"La quiete dopo la tempesta" di Giacomo Leopardi: testo, metrica, analisi e interpretazione

Testo, metrica, analisi e interpretazione di una delle poesie più note del poeta di Recanati


La quiete dopo la tempesta fa parte dei Canti di Giacomo Leopardi è databile fra il 17 e il 20 settembre 1829 e si colloca in una fase creativa in cui il poeta marchigiano partorisce Il sabato del villaggio, testo con molti elementi di poetica in comune con questo componimento.

La quiete dopo la tempesta: testo

Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L'artigiano a mirar l'umido cielo,
Con l'opra in man, cantando,
Fassi in su l'uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell'acqua
Della novella piova;
E l'erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornaliero.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passegger che il suo cammin ripiglia.

Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand'è, com'or, la vita?
Quando con tanto amore
L'uomo a' suoi studi intende?
O torna all'opre? o cosa nova imprende?
Quando de' mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d'affanno;
Gioia vana, ch'è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.

O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
E' diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D'alcun dolor: beata
Se te d'ogni dolor morte risana.

La quiete dopo la tempesta: metrica e forma

La quiete dopo la tempesta è una canzone di strofe libere di endecasillabi e settenari, con frequenti assonanze interne.

La quiete dopo la tempesta: analisi e interpretazione

La quiete dopo la tempesta, in un contesto di vita agreste, descrive il progressivo ritorno a una situazione di normalità dopo una situazione di sconvolgimento della routine dovuto a una tempesta. Nella riflessione di Leopardi questo ritorno alla normalità coincide con un “piacer figlio d’affanno” ovverosia con un godimento che nasce solo ed esclusivamente dalla cessazione del dolore.

La poesia è suddivisa in tre strofe: la prima descrive il paesaggio con toni idillici, la seconda riflette sul rapporto tra sofferenza e piacere, la terza e ultima conclude la poesia sottolinea come la Natura sia poco benigna e come “uscir di pena è diletto fra noi”. Il piacere, insomma, può nascere solamente dalla cessazione del dolore.

Foto | Pixabay

Ti potrebbe interessare anche:

Outbrain