Salone del Libro 2016, Adonis: “La libertà del mondo arabo verrà dalla donna”

Il poeta siriano Adonis, autore di “Violenza e Islam” ha dialogato con Maurizio Molinari


Adonis, 86enne poeta siriano, vissuto in Libano e da anni residente in Francia, è stato uno degli ospiti di punta del focus sul mondo arabo del Salone Internazionale del Libro 2016. Autore di Violenza e Islam di Guanda, Adonis ha dialogato con il direttore della stampa Maurizio Molinari.

Si è trattato di un incontro molto denso, nel quale Adonis ha cercato di chiarire molte delle complessità che riguardano il mondo arabo. Si è cominciato parlando proprio del rapporto fra Islam e violenza:

“Era necessario dire qualcosa, al di là della politica e esprimere quale sia il fondamento della violenza nella quotidianità del mondo arabo. Per comprenderlo bisogna capire che ci sono tre principali letture del Corano: una wahabita, fondata da un pensatore, quella sciita e quella mistica che capovolge il senso delle altre due e, come tutto quello che è bello e minoritario, viene rifiutata dalle due parti. Se si guarda ai primi califfati dobbiamo sapere che il nostro profeta era un commerciante, la sua prima sposa era una commerciante, il primo e secondo e terzo califfo erano commercianti, si deve vedere la dimensione del commercio come prima dimensione del mondo islamico. I primi cinquant’anni di storia dell’Islam sono stati anni di una guerra fratricida e autodistruttiva fra le stesse tribù, tre califfi sono stati assassinati. La violenza è connessa intrinsecamente alla fondazione del primo stato islamico: questo ha dato la possibilità di far leggere il testo coranico come un fondamento per il potere e per la politica e l’aspetto spirituale è stato messo da parte. Per questa ragione non si vede alcun aspetto spirituale: l’Islam è l’Islam della legge. Questo spiega il lato pratico della violenza che nasce perché si è insistito, sin da subito, sull’aspetto violento del testo coranico”.

Durante il suo dialogo con Molinari, Adonis ha insistito sulla grande differenza fra le letture dominanti del testo coranico e quella mistica:

“La lettura mistica viene respinta radicalmente per la sua differenza. Cosa ha fatto il misticismo? Ha cambiato la nozione dell’Islam. Dio non è una forza extramondana che dirige il mondo, ma Dio è nell’uomo, come nel cristianesimo. In secondo luogo ha cambiato la nozione di identità: per sunniti e sciiti l’uomo nasce musulmano, per i mistici no, l’identità è una creazione e l’essere umano crea la propria identità nel futuro, non in virtù del passato. Nell’Islam ufficiale sunnita l’altro è sempre un miscredente, deve essere messo da parte e scartato, per il misticismo, l’altro è una dimensione costituzionale dell’io. L’altro fa parte integrante ed essenziale dell’io, se faccio un viaggio verso me stesso devo passare attraverso l’altro. Inoltre, secondo i mistici, la realtà non è quello che vediamo davanti a noi: quella è solamente una parte della realtà. Per capire bene il visibile devo comprendere l’invisibile”.

Secondo Adonis, quindi, per capire bene l’attuale situazione politica è bene conoscere la lettura sunnita e quella wahabita in particolare che considera Maometto come l’ultimo dei profeti e sostiene che le verità da lui espresse saranno le verità ultime e non ve ne saranno altre. Inoltre, spiega Adonis:

“Se si è musulmani non si può lasciare l’Islam e se lo si lascia non si è più considerati come esseri umani”.

Per un musulmano che crede a questa lettura non c’è ricerca, la verità è già tutta nel testo e non è necessario cercarne un'altra. In Egitto, Marocco e Giordania i capi di governo hanno “aperto” a una nuova interpretazione giuridica del testo coranico, ma Adonis invita alla cautela:

“Spero che sia vero, ma mi chiedo anche a chi sarà affidata questa lettura. Una cosa è certa: è necessario separare Stato e religione. Questo non significa essere contro la religione, ma che il cittadino è libero di credere e di non credere. Io non penso esista una società credente che non accetti i non credenti. Bisogna chiedersi se questa nuova lettura libererà la donna dalla visione religiosa. Noi viviamo in società in cui gli individui hanno gli stessi doveri ma non hanno gli stessi diritti. Io ho seri dubbi riguardo al fatto che avvenga una rivoluzione in cui stato e religione vengono separati e ognuno è libero di credere o di non credere. È necessario istituzionalizzare la legge civica: se non vi è una legge civica per tutta la società non ci sarà nessun cambiamento. L’essere umano non vuole più la tolleranza perché la tolleranza significa che io ti tollero perché la verità sta dalla mia parte. Io sono contro la tolleranza, sono per l’uguaglianza”.

Secondo Adonis vi sono molti musulmani che si dicono musulmani ma sono moderni e aperti e rispettano le differenza: il problema quindi non è dei singoli individui, ma delle istituzioni e della religione come riferimento assoluto e istituzionalizzato. Il poeta siriano è convinto che se il suo Paese e il Libano qualora dovessero diventare liberi, si schiereranno dalla parte della laicità.

Molto interessante è la “visione” che Adonis ha del ruolo dei musulmani europei in un eventuale percorso realmente riformista del mondo arabo:

“Credo che si debba ripensare la situazione dei musulmani in Europa: vanno integrati, bisogna che la moschea non diventi un centro culturale ma abbia solo un ruolo religioso. Quello che è culturale c’è già nella società. Allo stesso tempo, bisogna che l’Europa riveda la propria politica. Ci vuole un po’ di etica. Paesi colonizzatori come Francia, Inghilterra e Italia, con un passato colonizzatore nel mondo arabo, hanno un debito etico ma non sembrano curarsene”.

Adonis è poi approdato al ruolo della donna e ne ha fatto il cuore della sua idea riformista:

“Le tre religioni monoteiste hanno disprezzato la donna. Anche nella Bibbia l’uomo è stato creato a immagine di Dio e la donna è nata da una costola dell’uomo. Questo la mistica lo rifiuta. Il problema della condizione femminile non si risolve se non si separa ciò che è religioso da ciò che è politico, culturale e sociale. La donna non avrà mai questa libertà se non si separa la religione dallo stato. Secondo il misticismo il fondamento dell’universo è la femminilità”.

Adonis capovolge la prospettiva e sottolinea come lo schiavo reale nel mondo arabo sia l’uomo e spiega come solamente la donna possa liberarlo, “perché la base dell’esistenza è la femminilità”:

“Sarebbe di fatto un ritorno alla cultura preislamica nella quale le tre grandi divinità erano donne. Nella tradizione del Medio Oriente preislamico la donna era la grande madre e grande dea e l’uomo era passeggero, assimilato al vento. Per cui io credo che la libertà verrà data dalla donna o non verrà data affatto”.

Foto | Salone del Libro

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