Un’odissea minuta, l’antiromanzo di Daniel Di Schüler


Il 16 giugno 2004 il ragionier Alberto Cappagalli viene folgorato dall’idea di descrivere la sua giornata nei minimi particolari. Una volta tornato nella sua casa di Commiserate Ontona, l’uomo si pone alla tastiera e inizia a descrivere il suo risveglio, fino al momento in cui inizia a farsi la barba. L’uomo scrive venti pagine, i 14 minuti che intercorrono fra il risveglio e la rasatura. Al mattino, però, la sua febbre creativa è esaurita e non ritornerà. Il testo resta nell’hard disc del suo computer per circa dieci anni fino a quando, dopo essere rimasto disoccupato, Alberto non lo ritrova.

A dieci anni di distanza quelle parole consentono ad Alberto di riallacciare il filo con la propria storia e con “la follia che aveva colpito lui e il suo mondo ad inizio millennio”.

È a questo punto, dopo appena una ventina delle 656 pagine complessive, che Un’odissea minuta di Daniel Di Schüler si trasforma da romanzo in antiromanzo. Per oltre 600 pagine vengono poste delle note alle pagine iniziali e queste note sono glossate da un secondo strato di note redatte da Daniele Scolari, cognato di Cappagalli. Ed è nelle note che Di Schüler racconta la vita di Cappagalli e disegna una storia sociale della provincia italiana nella quale si passa dalla malinconia al divertimento, dalla nostalgia alla meschinità. Sin dal titolo – Un’odissea minuta – e poi nella sua struttura “a strati” e post-moderna, Di Schüler evoca l’Ulisse di James Joyce.

Il romanzo di esordio di Di Schüler è stato finalista della XXVIII edizione del Premio Calvino, è in libreria da ieri, giovedì 12 maggio, ed è stato presentato quest’oggi al Salone Internazionale del Libro insieme ad altri tre concorrenti dello storico premio piemontese dedicato agli inediti che sono stati pubblicati di recente.

Via | Baldini e Castoldi

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