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Non-morta e disoccupata, di MaryJanice Davidson. Secondo volume per Queen Betsy

Non-morta e disoccupata, di MaryJanice Davidson, è il secondo libro della serie…

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"Musica per…

La raccolta dai mille volti e altrettanti scenari.

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Le 13 cose, di…

Tredici motivi per leggere il romanzo “Le 13 cose” di Alessandro Turati.

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Azazel, di Youssef Ziedan

Pubblicato da Roberto Russo

Azazel, di Youssef ZiedanAzazel di Youssef Ziedan è un corposo romanzo storico-teologico che ha molti pregi e qualche difetto (Azazel è uno dei nomi del diavolo che interloquisce con il protagonista). Tra i pregi c’è il ripercorrere la storia dell’ortodossia e dell’eterodossia dei primi secoli del cristianesimo con varie domande che accompagnano la lettura: nasce prima l’ortodossia o prima l’eresia? Chi stabilisce che una dottrina è eretica? E chi sancisce che un’altra dottrina, invece, è ortodossa? Yousse Ziedan – studioso egiziano specializzato in studi arabi e musulmani nonché direttore del Centro dei manoscritti e del Museo affiliato alla Biblioteca d’Alessandria – mostra una seria competenza in materia e riesce a tradurre, con una prosa ammaliante (anche se talvolta pesante), concetti teologici che per molti potrebbero risultare ostici.

Interessante, poi, che a scrivere di dispute teologiche sulla natura del Cristo sia un musulmano: se per qualcuno può essere un limite che Ziedan filtri attraverso la sua ottica islamica la proposta della natura di Gesù, a mio modo di vedere è invece una ricchezza, dal momento che permette di vedere il personaggio Gesù da altri punti di vista.

Nel nome di Dio Altissimo, inizio a scrivere quella che è stata ed è la mia vita, descrivendo ciò che accadeva attorno a me e gli orrori che mi bruciavano dentro. Questa mia cronaca, che non so né come né quando finirà, comincia nella ventisettesima notte del mese di tot (ayful, settembre) dell’anno dei Martiri 147, che corrisponde all’anno 431 dalla nascita di Gesù Cristo. Questo è l’anno infausto nel quale il venerabile vescovo Nestorio è stato deposto e scomunicato, e i pilastri della religione hanno tremato. Potrei parlare dei peccati e dei tormenti che io e la bella Marta abbiamo vissuto, opera dell’astuto e maledetto Azazel, o raccontare dell’abate di questo monastero dove dimoro senza trovare pace. E al tempo stesso racconterò quello che mi è accaduto da quando sono partito dal mio paese natio, che si trova nei pressi della città di Assuan, nell’Egitto meridionale, dove scorre il Nilo, il fiume che la gente credeva sgorgasse dalle dita degli dèi e quindi dal Cielo. Da piccolo anch’io, come loro, credevo a questa favola, finché non imparai ciò che ho imparato a Nag Hammadi, ad Akhmim e poi ad Alessandria. Compresi allora che il Nilo è un fiume come tutti gli altri, che le cose si assomigliano fra loro, e che siamo noi a distinguerle l’una dall’altra attraverso le fantasie, le opinioni e le credenze delle quali le rivestiamo […] Quando finirò ciò che ho iniziato stanotte lo metterò in quella cassa, insieme ai Vangeli proibiti e ai libri vietati, e seppellirò tutto sotto i blocchi di marmo sparsi nei pressi del portale del monastero. Chiuderò ermeticamente la cassa e ricoprirò i blocchi con la terra. Così avrò lasciato qui qualcosa di me, prima della mia partenza definitiva, quando avrò concluso la clausura di quaranta giorni che inizio oggi, per scrivere questo resoconto di cui non ho dato notizia a nessuno.

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Non-morta e disoccupata, di MaryJanice Davidson. Secondo volume per Queen Betsy

Pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

non-morta-e-disoccupata-davidson-delos Non-morta e disoccupata, di MaryJanice Davidson, è il secondo libro della serie chick-lit vampirica e ironica Undead/Queen Betsy, in uscita per la collana Vampiri & Paletti di Delos Books.

