Nuovo libro Helen Fielding: Bridget Jones, Mad about the boy

Bridget Jones è tornata: ha prole, e superata la boa dei 50 anni è pure rimasta vedova dell'impareggiabile Mark Darcy, quel gran galantuomo di cui ogni fan della nostra eroina pasticciona non ha potuto fare a meno di innamorarsi.

Dalle anticipazioni del sequel delle avventure della protagonista della saga di Helen Fielding - che uscirà il 10 ottobre nelle libreri inglesi e a novembre in Usa, riporta Vanity Fair, col titolo Mad about a boy – sembra proprio che le avventure sentimentali di Bridget dopo decenni di matrimonio e successiva vedovanza, siano ricominciate.

Tre piccole riflessioni su queste scarse linee tratteggiate dall'anticipazione della trama. La prima è correlata al fatto che sparisce la figura di Mark Darcy dall'orizzonte. Tutti ci aspettiamo che venga sostituito naturalmente da un altro eroe di cui innamorarci insieme a Bridget.

In questo caso, infatti, le anticipazioni parlano dell'innamoramento della cara Bridget – ossessionata come sempre dalla bilancia e affetta al contempo da una insana passione per twitter - per un uomo più giovane.

Uomo più giovane che, altrettanto chiaramente, non le sarà AFFATTO facile conquistare, con la sua goffaggine, il sovrappeso (diventato plausibilmente cronico in zona menopausa) e l'intralcio dei figli. E forse – questa è la prima considerazione - saranno proprio i suoi disastrosi tentativi di conquista del tizio la parte più divertente del romanzo.

La seconda considerazione riguarda invece la scelta dell'autrice di passare direttamente a narrarci la mezza età di Bridget, saltando la fase del matrimonio e della nascita e crescita dei suoi due figli: forse non c'era niente di abbastanza divertente da raccontare, secondo la scrittrice, in questa fase serena (e invidiabile) di “famiglia felice” della coppia Bridget-Mark?

La mia segreta speranza, al contrario, è che la Fielding si decida a scrivere un “prequel” ad hoc di questo romanzo parlandoci del rapporto di coppia all'interno del matrimonio con Mark (in fondo la Kinsella ci è in parte riuscita) e dell'educazione dei suoi figli.

Infine, altra considerazione: spero che questo romanzo tanto atteso non ci presenti un protagonista maschile utile solo a mettere in scena lo stereotipo del ragazzo di cui ci si innamora solo per la sua prestanza fisica.
La mia segreta speranza è che lui stesso (il bel Roxster, che mi ricorda un po' Rochester: sono fissata?!) riveli una personalità più profonda e interessante rispetto all'apparenza. E che possa anche arrivare a superare appunto le apparenze innamorandosi di una come Bridget, guardando (come fece Darcy) prima di tutto al suo cuore.

Altrimenti, PRETENDO che ci sia un eroe maschile alternativo in cui Bridget inciampi nella sua corsa verso il fatuo Roxster! In fondo, pensate ai precedenti Diari di Bridget: sarebbero stati altrettanto interessanti se la storia fosse stata improntata solo sul rapporto fra lei e quel cialtrone sentimentale di Daniel Cleaver? Vogliamo romanticismo, sentimento, non stereotipi cara Helen. Fosse anche a ritmo di tweet, darling.

Via | Vanity Fair

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