Analfabetismo, in Italia un adulto su quattro legge solo frasi brevi

Il 28 per cento degli italiani si limita a leggere frasi brevi

Per prenderla con ironia potremmo dire che la massima lettura che ci permettiamo sono i bigliettini dei biscotti della fortuna. Purtroppo di ironico c’è ben poco, visto che i dati che emergono dai recenti ultimi studi sull’analfabetismo sono preoccupanti.

I recenti risultati di “Adults skills in Focus”di marzo, pubblicato dall’Ocse-Piaac, rivelano infatti che seppur non esistano più gli analfabeti di una volta, quelli cioè incapaci di leggere e scrivere,  e che il 90 per cento conosce almeno l’alfabeto per leggere singole parole o frasi semplici, in Italia il numero di adulti – compresi tra i 16 e i 65 anni – appartiene alla categoria di persone che si limitano a leggere frasi brevi.

L’Italia, con il suo 28 per cento, occupa uno degli ultimi posti della classifica; dopo di noi troviamo la Spagna. Un problema, un handicap addirittura, visto che la scarsa capacità di saper leggere, scrivere ed esprimersi si riversa poi nella vita, nel lavoro e nelle relazioni sociali: mancano le competenze, i tempi di comprensione di un concetto sono più lunghi e tutto ciò comporta una profonda esclusione da ogni tipo di attività sociale, politica e anche da qualsiasi possibilità di miglioramento economico e di partecipazione.

Un aspetto interessante e preoccupante, anche perché alle soglie del 2016 avere una così vasta percentuale di “nuovi analfabeti” dimostra la quasi inesistente politica di educazione e alfabetizzazione nelle scuole rivolta agli adulti, anziani e agli immigrati.

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