«Un sistema corrotto governa il premio Strega»



«Il premio Strega è governato da un sistema corrotto. Tutti già sanno chi andrà in cinquina: con la Avallone e Sorrentino se la giocheranno Pennacchi, Pavolini e Nucci». Queste le dichiarazioni assai esplicite rilasciate ad «Affari Italiani» da Raffaello Avanzini di Newton & Compton.

Dei dodici selezionati (qui la lista completa), l'editore Avanzini afferma che - come «tutti già sanno» - i cinque libri finalisti saranno:

Hanno tutti ragione del geniale regista Paolo Sorrentino (Feltrinelli);
Acciaio di Silvia Avallone (Rizzoli);
Canale Mussolini di Antonio Pennacchi (Mondadori);
Accanto alla tigre di Lorenzo Pavolini (Fandango);
Sono comuni le cose degli amici di Matteo Nucci (Ponte alle Grazie).

«Ma non mi arrendo», ha continuato l'agguerrito Avanzini, denunciando una vera e propria "stregopoli", «non faccio certo come Neri Pozza che ha deciso di dire basta ai premi. Io l'anno prossimo mi ripresenterò. Ci vuole qualcuno che si ribelli al sistema e combatta i loro giochetti torbidi". Ai quali «giochetti», peraltro, lo stesso Avanzini ha ammesso di partecipare.

Sempre ad «Affari Italiani» ha dichiarato: «non ho problemi ad ammettere che 'controllo' dai 10 ai 15 voti sicuri nella giuria dello Strega. Anzi, sa cosa le dico? Li farò votare scheda bianca». In che termini si articoli questo "controllo" non è dato sapere. Mazzette? Ricatti? Soggezione psichica?

Le accuse del patrono di Newton & Compton sembrano idonee a causare un vero "terremoto" nel mondo dell'editoria italiana. I primi effetti si vedranno presto, cioè al momento dell'ufficializzazione della cinquina dei finalisti. I fatidici nomi saranno proprio Avallone, Nucci, Pavolini, Pennacchi e Sorrentino?

E la magistratura s'interesserà di tutto questo? Siamo davvero sull'orlo di una clamorosa quanto desolante "stregopoli"?

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