Nel primo libro abbiamo conosciuto la kinselliana e tragicomica protagonista, trentenne, single, modaiola che, dopo esser bizzarramente diventata vampira, aver combattuto contro i cattivi e in attesa dell’ultimo modello di sandali rossi Jimmy Choo, si appresta, secondo le profezie, a governare i vampiri come Regina per mille anni, involontariamente a fianco dell’affascinante (Eric) Sinclair, divenuto Consorte e Re, grazie a quattro salti nel letto con lei (d’altronde, le profezie…).

Nel nuovo, divertente volume Betsy, nonostante la regalità, deve comunque guadagnarsi da vivere. E lo fa riuscendo a farsi assumere da Macy’s, nel reparto scarpe (la sua passione). Ma gli affari vampirici non le danno tregua. Una gang pericolosa, finanziata da un personaggio misterioso, pare aver preso di mira proprio il suo regno e la Regina - tra l’acquisto di un paio di scarpe e l’altro, il trasferimento in una nuova, grande casa e battibeccando con il non voluto marito - deve darsi da fare per risolvere la situazione.

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"Musica per camaleonti" di Truman Capote

Pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

Musica per camaleontiSe lo scrittore deve assomigliare ad un camaleonte si può a buon diritto affermare che l’americano Truman Capote fosse uno dei più dotati. Sapeva attraversare da una pagina all’altra tutte le tinte del noir, per poi sfociare allegramente nell’amaro affresco sociale e nella descrizione puntuale ed acuta dell’umanità contemporanea. Aveva a cuore le miserie della gente, per la quale dimostrava alternativamente sincera partecipazione o critiche cinicamente spietate. Rifiutato ed afflitto da vicende personali e familiari complicate, era animato dal disincanto, eppure, in alcuni sprazzi singolari dei suoi discorsi, sapeva ricostruire una parvenza credibile di sogno.

In “Musica per camaleonti”, articolata raccolta di affreschi-brevi, impreziosita dalla lunga digressione di “Bare intagliate a mano. Cronaca vera di un delitto americano”, lascia spazio al suo sguardo di cronista e di personaggio mondano. Tra conversazioni con alcune icone e ricordi del profondo sud, mette in piedi una serie di ritratti vibranti, istantanee di donne piacenti e di uomini dal piglio feroce, che emergono sullo sfondo di un paese dai molteplici scenari. Dal mardi gras di New Orleans ai moli di New York, dal braccio della morte alla libertà de La Martinica, tutto sembra trasudare dolcemente vendetta, come la descrizione di Marilyn Monroe.

“Oh, sì,” mi comunicò la signorina Collier, “ha qualcosa dentro. E’ una bellissima bambina. Non mi riferisco a ciò che è ovvio…forse troppo ovvio. Non credo affatto che sia un’attrice, in senso tradizionale. Ciò che ha - questa presenza, questa luminosità, questa intelligenza a sprazzi - non potrebbe mai emergere su un palcoscenico. E’ così fragile e sottile che solo l’obiettivo può coglierlo. Come il volo di un colibrì: solo una cinepresa può fissarne la poesia. Ma chiunque pensi che questa ragazza sia semplicemente un’altra Harlow o che, è pazzo. A proposito di pazzi, ecco su che cosa abbiamo lavorato: Ofelia. Immagino che certuni riderebbero all’idea, ma potrebbe davvero essere un’Ofelia squisita. Parlavo con Greta, la settimana scorsa, e le ho detto dell’Ofelia di Marilyn, e Greta ha risposto che sì, poteva crederci perché aveva visto due suoi film, roba molto brutta e dozzinale, ma egualmente aveva intravisto le possibilità di Marilyn. Anzi Greta ha avuto un’idea divertente. Sai che vorrebbe fare un film del Dorian Gray? Dorian sarebbe lei, si intende. Be’, ha detto che le piacerebbe avere Marilyn nella parte di una delle ragazze che Dorian seduce e rovina. Greta! Così mal sfruttata! Così ricca di talento… e somiglia un po’ a Marilyn, se ci pensi bene. Certo Greta è un’artista consumata, un’attrice perfettamente padrona del mestiere. A questa bella bambina manca ogni concetto di disciplina o di sacrificio. Chissà perché, ma non credo che arriverà molto in là con gli anni. Assurdo, ma in qualche modo sento che se ne andrà giovane. Spero, prego vivamente che viva abbastanza per liberare quello strano, incantevole talento che si aggira in lei come uno spirito imprigionato.”

Via | sindromedistendhal.com

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Le 13 cose, di Alessandro Turati

Pubblicato da Roberto Russo

Le 13 cose, di Alessandro TuratiLe 13 cose è il primo romanzo di Alessandro Turati ed è pubblicato dalla Neo. edizioni (che faceva parte dei Nuovi Editori Indipendenti al recente Salone del Libro di Torino). Sul sito della casa editrice così troviamo riassunto il libro:

13 sono le cose da fare. Le ha segnate Emilie su un foglio di carta otto anni fa. Da allora, Alessio lo tiene sempre in tasca. Ogni tanto lo apre e lo legge come fosse un rituale, un esercizio da fare per sopportare un’assenza. Si dice che il problema sia di chi resta, non di chi se ne va. Emilie se n’è andata, portata via da un cancro. Alessio le è sopravvissuto. Sono passati otto anni ed è ora che tutto ha inizio.

Turati è veramente bravo nel condurci nei vari trip mentali del protagonista del romanzo ed è difficile scrivere di questo romanzo senza dire troppo. Per questo, in linea con il titolo, faccio il mio elenco di tredici motivi per cui vale la pena di leggerlo.

  1. È scritto bene, molto bene.
  2. È un romanzo strano, che all’inizio forse non riesci a comprendere ma poi se ti lasci prendere dalla narrazione riesci ad annodare tutti i fili.
  3. È un unico romanzo, ma le storie narrate sono tante, più di tredici.
  4. Inizi a leggerlo con un sorriso, poi lo chiudi perché non ci capisci più nulla, ma poi sei costretto ad aprirlo perché ti chiedi in continuazione cosa c’entri quel cadavere del primo capitolo con le “prove di schizofrenia” scritte prima del capitolo iniziale.
  5. L’avvertenza all’inizio (a mo’ di bugiardino dei medicinali) è preziosa: “L’autore di queste scempiaggini ha quasi 30 anni. Per questo motivo il seguente testo è privo di contenuti. Voi direte: La motivazione non regge! D’accordo”.
  6. Perché il testo è disseminato di battute assurde e demenziali che mi sono rimaste impresse. Una? “Quando un australiano compra un boomerang nuovo, come fa a buttare via quello vecchio?”.
  7. Si tratta di un libro sporco (non nel senso di porno!), che racconta di situazioni di sporcizia dalle quali tutti noi ci teniamo ben lontani. Eppure qui non possiamo fare a meno di entrarci per capire quel che succede.
  8. Perché i titoli dei tredici capitoli non ti fanno capire un bel nulla di quello che ci troverai dentro (tipo: Cagna maiala o Tira la riga).
  9. Perché l’esperimento di lettura delle poesie di Guido Gozzano è da provare: “Ad ogni modo, è mattina e sono sveglio e non so cosa cazzo fare. Una cosa bella, per passare il tempo, è leggere l’ultima riga delle poesie di Gozzano. Per esempio: Triste è il pensare di esser cucinato. Oppure: Donna: mistero senza fine bello! O ancora: Rispose: Forse! Perché non v’uccidete?”.
  10. Perché Aida, la coprotagonista (diciamo così) ispira simpatia.
  11. Al termine della lettura capisci il perché di tanta solitudine.
  12. Perché l’elenco delle tredici cose non è un solo elenco, ma ne sono due. E quando leggi il primo elenco ti pare di aver scoperto tutto il significato del libro. Poi arriva il secondo…
  13. Perché i capitoli finali sono così belli che ti fanno venire voglia di ricominciare daccapo per cogliere alcuni aspetti che potrebbero essere sfuggiti.

Alessandro Turati
Le 13 cose
Neo. edizioni, 2012
ISBN 978-88-96176-09-2
pp. 112, euro 12

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I sonnambuli, di Paul Grossman

Pubblicato da Giammarco Raponi

Raccontare l’orrore di uno dei periodi storici – gli anni Trenta e Quaranta – più frequentati dalla narrativa senza cadere nella ripetizione, non è cosa facile. Eppure, Paul Grossman con un thriller ci riesce: I sonnambuli, edito per i tipi TimeCrime (Fanucci).

Siamo nella Berlino del 1932 – perfettamente ricostruita –, la repubblica di Weimer è agli sgoccioli e inizia a diffondersi l’idea dell’uomo nuovo che può riportare in auge il popolo tedesco, dopo la disfatta della Prima Guerra Mondiale. Ma iniziano a diffondersi anche altre idee sugli ebrei, gli zingari e via dicendo.

E proprio un ebreo, Willi Kraus, è il più celebre poliziotto della Germania per aver scovato e arrestato un killer chiamato Il divoratore di bambini. Una storia agghiacciante che ha fatto di Willi una persona rispettata e conosciuta. Ma ciò che Willi sta per affrontare è ben altro.

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"Un portone chiuso in faccia al tiranno" di Pietro Gargano

Pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

Palazzo Serra di Cassano
Correva l’anno 1999, e si festeggiavano, con una riapertura fortemente simbolica, i duecento anni intercorsi a partire della breve esperienza della Rivoluzione Napoletana, che con i relativi centoquarantaquattro giorni della breve Repubblica Partenopea, aveva istillato un alito di libertà che da Parigi era arrivato fino alle pendici del Vesuvio, coinvolgendo nei suoi ideali libertari e progressisti, una parte della nobiltà locale. Se il vento di speranza aveva soffiato forte come lo scirocco, negli animi oppressi dei napoletani, lo scacco fu ancora più duro e la repressione estremamente sanguinosa, attuata grazie al sostegno degli stessi francesi, piegò valori e segnò il futuro dell’intero meridione.

Ma il giovane Gennaro Serra di Cassano, insieme al fratello Giuseppe e a uno stuolo di spiriti illuminati, tra i quali spiccava Eleonora Pimentel Fonseca, seppero infondere nel fronte repubblicano un’energia inaudita. Il racconto di tale forza, e della cocente delusione che seguì, sta tutto in uno scorcio rivoluzionario tracciato da Pietro Gargano: “Un portone chiuso in faccia al tiranno: Gennaro Serra di Cassano” libricino giallo che ripercorre brevemente la storia di un ingresso rimasto sbarrato per duecento anni, quello del Palazzo Serra di Cassano a Monte di Dio, oggi sede dell’Istituto Italiano per gli studi filosofici di Napoli, che il conte Luigi Serra di Cassano sbarrò in seguito alla morte dell’amato Gennaro.

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I demoni della notte, di Kim Harrison. Quinto libro per Rachel Morgan

Pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

i-demoni-della-notte-harrison-fanucci I demoni della notte, di Kim Harrison, è il quinto volume della serie urban fantasy su Rachel Morgan, The Hollows, e il seguito de Il fascino della notte.

Dopo il volume precedente, a mio gusto, troppo verboso e descrittivo (di microazioni, pensieri, elocubrazioni mentali e noiose puntulizzazioni sulla relazione Rachel-Ivy), a scapito dello sviluppo della storia, ci ritroviamo, nel nuovo romanzo, a fronteggiare le conseguenze del recupero del focus, antico oggetto di potere in grado di trasformare umani in mannari e quindi di togliere la supremazia ai vampiri tra le popolazioni soprannaturali (qui per un velcoe recap sulle “puntate” precedenti).

E proprio il focus sarà al centro delle azioni de I demoni della notte. Tutti vorranno impossessarsene: mannari, vampiri, demoni, tra cui Al, che farà la sua ricomparsa, e anche Trent (attenzione, spoiler per chi non è in pari con la serie), l’affascinante elfo-bad boy che, finalmente, tornerà in scena (oscurando, a mio avviso, Kisten e Nick, rispettivamente attuale fidanzato vampiro ed ex-fidanzato umano e ladro, Nick). E mentre le cose si faranno vorticose e travolgeranno, come al solito, la nostra strega di terra pasticciona e attira-guai e i suoi amici, ci avvicineremo a un finale che lascerà di stucco molte lettrici. Perchè qualcuno morirà…

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La classifica degli eBook secondo Booksblog - settimana dal 14 al 20 maggio 2012

Pubblicato da Roberto Russo

Classifica settimanale degli eBook

Per quel che riguarda gli eBook questa è stata la settimana di Haruki Murakami e del suo 1Q84. È stata realizzata, infatti, un’offerta superscontata per ventiquattr’ore e questo ha fatto sì che il titolo pubblicato da Einaudi sia schizzato ai vertici della classifica settimanale degli eBook e sia presente in quasi tutti gli store online (sui nove store presi in esame il titolo è assente solo da Bol).

Nel resto della classifica abbiamo vari titoli che sono degli habitué della classifica settimanale degli eBook redatta secondo i criteri di Booksblog. Da notare la massiccia presenza di Suzanne Collins che occupa il secondo, il terzo e il sesto posto. Da sottolineare anche la presenza di due eBook riguardanti la Juventus e la sua vittoria dello scudetto (al sesto posto della classifica). Ecco tutti i titoli in classifica.

  1. Haruki Murakami, 1Q84
  2. Elizabeth von Arnim, Un incantevole aprile
  3. Suzanne Collins, Il canto della rivolta. Hunger Games
  4. Suzanne Collins, La ragazza di fuoco. Hunger Games; Daniel Vogelmann, Le migliori barzellette ebraiche
  5. Stefano Benni, L’ora più bella; Erri De Luca, Il turno di notte lo fanno le stelle; Francesco De Nobili, Lavoro Web. Costruisci il tuo sito per crearti opportunità di lavoro; Osho, La vita è semplicissima
  6. Amy Bratley, Amore zucchero e cannella; Giuseppe Bortolussi, Da Tremonti a Monti. Il grande Salasso; Suzanne Collins, Hunger Games; Gli anni dell’antimafia; Massimo Gramellini, Fai bei sogni; Juve campione. Storia di un anno indimenticabile; Juventus, ritorno in paradiso; Lucrezio, La natura delle cose. Libro V; Valerio Massimo Manfredi, Il faraone delle sabbie; Daniel Pennac, La lunga notte del dottor Galvan; Marshall Govindan Satchidananda, I sutra del Kriya yoga di Patanjali e dei Siddha; M.L. Stedman, La luce sugli oceani; Giuseppina Torregrossa, Panza e prisenza
  7. L. Armando, Tecniche di memorizzazione veloce; Matteo Caccia - Tiziano Bonini, Voi siete qui; Patrick O’Brian, Blu oltre la prua
  8. Aristofane, Lisistrata; Donato Carrisi, La donna dei fiori di carta; Pietro Ciancimino, Nozioni elementari di backtrack; Angelo D’Antonio, L’incubo del babau; Valentina D’Urbano, Il rumore dei tuoi passi

Foto | Flickr

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"Di questa vita menzognera", Giuseppe Montesano

Pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

Di Questa Vita MenzogneraCosa succede se una famiglia pseudo-camorristica, composta da strani personaggi, si mette in testa di trasformare la città di Napoli in un grande parco giochi a tema storico? Naturalmente il caos, perché, com’era prevedibile, se gli abitanti si lasciano inizialmente trascinare, perfino con un certo entusiasmo interpretativo, nella monumentale (e commercialissima) trasformazione, ciò non toglie che mantengano almeno una parvenza di normalità. Una sottile ribellione guidata dall’archeologo Scardanelli e dalla fedele Nadja, serpeggia nei vicoli del centro storico e complotta per opporsi ad uno smembramento innaturale, pronto a sacrificare secoli di storia per riportare la metropoli a fasti romani ricostruiti in plastica e gesso dorato.

Ma in fondo il mondo alla rovescia descritto da Giuseppe Montesano, indimenticabile autore de “Il ribelle in guanti rosa”, nelle pagine fitte intitolate “Di questa vita menzognera”, non è poi così distante dalla realtà. Scenario sfigurato delle megalomanie dei nuovi imperatori Negromonte, ed esacerbato palco, per una modernità iconicamente kitsch, “strabordante” delle arroganze del potere e farcita dell’ebrezza del denaro, che non esita a dar bella mostra di sé, fino al parossismo del cattivo gusto. Mentre il monumentale progetto di Eternapoli procede a gonfie vele, e i rampolli saccheggiano le bellezze storiche dell’antica Partenope, il dandy Cardano, indegno marito di Amalia Negromonte, si consuma fra citazioni baudeleriane e paradisi artificiali. L’assurdità della famiglia, raccontata attraverso il punto di vista del suo segretario Roberto, assume punte di comicità amara e si dipana in riti educativi rovesciati, fino al climax della morte “dell’evangelico Andrea”, tragico innesco di una fine imminente, consumata a colpi di capitone.

Non mi importava dove stavamo andando, volevo sapere se Nadja mi amava, e balbettando glielo chiesi. Ma la voce del Calebbano coprì la sua risposta, e vidi solo gli occhi che scintillavano sotto la mascherina.
“…Noi non odiamo i nostri nemici, vogliamo amare tutti, e vogliamo che tutti condividano il nostro sogno. Bisogna amare ciò che il popolo ama e odiare ciò che il popolo odia. E voi mi amate perché siamo una grande famiglia…”
“Ciro attento, ci sono i Pulcinella!”
I Pulcinella giravano a gruppi di cinque o sei, con i bastoni in mano e le trombette, e e nessuno gli badava. Erano le guardie speciali dei Negromonte che giravano travestite, avevano le foto segnaletiche di Ciro e Nadja, e bisognava stare attenti a non insospettirli. Sbucammo in quella che doveva essere piazza San Gaetano, ma la piazza non esisteva più. Il tempio dei Dioscuri si stagliava alla nostra destra con il frontone di plastica, e a terra il cemento imitava il lastricato romano. Stavano mimando la Morte di Masaniello, e quando la testa rotolò sul palco tutte le mani si allungarono per cercare di afferrarla, le donne si spintonarono per sputargli in faccia e tra gli urrà un bambino che era riuscito a prenderla per i capelli la lanciò in aria con un calcio.

Via | feltrinellieditore.it

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Melissa Bassi ricordata dalle compagne e dai compagni di scuola con un instant eBook

Pubblicato da Roberto Russo

Melissa Bassi ricordata con un instant eBook dalle compagne e dai compagni di scuola

A scuola si dovrebbe morire solo di noia. Scrive così un collega di studi di Melissa Bassi, la ragazza uccisa a Brindisi nell’attentato di sabato scorso. Studenti e studentesse dell’Istituto professionale Morvillo-Falcone e del Majorana di Brindisi, infatti, hanno realizzato un instant eBook per ricordare la loro compagna deceduta.

La prossima esplosione saranno le nostre parole è il filo rosso che guida questo eBook (in pdf) che è scaricabile dal sito del ministero dell’Istruzione. Attraverso la parola si cerca di elaborare quanto è accaduto e, grazie alla tecnologia degli eBook, è possibile rendere fruibile tale cammino a molte persone. Traduzione concreta di una frase di Giovanni Falcone che troviamo in apertura di eBook:

Chi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa; chi parla e cammina a testa alta muore una volta sola.

Foto | TMNews

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