"Di grammatica non si muore", di Massimo Roscia

Dall'autore de "La strage di congiuntivi" un manuale sulla grammatica

Avete ancora qualche settimana per far confusione tra congiuntivo e condizionale e per dare libero sfogo ai vostri strafalcioni grammaticali. Dal 30 agosto infatti, tutti in riga perchè arriva in libreria “Di grammatica non si muore. Come sopravvivere al virus della punteggiatura e allo sterminio dei verbi”, di Massimo Roscia.

Già autore de “La strage dei congiuntivi”, romanzo a tinte noir incentrato sulla morte di un assessore alla cultura che stravolge totalmente il mondo della grammatica, “Di grammatica non si muore” (Sperling & Kupfer), è un vero e proprio manuale di grammatica per quelli che la grammatica l’hanno sempre odiata. “Rimborso garantito al primo sbadiglio”, suggerisce l’autore per invogliare alla lettura e alla comprensione.

Un consiglio, soprattutto alle nuove generazioni, ad amare la lingua e a conoscerne appieno la grmmatica; sapere che le regole sono tante e molte le eccezioni, ma che con il buon senso ed un buon vocabolario niente è impossibile.
Un manuale redatto da chi nella grammatica crede fermamente, ma crede un po’ meno nell’approccio paludato tutto nozioni e casi noiosi. Così ha deciso di svecchiarlo, per dimostrare che le norme possono essere semplici, intuitive e persino amichevoli.

Roscia passa in rassegna le fondamenta dell’italiano e si diverte a calarle in esempi contemporanei (dai ritmi rap alle serie tv, dai fantasy ai videogame); riprende gli svarioni più comuni (dall’uso maldestro dell’accento all’abuso disinvolto dell’apostrofo) creando giochi promemoria per non essere più indotti in errore; si batte per la salvaguardia delle forme (utili) in estinzione, come il congiuntivo, e invoca il debellamento della pandemia di ciaone e apericena. Sempre all’insegna dell’uso pratico e vivo, perché la lingua è fatta per essere parlata, adattata, modificata, arricchita, cambiata, rivista, aggiornata, corretta, sempre e comunque amata.

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