto guida, narrando, come un Virgilio in trasparenza, l'originale percorso tra i canti della Commedia, periplo per eccellenza:


...Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant’è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte...

da italica.it/dante/inferno

Photo by Ambra Galassi

Via | ilgiornale.it

Ti potrebbe interessare anche:

Outbrain

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati