Gli arabismi nella lingua italiana

Gli arabismi sono quelle parole provenienti dal mondo arabo e integratesi nel nostro vocabolario secoli fa, adattandosi alla nostra lingua.

Inutile negarlo, l'influenza araba nella nostra penisola è forte, e non soltanto nel sud Italia. Basta semplicemente esprimersi e conoscere l'italiano per scoprire che tantissime parole derivano proprio dalla lingua araba.

Parliamo di arabismi, termine con il quale si intende indicare una serie di parole provenienti dal mondo arabo e integratesi nel nostro vocabolario secoli fa, adattandosi alla nostra lingua. Termini che sono legati per lo più al mondo agricolo, oppure alle scienze e al mondo filosofico, ma non solo. Molte di queste parole sono rimaste nei vari dialetti d'Italia, mischiandosi e uniformandosi alla lingua del posto, soprattutto nelle città di mare, da Genova a Venezia a Palermo, che in passato avevano rapporti commerciali con il mondo arabo. Ad esempio.

Il fondaco (albergo, locanda) non è altro che l’italianizzazione dell’arabo funduq, mentre magazzino deriva da mahzen, granaio, oppure amaro, che deriva da marara, ancora utilizzato in molte forme dialettali.

Alcune parole  hanno mutato il loro significato originale: è il caso di meschino, dall’arabo meskin, da loro utilizzato in modo pietistico come “Poverino”, da noi in tono negativo (anche se in Sicilia il significato è rimasto inalterato).

Altri termini hanno modificato i fonemi difficilmente pronunciabili nella nostra lingua: così habib (amore, tesoro) a Genova diventa gabibbo, usata per indicare un amico; oppure Scialla, utilizzato per salutare, che deriva da  inshaallah (se Dio vuole). Altri casi di arabismi sono legati a parole legate al lessico militare, marinaresco e commerciale, ma anche astronomico (azimut, nadir, zenit), matematico (algebra da al-giabr) e scientifico (chimica da al-kimia).

Stessa cosa per i prodotti alimentari importati -  limone da leimun, riso da aruz, zucchero da sukkar – o da alcuni luoghi - marzapane dalla città di Martasapan . Non vi basta? Zafferano viene da za’faran, albicocco da al-barquq, carciofo da harsiuf, melanzana da badingian, zibibbo da zbib, uvetta. Tariffa deriva da  ta’rifa (notizia pubblicata), magazzino da makahzin, bizzeffe  da bizzaf, (grande quantità), pigiama da payjamé (vestito con le gambe), caffè da kahvè e  ancora. Insomma, quello che la società divide, la cultura unisce.

 

 

 

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